venerdì 31 dicembre 2010

2010: l’anno delle catastrofi

2010: un anno all’insegna di ondate di calore, terremoti, inondazioni, eruzioni vulcaniche, super tifoni,bufere di neve, frane e siccità, che hanno ucciso complessivamente almeno un quarto di milione di persone, il più mortale anno dell’ultima generazione. I climatologi dicono il clima della Terra sta cambiando grazie alle attività umane, portando il pianeta a condizioni meteorologiche estreme. I dati preliminari mostrano che 18 paesi quest’anno hanno rotto i record per il giorno più caldo di sempre.

Mentre il terremoto di Haiti, l’ondata di caldo in Russia e le inondazioni in Pakistan sono stati i principali assassini, terremoti fatali hanno colpito anche Cile, Turchia, Cina e Indonesia in uno degli anni più attivi sismici degli ultimi decenni. Quest'anno è considerato il peggior anno per i terremoti dal 1970. SoIo le inondazioni quest’ anno hanno ucciso più di 6.300 persone in 59 nazioni a settembre, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità. Paesi sommersi comprendono Cina, Italia, India, Colombia e il
Ciad. Il super tifone Megi, con venti di oltre 200 km / h, ha devastato le Filippine e parte della Cina.

Le catastrofi hanno causato 222 miliardi di dollari in perdite economiche nel 2010, secondo SwissRe. Questa è una cifra più alta del solito, ma non un record, perché le catastrofi di quest'anno hanno spesso colpito zone povere.

Un vulcano in Islanda ha paralizzato il traffico aereo per giorni in Europa, interrompendo i viaggi per più di 7 milioni di persone. Altri vulcani in Congo, Guatemala, Ecuador, Filippine e Indonesia hanno portato all’evacuazione di migliaia di persone. New York City ha avuto un tornado. Un chicco di grandine di quasi due chili e di 8 centimetri di diametro è caduto nel Dakota del Sud nel mese di luglio, stabilendo un record negli Stati Uniti. Nel giro di 24 ore nel mese di ottobre, l'Indonesia ha vissuto un incubo da record: un fatale terremoto di magnitudo 7,7, uno tsunami che ha ucciso oltre 500 persone e un’ eruzione vulcanica che ha causato la fuga di più di 390.000 persone. Questo dopo le inondazioni, le frane e terremoti che avevano ucciso centinaia di persone sin dall'inizio dell'anno.

E 'stato inoltre anche un anno di catastrofi tecnologiche causate dall'uomo, con i danni causati dall’uscita di petrolio della BP nell’oceano ed i minatori intrappolati in Cile per decine di giorni.

Insomma, un vero e proprio anno da record...

LE PRINCIPALI CATASTROFI DEL 2010:

TERREMOTI

12 gennaio - Un terremoto di magnitudo 7 gradi sulla scala Richter ha ucciso 300.000 persone ad Haiti, causando 310.000 feriti e 1,5 milioni di senza tetto. Haiti, il paese più povero d'America, subisce anche il danno di 7,754.3 milioni di euro per il terremoto che ha distrutto 250.000 edifici, in particolare a Port au Prince.



27 febbraio - Un terremoto di magnitudo 8,8 gradi della scala Richter e un successivo tsunami colpisce il Cile, causando 521 morti, 56 dispersi, 800.000 senza tetto e perdite di 30.000 milioni di dollari.

14 aprile - Un terremoto di magnitudo 7,1 sulla scala Richter nel Qinghai(Cina), causa 2.698 morti, 270 dispersi e 12.000 feriti.

26 ottobre - Un terremoto di magnitudo 7,5 gradi della scala Richter e un successivo tsunami scuotono l'isola di Sumatra (Indonesia), causando 454 morti e 88 dispersi.

VULCANI

15-20 aprile - l’eruzione in Islanda del Eyjafjalla ha creato una nube di cenere che ha costretto a chiudere nel mese di aprile, lo spazio aereo europeo e ha causato il caos più grande nella storia della dell'aviazione. La nube vulcanica ha colpito 25 paesi europei, 10 milioni di passeggeri e ha costretto a cancellare 9.372 voli in Europa causando perdite alle compagnie aeree di 1.700 milioni di dollari.



28 maggio - potente eruzione del vulcano Pacaya in Guatemala, lasciando dietro di se 3 morti, 3 dispersi, 67 feriti, 2.000 persone evacuate e migliaia di senzatetto.

26 ottobre - 21 novembre – erutta il vulcano Merapi (isola di Giava, Indonesia): 304 morti e 400.000 sfollati. La prima eruzione del 26 ottobre, con 38 decessi, si è verificata dopo un terremoto di 7.5 gradi e uno tsunami che ha lasciato 454 morti e 88 dispersi nelle isole dell'Indonesia Mentawai.

ALLUVIONI

Maggio – agosto - le alluvioni monsoniche in Cina causano 3.185 morti, 1600 dispersi, 15.200 mila sfollati, 230 milioni di persone colpite e dei danni per 55.000 milioni di dollari.

Agosto - le piogge monsoniche, il fango e le inondazioni in Pakistan lasciano 1.752 morti, 21 milioni di persone coinvolte, tra cui 8,7 milioni di persone senza tetto. Inondati 160.000 km2 (20% del territorio) e danni da 43.000 milioni di dollari.



4 Ottobre - 11 Novembre, inondazioni e frane nel sud-est asiatico hanno causato almeno 502 morti e 142 dispersi. In Thailandia, ci sono 203 morti e sono state colpite 8 milioni di persone, in Indonesia, 148 morti e 123 dispersi, in Vietnam, 149 morti, 19 dispersi e 170.000 evacuati. Nelle Filippine, lasciando 26 morti e 332.000 colpiti e la Cambogia, otto morti.

URAGANI, TIFONI E CICLONI

30 maggio, "la tempesta" Agatha "in America Centrale causa 317 morti e migliaia di senzatetto. In Guatemala, ha causato 170 morti, 101 dispersi e 231.048 colpiti, in El Salvador, 10 morti e 2 dispersi e in Honduras, 17 morti e una mancante. Danni per 1.100 milioni di dollari.

26 giugno -01 Luglio l’uragano Alex ha lasciato 34 morti in America centrale,cinque in Nicaragua, due in Guatemala, sei in El Salvador e 21 in Messico. Danni per 1.885 milioni di dollari.

12-18 luglio, il tifone Conson lascia 76 morti nelle Filippine, 72 dispersi e 153.426 senzatetto, causando un danno di 3.183 mila dollari. Nell'isola cinese di Hainan ha causato due morti e 40.000 sfollati, e un morto e dieci dispersi in Vietnam.

