giovedì 29 settembre 2011

Etna: il racconto della 15ma eruzione dell’anno

Nella serata di ieri, 28 settembre 2011, il Nuovo Cratere di Sud-Est dell'Etna ha prodotto il 15° episodio parossistico dall'inizio dell'anno, 9 giorni e mezzo dopo l'episodio precedente che era avvenuto nella mattinata del 19 settembre. Questo evento è stato di breve durata ma più violentamente esplosivo, ed è stato caratterizzato dall'emissione di fontane di lava sia dall'interno del cratere stesso sia da bocche eruttive poste sui fianchi sud-orientale e nord del cono. Sono inoltre state prodotte due principali colate di lava, che però sono state molto meno estese rispetto alle colate laviche emesse durante i parossismi precedenti. La nube di cenere è stata spostata dal vento verso sud-ovest, ma sono state segnalate delle ricadute di cenere anche sul versante meridionale, fra Nicolosi e Catania.

21.15_inizio_trabocco_400

Alle ore 19:15 GMT ha avuto inizio un piccolo trabocco lavico attraverso la lacuna nell'orlo sud-orientale del cono; poco dopo sono cominciate delle piccole esplosioni da una bocca posta sullo stesso fianco del cono. Intorno alle 19:28 GMT l'attività esplosiva ha mostrato una notevole diminuzione, che è durata pochi minuti, per essere seguita, alle 19:31 GMT, dall'inizio di un fontanamente sostenuto. Quasi istantaneamente, la fontana più alta, all'interno del Nuovo SEC, ha raggiunto altezze intorno a 600-800 m. Allo stesso tempo si è riattivata una bocca posta sul fianco sud-orientale del cono; alle ore 19:33 e 19:34 GMT sono avvenute due esplosioni violente da una bocca posta sull'orlo orientale del cono, che hanno creato delle onde di compressione visibili, spostando le nuvole meteorologiche intorno al cratere, e lanciato bombe fino a centinaia di metri di distanza. Alle 19:36 GMT, una bocca posta alla base settentrionale del cono ha cominciato a produrre una fontana di lava alta circa 100-150 m; dalla stessa bocca è stato emesso successivamente un piccolo flusso lavico.

foto

L'attività parossistica, con alte fontane di lava da tutte le bocche eruttive, è andata avanti a piena intensità per circa 20 minuti per cominciare a diminuire sensibilmente intorno alle ore 19:55 GMT. Fra le 20:05 e 20:10 GMT, l'attività esplosiva è cessata, mentre le colate laviche - quella alimentata dalle bocche sul fianco sud-orientale del cono e quella alla sua base settentrionale - continuavano ad avanzare fino alle ore 21:30 per svuotamento dei canali lavici. La colata prodotta sul fianco sud-orientale del cono ha raggiunto la parte bassa della parete occidentale della Valle del Bove, poco a sud-ovest da Monte Centenari, dopo aver seguito lo stesso percorso delle colate laviche prodotte durante i tre parossismi precedenti (29 agosto e 8 e 19 settembre).

GALLERY NEWS 2011_09_29 -

fonte: http://www.ct.ingv.it/index.php?option=com_content&view=article&id=455, foto 1 riprese da Stefano Branca, INGV-Catania, foto 2 e 3 per gentile concessione di Giuseppe Distefano – Etnawalk.

The Day After

Canarie: al via l’evacuazione per il vulcano El Hierro

Le Canarie si preparano al peggio. Nell’isola de El Hierro una serie di scosse telluriche fanno temere la possibile eruzione del vulcano del Pico de Malpaso. La polizia ha evacuato 53 residenti e gruppi di turisti minacciati dalla possibile eruzione di un vulcano a El Hierro, una delle isole dell'arcipelago delle Canarie. Le autorita' hanno spiegato che si tratta di una evacuazione precauzionale, perche' non si attendono una eruzione imminente, ma si preparano per poter fornire soccorso d’emergenza a circa 2.000 persone.

