lunedì 31 gennaio 2011

Una tempesta di sabbia si abbatte su Dubai

Una tempesta di sabbia a Dubai ha abbattuto cartelli e sradicato alberi ieri, con raffiche di vento a più di 111 km/h.
La tempesta ha colpito la città per più di un'ora, riducendo la visibilità a pochi metri.
"Il temporale formato al largo di Dubai, nel cuore del Golfo Persico meridionale si è spostato rapidamente in Oriente".



Residenti a Ras al Khaimah hanno anche riferito di forti venti e pioggia. Sulla superstrada E65 in direzione sud la tempesta di sabbia ha creato una visibilità ridotta a circa 20 metri e la strada è stata ricoperta di sabbia.

fonte: http://www.thenational.ae/news/uae-news/60-minutes-of-111kph-sandstorm-mayhem

domenica 30 gennaio 2011

New York: 5a violenta tempesta di neve della stagione, 40cm al suolo!

Un mese dopo la prima grande nevicata di Santo Stefano, con New York praticamente in ginocchio e severe critiche al sindaco Michael Bloomberg per avere sottovalutato la tempesta, il nord est degli Stati Uniti si è di nuovo ricoperto di bianco, con la maggior parte delle città paralizzate: da Boston a Washington, passando per New York e Filadelfia.



Come era successo alla fine dell’anno scorso, sono caduti tra i 40 e i 50 centimetri di neve, creando notevoli disagi nella circolazione in città, sulle strade e le autostrade, oltre a provocare la cancellazione di centinaia di voli, alcuni dei quali anche provenienti dall’Italia. Le scuole, in particolare, sono rimaste chiuse in molte grandi città, tra cui a New York, come anche molti degli uffici, vista l'impossibilità di raggiungere i centri cittadini. A Washington i dipendenti federali hanno avuto l’autorizzazione di iniziare il turno di lavoro tre ore dopo.



A New York il sindaco, Michael Bloomberg, ha proclamato lo stato d’emergenza, e ha chiesto sin da mercoledì sera agli autobus di restare al deposito, in modo da evitare i paurosi ingorghi di dicembre, causati anche dalle decine di mezzi bloccati per ore (in alcuni casi anche per giorni) dalla neve. In base ai calcoli del servizio meteo federale, nel nord est degli Usa le nevicate sono state già del doppio circa rispetto alla media. E probabilmente non finisce qui, dato che nuove tempeste di neve sono annunciate nei prossimi giorni. Oltre New York, la neve ha paralizzato Washington, che era stata quasi risparmiata a fine dicembre.

Almeno 7 persone, tra la zona di Washington, il Maryland, il Delaware, e lo stato di New York hanno perso la vita a causa del maltempo. A nord della città di New York c'è stato un incidente tra uno spazzaneve e un bus con a bordo 25 studenti: nello scontro sono rimasti feriti l'autista del bus e due studenti, poi immediatamente ricoverati in ospedale, dove le loro condizioni stanno migliorando. A Lyn, in Massachusetts, un'altra emergenza: sotto il peso della neve, è crollato il tetto di un garage, 20 persone intrappolate, per salvarle sono dovute intervenire alcune squadre di soccorso. Circa un milione di case e uffici sono rimasti senza elettricità, 320.000 nell'area attorno a Washington, il resto nel New England. Nella contea di Montgomery, circa 1.180.000 abitazioni sono rimaste senza elettricità.

fonte: ansa.it, http://www.3bmeteo.com/news-meteo/nuove+nevicate+in+arrivo+sul+ne+degli+usa-51379

sabato 29 gennaio 2011

Forte terremoto sull’isola vulcanica norvegese Jan Mayen

Un terremoto di crinale molto forte di magnitudo 6.1 si è verificato questa mattina presso l'isola vulcanica di Jan Mayen, in Norvegia.



Jan Mayen è un'isola situata tra l’Islanda e la Norvegia ed è una destinazione popolare per le crociere.
Sull’isola si trova uno stratovulcano alto 2277 m, il Beerenberg. Su di esso è presente un ghiacciaio e il suo cratere è largo circa un chilometro. Le pendici del vulcano superiore sono in gran parte coperti di ghiaccio, con diversi ghiacciai principali, tra cui cinque che raggiungono il mare.

Il Beerenberg è formato da lava basaltica. La sua più recente esplosione risale al 1985, ma ha eruttato anche nel 1732 e nel 1818.

fonte: http://earthquake-report.com/2011/01/29/very-strong-earthquake-close-to-jan-mayen-volcanic-island-norway/


venerdì 28 gennaio 2011

Groenlandia: nel 2010 record scioglimento ghiacciai

Fra le prime vittime del caldo record nel 2010, ci sono i ghiacciai della Groenlandia, che secondo uno studio del Noaa e dell'università di New York si sono sciolti a un ritmo senza precedenti.



"La stagione scorsa è stata eccezionale, e in alcune aree del paese è stata 50 giorni più lunga della media - ha spiegato Marco Tedesco, uno degli autori, al New York Times - è iniziata prima del previsto, alla fine di aprile, ed è finita molto dopo la metà di settembre".
I ricercatori hanno esaminato le anomalie delle temperature dei ghiacci della Groenlandia stimando il tasso di scioglimento sia dai dati dei satelliti che attraverso misure sul terreno. A contribuire al fenomeno sono state le temperature eccezionalmente alte, fino a 3 gradi sopra la media, e il calo delle nevicate, che hanno fatto diminuire lo strato protettivo del ghiaccio. "Lo scioglimento sta aumentando negli ultimi decenni - aggiunge Tedesco - con le 4 stagioni da primato registrate dopo il 1998". Il fenomeno è uno dei principali responsabili dell'innalzamento delle acque degli oceani, che già oggi ha una media di 1,8 millimetri l'anno. Secondo alcune stime se tutta la calotta della Groenlandia dovesse sciogliersi l'innalzamento sarebbe di 7 metri, anche se l'ipotesi è remota nel tempo, mentre calcoli più verosimili indicano in 1 metro l'aumento di livello probabile entro fine secolo.

fonte: http://www.agi.it/research-e-sviluppo/notizie/201101241418-eco-rt10148-groenlandia_nel_2010_record_scioglimento_ghiacciai

Kamchatka: il vulcano Kizimen mette a rischio un parco naturale

Negli ultimi tre giorni, l'attività del vulcano Kizimen è aumentata notevolmente. E gli scienziati non possono prevedere come le cose si svilupperanno.

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Sotto il vulcano è presente una forte attività sismica, e le esplosioni di cenere più forti potrebbero arrivare fino a 10 km (o 32.800 ft). Secondo i dati satellitari, un brillante anomalia termica sopra il vulcano continua a registrarsi ogni giorno e i pennacchi di cenere si sono estesi per 324 km (201 mi) in direzione occidentale, meridionale e orientale del vulcano tutta la settimana.