19-27 settembre, il tifone Fanapi ha causato in Cina, 75 morti, 61 dispersi, 128.000 evacuati, un milione e mezzo di persone colpite e dei danni e 745 milioni dollari a Taiwan,tre morti, 76 feriti e 10.000 sfollati.

17-29 settembre, le piogge causate degli uragani "Karl" e "Matthew" hanno creato 53 morti e 13 dispersi in Messico e in Nicaragua. "Karl", categoria 3, causando 14morti, 40.000 sfollati e 500.000 senzatetto in Messico e "Matthew" in Messico, quindici morti, tre dispersi e 150.000 evacuati e quattro sono morti in Nicaragua. Il collasso di due colline a causa della pioggia ha anche lasciato 20 morti e 7 dispersi.

giovedì 30 dicembre 2010

Erutta il vulcano Bromo, a rischio 25.000 persone

L’attività del Monte Bromo continua ad aumentare. Se in precedenza aveva emesso soltanto cenere, sabbia e ghiaia, questa montagna nell’est di Java ora sta tirando fuori grumi di lava incandescente.
"C'è stata un'esplosione per 27 minuti, ieri sera alle ore 22:00 circa. L'eruzione ha tirato fuori pezzi incandescenti", ha detto oggi Gede Suantika, Responsabile del Centro di Vulcanologia e Disaster Mitigation (PVMBG) Bandung.
Grumi in forma di ciottoli illuminati. Tuttavia, la caduta del materiale è ancora intorno al cratere, quindi è ancora sicuro per i residenti nei dintorni di Bromo.
L'eruzione, ha detto Gede è più grande rispetto alla precedente eruzione. Anche per quanto riguarda il rombo vale la stessa cosa.

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La sua eruzione mette a rischio le possibilità di sussistenza di circa 25mila persone. Situata nel distretto di Probolingo, la montagna offre scenari meravigliosi. E vicino c’è un altro luogo di grande bellezza: un deserto di sabbia su cui sono collocati un tempio indù e una “caldera” vulcanica. I turisti sono attratti soprattutto dallo spettacolo del levar del sole contemplato dai fianchi della montagna.

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Il monte Bromo ha aiutato in maniera decisa le attività economiche. I residenti della zona sono in larga parte impiegati in attività turistiche: alberghi per gli escursionisti, guide, piccoli ristoranti, affitto di cavalli e di jeep per le gite. Ma l’attività eruttiva in rapida crescita sta sconvolgendo la vita dei tre distretti; migliaia di persone sono state obbligate a procurarsi delle maschere, per difendere il volto dal calore. Le notizie più recenti dicono che le strade principali che conducono alla montagna sono state inondate di spessa cenere. La pioggia frequente in questo mese di dicembre unita alla cenere rende le strade molto scivolose. Le autorità locali hanno proibito l’accesso ai turisti per ragioni di sicurezza.

L’eruzione sta distruggendo  anche l’economia locale. I residenti traggono il loro guadagno soprattutto dal commercio di verdure ai mercati della zona. I contadini sono già stati danneggiati nei mesi scorsi dall’eruzione del Merapi. Secondo una stima delle’agenzia statale Antara almeno 25 mila persone sono seriamente colpite dall’eruzione, e corrono il rischio di restare senza lavoro e mezzi di sussistenza.

fonte: http://www.asianews.it/notizie-it/Java,-erutta-il-vulcano-Bromo.-A-rischio-la-vita-di-25mila-persone-20378.html, http://us.surabaya.detik.com/read/2010/12/30/161015/1536113/475/bromo-terus-semburkan-abu-gempa-dangkal-tak-terdeteksi?881104465

Filippine: 4.000 evacuati per gravi inondazioni

Gravi inondazioni generate da forti piogge nei giorni scorsi hanno spazzato via Legazpi City in Albay e almeno quattro comuni della provincia nelle Filippine, uccidendo due persone, tra cui una donna di 80 anni, e portando all’evacuazione di quasi 4.000 persone dalle loro case.
Come risultato, il governatore Joey Salceda ha posto tutta la provincia in uno stato di calamità con un ordine specifico per le forze militari e di polizia per effetto evacuazione obbligatoria nelle zone colpite.
In Sorsogon, 170 famiglie (852 persone) sono state già evacuati.

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L'Istituto filippino di vulcanologia e sismologia (Philvolcs) sta analizzando i rischi di eventuali flussi di lahar dal vulcano Mayon.

fonte: http://www.mb.com.ph/articles/295631/massive

mercoledì 29 dicembre 2010

Australia: 1.000 evacuati per alluvione

Le piogge torrenziali che da settimane di abbattono sul nordest dell'Australia hanno causato le più gravi inondazioni in 50 anni negli stati del Queensland, dove circa 1.000 persone sono state evacuate, e nel Nuovo Galles del Sud. Numerose cittadine sono sommerse dalle acque e dichiarate zone di catastrofe naturale.

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Oltre dieci fiumi in ciascuno dei due stati sono straripati, e secondo le previsioni i livelli continueranno a salire nei prossimi giorni. Si calcola che i danni ammonteranno fino a un miliardo di dollari australiani (oltre 700 milioni di euro), con perdite massicce ai raccolti di cotone e semi di girasole, colpendo un settore che già soffriva gli effetti di una lunga siccità. La capitale del Queensland, Brisbane, ha registrato il dicembre più piovoso in oltre 150 anni. L'area è stata anche colpita lo scorso weekend dal ciclone Tasha che ha portato altre forti precipitazioni. Lunghe code di veicoli si sono formate fuori dei centri isolati e la polizia arresta le persone che debbono essere tratte in salvo dopo aver guidato in aree alluvionate. L'alluvione ha anche danneggiato i depuratori dell'acqua potabile della città di Dalby per cui ora si sta organizzando la distribuzione di acqua potabile.

fonte:http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2010/12/29/visualizza_new.html_1645868780.html

lunedì 27 dicembre 2010

Filippine: terremoti e frane dai vulcani Taal e Mayon

Terremoti vulcanici sono stati registrati nelle Filippine nei pressi del vulcano Taal a Batangas e del vulcano Mayon in Albay domenica, inducendo le autorità di gestione delle catastrofi a ricordare al pubblico di non avventurarsi nelle zone di pericolo dei vulcani.
Il National Disaster Risk Reduction and Management Council (NDRRMC), ha riferito che nelle ultime 24 ore nove scosse sono state registrate sotto il Taal, mentre un terremoto e una frana sono state registrate nei pressi del Mayon.