I terremoti sono iniziati a luglio, crescendo poi di intensita'. Inizialmente erano troppo deboli per essere avvertiti, ma uno degli ultimi, registrato la scorsa notte, ha raggiunto magnitudo 3.4.

fonte: http://www.agi.it/estero/notizie/201109281356-est-rt10135-spagna_turisti_evacuati_alle_canarie_per_minaccia_vulcano

The Day After

mercoledì 28 settembre 2011

Etna: in corso la 15ma eruzione del 2011

L'Etna ha ripreso ad eruttare, per la 15ma volta quest’anno. I fenomeni sono cominciati intorno alle 14 con un innalzamento del tremore, culminato con una scossa 2.4 alle 15.50 con epicentro a 30.1 km di profondità, tra Ragalna e Biancavilla. Il vento sta spingendo la cenere vulcanica in direzione Sud-Sud Ovest e nell'aeroporto di Catania e' in corso una riunione dell'unita' di crisi dello scalo, che segue l'evolversi della situazione, per decidere sull'operativita' dell'aeroporto. La situazione sul vulcano e' costantemente monitorata dagli esperti dell'istituto di Geofisica e Vulcanologia di Catania.

etna 28_09 ore20_18

fonte: http://www.radiostudio7.it/webcam.asp

The Day After

martedì 27 settembre 2011

Terremoto India 18 Settembre 2011: le immagini

Il bilancio delle vittime del violento terremoto 6.9 che ha colpito una vasta area della catena himalayana compresa tra India, Nepal, e Tibet continua a salire, e le vittime hanno superato il numero di 130 persone. Ecco una serie di immagini che danno l’idea della disgrazia:

india_earthquake_13.jpg

AP / Altaf Qadri

india_earthquake_14.jpg

AP / Altaf Qadri

india_earthquake_20.jpg

AP

india_earthquake_32.jpg

AP / Altaf Qadri

fonte: http://blogs.sacbee.com/photos/2011/09/death-toll-continues-to-climb.html

The Day After

Argentina: palla di fuoco dal cielo, un morto e 8 feriti

Misteriosa esplosione a Monte Grande alla periferia di Buenos Aires in cui hanno perso la vita una donna e otto persone sono rimaste ferite. Alcuni testimoni hanno riferito in merito a una 'palla di fuoco caduta dal cielo'.
L'esplosione, registrata nella mattinata, ha distrutto due case e tre automobili. In attesa di una perizia scientifica non si esclude nessuna ipotesi, anche che si sia trattato di un frammento o di un meteorite.

test4Argentine blast kills woman, hurts 9; gas blamed

"Ho visto qualcosa cadere dal cielo la luce", ha detto una donna al quotidiano Nacion. “E' stato come una bomba”, ha aggiunto un’altra. Il capo del Planetario astronomico di Buenos Aires, Mariano Ribas, ritiene che non si debba escludere la possibilità che l’esplosione sia legata alla caduta di un meteorite o di un satellite in disuso: un pezzo di meteorite delle dimensioni di un pallone o di un televisore può provocare questo tipo di danni. Il mistero tuttavia rimane, anche perché in Argentina non ci sono predenti di abitazioni distrutte da un meteorite.

fonte: http://www.agi.it/iphone/notizie/201109261912-est-rom0094-argentina_palla_di_fuoco_dal_cielo_un_morto_e_8_feriti, http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo1022562.shtml

The Day After

domenica 25 settembre 2011

Canarie in allerta gialla per il rischio eruzione di El Hierro

L'isola di El Hierro, alle Canarie, è in allerta per il rischio di eruzione vulcanica, dov’è stato portato il livello di allerta a giallo. Dal Martedì scorso, gli scienziati del National Geographic Institute (IGN), l'organo responsabile della supervisione e monitoraggio dell'attività vulcanica, si sono esposti in prima persona con gli abitanti dell'isola per spiegare la situazione, mentre i tecnici del centro di coordinamento di emergenza di El Hierro li sta istruendo sul comportamento da adottare in caso di eruzione o forti scosse sismiche, il che porterebbe l’allerta a rosso.