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Tutta questa cenere potrebbe influenzare negativamente l'ecosistema del Parco Naturale Kronotsky Reserve, situato sulla penisola. Il parere è stato espresso oggi, dai professionisti che operano nel parco naturale, Itar-Tass il ramo Kamchatka del World Wildlife Fund.
Secondo loro, pennacchi di cenere dell'eruzione del gigante, che si trova al confine della riserva, si stanno spostando verso l’area protetta. A causa della cenere caduta, secondo gli esperti, questa primavera, la neve vi si scioglierà prima del solito, il che porterà ad un prematuro e rapido sviluppo delle piante. L'inalazione di polveri vulcaniche dagli animali può causare un aumento della loro mortalità. C'è anche una probabilità che potrebbero essere portati a lasciare la riserva, perdendo la protezione che essa gli garantisce.
Il vulcano Kizimen si trova a 265 km a nord di Petropavlovsk-Kamchatsky. La scorsa estate è stata caratterizzata da i primi segnali di rivitalizzazione. Il vulcano era dormiente dal 1929. Lo scorso autunno ha cominciata la grande eruzione. In gennaio sono aumentate l’attività sismica e le emissioni di cenere.

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Il comportamento del vulcano viene monitorato costantemente. Pericolo per gli insediamenti umani non c’è. Nel frattempo pennacchio di cenere dell'eruzione potrebbe costituire una minaccia per l'aviazione però.

fonte: http://www.itartass-sib.ru/index.php?option=com_content&view=article&id=27321:izverzhenie-vulkana-kizimen-na-kamchatke-mozhet-negativno-skazatsya-na-ekosisteme-kronoczkogo-zapovednika-eksperty&catid=37:mr&Itemid=82

Giappone: evacuazione in corso per il vulcano Kirishima

L'eruzione del vulcano Kirishima, precisamente dal picco Shinmoedake, nell'isola meridionale giapponese di Kyushu, ha spinto oggi le autorità locali ad evacuare le persone che vivono entro un raggio di 1,2 miglia dal vulcano.image

Shinmoedake, una montagna del gruppo vulcanico di Kirishima al confine tra le prefetture di Kagoshima e Miyazaki, ha espulso nubi di fumo e cenere fino a 3.000 metri in aria.
L'eruzione, iniziata Mercoledì, ha costretto un aeroporto locale a chiudere una pista temporaneamente. Alcuni treni locali sono stati annullati e sezioni di una superstrada sono rimaste chiuse.
Rocce e ceneri sono cadute, coprendo una fascia ampia della regione, tra terreni agricoli e aree residenziali.
I media giapponesi hanno riferito che gli agricoltori locali sono preoccupati per i danni alle loro colture nella regione, che era già stata colpita dai focolai del virus dell'influenza aviaria.

fonte: http://www.rttnews.com/Content/GeneralNews.aspx?Id=1538299&SM=1

giovedì 27 gennaio 2011

Bali: l’eruzione del vulcano Bromo fa cancellare i voli


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La nube di cenere causata dall'eruzione del vulcano Bromo, nella vicina isola di Giava, ha costretto oggi diverse compagnie aeree a cancellare o dirottare su altri scali i voli da e per l'aeroporto di Bali, nel sud-est dell'Indonesia, causando disagi a circa 1.300 passeggeri. I voli interni hanno funzionato regolarmente. La nube ha raggiunto i 5.500 metri di altezza. Le autorità aeroportuali hanno deciso per il momento di non chiudere lo scalo.

fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2011/01/27/visualizza_new.html_1615369464.html

Giappone: violenta eruzione del vulcano Kirishima

Il monte Kirishima, un vulcano sull'isola meridionale di Kyushu in Giappone, è entrato in eruzione il 26 gennaio. Una gigantesca nube di cenere si è riversata dal vulcano e il VAAC di Tokyo ha emesso un avviso di pericolo cenere sopra i 25.000 piedi (7,6 chilometri).
Materiale vulcanico è stato espulso dal cratere, innescando flussi piroclastici.

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Kirishima ha lanciato delle vere e proprie bombe vulcaniche a più di un miglio (2 chilometri) di altitudine dal cratere, secondo le notizie. L’ immagine dell'eruzione mostra pennacchi di materiale incandescente a poche centinaia di metri nel cielo.

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Il Kirishima è tecnicamente composto da un gruppo più ampio di bocche vulcaniche dell'isola. Questi crateri sono molto attivi, ma soprattutto hanno piccole eruzioni esplosive. L'ultima grande eruzione è avvenuta nel 1959.

fonte: http://www.ouramazingplanet.com/japanese-volcano-kirishima-eruption-110126-1020/

webcam in real time: http://kirishima-live.jpn.org/image/real.jpg

Colombia: allerta per il vulcano Galeras

L'istituto colombiano di geologia Ingeominas ha dichiarato oggi l’allarme arancione per il vulcano Galeras, nel sud della a causa di cambiamenti nella sua attività.

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Ingeominas ha spiegato in un comunicato che la segnalazione, che significa "eruzione probabilmente in termini di giorni o settimane", è dovuta ai cambiamenti dei "fluttuanti livelli di sismicità ".
L'agenzia ha spiegato che nelle ultime ore si sono verificati all'interno del vulcano, che si trova nel dipartimento di Nariño (sud), terremoti solitamente registrati in periodi precedenti un’eruzione.
Gli specialisti Ingeominas che hanno visitato la zona, hanno detto che non vi è emissione di gas provenienti dai diversi settori del cratere, con dispersione a nord e "forte odore di gas di zolfo in quella direzione."
Il Galeras, uno dei più grandi vulcani attivi in Colombia, si trova a circa 700 miglia a sud-ovest di Bogotà, nel dipartimento di Nariño (confine con l'Ecuador), ad una altitudine di 4.276 metri sul livello del mare e negli ultimi anni ha registrato decine di eruzioni.

fonte: http://feeds.univision.com/feeds/article/2011-01-26/declaran-alerta-naranja-en-volcan?refPath=/noticias/america-latina/colombia/

Un vulcano di fango emerge dalle acque del Pakistan

C'è una nuova isola nelle acque azzurre al largo del Pakistan: un vulcano di fango che probabilmente scomparirà prima di vedere 1.001 notti arabe.
I pescatori pakistani hanno segnalato il nuovo vulcano di fango nel Mare Arabico a fine novembre, e il satellite della NASA scattò una foto l’11 gennaio.

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Secondo la NASA, le isole del vulcano di fango sono apparse nel Mar Arabico prima, e la maggior parte sono state spazzate via in pochi mesi. In realtà, l'immagine di gennaio mostra sedimenti fumanti del vulcano di fango nuovo, suggerendo che si sta erodendo e che presto svanirà.