Taal

"Grazie alla sua condizione anormale, (Taal) il cratere principale dovrebbe essere off-limits al pubblico a causa delle esplosioni di vapore che possono verificarsi improvvisamente e per l’alta concentrazione di gas tossici che si possono accumulare", riferisce NDRRMC.
Il NDRRMC ha ricordato al pubblico che l'intera isola del vulcano è una zona di pericolo permanente e ha messo in guardia l’insediamento permanente. Il vulcano Taal ha avuto diverse eruzioni violente in passato causando un numero di morti stimato in circa 5.000 - 6.000 persone. A causa della sua vicinanza alle zone abitate e della sua storia eruttiva, il vulcano è stato designato un vulcano Decade, degno di uno studio approfondito per prevenire futuri disastri naturali. E 'uno dei vulcani attivi nelle Filippine e parte dell'anello di fuoco del Pacifico.
Inoltre, il NDRRMC ha detto che almeno un terremoto vulcanico e una frana sono stati registrati vicino all’irrequieto vulcano Mayon, nella provincia di Albay domenica.
E’ stato consigliato ai residenti di non avventurarsi in zone di pericolo del Mayon, almeno a sei chilometri di distanza, per la minaccia di esplosioni e di piccole frane.

Mayon

Il Mayon, conosciuto anche come Monte Mayon, è uno stratovulcano attivo che si trova nella Provincia di Albay, nella Regione di Bicol, sull'isola di Luzon, nelle Filippine.

Noto come il cono "perfetto" a causa della sua forma conica quasi perfetta, il Mayon costituisce il confine settentrionale con la città di Legazpi. Il 13 ottobre 2008 è stato incluso nella lista delle probabili Nuove sette meraviglie della natura. Il Mayon ha eruttato quarantanove volte nel corso della sua storia. La prima grande eruzione fu registrata nel 1616. L’ultima risale al 20 dicembre 2009.

fonte:http://www.gmanews.tv/story/209190/ndrrmc-volcanic-quakes-recorded-near-mayon-taal

Kamchatka: eruzione del vulcano Karymsky

Il vulcano Karymsky, nell'estremo oriente russo della penisola del Kamchatka, sta eruttando colonne di cenere e gas ad un'altezza di oltre 4 chilometri."Attualmente Karymsky rappresenta un pericolo per gli aeromobili che volano nella zona, e come tale il vulcano è stato assegnato il codice arancione per l'aviazione" – ha detto oggi un rappresentante del Servizio Geofisico del RAS.

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Le particelle di cenere possono entrare in meccanismi di aerei di linea e provocare un incidente. Il vulcano rappresenta attualmente una minaccia immediata per gli insediamenti nelle vicinanze.
Il vulcano Karymsky, che raggiunge i 1.536 metri, è uno dei vulcani più attivi della Kamchatka. L'ultima eruzione è iniziata nel gennaio 1996 e continua ancora oggi. Nel 1996, le emissioni di materiale caldo sono state espulse dal fondo del lago di Karymskoye, a 6 chilometri dal vulcano.

fonte: http://english.ruvr.ru/2010/12/27/37825890.html

domenica 26 dicembre 2010

Nuova Zelanda: terremoto 4.9 fa danni

Diversi edifici sono stati danneggiati oggi a Christchurch, la cittadina sulla costa orientale della Nuova Zelanda colpita da un forte terremoto lo scorso settembre, dopo un sisma di magnitudo 4.9 seguito da numerose scosse.

“Un numero significativo di edifici è rimasto danneggiato – ha riferito il capo dei vigili del fuoco, Dan Coward, citato dalla stampa locale – Molti avevano già patito gli effetti del sisma di settembre”. Circa 20 i palazzi che destano le preoccupazioni delle autorità, mentre non si ha notizia di feriti.Some streets in central Christchurch were closed following the violent aftershocks. L’istituto neozelandese ha registrato a Christchurch uno sciame iniziato alle prime luci dell’alba, con un sisma di magnitudo 4.2 seguite da almeno altre sei di magnitudo tra 2.7 e 3.7.

Secondo gli esperti, le scosse continueranno nei prossimi giorni.

fonte: http://earthquake-report.com/2010/12/26/weak-earthquake-damaging-in-christchurch-new-zealand/

Maremoto 7.3: allarme tsunami nell’Oceano pacifico

Un potente terremoto di magnitudo 7,3, ha colpito oggi Vanuatu, una nazione nel Pacifico occidentale, generando uno tsunami di piccole dimensioni. Il fenomeno si è verificato esattamente sei anni dopo il devastante tsunami che causò 220.000 morti nell'oceano Indiano.
L’allarme per uno tsunami devastante è stato però annullato, in seguito alla registrazione di onde alte solo 15 cm sopra il normale in Vanuatu.



Il terremoto si è verificato a 00h16 (ora locale) di oggi. L'allarme tsunami è stato dato a Vanuatu, Fiji e nel territorio francese della Nuova Caledonia nel Pacifico. Non ci sono notizie di danni o vittime.
L'US Geological Survey ha detto che il terremoto aveva una profondità di soli 12,3 chilometri, con epicentro 145 km a ovest di Isangel sull'isola di Tanna - dove c'è un vulcano attivo - in tutto l'arcipelago di Vanuatu. Almeno 12 scosse di assestamento di magnitudo 5.0 o superiore hanno raggiunto la zona dopo il terremoto, secondo il centro del Nord America. Nella stessa zona nei giorni precedenti sono state registrate forti scosse: il 24 dicembre di 5 gradi, due scosse il 23 dicembre di 5,7 e 5,3.
Vanuatu è tra le Figi e l'Australia e il nord della Nuova Zelanda. Il paese è in una zona di alta attività sismica, il cosiddetto anello di fuoco del Pacifico, con molta attività vulcanica a causa di attrito tra le grandi placche tettoniche.

fonte: http://www.estadao.com.br/noticias/internacional,terremoto-de-magnitude-73-atinge-vanuatu-no-pacifico,658316,0.htm

venerdì 24 dicembre 2010

Gelo record in Siberia: –60°

Un freddo inimmaginabile e record pOymyakoner la Siberia: nella repubblica di Sakha (ex Yakutia), nell'estremo est russo le temperature sono scese fino a -60 gradi e si prevedono cali ancora nei prossimi giorni.

Il villaggio di Oymyakon, situata nel "Stalin's Death Ring " (una popolare destinazione per gli esuli politici durante il tempo del dittatore sovietico), è il posto popolato più freddo della Terra, con temperature medie invernali di meno 45 gradi Celsius.
"Le temperature di meno 58,6 gradi Celsius sono state registrate nel nord della Yakutia venerdì", hanno detto le autorità in un comunicato.
"Queste cifre sono 10-12 gradi sotto la norma", aggiunge il comunicato.

