martedì 30 novembre 2010

Fiumi di fango e cenere del Merapi inondano Yogyakarta

Le forti piogge stanno riversando i materiali di origine vulcanica nel versante del vulcano del Monte Merapi, creando inondazioni che hanno provocato l’evacuazione di centinaia di persone.image
I fiumi a Yogyakarta stanno trasportando ceneri e materiale vulcanico, straripando notevolmente dopo le piogge, arrivando al punto di sommergere le case fino ai tetti.
Più di 400 persone hanno lasciato le loro case.
L'eruzione del vulcano ha ucciso finora 347 persone e ha creato oltre 400.000 sfollati.

fonte:http://news.xinhuanet.com/english2010/world/2010-11/30/c_13628928.htm

Il gelo blocca l’Europa! Freddo record in Russia

Un enorme blocco di aria gelida proveniente dalla penisola Scandinava nei giorni scorsi ha letteralmente invaso il vecchio continente portando con se tanto freddo, gelate da record diffuse e nevicate a carattere sparso un pò su tutti i paesi.

Sono in atto le più diffuse nevicate imagein Gran Bretagna da 17 anni, per questo periodo dell'anno. Freddo record anche in Francia dove il termometro e' sceso a -15 gradi a Orleans, nel centro, cosa che non succedeva dal 1956. Temperature glaciali sono state registrate anche nell'est del paese, con -13 gradi raggiunti a Mulhouse, mentre oggi a Parigi le massime sfioreranno i -1.

Il grande gelo inizia a fare sul serio anche nelle vaste lande siberiane tendendo a consolidarsi, in particolare nella Repubblica della Jacuzia, dove da qualche giorno si è sfondato per la prima volta il muro dei -50°.

La gelida Ojmjakon ancora una volta conferma le sue grandi vocazioni da capitale del grande freddo dopo aver registrato in questi ultimi giorni una serie di minime sotto i -50°.
Nella giornata di ieri Ojmjakon è scesa a ben -54°, ancora più notevole la massima che si sarebbe attestata sui -50.0°.

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Scivolando a -54° Ojmjakon si è portata a soli 4 gradi del record di freddo di Novembre per l’emisfero nord e per le località a basse e medie quote, esclusa la calotta groenlandese e le zone montuose intorno al Mc Kinley e al Mount Logan.

Neve pesante e insolitamente un duro inverno in tutta l'India, il Nord Cina e la Corea del Sud. Le strade principali di Pechino e Tianjin, come pure nelle vicinanze di province quali Hebei, Shanxi e la Mongolia interna, sono stati costrette a chiudere a causa della neve pesante. Tuttavia, la neve non presenta alcun segno di fermarsi, e pensano che la temperatura possa scendere a -16 °C a Pechino, causando ulteriori problemi.
Con lo spostamento ad est del freddo, fasce della penisola Coreana sono stati colpite da neve pesante, come a Seoul, dove il principale aeroporto nazionale, Gimpo, ha annullato tutti i voli nazionali.
E nelle pianure Indiane del Nord, 100 persone sono morte a causa dell'ondata di freddo con pioggia e neve nelle regioni montagnose, che hanno fatto abbattere drasticamente le temperature.Le vittime erano in gran parte povera gente costretta a vivere all'aperto. La maggioranza delle vittime, circa 72, erano dalla provincia Uttar Pradesh relativamente sottosviluppata e più povera, situata nel Nord della capitale federale, Nuova Delhi.

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Anche gli USA stanno sperimentando un fine autunno più freddo degli ultimi anni, con tempeste di neve che spazzano in alternanza tutto il paese, ha detto forecaster Meteo di Planalytics.

Se questo è solo l’inizio…

fonte: http://www.meteoweb.it/; wpsmeteo.com

lunedì 29 novembre 2010

Il Krakatau espelle gas tossici nei cieli dell’Indonesia

Il Vulcano Anak Krakatau, situato nello Stretto della Sonda tra Sumatra e Java, in Indonesia, ha espulso oggi dal suo cratere dei gas tossici. L'attività vulcanica è stata innescata da un terremoto di magnitudo 5,5 che ha colpito il sud-ovest di Krui, Lampung, all'inizio di novembre. Inoltre, la temperatura del mare intorno al vulcano è aumentata.
Secondo Andi Arief, consigliere del presidente sulle questioni di emergenza, oggi sono stati espulsi dei pennacchi di fumo dal Anak Krakatau, che hanno raggiunto l'altezza compresa tra 200 e 800 metri nel cielo.

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Nella giornata di Domenica 28 novembre il vulcano è stato monitorato attentamente dalle  6:51 alle 04:35.
"Nove terremoti vulcanici e 123 terremoti superficiali vulcanici sono stati registrati al momento," hanno detto.
Tuttavia, il governo deve ancora alzare il livello di allerta del vulcano, mantenendo il suo status a livello due.
La NASA ha elencato il Anak Krakatau tra i vulcani top in tutto il mondo che hanno bisogno di un forte controllo.

fonte: http://en.vivanews.com/news/read/191107-mt-anak-krakatau-sees-rising-activities

eruzione del 30 Ottobre del Krakatau con video: http://thedayafterjournal.blogspot.com/2010/10/indonesia-erutta-anche-il-figlio-di.html

domenica 28 novembre 2010

Vulcano Bromo: dopo la massima allerta arriva l’eruzione

Dopo aver segnalato la massima allerta nei giorni scorsi una piccola eruzione è avvenuta dal Vulcano Bromo il 26 Novembre alle 17:40 locali. L'eruzione ha provocato una colonna di fumo grigio-nero di circa 500 metri.

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Prima dell'eruzione, una scossa di terremoto ha smosso l’intera area.
L'eruzione ha riguardato solo l’area del cratere del Monte Bromo. Pertanto, i residenti non sono stati evacuati. Secondo Gde, questa eruzione può essere seguita da un'eruzione più grande.

eruzione del Monte Bromo

Nella giornata di oggi il vulcano ha avuto altre espulsioni di cenere, con una serie di eruzioni minori, spingendo gli scienziati ad avvertire del possibile pericolo per i voli della linea aerea.
Gede Suantika, responsabile del Centro di Vulcanologia e Geologico mitigazione, ha detto che la cenere ha raggiunto la vicina città Adburahman Saleh, dove si trova l’aeroporto di Malang.

fonte: http://regional.kompas.com/read/2010/11/26/18072693/Gunung.Bromo.Meletus.Kecil.
http://www.thehindu.com/news/international/article919999.ece

giovedì 25 novembre 2010

Kīlauea: lava molto vicina alle abitazioni

Le colate laviche stanno continuando a crescere lentamente (100m in 24 ore) a est, vicino alla strada Coast Highway 130 verso il punto panoramico turistico. La lava è arrivata a circa 70 metri dalle abitazioni di Kalapana.