I vulcani di fango Pakistani sono guidati dalla tettonica delle placche: la placca arabica è in subduzione o immersione sotto il continente eurasiatico.
Sotto la pianura, subduzione è anche la fusione in magma roccioso, che infonde le acque sotterranee di gas e calore vulcanico. La maggior parte dei vulcani di fango arrivano solo fino a pochi centimetri di altezza, ma quelli di terra sulle pianure del Pakistan possono aumentare fino a 330 piedi (100 metri). Alcuni di questi picchi sono stati conosciuti per espulsioni di pennacchi di gas a combustione spontanea, emettendo lingue di fuoco nel cielo.
A circa due miglia (tre chilometri) al largo, il nuovo vulcano di fango è probabilmente profondo circa 98-197 metri (30 a 60 metri), ha dichiarato James R. Hein, uno US Geological Survey scienziato senior a Menlo Park, California.

La sua superficie è di fango relativamente fresco, ma "è probabile saturo d'acqua” ha detto Hein.
Come camini idrotermali, vulcani di fango sottomarini possono avere i loro ecosistemi unici pieni di forme di vita che ottengono la maggior parte della loro energia da fonti chimiche, come il metano.
E' raro per i vulcani di fango violare la superficie dell'acqua.

fonte: http://news.nationalgeographic.com/news/2011/01/110126-mud-volcano-new-island-pakistan-arabian-sea-science/

mercoledì 26 gennaio 2011

L’Africa si sta spaccando in due

La frattura è avvenuta diversi milioni di anni fa. Ma negli ultimi mesi, l'attività sismica è incrementata nel nord Africa, e il continente si sta lentamente rompendo in due. I ricercatori dicono che la lava nella regione è in linea con il magma presente normalmente sul fondo del mare e che l'acqua infine sommergerà il deserto africano.

Cynthia Ebinger, geologa presso l'Università di Rochester a New York, non poteva credere a quello alle voci che arrivavano dai deserti d'Etiopia. E 'stato un impiegato presso una società di mineralogia che ha riferito che il famoso vulcano Erta Ale in Etiopia nord-orientale era in eruzione. Ebinger, che ha studiato il vulcano per anni, è stato preso alla sprovvista. il cratere del vulcano era sempre stato pieno di ribollente di lava argento-nero, ma era fermo da decenni dopo la sua ultima eruzione.

Erta Ale 
La terra è in subbuglio nel nord-est dell'Africa, e la regione sta cambiando rapidamente. Il pavimento del deserto sta tremando e la frattura si sta allargando, i vulcani sono ribollenti, e le acque stanno per usurpare la terra. La frattura dell’Africa, i ricercatori ne sono certi, è una scissione a un tasso raramente visto in geologia.
La prima frattura è avvenuta milioni di anni fa, creando il Mar Rosso e il Golfo di Aden. La seconda frattura, che si estende a sud dall'Etiopia al Mozambico, è conosciuta come la Great Rift Valley, ed è fiancheggiata da numerosi vulcani. E questa grande valle rischia di riempirsi con acqua di mare.

Ma presso la Depressione della Dancalia, nella parte settentrionale della valle, il mare potrebbe arrivare molto prima. Profondo 25 metri (82 piedi), le colline sono l'unica cosa che trattiene le acque del Mar Rosso.image La terra dietro di loro è già calata decine di metri dai livelli precedenti e i depositi di sale bianche sul pavimento del deserto testimoniano abusi passati del mare. Ma lava ha poi bloccato il suo accesso.
Per ora, nessuno può realmente dire quando il mare finalmente alluvionerà nel deserto. Ma quando lo farà, accadrà in fretta. "Le colline potrebbe affondare in pochi giorni," Tim Wright, un collega dell'Università di Leeds School 'della Terra e Ambiente, ha dichiarato in un recente convegno organizzato dall'American Geophysical Union (AGU) a San Francisco.
Negli ultimi cinque anni, la trasformazione geologica del nord Africa "ha accelerato notevolmente," dice Wright. Infatti, il processo sta andando molto più veloce di quanto molti avevano previsto. Negli ultimi anni, i geologi avevano misurato pochi millimetri di movimento di ogni anno. "Ma ora la terra si sta aprendo al metro", dice Loraine Field, uno studioso dell'Università di Bristol che ha anche partecipato alla conferenza.
Tremori della Terra causano profonde fessure nella piana del deserto e la terra in Africa orientale è sconvolgente come un vetro rotto. I ricercatori del Golfo di Tagiura, che si protende nel Gibuti dal Golfo di Aden, hanno recentemente registrato una raffica di scosse sismiche. (
http://thedayafterjournal.blogspot.com/2010/11/sorprendente-sciame-sismico-sulla-great.html) "I terremoti avvengono lungo la dorsale medio-oceanica", riferisce Ebinger.

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Lava sgorga dai crateri di queste catene montuose sottomarine per creare continuamente nuova crosta terrestre - quando si indurisce, diventa parte del fondo del mare. Come il magma picchi verso l'alto, si diffonde sul fondo dell'oceano su entrambi i lati, spostando le placche tettoniche e causando tremori.
Negli ultimi mesi, le scosse nel Golfo di Tagiura sono state sempre più vicine alla linea di costa. Come spiega Ebinger, il frazionamento del fondo dell'oceano si estende progressivamente verso la terra ferma.
Anche il modello di terremoti consente di concludere che il paesaggio del deserto si sta trasformando in un fondale profondo, secondo un recente articolo del Journal of Geophysical Research pubblicato da Zhaohui Yang e Wang Chen-Ping, due geologi presso la University of Illinois a Urbana- Champaign. I ricercatori hanno registrato diversi forti terremoti a una profondità nel nord-Africa simili a quelli che sono altrimenti possibile solo su dorsali medio-oceaniche in mare aperto.
Negli ultimi mesi, i ricercatori hanno anche registrato un aumento dell’ attività vulcanica. In effetti, i geologi hanno scoperto eruzioni vulcaniche vicino alla superficie della terra in 22 posti nel triangolo di Afar, nel nord Africa. Il magma ha causato crepe fino a otto metri (26 piedi) di larghezza nel terreno, dai rapporti di Derek Keir presso l'Università di Leeds. Mentre la maggior parte del magma che rimane sotto la superficie è eruttato in posti come Erta Ale.

Gli scienziati hanno anche osservato che il tipo di magma che ribolle nella regione è il tipo altrimenti visto solo nei dorsali medio-oceanici in profondità sotto la superficie dell'acqua. Una delle sue caratteristiche è una bassa percentuale di acido silicico. Il magma che esce Erta Ale ha la stessa composizione chimica come il tipo che emerge dai vulcani d'altura. L'intera regione assomiglia sempre più a un fondo dell'oceano senza acqua.