Le autorita di El Hierro hanno preso questa decisione in seguito all’'agitazione della popolazione, anche se i terremoti hanno cominciato a verificarsi il 19 luglio, quando i sismografi IGN hanno cominciato a registrare attività insolite su El Hierro. Da allora ci sono stati oltre 7.500 i terremoti, ma solo alcuni hanno raggiunto il 3 ordini di grandezza, l'ultimo dei quali lo scorso Venerdì mattina, con un sisma 3.4, il più alto di tutti sin dall’inizio del cambiamento.

Una situazione anomala, secondo Carmen Romero, vulcanologo e docente di geografia presso l'Università di La Laguna, ma questo non comporta necessariamente un’imminente eruzione ora. Una visione condivisa da Ramon Ortiz, un vulcanologo al CSIC e coordinatore del comitato scientifico. Per Ortiz "ora c'è una probabilità del 20% circa un'eruzione a breve".

Tutto dipende da come si comporta il magma: se la pressione sale alla superficie può generare un processo eruttivo. Attualmente la maggior parte dei terremoti sotto l'isola si stanno verificando a una profondità di 8-18 chilometri, anche se alcuni sono stati più vicini alla superficie. "Ciò che è chiaro è che il sistema sta diventando instabile, ma ci può essere un’eruzione cutanea o eruzione che potrebbe non venire a termine", ha detto Carmen Romero. Finora, a parte il record numerico dei sismi, è stato mostrato anche uno spostamento orizzontale di 2 cm dell’Island Resort e un rigonfiamento in verticale, secondo i dati IGN.

Quello che sappiamo da altri episodi di isole vulcaniche, come documenti storici raccolti dal professor Romero, è che di solito tutte le fasi precedenti alle eruzioni possono iniziare fino a dieci anni prima. I dati IGN suggeriscono che c'è stata un’altra grave crisi sismica nella zona nel 2009 e all'inizio del 2004. Pertanto, "in questo momento non sappiamo qual’è lo scenario". Ibanez dice che l'eruzione del vulcano islandese dello scorso anno è stata preceduta da otto anni di terremoti come quelli attualmente in corso a El Hierro.

Quindi probabilmente c’è ancora da aspettare…

fonte: http://www.abc.es/20110925/sociedad/abci-hierro-peligro-201109250534.html

The Day After

venerdì 23 settembre 2011

Il tifone Roke travolge il Giappone, almeno 15 morti e dispersi

Il tifone Roke che ha attraversato ieri il Giappone ha provocato almeno quindici morti e dispersi, secondo un bilancio provvisorio che rischia di aggravarsi. Lo hanno annunciato le autorità e i mass media.

Il tifone Roke travolge il Giappone, almeno 15 morti e dispersi

Passato sopra la grande isola di Honshu, questo violento tifone ha causato fortissime piogge accompagnate da raffiche di vento di oltre 200 chilometri orari, che hanno determinato inondazioni con conseguenti, notevoli disagi per i trasporti.
Proveniente dall'Oceano Pacifico da sud, questo ciclone ha raggiunto il Giappone con il centro prima di risalire verso il nordest, sferzando l'agglomerato di Nagoya, Tokyo e la regione di Tohoku (nordest) già devastata dal terremoto e lo tsunami dell'11 marzo.

fonte: http://www.tmnews.it/web/sezioni/top10/20110922_091655.shtml

The Day After

Allarme satellite in caduta sulla Terra: quali rischi per l’Italia?

Il Dipartimento della Protezione Civile monitora l'evoluzione del satellite Uars della Nasa. Il Comitato tecnico scientifico, costituito nell'ambito del Comitato Operativo, nell'aggiornamento delle ore 20.00 ha modificato lo scenario prospettato nel precedente punto di situazione. Secondo la Protezione civile, le probabilità che frammenti del satellite, destinato domani a disintegrarsi nell'atmosfera, finiscano per cadere sul territorio italiano sono dello 0,6 per cento.