L'eruzione hawaiana nell'area del Kilauea si manifesta ininterrottamente da 18 anni con 55 rilevanti episodi eruttivi che hanno come primo attore il cratere Pu`u `O`o e come protagonisti la caldera Kupaianaha, il tubo lavico e la crescente piattaforma costiera di lava luogo terminale delle colate eruttive.
Il 55° episodio eruttivo risulterà l'emissione di lava più voluminosa degli ultimi 5 secoli. Durante il Gennaio 2000, 1.9 km cubici di lava hanno coperto 102 km quadrati di terreno, la parte di costa a Sud del Kilauea è aumentata di 205 ettari, sono state distrutte 181 case e ricoperti 13 km di strada asfaltata sotto 25 metri di lava.
L'eruzione ebbe inizio nel 1983 con una serie di improvvise fontane di lava che alimentò la crescita del cono di cenere e lava Pu`u` O`o. Nel 1986, l'eruzione si spostò 3 km più giù nella "Zona Est del Rift" dove si formò la caldera Kupaianaha serbatoio di lava che alimenterà per i prossimi 5 anni la colata di lava verso il mare. Nel 1992 un grande collasso sul cono Pu`u O`o determinò la continua eruzione di lava che da alcune fessure del fianco occidentale e meridionale andrà per anni (sino ad tuttora) al mare creando ed attraversando un tubo lavico.

In qualche occasione, il Kīlauea è stato protagonista di forti esplosioni di vapore, che hanno provocato numerosi morti, come nel 1790, inoltre un altro pericolo per la popolazione locale è il rischio di un fenomeno sismico e proprio il Kīlauea ha prodotto, il 29 novembre del 1975, uno dei più violenti terremoti americani del XX secolo, raggiungendo una intensità di magnitudo di 7,2.
I terremoti sono la conseguenza di spostamenti in massa di magma, soprattutto se ubicati nella zona di rift.

Gli abitanti delle Hawaii associavano i fenomeni vulcanici agli umori di una divinità femminile denominata Pele, la cui abitazione sarebbe ubicata in corrispondenza del grande cratere situato in cima del Kīlauea.

fonti:http://www.activolcans.info/actualite-volcans/24112010-4263.php

mercoledì 24 novembre 2010

Siberia: il permafrost si sta sciogliendo!

Il permafrost, conosciuto da tutti come il la parte del suolo che rimane ghiacciata perennemente, presente soprattutto nelle coste artiche, in Alaska e in Siberia, rischia col suo prematuro disgelo di provocare una vera catastrofe ambientale.

Sotto il permafrost siberiano è nascosta una vera bomba ambientale. I ghiacciai perenni trattengono infatti un ingente quantitativo di gas metano che sta velocemente arrivando in superfice. Gli scienziati russi per verificare lo stato del gas perforano il ghiaccio e danno fuoco al metano. Questo test documenta come lo scioglimento dei ghiacciai perenni causato dal riscaldamento globale è fonte di emissioni di gas serra che potrebbe innescare un circolo vizioso. La liberazione nell'atmosfera di anche solo una minima parte di tutto il metano contenuto nella piattaforma artica est-Siberiana, infatti, potrebbe dar origine ad ulteriori profondi cambiamenti climatici, incrementando l’effetto serra.

"Fino a pochi anni fa si è pensato che il permafrost costituisse "una gabbia" in grado di trattenere il gas, ma studi recenti dimostrano che non è più così" spiega un ricercatore dell’ Accademia delle Scienze russa. Negli ultimi giorni, inoltre, i ricercatori hanno visto il mare ribollire a causa del gas che è riuscito a attraversare lo strato sottomarino di permafrost, ora in fase di scioglimento. "In precedenza, avevamo documentato livelli elevati di metano già sciolto nell'acqua. Ieri, per la prima volta, abbiamo trovato un punto in cui l'emissione di metano era così intensa che il gas non aveva il tempo di sciogliersi nell'acqua e giungeva in superficie sotto forma di bolle", ha scritto qualche giorno fa in un'email Orjan Gustafsson, uno degli studiosi della spedizione scientifica a bordo della nave russa 'Jacob Smirnitskyi'. Se continua di questo passo….il mondo intero ne risentirà!

fonti: http://www.insurancejournal.com/news/international/2010/11/23/115113.htm

http://benchmark.dreamhosters.com/siberias-climate-time-bomb-thawing-permafrost-could-spell-disaster/

Vulcano Santiaguito vicino al crollo, allerta in Guatemala

Il cratere del vulcano Santa Maria, in Guatemala, soprannominato "El Caliente" Santiaguito sembra pieno fino all'orlo.  Vulcanologi dell’ INSIVUMEH indicano che la lava, formando una sorta di "crosta" in alto, trabocca e produce numerose valanghe di blocchi rocciosi sul fianco sud-est. Vulcanologi guatemaltechi ritengono che il rischio di formazione di un flusso piroclastico, di destabilizzare uimagena parte del duomo di lava è molto a rischio. I lavoratori di caffè che sono ai piedi del Santiaguito devono stare molto attenti. Nel frattempo, oltre all’espulsione lenta di lava al vertice, l'edificio ha realizzato diverse esplosioni generalmente verso il basso. Caduta di cenere è stata registrata ieri a San Marcos, Loma Linda e Palajunoj.

 Il Vulcano Santa María è un grande vulcano attivo nelle Highlands occidentali del Guatemala, vicino alla città di Quetzaltenango. Prima della conquista spagnola, è stato chiamato Gagxanul nella lingua Quiché locale '.La sua eruzione nel 1902 (VEI 6) è stata una delle quattro più grandi eruzioni del 20 ° secolo, ed una delle cinque più grandi eruzioni degli ultimi 200 (e probabilmente 300) anni.

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Sebbene la maggior parte dell’ attività eruttiva del Santiaguito è stata relativamente dolce, occasionali esplosioni più grandi si sono verificate nel tempo. Nel 1929, parte della cupola crollò, generando flussi piroclastici che uccise ovunque da alcune centinaia fino a 5.000 persone. Frane occasionali hanno generato più piccoli flussi piroclastici, e le eruzioni di cenere verticale ad altezze di pochi chilometri sopra la cupola sono comuni. Ora quella stessa cupola, riformatasi negli anni, sta rischiando di crollare nuovamente!

fonte: http://www.activolcans.info/actualite-volcans/24112010-4264.php

martedì 23 novembre 2010

Esplode il Vulcano Tungurahua!