La spaccatura del 2005

La raffica di nuove attività è iniziata nel 2005, quando si è formata una crepa di 60 chilometri lungo un tratto nella depressione di Afar. Da allora, circa 3,5 chilometri cubi di magma sono scaturiti, secondo Tim Wright - abbastanza per coprire l'intera area di Londra e l'altezza di una persona medio.
Dal punto di vista geologico, la velocità con cui il magma sta spingendo avanti è sorprendente. Attraversa la roccia sotto la superficie terrestre ad una velocità fino a 30 metri al minuto, secondo i rapporti Eric Jacques dell'Istituto di Fisica della Terra di Parigi.

I dati del satellite hanno anche mostrato che una zona molto più grande di quanto precedentemente supposto è stato segnata da crepe, dice Keir. Correnti sotterranee di magma sono presenti anche nella parte orientale dell'Egitto. Alla conferenza AGU, Columbia University, James Gaherty riferito che le eruzioni di magma hanno strappato uno squarcio di 17 chilometri nel pavimento del deserto nella parte nord del Malawi e che la pressione laterale che hanno esercitato ha anche sollevato la terra circostante fino a 50 centimetri (20 pollici) in alcuni punti.
L'impennata più violenta di magma in questi ultimi anni, però, è accaduta in un luogo inaspettato. Nel maggio 2009, un vulcano sotterraneo è scoppiato in Arabia Saudita. Un forte terremoto con una magnitudo di 5,7 accompagnato da decine di migliaia di scosse più lievi ha costretto 30.000 persone a cercare rifugio. Magma vomitato fuori dal terreno in un'area delle dimensioni di Berlino e Amburgo insieme. Il fatto che l'eruzione ha avuto luogo circa 200 chilometri (124 miglia) di distanza dalla linea di faglia in Nord Africa "ha sorpreso tutti noi," dice Cynthia Ebinger. E il più grande cantiere geologico mondiale e continua ad espandersi.

fonte: http://www.spiegel.de/international/world/0,1518,740641,00.html

martedì 25 gennaio 2011

Il supervulcano Yellowstone preoccupa gli scienziati

Nella peggiore delle ipotesi, secondo il Daily Mail, la lava sarebbe espulsa così in alto che una nube tossica si estenderebbe per migliaia di chilometri, coprendo due terzi degli Stati Uniti e rendendo queste regioni inabitabili.



Una eruzione migliaia di volte superiore a quella del monte St. Helens, nel 1980, che ha ucciso 57 persone, distrutte 250 case, 47 ponti, 24 km di ferrovie, 300km di strade e oltre 500 km2 foresta.



L'ultima eruzione del supervulcano, apparentemente calmo, risale a oltre 640 mila anni fa. Fin dalla sua ultima eruzione, il vulcano ha avuto una trentina di piccole eruzioni. L'ultima è stata 70 mila anni fa. All'inizio del 2004, gli scienziati hanno notato che il terreno sopra la caldera si solleva di circa 7 centimetri ogni anno.
Tra il 2007 e il 2010, il vulcano sembra essere rimasto in stallo, ma da complessivamente il terreno intorno al vulcano si è sollevato di circa 25 centimetri. "Questa è una osservazione straordinaria, soprattutto in un'area così vasta",ha dichiarato Bob Smith, professore di geologia presso l'Università dello Utah.



Gli scienziati ritengono che il serbatoio di magma si trova tra sette e dieci chilometri sotto la superficie. "Attualmente non vi è alcuna necessità di panico. All'inizio erano preoccupati e noi abbiamo pensato che il supervulcano aveva iniziato il suo processo di esplosione, ma una volta che abbiamo visto che il magma è a una profondità di dieci miglia, siamo stati un pò sollevati. Sarebbe stato molto diverso se il magma fosse stato a 2 o 3 km sotto la superficie della terra ", ha dichiarato Bob Smith, che ha recentemente condotto uno studio nel supervulcano.
"Nel cuore del vulcano si trovano le informazioni più preziose su quanto sta accadendo nelle tubazioni sotterranee del vulcano. Possono aiutarci a prevedere quando la prossima eruzione di Yellowstone accadrà."
Nel 2007, Discovery Channel ha trasmesso il film Super Vulcano: Real Time Apocalypse spiegando le gravissime conseguenze per il mondo di questa eruzione. Milioni di persone rimarrebbero senza casa, i fumi tossici inquinerebbero le colture e fonti d'acqua.

fonte: http://www.7sur7.be/7s7/fr/2664/Catastrophes-Naturelles/article/detail/1212879/2011/01/25/Un-supervolcan-menace-d-effacer-les-deux-tiers-des-USA.dhtml

domenica 23 gennaio 2011

Emergenza Africa australe: alto rischio inondazioni

La maggior parte dei Paesi dell’Africa australe hanno dichiarato lo stato d’allerta inondazioni a seguito delle piogge torrenziali particolarmente violente che dovrebbero durare fino a marzo.



Lo ha reso noto oggi l’Onu. "Temiamo delle gravi inondazioni, perché nella regione capitano praticamente tutti gli anni", ha spiegato Elisabeth Byrs, portavoce dell’Ufficio di coordinamento degli Affari umanitari dell’Onu (Ocha), in un punto stampa. "I servizi meteo hanno rilevato piogge molto più intense degli anni precedenti", ha aggiunto. "Cinque Paesi sono in allerta inondazioni, Botswana, Mozambico, Namibia, Zimbabwe e Zambia", ha spiegato ancora Byrs, precisando che invece il Sudafrica si appresta a "dichiarare lo stato di calamità" naturale. Fino ad oggi, i violenti temporali e le inondazioni hanno provocato un bilancio provvisorio di 40 decessi e costretto 6.000 persone a fuggire dalle proprie case in Sudafrica, secondo i dati dell’Onu che parla anche di vittime e di danni in Lesotho, Madagascar, Mozambico, Malawi, Angola e Swaziland. In Namibia, "sono già 12.000 le persone colpite", ha informato ancora Byrs.



I livelli dei due più importanti fiumi della regione, lo Zambesi e l’Okavango, hanno già praticamente raddoppiato di volume e la stagione delle piogge è solo all’inizio, avverte sempre l’Onu, che teme esodi di massa delle popolazioni. Queste inondazioni potrebbero anche provocare un aumento delle malattie, in particolare una recrudescenza di casi di colera, endemico in alcuni Paesi. Anche il numero dei casi di malaria potrebbe crescere fortemente mentre tonnellate di raccolti rischiano di andare distrutti nella regione, considerata il granaio dell’Africa australe. Le Ong non nascondono di temere una nuova catastrofe come quella che ha colpito il Mozambico nel 2000, dove le inondazioni uccisero 800 persone. "Si rischia un disastro davvero grave se non si rafforzano le misure di prevenzione nelle prossime sei settimane", ha insistito la portavoce di Ocha, riferendo che le agenzie umanitarie sono impegnate a rafforzare i loro effettivi sul campo.

fonte: http://www.meteoweb.it/cgi/intranet.pl?_tit=Emergenza%20nell%92Africa%20meridionale:%20Botswana,%20Mozambico,%20Namibia,%20Zimbabwe%20e%20Zambia%20a%20rischio%20inondazioni&_cgifunction=form&_layout=sezioni&keyval=sezioni.sezioni_id%3d7718

Usa: freddo polare da record nel Minnesota

Un'ondata di freddo polare ha investito il Midwest degli Stati Uniti con temperature che in certi casi sono precipitate al di sotto dei 40 gradi centigradi.