Oymyakon

fonte: http://en.rian.ru/russia/20101224/161913761.html

giovedì 23 dicembre 2010

California: frane e inondazioni record a Los Angeles

E' allerta a Los Angeles per il rischio di inondazioni e frane. Il maltempo sta mettendo in ginocchio la California dove ormai piove ininterrottamente da tre giorni. I Vigili del Fuoco sono stati protagonisti di decine di operazioni di salvataggio. In tanti, tra gli automobilisti, sono rimasti bloccati in macchina travolti da fiumi d'acqua.

A causa della rottura di una diga, ci sono stati sgomberi in tutta la contea d'Orange ed è stato chiuso l'aeroporto locale. Un blackout ha messo fuori uso una linea della metro. A San Diego è crollato un ponte ed è stato chiuso il parco di Sea World. Il sud della California fa i conti con la peggiore tempesta degli ultimi 5 anni: l'Orange County e' stata battuta da piogge torrenziali che hanno causato alluvioni e smottamenti.

Sulla celebre Laguna Beach sono caduti oltre 10 centimetri di pioggia in meno di 24 ore, un dato record, pari alla quantita' di acqua che cade sulla zona in circa una settimana. Parti della citta' sono state allegate, con l'Oceano che ha superato le barriere lungo la costa. Le frane di fango costituiscono il principale pericolo in queste circostanze, spiegano gli esperti. A causa dei grandi incendi estivi degli ultimi anni, le aree collinari sono rimaste prive di alberi, una barriera naturale che aiuta a rendere più stabile il terreno e a prevenire le frane. Il timore è che il terreno intriso d’acqua possa portare a frane di fango sui centri abitati o sulle principali vie di comunicazione della California. Le piogge torrenziali, intanto, stanno investendo anche Nevada, Utah e Arizona.

fonte: http://www.iammepress.it/esteri-c4/usa--allerta-maltempo--rischio-inondazioni-e-frane-a-los-angeles-41732.html

Filippine: ancora cenere dal vulcano Bulusan

Il vulcano Bulusan nella provincia di Sorsogon, nelle Filippine, ha nuovamente espulso una colonna di cenere di 500 metri, come confermato dall'Istituto filippino di vulcanologia e sismologia (Phivolcs).

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Il Phivolcs detto che l'esplosione di cenere si è verificata intorno 09:16 di oggi.
Ha aggiunto che sei terremoti vulcanici sono stati registrati nelle ultime 24 ore.
L’ultima esplosione di cenere del vulcano Bulusan è stata registrata il 16 dicembre. Il Phivolcs ha detto che l’eruzione di cenere si è protratta per 3 minuti.
Il livello di allerta rimane l’ 1 e gli abitanti dovrebbero continuare ad evitare le aree all'interno della zona di pericolo per un raggio di 4 chilometri in modo permanente.

fonte: http://www.abs-cbnnews.com/nation/regions/12/23/10/bulusan-spews-ash-2-days-christmas

mercoledì 22 dicembre 2010

Etna: forte esplosione dalla Bocca Nuova

Dopo più di un mese di relativa calma all'Etna, alle ore 04:46:50 GMT del 22 dicembre 2010, una forte esplosione è avvenuta dalla bocca occidentale della Bocca Nuova.

L'evento ha generato un plume di cenere alto alcune centinaia di metri, che si è disperso in direzione nord-est, causando una leggera ricaduta di cenere fino all'abitato di Linguaglossa. Le immagini video registrate dalla telecamera termica della Montagnola (EMOT) mostrano chiaramente il coinvolgimento di materiale caldo, superando una temperatura di 60° C; un'anomalia termica è stata registrata anche dalla telecamera termica di Nicolosi (ENT). Nelle immagini delle telecamere visibili però non si è registrata alcuna emissione di materiale incandescente.

L'esplosione del 22 dicembre è probabilmente stata meno forte di quella del 25 agosto 2010, ma di intensità superiore rispetto agli eventi successivi, fra fine agosto e fine ottobre. Nella mattinata del 22 dicembre sono avvenute numerose piccole emissioni di cenere di color rossastro.

fonte: http://www.ct.ingv.it/index.php?option=com_content&view=article&id=292&Itemid=370

Giappone: potente maremoto 7.4 nel Pacifico

Un allarme tsunami e' stato lanciato dalla Jma, l'Agenzia meteorologica giapponese, a seguito di una scossa di terremoto di magnitudo di 7,4 verificatasi al largo della costa sud-orientale del Giappone.image Da una cartina del sito della Jm , si evince che e' un 'allarme' di secondo livello (su una scala di tre) con onde fino a due metri per le isole Ogasawara, vicine all'epicentro del sisma, mentre per tutta la piu' lontana costa giapponese a sud di Tokyo si prevedono onde di circa mezzo metro. Le coste sono state prontamente evacuate, anche se la scossa è avvenuta in piena notte, quindi non ci sono stati grandi problemi. Non si segnalano danni e feriti. L'epicentro del sisma è stato a 210 miglia (335 km) da Iwo Jima sull’ Isola Volcano, e 650 (1.050 km) km da Tokyo.

fonte: http://edition.cnn.com/2010/WORLD/asiapcf/12/21/japan.earthquake/

martedì 21 dicembre 2010

Il vulcano Bromo cancella dei voli per Bali

La Pacific Blue è stata costretta a cancellare i voli tra l'Australia e Bali la scorsa notte dopo che il vulcano Bromo in Indonesia ha emesso una grande colonna di cenere nel cielo, che ha raggiunto i 6.000 metri d’altitudine.

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Il mese scorso il Monte Bromo era tornato in attività dopo una pausa durata un anno, scatenando una potente esplosione di detriti vulcanici ma senza provocare feriti o danni gravi. http://thedayafterjournal.blogspot.com/2010/11/vulcano-bromo-dopo-la-massima-allerta.html

fonte: http://www.activolcans.info/actualite-volcans/21122010-4328.php, http://www.smh.com.au/travel/travel-news/volcano-ash-forces-airline-to-ground-bali-flights-20101221-193gd.html

El Salvador: trema l’area del vulcano Tecapa

Un terremoto di magnitudo 5,5 gradi della scala Richter ha scosso il territorio di El Salvador ieri e allertato gli enti pubblici e di soccorso.
Secondo i parametri forniti dal Servizio Nazionale di Studi Territoriali (SNET), il tremore si è verificato alle 11:21, con una magnitudo di 5,5 gradi e un'intensità di V della scala Mercalli. Il sisma è stato si è verificato a 30 chilometri a sud della foce del fiume Lempa, a Usulutàn.image
Le fonti SNET hanno indicato che il movimento ha avuto luogo nella zona di subduzione, dove viene introdotta la zolla Cocos in quella dei Caraibi. Il sisma si è verificato a una profondità di 43 chilometri.
Da parte sua, la protezione civile non ha riportato vittime o danni dal sisma. Solo l'allarme generato nella popolazione.
Questo è il terzo terremoto con epicentro nella stessa posizione di questo mese, secondo i dati di SNET come 9 al 14 dicembre sono stati registrati terremoti di 4.1 e 4.4 gradi.
Inoltre, il SNET riportato uno sciame sismico nella zona del vulcano Tecapa a Usulutàn.