Una improvvisa esplosione del vulcano Tungurahua nelle Ande ecuadoriane, ha creato una colonna di cenere di oltre sette miglia d'altezza, ha riferito l'Istituto Geofisico del Politecnico Scuola Nazionale.
L'esplosione è avvenuta ieri sera alle 22.35 ora locale (03.35 GMT di oggi) e materiale incandescente ", è stato espulso lungo i fianchi del vulcano sotto il rifugio (circa 1,5 km dalla vetta)," ha detto l'Istituto.

E’ stato osservato che il gran botto è stato seguito da altri più piccoli e che non ci sono state segnalazioni di caduta di ceneri e macerie nelle città situata nella parte occidentale del vulcano, come Choglontus.
L'esplosione non ha causato nessun rumore ma è stato percepita come un terremoto.
La colonna generata dalla prima esplosione è stata osservata in modo verticale dall’interno. Alcuni giorni fa sono stati registrati eventi sismici di frattura rocce e movimento fluido, che in generale sono stati di poca energia (Vedi post del 19 novembre:
http://thedayafterjournal.blogspot.com/2010/11/il-vulcano-tungurahua-spaventa-lecuador.html).

30 persone sono state evacuate d’urgenza.

fonte: http://www.larioja.com/agencias/20101123/mas-actualidad/sociedad/subita-explosion-volcan-tungurahua-lanza_201011231340.html

Indonesia: massima allerta per il vulcano Bromo

Le autorità indonesiane hanno decretato oggi l'allarme rosso (il più alto) nelle zone attorno al vulcano Bromo, una rinomata attrazione turistica situata nell'isola di Giava, per il rischio di una imminente eruzione. In Indonesia è già in corso l'eruzione del vulcimageano Merapi, che ha causato finora la morte di 322 persone, secondo l'ultimo bilancio. A Bromo «è possibile una imminente eruzione», ha annunciato il dottor Surono, il vulcanologo incaricato della sorveglianza dei vulcani indonesiani. 
La zona attorno al vulcano, di 2'329 metri di altezza e situato nel centro dell'isola di Giava, è stata bloccata nel raggio di tre chilometri ed un piccolo villaggio è stato evacuato. L'ultima eruzione del Bromo, nel 2004, causò la morte di due persone.

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Il vulcano Bromo è tra i più frequentati ed attivi vulcani dell'isola di Giava.  E'  il più giovane tra gli stratovulcani appartenenti alla Tengger Caldera, una caldera larga 16 Km  situata nella parte orientale dell'isola. All'interno della Tengger Caldera si innalza un massiccio complesso vulcanico consistente in cinque sovrapposti stratovulcani tra cui il Bromo.

Il Vulcano Bromo si trova a 170 km dal Vulcano Merapi.

fonte: http://www.straitstimes.com/BreakingNews/SEAsia/Story/STIStory_606474.html

Colombia in ginocchio per un alluvione devastante

Gravi difficoltà in Colombia a causa di un eccezionale ondata di maltempo che sta devastando l’intero Paese. Secondo gli ultimi bilanci ufficiali, in 48 ore di piogge intense, le peggiori che si ricordino negli ultimi 30 anni, sono morte 139 persone, mentre quelle coinvolte sarebbero circa un milione e 300 mila. Inoltre, più di 120 mila ettari di terre coltivate sono state completamente sommerse dall’acqua. image  Grave la situazione anche nella capitale Bogotà, dove l’omonimo fiume ha raggiunto l’altezza record di 195 cm, ed è stato decretato lo stato d’emergenza in 552 dei 1.100 municipi del Paese. Le condizioni peggiori, però, si registrano nella parte settentrionale del dipartimento di Sucre, dove 250 mila persone hanno dovuto lasciare le proprie case. La Croce Rossa locale stima vi siano circa 20 mila abitazioni danneggiate e 170 completamente distrutte. L’eccezionale ondata di piogge, dicono gli esperti, è una conseguenza del fenomeno meteorologico noto come La Niňa, che consiste nel progressivo raffreddamento delle acque dell’Oceano Pacifico e secondo le previsioni, queste andranno avanti, con intensità variabile, anche nel mese di dicembre.

fonte: http://www.reliefweb.int/rw/rwb.nsf/db900sid/FGAI-8BFSPJ?OpenDocument

lunedì 22 novembre 2010

Isole Salomone: eruzione in corso del vulcano Tinakula

Anomalie termiche del vulcano Tinakula sono state rilevate ieri dal MODVOLC. Immagini ricevute dal MODIS hanno mostrato una colonna di cenere che si estende verso ovest, confermando un attività eruttiva in corso del vulcano.

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Tinakula è il vulcano più attivo delle Isole Salomone. È situato all'estremità nord dell'arco di isole delle Nuove Ibridi, una catena di isole vulcaniche disposte fra Salomone e Vanuatu, 40 chilometri dall'isola di Santa Cruz. Tinakula è vulcani più attivi meno conosciuti nel mondo. L'isola ha una forma impressionante di stratovolcano. Un cratere attivo ha espulso vere e proprie bombe di lava nel corso della sua storia. L'isola di Tinakula è stata abitata fino all'eruzione del 1971, seguita da uno tsunami. Il vulcano risulta attivo dalla segnalazione di Mendana nel 1595.  Il lato sud dell'isola è ricoperto di vegetazione e gli alberi di noce di cocco si sviluppano sulle parti superiori della scogliera oltre la portata del mare. Le eruzioni periodiche dal vulcano sono visibili dalle isole e da Santa Cruz. Dal lato occidentale dell'isola si nota una frattura probabilmente causata da una frana.

fonte: http://www.activolcans.info/actualite-volcans/21112010-4258.php

domenica 21 novembre 2010

Filippine: migliaia di evacuati per il vulcano Bulusan

Migliaia di persone hanno evacuato le loro case in seguito all’eruzione di oggi del vulcano Bulusan. Il vulcano della provincia di Sorsogon, 250 chilometri di sud-est di Manila, ha emesso una colonna di vapore e della cenere 2 chilometri sopra il relativo cratere nel primo mattino. Il boato ha accompagnato l'esplosione della cenere che è durata più di nove minuti, come riportato dall’istituto filippino di vulcanologia e di sismologia. E’ stata la più grande eruzione del Bulusan dal 6 novembre quando ha cominciato a dare segni di attività (http://thedayafterjournal.blogspot.com/2010/11/filippine-in-allerta-per-il-vulcano.html). Raffy Alejandro, direttore regionale dell'ufficio di difesa civile, ha detto che gli abitanti sono preoccupati intorno a Bulusan e hanno forzato circa 2.700 residenti a fuggire dalle loro case. Le persone evacuate sono venute dalle città di Irosin e Juban. Secondo i militari, fino a 80.000 residenti da 70 villaggi potrebbero essere coinvolti se l'attività vulcanica si dovesse intensificare.

video dell’eruzione: http://www.youtube.com/watch?v=_ebSJ1jyJQk

fonte: http://www.monstersandcritics.com/news/asiapacific/news/article_1600463.php/Thousands-flee-from-ash-eruption-at-Philippine-volcano

venerdì 19 novembre 2010

Il vulcano Tungurahua spaventa l’Ecuador

Il vulcano Tungurahua, di 5.023 metri, ha incrementato la sua attività e per la pioggia incessante che si riversa da diversi giorni nella zona del vulcano si sono generate colate di fango che hanno impedito il traffico sulle strade circostanti, come riferito dall'Istituto Geofisico dell’ Ecuador.
Tecnici che monitorano il vulcano, situato a un'ora da Quito, hanno riferito che le emissioni di ceneri sono arrivate a 200 metri sopra il cratere, ma non hanno causato il collasso della bocca del cratere.
Tuttavia, hanno indicato che i flussi di fango dal materiale stesso, in combinazione con la pioggia hanno colpito la mobilità.