Secondo i dati del National Weather Service, il servizio meteo federale, International Falls, cittadina del Minnesota al confine con il Canada, venerdì ha registrato un record assoluto di 43 gradi sotto lo zero ed ha così confermato la sua fama di 'surgelatore del paese'.

fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2011/01/23/visualizza_new.html_1617245484.html

Clima: le acque degli oceani diventano sempre più acide



Gli oceani assorbono attualmente circa un terzo delle emissioni di Co2 del Pianeta. Questa capacità li sta rendendo sempre più acidi con ripercussioni su ecosistemi e biologia marina, tema sul quale hanno discusso ad Okinawa, in Giappone, gli scienziati del gruppo intergovernativo dell'Onu, Ipcc. Il gruppo, di cui fa parte l'italiano Riccardo Valentini, dovra' produrre il Quinto rapporto Ipcc sul cambiamento del clima, per il quale l'acidificazione degli oceani è 'una componente fondamentale'.

fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2011/01/23/visualizza_new.html_1617210673.html

giovedì 20 gennaio 2011

Kamchatka: il Kizimen è sempre sveglio

Una nube di cenere alta più di sei chilometri accompagna il nuovo risveglio del Kizimen, vulcano del Lontano oriente russo del Kamchatka, alto 2376 metri e tornato in eruzione un mese fa, dopo oltre 80 anni di quiete.

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La sezione locale del servizio geofisico dell'Accademia russa delle Scienze segnala l'innalzamento delle ceneri, ma -precisa - per ora non vi è pericolo per le zone abitate. La densità della popolazione nella penisola di Kamchatka, la 'terra di fuoco' che ospita quasi 200 vulcani (30 ancora attivi), è d'altronde bassissima, concentrata al 60% a Petropavlosk-Kamchatky, che si trova a 265 chilometri dal Kizimen. Codice arancione, invece, per gli aerei che sorvolano la zona: le ceneri e i gas sprigionati dal vulcano possono causare 'problemi tecnici' agli apparecchi, avvertono gli esperti.

fonte: http://notizie.virgilio.it/notizie/esteri/2011/1_gennaio/20/il_risveglio_del_vulcano_kizimen_nube_cenere_alta_6_km,27946963.html

Cina: improvvisa enorme voragine nel terreno

Una famiglia cinese ha dovuto lasciare la loro casa dopo che una voragine gigante si è aperta improvvisamente gigante nel loro cortile durante la notte.
Il foro è quasi largo 22 metri e nessuno finora è in grado di misurare quanto è profondo.

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Fengrong Zhang, 58 anni, di Leshan, nella provincia del Sichuan in Cina, ha detto che a un tratto ha sentito un rumore alle 02:00.
Lui uscì e fu sorpreso di vedere il buco gigante, che si avvicinava sempre di più a casa sua.
In un primo momento, era solo di 3 metri di larghezza, ma in 24 ore aveva raggiunto le sue dimensioni attuali - e la famiglia dice che perderanno la loro casa, se diventa ancor più grande.
Zhang ha detto che ha provato a misurare la profondità della fossa, lasciando per primo una corda di 40 metri, poi una corda di 60 metri, ma non ha ancora raggiunto il fondo.
"Possiamo sentire il suono dell'acqua quando siamo sul bordo della buca, ma quando buttiamo giù le pietre non si sente nulla", ha aggiunto.

fonte: http://web.orange.co.uk/article/quirkies/Giant_hole_opens_up_behind_house

La supertempesta che distruggerà la California

La California è a rischio non soltanto per il terremoto Big One, che secondo le previsioni degli scienziati sarà il sisma più devastante della storia. Su Los Angeles e dintorni potrebbe presto abbattersi una «supertempesta» in grado di allagare l’intera area.

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L’effetto dell’uragano potrebbe essere quello di dilaniare le coste, inondare la Central Valley e causare da quattro a cinque volte i danni economici di un grande terremoto. A lanciare l’allarme, come scrive il New York Times, gli scienziati e i pianificatori delle emergenze degli Stati Uniti. Il potenziale di questa tempesta è stato descritto nel corso di una conferenza dei funzionari federali e dello Stato della California, che si è conclusa una settimana fa.

Combinando la mappatura delle alluvioni e le proiezioni atmosferiche con i dati sulla storia geologica delle inondazioni in California, oltre 100 scienziati hanno calcolato le probabili conseguenze di una «supertempesta» in grado di portare l’umidità tropicale dal Sud del Pacifico e facendo cadere fino a 304 centimetri di pioggia in tutto lo Stato. «Le inondazioni in California sono parte delle nostre vite proprio come i terremoti», ha dichiarato Lucy Jones, scienziato capo dell’iniziativa multi-rischi dell’United States Geological Survey (Usgs), l’ente federale incaricato dei rilevamenti geologici. E Jones ha aggiunto: «Probabilmente non saremo in grado di tenere sotto controllo la tempesta più grande che si scatenerà in California». L’Usgs stima che questa tempesta causerà oltre 300 miliardi di dollari di danni.

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I modelli elaborati dagli scienziati prevedono che quasi un quarto delle case in California potrebbe finire sott’acqua. Gli scienziati del clima hanno osservato per anni che l’innalzamento della temperatura dell’atmosfera terrestre incrementa la quantità di energia che immagazzina, rendendo più probabili dei fenomeni meteo violenti ed estremi.