Spazio/ P. Civile: Ridotta area a rischio caduta pezzi satellite

Sulla base degli ultimi dati disponibili, sia sullo stato orbitale che sull'attività solare prevista, la previsione di rientro è centrata intorno alle 19:20 (ora italiana) di venerdì 23 settembre, con una finestra di incertezza che si apre alle 14:00 del 23 settembre e si chiude alle 03:00 del 24 settembre. All'interno di questo arco temporale, non è ancora possibile escludere la remota possibilità, corrispondente ad una probabilità stimabile intorno allo 0,6%, che uno o più frammenti del satellite possano cadere sul nostro territorio, spiega la Protezione civile.
La principale novità è che solo una traiettoria potrà interessare l'Italia in un'unica finestra temporale compresa tra le 21:25 e le 22:03 di venerdì 23 settembre. L'area potenzialmente a rischio, di conseguenza, è ridotta e interessa interamente le regioni Piemonte, Valle D'Aosta, Liguria, Lombardia e Province Autonome di Trento e Bolzano, e parzialmente l'Emilia Romagna (Piacenza e Parma), il Veneto (Verona, Vicenza, Belluno, Treviso) e il Friuli Venezia Giulia (Pordenone e Udine).
Tutte le Regioni interessate e le Province Autonome hanno comunicato di aver attivato le proprie strutture operative che monitoreranno l'evolversi della situazione e adotteranno le misure necessarie in constante contatto con il Comitato centrale.
Restano valide le indicazioni già fornite sulle norme di auto protezione da adottare: è poco probabile che i frammenti causino il crollo di strutture: per questo sono da scegliere luoghi chiusi; i frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti: pertanto, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilità delle strutture, si può affermare che sono più sicuri i piani più bassi degli edifici; all'interno degli edifici i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell'eventuale impatto sono i vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi).
Le Regioni stanno inoltre predisponendo le procedure per il recupero degli eventuali frammenti di materiale con l'impiego di personale specializzato se dovesse verificarsi lo scenario configurato. In tal caso chi rilevasse la presenza di frammenti, dovrà segnalarla alle autorità locali, evitando di entrarne in diretto contatto. Il prossimo aggiornamento sarà pubblicato alle 9.30 del 23 settembre.

fonte: http://www.tmnews.it/web/sezioni/cronaca/PN_20110922_00315.shtml

The Day After

giovedì 22 settembre 2011

Hawaii: un nuovo flusso di lava del Kilauea diretto verso i Royal Gardens

Un nuovo flusso di lava sta avanzando lungo il pendio orientale del cratere Pu’u Oo del vulcano Kilauea e questo potrebbe costituire una minaccia per la suddivisione Royal Gardens se dovesse continua, secondo l'Osservatorio del vulcano hawaiano.

La lava ha iniziato a traboccare dal bordo occidentale del cratere Pu’u Oo martedì alimentando un nuovo flusso di lava in movimento discendente sul lato ovest del cratere.

Due laghi di lava sono attivi presso ​​Pu’u Oo, uno a ovest e l'altro sul lato est del cratere.

La nuova fessura, alimentata da una colata lavica, sta avanzando rapidamente discendendo verso est.

I Royal Gardens sono stati invasi dalla lava più volte. Una manciata di persone vive ancora lì, anche se gran parte della zona è abbandonata.

Il fondo del cratere Pu’u Oo  è crollato ai primi di agosto per circa 245 metri. La lava è esplosa dal lato ovest del cratere ed è avanzata per diversi giorni prima di fermarsi. La lava è poi riapparsa nel cratere il 21 agosto formando due laghi nuovi che hanno riempito il cratere da allora. Lava anche è drenata dal Puu Oo anche il 5 marzo durante l'eruzione dalla fessura Kamoamoa.