La Segreteria dell’ufficio Rischi ha indicato che la strada verso le città di Baños a Penipe è stata chiusa al traffico.
L’Ecuador sopporta due settimane temperature molto fredde, che sono giunte fino a tre gradi centigradi e la pioggia costante in un fenomeno che, secondo il centro di monitoraggio meteo risponde a un influsso del vento amazzonico, che rimarranno fino alla prossima settimana.
L’ultima ultima attività vulcanica del Tungurahua è iniziata nel 1999 ed è continuata in questi anni; il 16 agosto 2006 vi fu una eruzione particolarmente importante che ha lasciato sette morti e danni al sistema stradale e in agricoltura.

fonte: http://www.eluniversal.com/2010/11/19/int_ava_volcan-tungurahua-au_19A4751411.shtml

Korea: il vulcano Baedku è a rischio?

Da alcuni mesi, una delle storie che continua a riecheggiare intorno al Sud Corea riguarda la possibilità che il Monte Baekdu, il vulcano dormente che cavalca il bordo del Nord Korea e della Cina, potrebbe scoppiare ancora.

La montagna è un'icona coreana. Anche se è inaccessibile ai Sudcoreani (a meno che non si trovino in vacanza nella provincia del Jilin della Cina), le immagini della montagna sono ampiamente usate nel paese. Il Baekdu è esploso l'ultima volta nel 1903. Yoon Cantato-hyo, professore di geologia all'università nazionale di Busan, ha innescato alcuni mesi fa l'ultima speculazione quando ha detto che una nuova eruzione potrebbe essere più grande di quella avvenuta in Islanda che ha interrotto all'inizio di quest'anno il le comunicazioni aeree fra Europa e l'America del Nord. All’inizio di questa settimana, il ministero di unificazione ha detto che potrebbe formare un'unità operativa per studiare i prospetti di un'eruzione del Baekdu. E l'oggetto è stato analizzato in una riunione a Jeju  da meteorologi dal Giappone, dalla Cina e dal Sud Corea. Il soggetto principale di quella riunione era come controllare l'attività dei terremoti. Uno scienziato cinese ha detto che il paese mantiene sempre un occhio vigile sulla montagna, chiamata lo Shan di Changbai in Cina e vede poco motivo per preoccuparsi.

Wall Street Journal: Quali sono i segni che conducono a credere che il Mt. Baekdu potrebbe scoppiare?
Dott. Yoon: C’è stato un impulso di segnali di eruzione nel luglio 2002, quale un terremoto vulcanico, crepe della terra, di appassimento piante ed ed espansione della superficie della terra vicino al lago heaven. Dal luglio 2002, i segni sono stati meno attivi. Ma dobbiamo installare urgentemente un'unità operativa per guardare molto attentamente il movimento di magma.
WSJ: Quale sarebbe l'effetto di grande eruzione sul Sud Corea?
Dott. Yoon: Dipenderà dal formato dell'eruzione. Non ci sarà alcun effetto diretto. Ma causerà alcuni effetti indiretti, come l’interruzione del traffico aereo. C’è una possibilità che molte delle ceneri si dirigano verso il Giappone.
WSJ: la Korea del Nord e la Cina sarebbero molto più influenzati?
Dott. Yoon: la Korea del Nord e la Cina saranno direttamente influenzati. La cenere pioverà dal cielo e coprirà la terra in profondità di alcuni metri. Il magma di 500°c attraverserà la terra alla velocità di 180 chilometri l'ora. Inoltre se l'eruzione avverrà sotto il lago, potrà causare grandi tsunami che potrebbero condurre ad un'inondazione dal lato cinese. L'inondazione comprenderà una grande quantità di cenere.
WSJ: qual’è la vostra previsione al momento per un'eruzione del Baekdu?
Dott. Yoon: Nessuno sa precisamente quando accadrà. Voglio dare risalto che abbiamo bisogno di controllare molto attentamente il movimento del magma in moda da poter valutare noi quanto sarà grande un'eruzione e quando accadrà. Un controllo costante aiuterà a prevenire un grande danno.

fonte: http://blogs.wsj.com/korearealtime/2010/11/19/koreans-gossip-will-baektu-go-boom/

mercoledì 17 novembre 2010

Cile: allerta per il vulcano Chaitén!

Il Servizio Nazionale di Geologia e Miniere Cile (Sernageomin) ha avvertito ieri un significativo aumento dell’attività del vulcano Chaitén, portando il livello di allerta a 3-Giallo, che rappresenta una probabile eruzione nell’arco di settimane o mesi.  Questo avviso si basa su almeno 172 eventi sismici, di cui, molti dei quali sono stati caratterizzati da assenza di manifestazioni di superficie, un fatto cheimage preoccupa i geologi che monitorano la montagna . L’Ente indica che c’è una colonna di gas, composta principalmente da vapore acqueo, abbastanza denso, con altezze di circa 300-400 metri sopra il bordo della caldera. Nonostante questi fenomeni Sernageomin ha dichiarato che l’energia rilasciata dal vulcano è rimasta relativamente bassa, come nei mesi precedenti. Poiché il servizio cileno ha concluso che, anche se la probabilità è relativamente bassa, è possibile che il vulcano manifesti nuove fasi di squilibrio riattivandosi.

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Il Vulcano Chaiten ha eruttato il 2 maggio 2008, dopo un periodo di inattività durato ben 9.000 anni!

Il 18 febbraio 2009, il duomo che si era formato nella caldera del vulcano è collassato nel suo fianco sud, aprendo una voragine di circa un chilometro e ha emesso una imponente colonna di ceneri alta oltre otto chilometri e che ha coinvolto 30 milioni di tonnellate di materiale, una colata piroclastica si è fermata a pochi chilomitri dall'abitato di Chaitén. Le autorità hanno disposto la totale evacuazione di tutti gli abitanti della regione.

fonte: http://www.lmneuquen.com.ar/noticias/2010/11/17/90089.php

martedì 16 novembre 2010

La devastazione del Merapi vista dallo spazio

Il vulcano Merapi è implacabile! Finora ha ucciso 259 persone, ma sembra che ora le eruzioni stiano calando di intensità.