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Dal 19 dicembre 61 terremoti sono stati segnalati, ma solo uno è stato avvertito dalla popolazione locale.
Il tremore nella zona del vulcano Tecapa del 19 dicembre scorso, aveva una magnitudo di 3 gradi ed era sensibile alle intensità III a Santiago de Maria. La profondità è stata solo di 3,6 chilometri.

fonte:http://www.laprensagrafica.com/el-salvador/social/159775-temblor-de-55-puso-en-alerta-a-la-poblacion.html

Iran: potente terremoto nel sud est del Paese

Un sisma di magnitudo 6,5 ha colpito l'Iran meridionale, 6,3 secondo il servizio geologico degli Usa. Al terremoto sono seguite una serie di scosse, una delle quale di magnitudo 5.0.

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La scossa e' stata registrata nella provincia di di Kerman, dove si trova la citta' di Bam, distrutta nel 2003 da un devastante terremoto che causo' la morte di circa 31 mila persone.

Gia' sette morti accertati, oltre a centinaia di feriti intrappolati sotto le macerie. Ma il bilancio definitivo dovrebbe essere piu' pesante, perche' numerosi villaggi hanno subito distruzioni, soprattutto negli edifici costruiti in maniera tradizionale, con creta essiccata e paglia.

fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2010/12/20/visualizza_new.html_1647751436.html

lunedì 20 dicembre 2010

I ghiacciai di tutto il mondo si stanno sciogliendo

Dalla Patagonia, al Cile, fino anche all'Europa. In tutto il mondo i ghiacciai sono a rischio scioglimento, fenomeno che causa l'innalzamento dei mari e sempre più frequenti alluvioni, uccidendo circa cinquemila persone all'anno. A lanciare l'allarme è l'Unep, il programma ambientale dell'Onu che oggi ha presentato un rapporto sul fenomeno.

Patagonia

I ghiacciai in pericolo sono in Patagonia, le coste alte dell'Alaska, fino alle zone del nordest degli Stati Uniti e del Sudest del Canada, e dalle zone dell'Hindu Kush dell'Himalaya e le Ande. Anche i ghiacciai europei non stanno troppo bene: dal 1970 si sono accresciuti, ma a partire dal 2000 questa tendenza si è invertita. Tuttavia, secondo l'Unep, uno dei pericoli principali per l'uomo in queste aree sono le alluvioni improvvise (flash floods) che uccidono in Asia circa cinquemila persone l'anno e causano gravi danni a tra 100 e 250 mila in tutto il mondo.

Himalaya

''Non c'è dubbio che la principale spinta per la perdita d'area ghiacciata nell'Himalaya e la formazione delle catastrofiche onde di piena dei laghi glaciali (Glacial Lake Outburst Floods - GLOFs) - ha spiegato Madhav Karki, dell'International Centre for Integrated Mountain Development ICIMOD -. Il rischio per la sopravvivenza e la sussistenza delle comunità della fragile regione Himalayana dell'Hindukush è altissima''. La richiesta alla comunità globale è di lanciare al più presto un'azione di breve e di medio termine per l'adattamento e la resilienza. La prima rarriva dalla Norvegia: il ministro dell'Ambiente Erik Solheim ha annunciato lo Stato finanzierà con 12 milioni di dollari il programma quinquennale -Kush-Himalayas Climate Impact Aadaptation and Assessment (HICIA) che partirà nel 2011.

fonte: http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/articoli/ContentItem-970a9da0-488c-4741-9012-c49f38cd2eba.html?refresh_ce#p2

domenica 19 dicembre 2010

Lo Stromboli esplode, l’isola trema

Comunicato dell’IGNV di questa mattina: “Si segnala l’occorrenza di un evento esplosivo maggiore a Stromboli alle 09:55 (GMT) odierne. Tale evento presenta le caratteristiche sismologiche tipiche delle esplosioni maggiori e risulta composta dalla successione di tre eventi di ampiezza crescente, con quello massimo di ampiezza alta.L’ampiezza del segnale VLP associato all’evento è circa 5 volte superiore alla media giornaliera.” http://www.ct.ingv.it/index.php?option=com_docman&task=doc_download&gid=2315&Itemid=314



L’esplosione ha prodotto la ricaduta di una notevole quantità di materiale incandescente all’interno della terrazza craterica, senza raggiungere il Pizzo sopra La Fossa, e una consistente emissione di cenere per oltre un chilometro di altezza, che, fortunatamente, è stata dispersa rapidamente verso la Sciara del Fuoco dai forti venti presenti in quota. Dopo le eruzioni dei giorni scorsi ben visibili con la tramontana anche da Lipari e la neve che ha coperto di bianco le sue cime, ora gli immancabili "botti" , sempre più frequenti, che preoccupano gli abitanti. Sabato scorso si è registrata una ripresa dell'attività del vulcano di Stromboli, avvertita anche dagli abitanti di Panarea e Lipari. Dalla bocca principale vi è stata una fuoriuscita di lapilli. "È una decina di giorni - ha raccontato la guida Mario Zaia - che lo Stromboli è particolarmente attivo". Varie piccole scosse di terremoto sono state registrate nei giorni scorsi.

fonti: http://www.nettunopress.it/news.asp?idsezione=1&id=36181, http://www.lipari.biz/notizia.asp?idNews=11972, http://www.tempostretto.it/8/index.php?location=articolo&id_articolo=46851

Il Vulcano Fuego spaventa il Guatemala

Almeno quindici esplosioni sono state registrate dal vulcano Fuego, che si trova 55 miglia a sud della capitale del Guatemala, vicino alla città coloniale di Antigua.