In passato in California sono già state registrate delle gravi inondazioni.La grande alluvione del 1862 Marcia K. Mcnutt, direttore del rilevamento geologico, sottolinea che 150 anni fa, per alcune settimane nel 1861-1862, è caduta abbastanza pioggia da inondare un tratto della Central Valley lungo 300 miglia e largo 20, da Sacramento a nord a Bakersfield a sud, vicino al deserto orientale. Le tempeste sono durate 45 giorni, creando laghi in parti del Mojave Desert e, secondo un rapporto, «trasformando la valle di Sacramento in un mare interno». Al punto da costringere le autorità a trasferire la capitale dello Stato da Sacramento a san Francisco per un certo periodo di tempo. Mentre il governatore Leland Stanford, il giorno del suo insediamento, si presentò nel palazzo del governo in barca a remi.

fonte: http://www.ilsussidiario.net/News/Curiosita/2011/1/20/BIG-ONE-A-distruggere-la-California-non-sara-un-terremoto-ma-una-supertempesta/3/143139/

mercoledì 19 gennaio 2011

Nevicate e freddo record in Corea , Giappone e Mongolia

Le temperature sono sempre molto fredde nel nordest della Cina, la Corea e la Mongolia, estremamente basse per la stagione, come pure le temperature e le nevicate sul Giappone. Nel sud del Giappone per la prima volta in 110 anni ha nevicato, compresi i territori con clima subtropicale, dove non si registravano precipitazioni nevose, secondo i meteorologi, dal 1901.



In Giappone, le nevicate hanno causato la cessazione dei servizi ferroviari, bloccando più di 60.000 passeggeri,e provocando grandi difficoltà a livello stradale.

Nella provincia di Tottori (centro del Giappone), vi erano 253 cm di neve, e 195 cm nella Prefettura di Hiroshima.

In Corea del Sud, un record di 96 anni di freddo è stato battuto a Busan con - 12.8 ° C, come anche ad Ulsan , -13.5 ° C ,e - 17.8 ° C a Seoul, che è un record del freddo di questi ultimi 10 anni.

Nella Cina nordorientale, il mercurio oscilla tra -15 e - 34 ° C.

Anche la Mongolia immersa nel gelo, con temperature comprese tra - 23 e - 46 °C.

fonte: http://www.wpsmeteo.com/index.php?option=com_content&view=article&id=878:nevicate-e-freddo-record-in-corea-giappone-e-mongolia&catid=7:editoriali-meteo-climatologici&Itemid=20

Mistero in Messico: 141 terremoti nei primi 15 giorni di gennaio

Un totale di 141 terremoti sono stati registrati in Messico nei primi 15 giorni dell’anno, dove il Chiapas rimane la regione più sismicamente attiva: 59 terremoti, o quasi 4 al giorno.

Sulla base dei dati del Servizio Sismologico Nazionale (SSN), vi è un notevole aumento di terremoti a livello nazionale, dopo le prime due settimane.

Basti pensare che per tutto il mese di dicembre si erano raggiunti i 117 terremoti nel paese.
Per quanto riguarda la regione del Chiapas, nella prima metà del mese di dicembre ci sono stati “solamente” 36 sismi contro i 59 del primo periodo di gennaio 2011.

Finora, le autorità di protezione civile dello Stato del Chiapas non hanno segnalato perdite o danni materiali considerevoli dovute a questi terremoti. Però resta il mistero in quanto non sono stati divulgati i rapporti ufficiali sulle cause degli aumenti nel numero dei terremoti del paese, in particolare nel Chiapas.

fonte: http://notiziefresche.info/mistero-in-messico-141-terremoti-nei-primi-15-giorni-di-gennaio_post-69801/

Brasile: la più grave catastrofe della storia del Paese

Continua a salire il bilancio delle vittime delle drammatiche alluvioni in Brasile, attestandosi attualmente a 711 morti, mentre i dispersi risultano ancora oltre 200.



La situazione rimane davvero critica soprattutto nelle località più colpite, tra cui Teresopolis e Nuova Friburgo, il cui ospedale da campo è al collasso non riuscendo a gestire il numero impressionanti di feriti e malati da curare. Per questo motivo si teme anche una crisi sanitaria, legata principalmente alla febbre Dengue e alla leptospirosi, che si sta diffondendo.
Ma ci sono ancora 17 localita’ colpite che rimangono accessibili solo con gli elicotteri. Località che i soccorritori hanno iniziato da poco a rifornire di viveri e generi di prima necessità; tuttavia ci vorranno ancora vari giorni, e solo se il tempo migliorerà, per cominciare a scavare sotto le macerie e il fango.

D'altra parte ad affiancare la Protezione Civile c'è anche l'esercito, con mezzi militari impiegati per liberare strade dal fango e costruire anche ponti di fortuna sui fiumi in piena. Secondo un geografo si tratterebbe della peggior catastrofe naturale avvenuta nella storia del Brasile.

fonte:http://www.3bmeteo.com/news-meteo/alluvione+brasile-+oltre+700+vittime-51276, http://notiziefresche.info/la-peggior-catastrofe-naturale-nella-storia-del-brasile_post-68575/

Pakistan: terremoto di magnitudo 7,2! 2 morti e decine di feriti

Una forte scossa è stata registrata la notte scorsa in una regione deserta del sud del Baluchistan, in Pakistan. Di magnitudo 7.2 della scala Richter (inizialmente le comunicazioni parlavano di intensità 7.4), il sisma ha provocato più spavento che danni. Alcune abitazioni non hanno retto al movimento ed a Karachi un intero palazzo si è accasciato su ste stesso. Secondo l'emittente Geo Tv, due donne sono morte per infarto, mentre centinaia di persone sono scappati nel panico dalle proprie case. L'epicentro del sisma e' stato registrato a circa 50 chilometri ad ovest da Dalbandin, cittadina della provincia scarsamente popolata del Baluchistan, che confina sia con Afghanistan che con Iran, ad una profondita' di 84 chilometri.

fonti: http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Pakistan-terremoto-di-magnitudo-73-2-morti-e-decine-di-feriti_311561996385.html

Cina: rischio siccità per 2 milioni di persone

Circa 2,2 milioni di persone in Cina soffrono una carenza d'acqua a causa della siccità che continua a interessare molte provincie cinesi. Nell'Henan, nello Shanxi, Hebei, Shandong, Jiangsu, Anhui e Shaanxi le piogge sono diminuite dal 90 al 20 per cento negli ultimi 4 mesi rispetto alla media dello scorso anno nello stesso periodo. Anche la forte ondata di freddo che sta interessando la Cina da oltre un mese sta creando non pochi problemi soprattutto ai raccolti.

In Mongolia gli inverni freddissimi sono stati seguiti da siccità. Il riscaldamento globale è più evidente qui che nella maggior parte delle altre regioni del mondo, denunciano le autorità del Paese. Nell’ultimo anno il fenomeno ha ucciso il 20 per cento degli animali d’allevamento. L’incessante attività mineraria è tra le principali cause della desertificazione del territorio. Ma il business non si ferma.