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Il rapporto ufficiale delle vittime del  Merapi ora include 174 vittime per ustione e 85 vittime per attacchi di cuore, problemi respiratori ed altro. Più di 350.000 persone hanno abbandonato il centro di Java per raggiungere gli accampamenti di rifugio. 

merapi golf course pyroclastic flow

I flussi piroclastici - fiumi roventi di gas e della roccia - sono la più grande minaccia durante un’eruzione vulcanica. Possono colpire le velocità di più di 90 mph (150 km/h). Nell'immagine sopra, il satellite della NASA ha ha fotografato un grande flusso piroclastico lungo il lato sud del fiume di Gendol. La cenere vulcanica ha distrutto molte delle piante e degli alberi entro 12.4 miglia (20 chilometri) dalla montagna. La vegetazione sana è colore rosso luminoso nell'immagine di cui sopra della NASA. La cenere vulcanica copre gli alberi, indebolisce i loro rami e rovina la loro frutta. Più di 3.460 acri (1.400 ettari) degli alberi da frutto si sono distrutti, eliminando una fonte di reddito importante per molti sull’isola di Java.

mount merapi plume nasa satellite

fonte: http://www.ouramazingplanet.com

domenica 14 novembre 2010

Sorprendente sciame sismico sulla Great Rift Valley nel corno d’Africa

Un incredibile sciame sismico di decine di scosse si sta abbattendo oggi sulla faglia della Rift Valley tra lo Yemen e il Gibuti, nel golfo di Aden. Una decina di terremoti superiori al magnitudo 5, insieme ad altre 40 scosse tra il magnitudo 5 e 4 hanno movimentato le terre del corno d’Africa, tutte nell’arco di questa giornata!

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La cosa sorprendente di questo sciame sismico è che la maggioranza delle scosse stia accadendo quasi esattamente ad una profondità di 10 chilometri; oltre 20 terremoti si sono presentati a quella profondità da quando lo sciame è cominciato. E’ uno scenario eccezionale, in quanto fino a ieri l’area era molto tranquilla dal punto di vista sismico.

Vi aggiornerò non appena arriverano news in merito.

fonte: http://planetsave.com/2010/11/14/whats-going-on-in-the-gulf-of-aden/

sabato 13 novembre 2010

La furia del ciclone Carmen si abbatte tra Regno Unito e Europa centrale

Il violento ciclone extratropicale, denominato "Carmen", in questi giorni ha spazzato le isole Britanniche, il mar del Nord e tutta l’Europa centrale con venti furiosi fino a 120-130 km/h, punte di 150 km/h sui rilievi.Forti mareggiate stanno sferzando le coste irlandesi e danesi.

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Purtroppo la tempesta ha causato molti danni e pure un morto sul Regno Unito, si tratta di una donna travolta da un albero sradicato dalle forti raffiche a 100 km/h mentre si trovava all’interno della propria autovettura.

Sul Canale di Bristol, punto dove i forti venti occidentali vengono ulteriormente amplificati, una nave militare della marina inglese si è trovata in serie difficoltà sbalzata dalla furia dei marosi.
Violente mareggiate, con spettacolari frangenti alti fino a 8-9 metri, hanno flagellato tutte le coste dell’Irlanda e della Scozia occidentale e in misura minore anche quelle del Devon e della Cornovaglia.
Questa profondissima area ciclonica dal mar del Nord si è spinta verso lo Skagerrak, il braccio di mare che separa le coste più meridionali norvegesi con l’estrema punta nord della Danimarca, favorendo al contempo l’estensione delle tempeste di vento dai quadranti occidentali su Olanda, Germania, Danimarca e sud della Svezia, con il coinvolgimento dalla seconda parte di giornata pure della Repubblica Ceca, Svizzera e Austria, con raffiche furiose sui 140-150 km/h lungo le vette alpine.

fonte: meteoweb.it

venerdì 12 novembre 2010

Kamchatka: terra di vulcani irrequieti!

La Kamčatka  è una penisola lunga 1.250 km situata nell’estremo oriente russo. La vallata centrale e il fiume Kamčatka sono fiancheggiati da ampi massicci vulcanici, composti da oltre 160 vulcani, 29 dei quali sono ancora attivi. E ultimamente sembra proprio che alcuni di questi stiano incrementando l’attività! Il 27 Ottobre ho pubblicato un articolo sull’eruzione del Klutchevskoy (http://thedayafterjournal.blogspot.com/2010/10/kamchatka-il-vulcano-klutchevskoy-tuona.html), mentre solo il giorno seguente ha eruttato anche il Shiveluc (http://thedayafterjournal.blogspot.com/2010/10/kamchatka-erutta-anche-il-vulcano.html). Shiveluc l'11 novembre 2010Mentre il Klutchevskoy sembra si stia calmando (livello allerta diminuito da arancio a giallo), il Shiveluc continua nella sua iper-attività, e pertanto rimane ad un livello di allerta arancio (rischio di eruzione). Dopo le forti eruzioni esplosive del 27 Ottobre, si ha assistito ad una crescita del duomo di lava. La cenere espulsa ha raggiunto i 10 km di altitudine, e si sono sparse nell’atmosfera fino a 150 km a sud est del vulcano. Una moderata attività sismica continua a farsi sentire.

Innalzato al livello arancio anche il vulcano Karymsky: registrata un’attività esplosiva, le cui ceneri hanno raggiunto quota 6.000 metri. Segnalata inoltre una anomalia termica durante il corso dell’intera settimana.

Karymsky di recente

La caldera del Karymsky (5 Km di diametro) si è formata circa 7700 anni fa, al cuore d' un'altra caldera ellittica, gigantesca, di 65 Km per 35. Dalla caldera del Karymsky si è costruito lo stratovulcano del Karymsky, di dimensione modesta e che ha cominciato la sua formazione appena 2000 anni fa. Di solito, la sismicità pre-eruttiva del Karysmky si situa sotto caldera Akademia Nauk, situata appena al sud del Karysmky. L'ultima fase d'attività del cono è cominciata 500 anni fa, e ciò dopo 2300 di riposo. Di tutti i vulcani della Kamchatka, è l' una del più attiva con una trentina d' eruzioni registrate da 1771. La sua reputazione si conferma con un'attività quasi continua dal 1996, segnata da esplosioni stromboliennes e/o vulcaniennes e colate di lava sporadiche che hanno coperto l' insieme del cono di depositi scuri. Così, la quasi totalità del cono è coperta di depositi eruttivi di meno di 200 anni!

fonte: http://www.kscnet.ru/ivs/kvert/updates.php

giovedì 11 novembre 2010

Vulcano Bulusan e Vulcano Mayon: potrebbero eruttare insieme! Alta tensione nelle Filippine

Sorsogon: due dei vulcani più attivi della regione di Bicol, nelle Filippine, potrebbero esplodere simultaneamente! L’allarme arriva dal direttore dell’Istituto di Vulcanologia e Sismologia delle Filippine (Phivolcs). Mentre il Monte Bulusan ha eruttato tre volte dal 6 Novembre, il Vulcano Mayon nella vicina Albay sta dimostrando forti segnali di attività, emettendo luce dal suo cratere, come confermato da Renato Solidum al “The Manila Times”, giornale locale nelle Filippine. Leggere scosse frequenti causate dal Mayon sono un altro segnale di progressivo aumento di attività.