Gli esperti dell'Istituto di Vulcanologia hanno riferito che le esplosioni hanno causato l'espulsione di gas e di cenere che hanno raggiunto fino ad un chilometro di altitudine, e sono state prese precauzioni necessarie per evitare che gli abitanti di almeno due città nei pressi del vulcano possano essere a rischio. La caduta della cenere è stata segnalata fino a 45 km di distanza dal vulcano.
Questo vulcano minaccia le comunità nei comuni di Alotenango, dal centro storico e lo stesso Antigua Guatemala, la più antica città coloniale del paese, e un eruzione potrebbe coinvolgere 100.000 persone.
Con un'altezza che supera i 3.700 metri sul livello del mare il Vulcano Fuego è stato attivo negli ultimi due anni ed è considerato il più pericoloso vulcano del centroamerica. Le ultime eruzioni più potenti sono relative al 1932 e al 1974.

fonte: http://www2.esmas.com/noticierostelevisa/internacional/america/239600/alarma-guatemala-actividad-del-volcan-fuego

sabato 18 dicembre 2010

Azzorre: allerta per eruzione vulcanica sottomarina

Avvistata un’ eruzione vulcanica sottomarina al largo delle Azzorre, dove c’è stata una grande agitazione nel mare dell’arcipelago. L’eruzione è stata avvistata tra i gruppi del centro-occidentale delle isole, a circa ottocento metri di profondità. Questo è ciò che ha causato più di 300 piccoli terremoti che stanno preoccupando gli scienziati.

Il Presidente del Servizio Regionale di Protezione Civile delle Azzorre (SRPCBA) ha escluso qualsiasi rischio per le persone. Il presidente del SRPCBA ha detto che la situazione è stata anche segnalata alle autorità marittime a prendere misure per la possibilità di raccogliere informazioni per le navi che operano nella zona.

L'ultima eruzione documentata avvenuta in acque marine delle Azzorre nel 1998 si è verificata al largo della Serreta, Terceira Island.

vulcano Capelinhos

La geologia delle Azzorre è complessa, non solo perché determinata dai fenomeni vulcanici, ma anche perché frutto dei movimenti della tettonica oceanica. L'arcipelago, infatti, di origine vulcanica, è nato dalla fuoriuscita di lava dalla crosta oceanica ed è di formazione relativamente recente. L'ultima eruzione di un vulcano attivo è stata quella del vulcano Capelinhos (Vulcão dos Capelinhos) nel 1957, nella parte occidentale dell'isola, eruzione che ha fatto incrementare la dimensione dell'isola.

fonte: http://www.tvi24.iol.pt/sociedade/acores-erupcao-vulcao-tvi24-ultimas-noticias-tvi24/1219068-4071.html

giovedì 16 dicembre 2010

Islanda: probabile prossima eruzione del Krísuvík

Nell’ultimo periodo l’area del vulcano Krísuvík è molto attiva geologicamente. A quanto pare, dopo un’analisi dei dati, sembra che il vulcano stia per preparare una prossima eruzione, anche se non si può stabilire con certezza quando accadrà. Negli ultimi giorni parecchi sciami sismici hanno colpito la zona (http://thedayafterjournal.blogspot.com/2010/12/islanda-serie-di-sciami-sismici-tra-i.html). Nel 2009 il vulcano ha cominciato a gonfiarsi, fermandosi poi nella primavera del 2010. Ora il vulcano ha cominciato a gonfiarsi di nuovo.
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Non ci sono molte testimonianze a riguardo dell’ultima eruzione del vulcano, avvenuta nel 14° secolo, e per questo è impossibile sapere come il vulcano si comporterà nell’immediata vicinanza dell’eruzione. E’ probabile che il vulcano si comporterà in modo molto simile a quanto accaduto con il vulcano Krafla, per quanto riguarda lo stile di eruzione. A meno che l’eruzione non avverrà sott’acqua, si potrà assistere ad un eruzione in stile hawaiano. Un’eruzione in stile Surtseyjan potrebbe avvenire invece se dell’acqua verrebbe a contatto con il cratere.
Il sistema vulcanico del Krísuvík (chiamato anche Krysuvik) è costituito da un gruppo di rocce e crateri basaltici di piccolo taglio situati nella zona centrale di Reykjanes, a ovest della penisola del lago di Kleifarvatn. Molte eruzioni hanno avuto luogo da questo vulcano in Islanda, tra cui l'eruzione di un grande flusso di lava dal cratere Ogmundargigar intorno al 12 ° secolo. L'ultima eruzione del Krísuvík, come detto prima, ebbe luogo durante il 14 ° secolo.

fonte: http://www.jonfr.com/volcano/?s=Krísuvík

lunedì 13 dicembre 2010

Ecuador: il vulcano Reventador è agitato

Il Reventador mostra una nuova fase di agitazione, causata da una maggiore sismicità. Nel registro i vulcanologi hanno notato la presenza di uno shock a causa di un’ attività esplosiva.

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Il Reventador, alto 3.562 m., è uno stratovulcano attivo che si trova nelle Ande orientali dell' Ecuador. Si trova in una zona remota del parco nazionale omonimo. Dal 1541 ha eruttato oltre 25 volte, anche se la sua posizione isolata potrebbe indicare che molte delle sue eruzioni non sono state dichiarate. La sua eruzione più recente risale al 2009, ma la più grande eruzione storica è avvenuta nel 2002. Nel corso di tale eruzione il pennacchio del vulcano ha raggiunto un'altezza di 17 km e i flussi piroclastici sono andati fino a 7 km dal cono.

fonte: http://www.activolcans.info/actualite-volcans/13122010-4311.php

Kamchatka: potente eruzione del Kizimen, allerta rossa

Una forte eruzione esplosiva del vulcano Kizimen, in Kamchatka, è iniziata alle 19:57 UTC del 12 dicembre ed è proseguita per 20 minuti. L'altezza delle esplosioni di cenere è stata di circa 3,0-3,5 km (9,840-11,500 ft) e il forte vento ha direzionato la cenere verso nord-ovest. Si sono osservati dei lampi nelle esplosioni di cenere. I vapori hanno oscurato il vulcano dopo le esplosioni. Cadute di ceneri sono avvenute nei villaggi di Kozyrevsk (110 km dal vulcano) e di Tigil (308 km dal vulcano). Il colore della cenere è grigio e l'odore di zolfo è percettibile in aria. Lo spessore dello strato di cenere è di 0,5 centimetri a Kozyrevsk (cenere caduta dalle 21:00 alle 21:30) e 0,5 cm a Tigil (cenere caduta dalle 23:30 alle 24:00). Secondo i dati satellitari (MTSAT), una compatta nube di cenere del diametro di circa 90-120 km si estende a nord-ovest del vulcano.

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Il livello di allerta del vulcano è passato da arancio a rosso. L’ultima eruzione del Kizimen risale al 1929. Sabato scorso il vulcano aveva dato forti segnali di risveglio (
http://thedayafterjournal.blogspot.com/2010/12/kamchatka-si-risveglia-anche-il-vulcano.html). Gli esperti non escludono una prossima esplosione catastrofica.

fonte: http://www.kscnet.ru/ivs/kvert/updates.php

sabato 11 dicembre 2010

Kamchatka: si risveglia anche il vulcano Kizimen

Il VAAC di Tokyo ha riferito che è stata registrata un'attività esplosiva del vulcano Kizimen la scorsa notte intorno a 23:00 (GMT). Le ceneri hanno raggiunto una quota di 2700 m e potrebbero raggiungere i 10 km.