Nei primi mesi del 2010, in Mongolia, un inverno molto freddo e nevoso seguito da un periodo di siccità estiva ha impedito a molte specie da pascolo di alimentarsi in maniera adeguata. Il disastro, che i mongoli chiamato zud, ha provocato la morte di milioni tra cammelli, capre, pecore, mucche, yak e cavalli». In primavera ben 120mila famiglie, secondo il locale ministero dell’Agricoltura, si sono ritrovate in gravi difficoltà.
In passato lo zud si verificava ogni cinque o dieci anni e faceva parte del ciclo naturale al quale i pastori nomadi sapevano porre rimedio. Nell’ultima decade il fenomeno si è verificato già quattro volte.

fonte: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2011/01/18/visualizza_new.html_1619179887.html, http://www.terranews.it/news/2011/01/cambiamento-climatico-nella-terra-dei-nomadi

Freddo record: –43.8° sulle Dolomiti trentine

Mai registrata in Italia una punta di freddo così intenso: -48,3 gradi. E' la temperatura riscontrata dall'Arpav e i "meteo volontari" dell'Associazione Meteo Triveneto, in una depressione montana nel bellunese.



Il 27 dicembre 2010 alle 4.30, a 2607 metri di Busa Fradusta sulle Pale di San Martino, e' stato registrato, da una stazione gestita dal Centro Valanghe di Arabba - Arpa Veneto, il record di temperatura minima assoluta di -48,3 gradi, la temperatura piu' bassa mai registrata sul territorio italiano da quando si effettuano misurazioni meteorologiche. Fortunatamente, il sito del rilevamento e' ad alta quota ed in zona disabitata, e la temperatura fa riferimento al fondo della dolina e non alle condizioni medie dell'ambiente circostante. Al progetto partecipano anche l'Isac - Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima del Cnr, Unione Meteo Friuli Venezia Giulia ed Osmer - Osservatorio Meteorologico di Arpa Friuli Venezia Giulia.

fonte: http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201101191746-ipp-rt10190-freddo_record_in_depressione_montana_bellunese_48_gradi

lunedì 17 gennaio 2011

Costa Rica: il Vulcano Turrialba entra in eruzione

Il vulcano Turrialba del Costa Rica, a 40 km a est di San Jose, è entrato in eruzione.

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Il centro Vulcanologico e sismologico dell'Osservatorio della Costa Rica (OVSICORI) ha chiuso il Parco Nazionale del Vulcano Turrialba e ha installato una base di vigilanza nella città di La.
Le immagini dal vivo catturate da una telecamera situata nel cratere del vulcano mostrano la parte superiore abbastanza nuvolosa, anche se non vi è nessuna traccia di caduta di cenere. le eruzioni di vapore e di polveri e la prospettiva di una maggiore intensità eruttiva hanno avuto come conseguenza lo sgombero precauzionale dei due villaggi più prossimi al cratere principale.Tale attività aumenta nell’ultimo anno, da quando il gigante espelle gas e acidi.

L’ultima eruzione del vulcano, con un’altitudine di 3.340 metri, é avvenuta nel 1866, ma è stato sempre ritenuto attivo.

fonte: http://es.wikinews.org/wiki/El_Volcán_Turrialba_de_Costa_Rica_expulsa_cenizas_y_fuertes_gases?dpl_id=28634

sabato 15 gennaio 2011

I ghiacciai delle Alpi sono in via d’estinzione

In epoca di Global Warming si sente parlare sempre più spesso della sofferenza dei ghiacciai alpini. A tal proposito un nuovo studio evidenzia come il cambiamento climatico potrebbe condurre alla scomparsa dei tre quarti dei ghiacciai delle Alpi entro il 2100. Lo studio, pubblicato qualche giorno fa dalla rivista Nature Geoscience, stima che i ghiacciai delle principali catene montuose della Terra perderanno dal 15% al 27% del loro volume e ciò potrebbe avere un impatto devastante sulla idrologia locale e la disponibilità di fonti d'acqua.

Alcune zone potrebbero patire più di altre, a seconda della quantità di ghiaccio, della natura del terreno e della posizione. Quindi, la Nuova Zelanda perderebbe in media il 72% e le Alpi il 75%. Al contrario, la percentuale non dovrebbe superare l'8% in Groenlandia e il 10% in Asia. La perdita totale potrebbe portare a un incremento del livello del mare di 12 centimetri entro la fine del secolo.

Questi dati sono per la gran parte d'accordo con le valutazioni del Gruppo intergovernativo di esperti sull'evoluzione del clima delle Nazioni Unite (GIEC), esposte nell'ultimo rapporto del 2007. Uno degli scenari reperibili nel rapporto indica un innalzamento della temperatura globale di 2,8 gradi nel corso del 21° secolo. La ricerca sui ghiacciai è stata eseguita da un team di geofisici capeggiati da Regina Valentina Radic Hawke della University of Alaska ed è basato su una serie di dati raccolti per 300 ghiacciai dal1961 al 2004.

fonte: http://www.meteogiornale.it/notizia/19579-1-i-tre-quarti-dei-ghiacciai-alpini-potrebbe-scomparire-entro-il-2100

giovedì 13 gennaio 2011

Il polo nord magnetico si sta spostando velocemente

Gli scienziati lo affermano:  il polo nord magnetico si sta muovendo verso la Russia. La notizia che viene da Tampa, Florida, invece, è di quelle che stupiscono: a causa di questa variazione, l'aeroporto internazionale della città ha chiuso per 3 giorni la sua pista principale, così da poterla rinumerare in maniera esatta. Quelle cifre disegnate all'inizio e alla fine della pista, che a noi profani non dicono nulla, infatti, sono fondamentali per i piloti perché indicano la direzione magnetica verso cui puntano gli aerei in atterraggio o in decollo.



Dopo decenni in cui le misurazioni del Nord magnetico registravano cambiamenti tutto sommato minimi, un anno fa Arnaud Chulliat, geofisico dell'Institut de Physique du Globe di Parigi, ha svelato che ormai quella del punto che attrae l’ago delle bussole è uno spostamento imponente, una vera e propria corsa verso la Russia, visto che si muove al ritmo di 64 chilometri all'anno. Una scoperta che ora sta avendo le sue prime ripercussioni pratiche: la pista più trafficata dell'aeroporto di Tampa verrà ora contrassegnata con le cifre 19R/1L, anziché18R/36L. Alla fine del mese di gennaio anche le altre piste verranno chiuse e rinumerate.
A conferma delle preoccupazioni di Tampa e Atlanta la «Federal Aviation Administration», che controlla il traffico aereo civile sugli Stati Uniti, ha avallato la necessità di ridisegnare «almeno una delle piste di atterraggio» in tempi stretti. Le notizie in arrivo da Florida e Georgia hanno spinto comunità scientifica ed esperti meteo a prendere in considerazione l’ipotesi che anche l’improvvisa morte di migliaia di uccelli e pesci in Brasile, Gran Bretagna, Italia, Svezia,Nuova Zelanda e Stati Uniti possa essere legata al brusco movimento del magnetismo terrestre.
Se il Polo Nord infatti si muove in fretta gli uccelli si confondono, perdono l'orientamento, cambiano i loro soliti comportamenti e seguono rotte insolite rischiando di urtare contro correnti d’aria sconosciute che ne possono causare la morte improvvisa. Lo stesso vale per i pesci, il cui orientamento errato può spingerli in acque troppo gelide per sopravvivere, causando la morte di branchi molto numerosi.

segnalazioni moria di uccelli e pesci

fonte:http://www.alternativasostenibile.it/articolo/tampa-aeroporto-chiuso-per-lo-spostamento-del-polo-nord-magnetico-1001.html, http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/finestrasullamerica/grubrica.asp?ID_blog=43&ID_articolo=1909&ID_sezione=&sezione=

Kuril Island: cenere dal vulcano Ebeko

Una nube di cenere si è innalzata oggi dal vulcano Ebeko sulle isole Kuril nell’oriente russo, e questo potrebbe minacciare la salute dei residenti locali, come riferito da un portavoce del ministero delle Emergenze.