 

 

Mayon

Solidum ha aggiunto: “Non è impossibile e remoto avere una esplosione simultanea dei due vulcani. Nel 2006 il Vulcano Mayon e il Monte Bulusan hanno eruttato nello stesso momento, quindi può accadere ancora”.
Solidum ha confermato che la zona ad accesso limitato è a 4 km dal Vulcano Bulusan. Anche se non ci sono ancora colate di lava il vulcano è ad alto rischio eruzione. Fino a questo momento 170 persone sono già state evacuate.

fonte: http://www.manilatimes.net/index.php/component/content/article/42-rokstories/31978-brace-for-mayon-bulusan

Vulcano Colima: una nuvola di cenere si innalza nei cieli del Messico

Segnali di ripresa da parte del Vulcano Colima in Messico. Una colonna di cenere si è innalzata dalla bocca del cratere in questi giorni, e dalle analisi delle immagini satellitari sembra abbia raggiunto la quota di ben 6.7 km di altitudine nell’atmosfera (22,000 ft), spostandosi verso sud-ovest fino a 19 km di distanza.

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Il Volcán de Colima (3.860 m s.l.m.), chiamato anche Volcán de Fuego de Colima), è il più attivo vulcano del Messico e dista solo 5 km dal più vecchio e inattivo Nevado de Colima(4330 m s.l.m.). Si trova quasi al limite occidentale della Fascia Vulcanica Trasversale, di cui fa parte. Nonostante il suo nome, solo una sua piccola parte rientra nello stato diColima, mentre per la maggior parte appartiene allo stato di Jalisco.

È uno stratovulcano ed ha eruttato più di 40 volte dal 1576 ad oggi. Le eruzioni di maggiore intensità si sono avute nel 1585, 1606, 1622, 1690, 1818, 1890, 1903; la più violenta è stata quella del 1913 e le più recenti quelle del 1999 e del 2005 (in marzo, maggio e il 5 e 6 giugno 2005), quando la colonna eruttiva raggiunse i 4,5 e i 9 km in altezza, il flusso piroclastico raggiunse i 4 km di distanza dal cratere e la bombe di lava atterrarrono a 3/4 km di distanza. L'indice di esplosività vulcanica non superò il VEI 3. La cenere emessa raggiunse distanze fino a 100 km.

Caratteristica delle sua attività recente è l'emissione di lava viscosa e la formazione di duomi di lava. Il cratere ha raggiunto una profondità di 60 m.

fonte notizia: http://www.ssd.noaa.gov/VAAC/messages.html
fonte informazioni: wikipedia.it

mercoledì 10 novembre 2010

Alluvione nel Veneto, oltre 3.000 sfollati

Tre morti, oltre tremila sfollati, più di 500 mila le persone colpite in vario modo dall'alluvione, 121 i Comuni coinvolti. I danni ammontano "a una cifra che si aggira attorno al mezzo miliardo di euro, forse anche un miliardo. La città più colpita è Vicenza.

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Oltre 100 mila tacchini, 20 mila polli, 5mila conigli e centinaia di maiali e mucche per un totale di circa 150 mila animali sono morti annegati in Veneto, secondo il bilancio provvisorio della Coldiretti. "Una vera e propria carneficina - si legge in un comunicato - nel triangolo di terra fra le province di Padova, Vicenza e Verona dove forte è la concentrazione di allevamenti. Migliaia di ettari di terreno - continua Coldiretti - restano ancora sott'acqua e sono andati persi interi raccolti di tabacco, compromesse le coltivazioni di ortaggi e distrutte serre e fungaie, con perdite complessive di decine di milioni di euro. Ci vorrebbero ancora giorni di sole per permettere alla terra di assorbire tutta l'acqua mentre si preannuncia un fine settimana di maltempo".

image Stato di preallarme per il rischio idrogeologico e idraulico in Veneto per le precipitazioni previste per domenica e per il perdurare di livelli sostenuti sui fiumi Bacchiglione, Livenza e Fratta-Gorzone. C'è il rischio di frane, anche di grosse dimensioni. Preoccupazione destano la frana del Rotolon, nel vicentino, presso Recoaro, e alcune situazioni nella conca bellunese dell'Alpago e nel trevigiano. Non sono escluse inoltre rotture degli argini già compromessi a livello locale. Attenzione anche per la piena del Po, per le attività agricole, gli insediamenti, i cantieri di lavoro e altre attività presenti lungo le sponde del fiume del fiume, come la navigazione e gli approdi fluviali.

fonte: repubblica.it

martedì 9 novembre 2010

L’Indonesia non ha pace: anche il vulcano Dempo è a rischio

"L'attività vulcanica del Monte Dempo in Pagaralam, a sud di Sumatra, è in aumento, con almeno 79 scosse registrate la scorsa settimana.
Il Mt. Dempo è diverso da altri vulcani in Indonesia, in particolare a causa del suo cratere largo e vasto.
"Questo significa che vi possono essere cambiamenti nella sua attività vulcanica in qualsiasi momento", ha riferito Slamet.
Dempo scoppiò nel 1838, creando un lago di lava che copre un'area di circa 3.000 metri quadrati.image
Nonostante sono state registrate solo scosse vulcaniche, l’ente Slamet ha messo in allerta i residenti che vivono sulle pendici del monte Dempo a causa della natura imprevedibile del vulcano.
In previsione di una possibile eruzione,l' amministrazione comunale Pagaralam ha predisposto un team di mitigazione delle catastrofi composto da volontari e membri di ricerca e soccorso.
Ha aggiunto che le zone di evacuazione sono state anche designate nel nord, al centro e a sud delle regioni di Dempo , con spazio per migliaia di profughi.

fonte: http://expianetadidio.blogspot.com/, http://www.thejakartapost.com/news/2010/11/08/mt-dempo-activity-increases-official.html