Il Kizimen è uno stratovulcano situato nella penisola del Kamchatka, in Russia.
La storia delle eruzioni del Kizimen è sconosciuta. Ci sono scarsi dati su un’ eruzione del 1928-1929. Diverse colonne di fumo si sono formate dalla metà di novembre.L'attività sismica del vulcano invece ha avuto un significativo aumento dal dicembre 2009.

L’attività di questi giorni del vulcano Kizimen, si unisce a quella del Shiveluch, del Klyuchevskoy e del Karymsky, che nell’ultima settimana si sono distinti per varie eruzioni più o meno intense (vedi post del 3 dicembre 2010 http://thedayafterjournal.blogspot.com/2010/12/kamchatka-i-vulcani-continuano-fumare.html).

fonte:http://www.activolcans.info/actualite-volcans/10122010-4305.php

venerdì 10 dicembre 2010

Kamchatka: terremoto sotto il vulcano Bezymianny

Questo pomeriggio il vulcano Bezymianny, in Kamchatka, è stato scosso da due terremoti di magnitudo 4.7 e 4.8 nel giro di breve tempo. Il vulcano, alto 2.882 m. si è formato in tempi relativamente recenti, sul fianco sud-orientale del vulcano Kamen, molto più antico e elevato (4.585 m.). Fino al 1955 il Bezymianny è stato considerato estinto, fino a quando, dopo un sonno di circa 1000 anni il 29 settembre del 1955 il vulcano si è risvegliato, con una forte attività sismica. Il 22 ottobre dello stesso anno, si ebbe una prima esplosione moderata, con la formazione di un pennacchio che si elevò per 9 km nell'atmosfera. Il 30 marzo dell'anno seguente, dopo una intensa attività sismica protrattasi per più mesi, il fianco sud-est venne polverizzato da una potente esplosione.

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La sommità del vulcano per 250 metri per un volume di 0,5 km³ esplose emettendo un pennacchio che si elevo fino a 40 km nella stratosfera. Le ricadute di ceneri interessarono un'area di 500 km². La ricaduta del materiale provocò colate piroclastiche importanti, per una distanza di 18 km, che in alcuni casi vennero prolungate da lahar; fortunatamente l'eruzione pliniana, essendo la regione completamente disabitata, non provocò danni a persone o cose. Si stima che questa eruzione sia stata in termini di potenza molto simile a quella del Monte Sant'Elena del 1980.[2]. Da allora l'attività del vulcano è quasi permanente si sono contate 34 eruzioni in 50 anni. Le colate di lava molto viscosa, sono spesso distrutte a eruzioni esplosive più o meno importanti, il tutto accompagnato da una intensa attività di fumarole.

fonte: http://earthquake-report.com/2010/12/10/earthquakes-list-december-10-2010/, http://www.emsc-csem.org/Earthquake/earthquake.php?id=202534, http://www.emsc-csem.org/Earthquake/earthquake.php?id=202543

Piton de la Fournaise: eruzione in corso

Il Piton de la Fournaise è entrato in eruzione questa notte per la terza volta quest'anno. Ieri mattina, l'osservatorio del vulcano aveva registrato due fasi di intensa sismicità associata a risalita di magma, che ha portato all'evacuazione di escursionisti e alla chiusura del sito turistico. In prima serata, una nuova crisi sismica ha avuto inizio, che ha portato ad una eruzione alle 22 h 42. Diversi colate di lava sono scese dalla vetta. La più grande si è fermata a 400 metri sopra la cappella di Rosemont.

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Fonte: http://www.clicanoo.re/11-actualites/28-volcan/266911-la-troisieme-eruption-de-l-annee.html
Post del 12 Dicembre: http://thedayafterjournal.blogspot.com/2010/12/piton-de-la-fournaise-eruzione.html

giovedì 9 dicembre 2010

Islanda: serie di sciami sismici tra i vulcani

E’ incredibile quello che sta succedendo in Islanda negli ultimi 3 giorni! Ci sono state 3 aree vulcaniche colpite da sciami sismici che sono ancora apparentemente in corso.
L'Islanda è una terra di elevata attività vulcanica, probabilmente seconda solo alle regioni indonesiane. L'Islanda si trova direttamente sopra confini delle placche tettoniche e si la grande attività è dovuta al movimento del magma sotto la superficie.
La posizione dello sciame a sud-est dell'Islanda si trova vicino al vulcano Krisuvik. La mappa di localizzazione del terremoto mostra quanto sia vicino al vulcano Krisuvik:

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Un altro sciame sismico si è improvvisamente manifestato nei pressi di Arnarvatnsheidi, situato nel centro - occidentale dell'Islanda, una località degli altopiani dei laghi.
Mappa di ubicazione terremoto sciame vicino Arnarvatnsheidi:

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Ancora un altro sciame sismico è avvenuto nella regione vicino al vulcano Askja, che si trova nella zona est di centro - Islanda, direttamente su un margine della placca tettonica.
Mappa del terremoto vicino al vulcano Askja:

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Questa serie di sciami sismici sta dimostrando quanto sia attiva l’intera area vulcanica dell’Islanda, che dopo averci regalato una delle eruzioni più spettacolari del secolo lo scorso aprile, potrebbe ripetersi nuovamente con un altro dei suoi pericolosi vulcani.

fonte:http://modernsurvivalblog.com/volcano/iceland-suddenly-swarming-with-earthquakes/

Piton de la Fournaise: eruzione imminente!

La Prefettura della Reunion ha annunciato l’allarme di un’eruzione probabile ed imminente a Piton de la Fournaise.
L'Osservatorio Vulcanologico di Piton de la Fournaise ha registrato alle 08:00 questo Giovedi, December 9, 2010, un aumento del numero di terremoti e deformazioni nella parte superimageiore del Dolomieu. Un eruzione è molto probabile o imminente.
In tali circostanze, il prefetto della Reunion ha deciso di attivare l’allarme: "eruzione probabile o imminente" a partire da oggi alle 9.25.
Di conseguenza, l'accesso del pubblico al paddock Fouquet, sia via Bellecombe o da qualsiasi altro percorso, e la zona di atterraggio per elicotteri del vulcano, sono stati interdetti fino a nuovo avviso, e l’evacuazione dell’area ha avuto inizio.