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Il vulcano, che si trova 8 km a nord ovest della città di Severo-Kurilsk su Paramushir Island, ha espulso una nube di 400 metri di altezza di cenere e vapore.
"C'è un leggero odore di idrogeno solforato in città", ha detto il portavoce, aggiungendo che la concentrazione del gas non crea pericoli di vita. Gli abitanti del posto sono stati raccomandati di indossare mascherine di garza.

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Ci sono state due eruzioni del vulcano Ebeko, una nel 1859 e l'ultima nel 1934. Le emissioni di zolfo derivanti hanno causato l'avvelenamento di massa tra i residenti locali e la perdita di bestiame.

fonte: http://en.rian.ru/Environment/20110113/162125971.html

Si sveglia l’Etna: fontane di lava dal cratere

L'Etna e' tornato in attivita' la notte scorsa con una spettacolare fontana di lava. Le esplosioni con l'emissione di materiale incandescente e intensi bagliori rossi visibile a decine chilometri di distanza si sono intensificate alle 22.48 dalla frattura orientale del cratere di sud-est, il cosidetto 'pit crater'. Il fenomeno era osservabile anche da Catania e Taormina.

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fonte: http://www.ct.ingv.it/index.php?view=article&id=307

Brasile devastato dalle alluvioni

In Brasile, in poco più di 24 ore, sullo stato di Rio de Janeiro sono cadute l'84% delle precipitazioni previste per l'intero mese di gennaio, causando allagamenti e frane, con un bilancio, per ora, di 335 morti.  Nella città di Teresopolis, a 100 km da Rio de Janeiro, dove sono morte un totale di 146 persone, è stato decretato lo stato di emergenza, e i soccorsi sono ostacolati dal fango, mentre Petropolis, dove le vittime sono 34, è accessibile solo in elicottero.

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A Nova Friburgo, i morti fino ad ora accertati sono 155. Il presidente Dilma Rousseff ha stanziato 780 milioni di dollari per i soccorsi nelle regioni colpite. In poco più di 24 ore, sullo stato di Rio de Janeirosono cadute l'84% delle precipitazioni previste per l'intero mese di gennaio: un vero e proprio diluvio che ha provocato allagamenti, frane, smottamenti con un bilancio che sale di ora in ora. Tredici le vittime anche nello Stato di San Paolo. Il governatore di Rio de Janeiro, Sergio Cabral, ha chiesto al governo l’intervento urgente di squadre militari esperte nei soccorsi e di aerei in grado di mettere in sicurezza la popolazione.

fonte: http://www.libero-news.it/news/605921/Brasile_devastato_dalle_alluvioni______vittime.html

Sri Lanka: oltre un milione di sfollati per alluvione

Sono oltre un milione gli sfollati dopo le inondazioni che hanno colpito la scorsa settimana l’est e il centro dello Sri Lanka: lo ha reso noto la Protezione civile cingalese. Nel solo distretto di Batticaloa, nella zona orientale dell’isola, oltre mezzo milione di persone sono state accolte in 225 campi profughi appositamente allestiti dalle autorità, mentre altre 250mila hanno potuto trovare rifugio presso amici o parenti.image Piogge ed inondazioni hanno reso inservibili, totalmente o parzialmente, 5.000 abitazioni, 832.447 persone sono senza tetto. Oltre 50mila persone hanno ricevuto accoglienza in 138 accampamenti approntati nelle zone più colpite. Molte scuole dei distretti di Batticaloa, Polonnaruwa, Nuwara Eliya, Moneragala, Badulla, Kegalle e Kandy sono state chiuse. Il governo ha fatto intervenire l’Esercito, che ha prestato i primi soccorsi alla popolazione insieme alla protezione civile.
Grave inoltre la situazione delle piantagioni di riso. Secondo gli ultimi dati messi a disposizione dal Centro per la gestione dei disastri naturali, 200 serbatoi d’acqua sono andati distrutti, così come 25.000 ettari di coltivazioni. Il governo centrale ha promesso un piano straordinario di aiuti all’agricoltura che prevede lo stanziamento di somme di denaro e di sementi per gli addetti del settore.

fonte: http://www.essenzialeonline.it/esteri/Sri-Lanka-un-milione-di-sfollati_21401.html

mercoledì 12 gennaio 2011

Vulcano Colima: frane incandescenti dal cratere

Il vulcano Colima ha presentato un collasso o crollo parziale del materiale incandescente dalla cima del colosso, soprattutto a ovest, dove si trova la popolazione di Vadillo Zapotitlan nello stato di Jalisco, in Messico.
Il fenomeno è considerato normale all'interno del processo in corso eruzione del vulcano e non mette a repentaglio la sicurezza della popolazione che vive nelle zone circostanti.
Recentemente il personale delle Unità di Protezione Civile dello Stato Jalisco, ha condotto un sorvolo in elicottero a bordo del "Phoenix", in cui è stato accertato che nessun cambiamento significativo in altezza e la copertura della cupola sulla superficie del cratere.

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Frane e smottamenti di materiale vulcanico hanno causato una nuvola di polvere visibile in 7 dei 10 comuni dello Stato.
La crescita del duomo vulcanico ha avuto inizio nel febbraio 2007, e attualmente ha una dimensione di 2,3 milioni di metri cubi, un'altezza di 60 metri e una base di 270 metri.
Gli scienziati dicono che il materiale continuerà a crollare nei settori settentrionale e meridionale del vulcano e ci saranno distacchi di blocchi nel settore occidentale.

L’ allarme giallo è mantenuto, e la zona di esclusione continua a comprendere una media di 7,5 km di raggio intorno al cratere.
Da parte loro, le unità di protezione civile negli stati di Colima e Jalisco continuano a monitorare l'attività vulcanica 24 ore al giorno, al fine di reagire immediatamente in caso di qualsiasi evenienza.

fonte: http://excelsior.com.mx/index.php?m=nota&id_nota=703335