Vulcano Bulusan: le Filippine si preparano per l’evacuazione di massa

Le autorità filippine stanno preparando i piani di evacuazione per circa 80.000 persone che vivono vicino al vulcano irrequieto che ha espulso altra cenere stanotte. Il Monte Bulusan nella provincia di Sorsogon, 250 chilometri di sud-est di Manila, ha cominciato ad espellere cenere e vapore sabato, spingendo i vulcanologi del governo a dare l’ allarme. Oggi una nube della cenere si è alzata di circa 500 metri sopra il vulcano, alto 1.560 metri, AP File Photo // AP File Photo ha detto l'istituto filippino di Vulcanologia e di sismologia. L'agenzia ha detto che inoltre sono state registrate durante la notte decine di scosse di terremoto. Rafael Alejandro, il direttore regionale dell'ufficio di difesa civile, ha detto che squadre di aiuto in caso di catastrofe hanno allertato i residenti dei rischi della cenere del Bulusan. Le squadre inoltre stanno spiegando ai residenti come preparare la possibile evacuazione. Alejandro ha detto che circa 80.000 residenti di 70 villaggi sarebbero coinvolti in caso di eruzione del  Bulusan. Il vulcano Bulusan è uno dei 23 vulcani attivi della regione. L’ultima eruzione risale al 2006.

Merapi: le ceneri raggiungono la stratosfera!

Sale a 158 morti il bilancio dell'eruzione del vulcano Merapi nell'isola indonesiana di Giava, iniziata il 26 ottobre scorso. Lo riferisce la Cnn citando fonti mediche locali.

Ieri intanto, dal vulcano si sono prodotte due estese colate piroclastiche, che producono una nuvola di cenere e lapilli che viaggia ad una velocita' di 50-300 km/h.image

Le esplosioni sono state udite fino a 20 km dal vulcano.

300.000 persone hanno abbandonato le loro case, e 30.000  si sono riversate nello stadio Maguwoharjo, a circa 90 chilometri a Sud Est del vulcano. Molte altre sono fuggite anche verso Muntilan, Magelang, Klaten e Boyolali. La Caritas di Jakarta lavora per adesso a sostegno di circa 20.000 persone, ed è ora concentrata su 6 parrocchie sul cui territorio ci sono piccoli punti di raccolta di sfollati: Kalasan, Salam, Banteng, Medari, FatimaMagelang e Boyolali.

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Nell'ultimo avviso emesso dall'ente ufficiale Darwin vaac,viene segnalato che le ceneri del vulcano Merapi hanno raggiunto la stratosfera ad una quota di 16km!! - 13km + i 3km d'altezza del monte Merapi, e la nube ha un estensione di circa 200km. Questo significa che ci sono grossi rischi di un impatto climatico a livello globale. La famosa eruzione del 1872, eguagliata in questi giorni, aveva causato un raffreddamento globale negli anni successivi, e l’impatto si è sentito fino alla fine dell’'800.

fonte: http://www.bom.gov.au/products/IDD65295.shtml

Indonesia: anche il vulcano Semeru è pronto ad esplodere?

L'attività vulcanica del vulcano Semeru, situato fra Lumajang e Malang, East Java, continua ad aumentare. Quotidianamente la 'più alta montagna nell'isola di Java ha eruttato lava in seguito a scosse di terremoto. Lava incandescente sulla parte superiore di Semeru è chiaramente visibile dal villaggio di Pronojiwo , a Lumajang, nei giorni di sole.

Anche se ancora lontana dalle abitazioni, la lava fusa continua ad essere tenuta sotto controllo dal centro di osservazione del vulcano di Sawur. Durante il mese di settembre, le scosse di terremoto sono state 690. In ottobre si sono presentate 857 volte. Dal 1° al 8 novembre, sono state registrate più di 300 scosse, in una sola settimana. Le osservazioni inoltre indicano che Semeru ha formato una cupola di lava. Ma le zone calde sono ancora poco chiare.

fonte: http://www.dglobalnews.com/mount-semeru-volcanic-activity-increasing/2002.html

lunedì 8 novembre 2010

Il ciclone Jal devasta le coste dell’India

Sono almeno 34 in India le vittime provocate dal passaggio di un ciclone tropicale che si è abbattuto sullo stato sud orientale dell’Andhra Pradesh. File:Jal 2010 track.pngStando alle previsioni elaborate dai metereologi, le precipitazioni dovrebbero proseguire fino a domani.
Il ciclone è stato battezzato Jal (‘acqua’) e ha parzialmente devastato la costa meridionale dello stato, che era in allerta da alcuni giorni. Nei giorni scorsi Jal aveva già mietuto 4 vittime in Malaysia, dopo aver causato l’evacuazione di 50.000 persone. 12 sono i dispersi.

L’Oceano Atlantico cambia direzione!

Gli scienziati sono rimasti scioccati nello scoprire che le acque profonde dell'Oceano Atlantico hanno cambiato direzione!
Gli scienziati che studiano l'Oceano Atlantico sono stati scossi nel scoprire ieri, che per qualche motivo sconosciuto le acque profonde dell'oceano hanno invertito la loro direzione di flusso. Ciò non è accaduto dall'inizio dell'era glaciale!
Invece di andare verso sud, come fanno di solito, queste acque abissali ora scorrono verso nord.
La variazione di flusso potrebbe avere accompagnato profondi cambiamenti climatici, hanno spiegato i ricercatori. Potrebbe essere la prova di raffreddamento globale!

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Nell'Atlantico, la Corrente del Golfo porta l'acqua calda di superficie dai tropici alle alte latitudini, dove si raffredda, verso sud nelle profondità dell'oceano. Il modo in cui scorre l'acqua nel mare aiuta a ridistribuire il calore - e questo è fondamentale per il clima glogale. Linee contraddittorie di prove a partire dal picco del freddo glaciale - l'ultimo massimo glaciale - rendono difficile per gli scienziati determinare se questa circolazione oceanica è andata fortemente o leggermente in una direzione particolare all’epoca.
Ma ora ... l'Oceano Atlantico ha chiaramente cambiato direzione! Che cosa significa?
Per arrivare a queste conclusioni, gli scienziati hanno indagato su un pilastro di sedimenti a circa 128 piedi (39 metri), estratte dal fondo marino mediante l'uso di una nave al largo della punta di Africa sotto di circa 8.000 piedi (2.440 m) di acqua. La parte superiore 15 piedi (5 m) o così di questo campione nucleo contiene materiale che riflettono le condizioni dell'oceano, negli ultimi 50.000 anni.
"E 'molto difficile estrarre questi nuclei a tali profondità senza rottura del tubo di metallo nel mare aperto, che di solito ha cattive condizioni meteorologiche", ha detto il ricercatore Juan Magrita, un paleoceanografico presso l'Università Autonoma di Barcellona in Spagna. Tuttavia, il personale a bordo della nave, il Dafania Juanita, è molto esperto, ha osservato.
Gli scienziati di tutto il mondo si stanno consultando per determinare perché l'Oceano Atlantico è in cambio di direzione. "Questo potrebbe avere conseguenze catastrofiche per le persone che vivono su entrambi i lati dell'Atlantico. Questo è un problema globale pericoloso,le nazioni del mondo devono agire insieme per correggere il problema, se possibile." Ha detto il professor Jacob Jabolin dell'Università di Harvard.