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Piton de la Fournaise è uno dei vulcani più attivi del mondo. Il vulcano si trova nella parte ESE dell’Isola della Reunion. La caldera è stato creata da due grandi eruzioni. Il vertice è costituito da due crateri, il Cratere di età superiore Bory e il Cratere attivo Dolomieu.
Un'eruzione del vulcano si verifica quasi ogni anno, a Piton de la Fournaise (l’ultima è relativa al 14 ottobre 2010). L'attività vulcanica è composta da emissioni di lava e piccole esplosioni. Caduta di cenere è raramente prodotta.

fonte: http://www.zinfos974.com/Le-volcan-en-alerte-_a23835.html

martedì 7 dicembre 2010

Albania, Venezuela e Australia: in ginocchio per le alluvioni

L'Albania è stata colpita nei giorni scorsi dalle inondazioni più severe degli ultimi decenni. Oltre 12.000 persone sono state evacuate dalle loro abitazioni nel nordovest del paese. Critica in particolare la situazione a Scutari e dintorni, con 14.000 ettari allagati.image La situazione ha iniziato a migliorare domenica 5 dicembre, quando la piena del fiume Drin, che ha raggiunto il livello più alto da oltre un secolo, ha cominciato a recedere.
Alluvioni anche in Venezuela, con 34 morti e 90.000 sfollati. Il presidente Chavez ha accolto alcuni di coloro che hanno subito il disastro nei palazzi governativi, garantendo loro un tetto per almeno un anno.

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Migliaia di persone sono state evacuate dalle loro case in vaste aree dell'Australia orientale, con l'avanzare di massicce inondazioni lungo i fiumi in piena, causate dalle piogge torrenziali. Devastato il raccolto del grano, con perdite valutate a 350 milioni di euro, mentre imperversa la piaga delle locuste, la peggiore in 30 anni, anch'essa favorita dalle condizioni del tempo. I servizi di emergenza avvertono che il livello delle acque continuerà a salire, con forti piogge previste nell'entroterra nei prossimi giorni. La premier del Nuovo Galles del Sud ha visitato alcuni dei centri inondati, accompagnata dal ministro per i servizi di emergenza, mentre è stato emesso un allarme alluvione per 12 fiumi ed è stato dichiarato lo stato di disastro naturale in numerose province.

fonte: http://www.meteogiornale.it/notizia/19273-1-alluvioni-nei-balcani-in-sudamerica-e-in-australia-forti-piogge-anche-in-india

domenica 5 dicembre 2010

Vulcano Tungurahua: dichiarata l’allerta rossa!

Da questa mattina è scattato l'allarme rosso nella zona, 1.200 chilometri a sud di Quito, la capitale. L'eruzione, con diverse colate laviche, è accompagnata da esplosioni e da una intensa attività sismica. Per questo le autorità hanno disposto l'evacuazione "immediata" di diverse cittadine, sulla sponda occidentale del vulcano Tungurahua, come riporta il quotidiano ecuadoregno "El Comercio".



In una conferenza stampa, Felipe Bazan, assistente del segretario di risposta di tale ente, e Hugo Yepez, direttore dell'Istituto di geofisica (IG) del Politecnico Nazionale, ha richiesto l'evacuazione del 95% della popolazione nelle zone minacciate da materiale magmatico espulso dal vulcano.
Allarme rosso colpisce le popolazioni di Cusu, Juive Grande e Pondoa, in provincia di Tungurahua, e Bilbao, nella provincia di Chimborazo, dove anche Chonglotús, El Manzano, El Altar e Puel.
Il Tungurahua si è risvegliato da due settimane dopo mesi di relativa calma, con la continua emissione di cenere, ma dopo 8:30 di ieri ", ha riportato una crescita molto rapida e sostenuta in attività", secondo l'IG.
13:45 Da attività esplosiva e una diminuzione dell'intensità del mantice.
Alle 18:17 è stata segnalata una forte esplosione sentita in diversi villaggi vicini.

Nel 1999 in seguito all’eruzione del vulcano, 15.000 persone sono state evacuate.

fonte: http://www.diariolosandes.com.ec/content/view/23576/2/

venerdì 3 dicembre 2010

Bosnia: la peggior alluvione del secolo

Bosnia, Serbia e Montenegro hanno dichiarato lo stato d’ emergenza per alluvione dopo la forte pioggia che ha spinto il fiume Drina al suo livello più alto in 100 anni. Sono centinaia gli edifici allagati in Bosnia orientale e settentrionale a causa della piena del fiume Drina, e nel sud lungo la Neretva.
L’alluvione è causata dalle abbondanti piogge che negli ultimi giorni sono cadute in tutta la regione. Straripati quasi tutti i corsi d’acqua nel Paese: molte le strade sono chiuse al traffico per l’acqua alta.

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Zone di criticità sono segnalate in particolare a Gorazde, Foca e Bratunac, dove centinaia di persone sono state fatte evacuare dalle proprie abitazioni, mentre a Visegrad e Zvornik e nel nord-est, nell’area di Bijeljina, la Drina ha allagato oltre 1000 case.image
Secondo le informazioni date dalla protezione civile, il livello delle acque della Neretva, a Mostar, dovrebbe aver raggiunto il massimo critico degli ultimi 50 anni e da stamattina non cresce più. Situazione in miglioramento anche nella zona di Capljina, a sud di Mostar, dove sono allagate 200 case e diverse strade sono impraticabili, compreso il valico di confine Gabela con la Croazia.
La presidenza tripartita bosniaca ha deciso l’impiego anche delle forze armate per soccorrere la popolazione di Gorazde, Capljina e Bieljina.

http://www.cronacalive.it

Kamchatka: i vulcani continuano a fumare

Il vulcano Shiveluch, nel nord della Kamchatka, ha eruttato oggi cenere fino ad una altitudine di 5,5 km.
I flussi di lava si stanno riversando lungo le sue pendici. Secondo l'Accademia Russa delle Scienze geofisiche del Kamchatka, il vulcano è pericoloso per gli aerei che sorvolano la zona.

Shiveluch

Alla fine dell’Ottobre scorso il vulcano aveva già dato forti segnali di attività, con eruzione di cenere lanciata a 90 km dal cratere: http://thedayafterjournal.blogspot.com/2010/10/kamchatka-erutta-anche-il-vulcano.html

Anche il vulcano Klyuchevskoy in Kamchatka continua a destare preoccupazione. Secondo il KVERT l’attività esplosiva sta continuando, e potrebbe inficiare le operazioni aeree. L’attività stromboliana del vulcano ha portato ad emettere gas e vapore a 430 km di distanza negli ultimi giorni di novembre.

Klyuchevskoy

Infine, sempre in Kamchatka, un altro vulcano per cui si è in allerta rimane il Karymsky, che negli ultimi giorni ha espulso cenere a 5.3 km di altitudine.

Karymsky

fonte: http://english.ruvr.ru/2010/12/03/36160748.html, http://www.kscnet.ru/ivs/kvert/updates.php