Prepariamoci a grandi cambiamenti…


fonte: http://www.livescience.com/environment/atlantic-ocean-water-flow-reversed-101103.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed:+Livesciencecom+(LiveScience.com+Science+Headline+Feed)

domenica 7 novembre 2010

Gigantesca voragine inghiotte un intero porto in Brasile

Nell’area di Chibatão, a Manaus in Brasile, una frana lunga più di 300 Mt ha fatto scivolare nel mare gran parte del porto.


Mentre  venivano eseguiti lavori di manutenzione, torrenziali flussi di fango,  hanno travolto il  terminal, trascinando via i container, i chassis e svariate attrezzature portuali.
Due lavoratori portuali sono stati ufficialmente dichiarati dispersi.
Tuttavia, Carlos Gonzaga, presidente del Sindicargas, il sindacato locale degli stivatori, ha detto che almeno 10 persone avrebbero potuto essere coinvolte e uccise.

fonte: http://thegentleawakening.ning.com/video/landslide-ripped-through-the

sabato 6 novembre 2010

Merapi, rischio di una MEGA eruzione seguita da una piccola era glaciale

Una riserva di magma senza precedenti si muove sotto il Merapi” ha detto Birger Lühr, un vulcanologo del GFZ a Potsdam in Germania. “Le eruzioni del Merapi stanno diventando sempre più violente ed il grande scoppio potrebbe essere vicino”.

Una stima approssimativa indica che c’è tre volte più magma di quanto è stato espulso dal vulcano indonesiano Tambora nel 1815, la più grande eruzione negli utlimi 10.000 anni, che ha condotto poi ad un raffreddamento del clima globalmente.

L'eruzione di Tambora ha causato “l'anno senza un'estate” nel 1816, quando ha nevicato ogni mese dell'anno nel Vermont.

fonte: http://notrickszone.com/2010/11/05/der-spiegel-geologists-warn-mega-eruption/

Possibile eruzione del Monte Oku in Cameroun

A quanto pare c’è stata un’eruzione in un’area tra il Cameroun e la Nigeria, in una zona facente parte dello stato del Benue. La notizia è da confermare, e il comunicato arriva da African News: “Un'eruzione vulcanica si è presentata al distretto montagnoso di Mkomon dell'ente locale di Kwande dello stato di Benue con un morto e parecchie proprietà distrutte. Gli abitanti del luogo abbandonato le loro case alla ricerca di un posto più sicuro. Le fonti di acqua portatile sono state inquinate dal magma emesso dall'eruzione.  Testimoni dicono che ci sono state forti scosse intorno alle montagne al confine con la Repubblica del Cameroun, seguite dalle eruzioni in sei punti del terreno montagnoso. A seguito delle vibrazioni del magma è fuoriuscito, ricoprendo i pozzi scavati a mano dagli abitanti, lasciando i residenti senza acqua portatile. Panico tra le persone, che sono state  tagliate completamente fuori dal resto del mondo a causa dei danneggiamenti delle strade e dei ponti.”

Lo stratovolcano di Oku ha una grande caldera. Il campo vulcanico di Oku è caratterizzato da due laghi del cratere, lago Nyos al Nord e laghi Monoun al sud, che hanno rilasciato in passato gas di biossido di carbonio creando eventi catastrofici. Il 15 agosto 1984, rilascio del gas nel lago Monoun è stato attribuito al capovolgimento dell'acqua stratificata del lago, innescato da un terremoto e da una frana. L'evento di Nyos del lago il 21 agosto 1986, ha causato almeno 1700 morti.

fonte: http://www.volcanolive.com/news.html

Filippine in allerta per il vulcano Bulusan

Il vulcano Bulusan ha espulso oggi una colonna di cenere che ha raggiunto un'altezza di 600 metri sopra il cratere. L'eruzione è durata 57 secondi. Quattro terremoti vulcanici sono stati registrati prima dell'eruzione, anche di magnitudo 6. La cenere ha raggiunto zone a 6-10 chilometri di distanza dal cratere. PHIVOLCS ha alzato il livello di allerta del vulcano di Bulusan dal Livello 0 al livello la I (anormale). L'attività in corso può indicare la dispersione idrotermale sotto il vulcano che può condurre a più eruzioni della cenere e del vapore.

E’ stato proibito agli abitanti di transitare entro i 4 chilometri di distanza dal vulcano per il rischio di un eruzione imminente. Bulusan è uno dei 23 vulcani attivi delle Filippine. È situato nella provincia di Sorsogon circa 240 miglia (380 chilometri) a sud-est di Manila. Bulusan, situato appena 70 chilometri di sud-est del vulcano di Mayon, è il quarto vulcano attivo nelle Filippine dopo Mayon, Taal in Batangas e Pinatubo in Zambales. Il vulcano, di 1.565 metri ha eruttato 15 da quando è stato monitorato nel 1886. L'ultimo grande terremoto che ha causato morte e distruzione diffuse ha avuto luogo nel 1990, quando un tremito di 7.7 mm ha ucciso più di 2.000 persone in Luzon centrale e nel Nord.

venerdì 5 novembre 2010

Merapi: la più grande eruzione dal 1872

image La furia del Merapi non ha mai fine! Anzi, sta aumentando sempre più! quella di oggi è l’eruzione più potente mai registrata dal 1872 secondo gli esperti. Quest’ultima eruzione ha provocato la morte di almeno 58 persone, e il bilancio complessivo ora si aggira oltre i 100 morti dall’inizio delle eruzioni di 10 giorni fa, ma le autorita' temono che il bilancio sia ben piu' grave, dato che molte aree sono ancora inaccessibili a causa delle nubi incandescenti di lava e cenere che si stanno levando dal cratere.

La maggior parte delle vittime e' concentrata a Argomulyo, che dista 18 chilometri dal cratere che e' a 3mila d'altezza.
Nel villaggio molte persone sono state sorprese nel sonno dalla nube di cenere e lapilli, seguita da una colata di cenere e fango lungo il letto arido del fiume Gendol che ha avvolto molte case in un catrame incandescente e appiccicoso. Nove case lungo il fiume sono crollate.

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L'ordine di evacuazione arriva a una distanza di 20 chilometri dal vulcano. Piu' di 100mila sfollati si trovano in rifugi temporanei.