Ricordiamo che il vulcano Kilauea è in eruzione dal 3 gennaio 1983.

fonte: http://www.staradvertiser.com/news/breaking/Lava_flows_over_Puu_Oo_crater_rim.html

The Day After

mercoledì 21 settembre 2011

Terremoto India 18 Settembre 2011: aggiornamento, oltre 100 vittime

Il terremoto di magnitudo 6.9 che ha colpito domenica una vasta area dell'Himalaya, tra India, Nepal e Tibet ha causato finora un centinaio di vittime, secondo i bilanci ufficiali. Le squadre di soccorritori, intanto, stanno facendo di tutto per raggiungere i villaggi più remoti.



Secondo Sonam Lepcha, funzionario di governo di Gangtok, capitale del Sikkim, le vittime accertate sono 65 nel solo stato nord-orientale, che e' stato il piu' colpito, ma potrebbero aumentare: ''I corpi - ha detto - potrebbero essere stati portati via dai detriti''. Le reali operazioni di soccorso in effetti sono iniziate solo oggi per via delle piogge torrenziali e delle frane che hanno bloccato le strade.
Altre 18 persone sono morte negli stati indiani di Bihar e West Bengal, mentre otto sono rimaste uccise in Nepal e sette nel sud del Tibet, vicino al confine con il Sikkim.

fonte: http://www.asca.it/news-INDIA__TERREMOTO_HIMALAYA__100_LE_VITTIME-1051242-ORA-.html

The Day After

Indonesia: il vulcano Tambora sta per eruttare, migliaia di evacuati

Il vulcano Tambora sta per eruttare! Il Centro di Vulcanologia e Geologia in Indonesia ha innalzato il livello di allerta a 3 su una scala che va da 0 a 4, e le autorità hanno disposto l’evacuazione di migliaia di persone dai paesi più vicini al vulcano, quelli che distano tra 5 e 10km dalla cima del Tambora. I distretti a rischio sono Bima, Dompu e Sunbawa, anche se l’allarme è particolarmente elevato soprattutto per due villaggi, Pancasila e Doro Pet, che si trovano a meno di 5 chilometri di distanza dal vulcano.

Il Tambora aveva iniziato a mostrare segni di risveglio già lo scorso Aprile. All’inizio di Agosto, poi, aveva fatto fuoriuscire una spessa colonna di fumo bianco alta circa 2000 metri. L’attività sismica è cresciuta significativamente durante il mese di Settembre, con una media di 12-16 terremoti al giorno nella caldera del vulcano, che arriva oggi a 2.722 metri di altitudine dopo che nei secoli scorsi aveva raggiunto i 4.300 metri di elevazione dal livello del mare, prima della disastrosa eruzione del 1815 che ne ha notevolmente ridotto l’altezza.

L’eruzione, verificatasi il 10 Aprile 1815, uccise circa 90 mila persone ed è stata una delle più devastanti della storia dell’umanità. Circa 11mila persone vennero uccise direttamente dall’eruzione, mentre oltre 75mila morirono a causa delle ripercussioni legate all’evento, i più per fame e malattie, dato che l’eruzione diede uno stop significativo all’agricoltura, a causa delle ceneri.
Per quell’eruzione, il Tambora s’è conquistato il 2° posto mondiale sull’indice di esplosività vulcanica (VEI) pari a 7, secondo solo a quella di Hatepe in Nuova Zelanda che nel 180 a.C. diede vita a un’eruzione ancor più forte.
L’eruzione del 1815 è molto famosa soprattutto perchè le ceneri del Tabora rimasero intrappolati nell’atmosfera per molti anni provocando un grande sconvolgimento climatico, facendo così diminuire significativamente la quantità di radiazione solare che abitualmente colpisce il suolo della Terra e abbassando le temperature. Il 1816, infatti, è ricordato come “l’anno senza estate“.

Prepariamoci quindi, il vulcano più letale della storia dell’uomo sta per tornare in vita…

fonte: meteoweb.eu

The Day After

lunedì 19 settembre 2011

Europa: come un vulcano islandese potrebbe essere fatale

Che cosa accadrebbe oggi in caso di una forte eruzione vulcanica come quelle catastrofiche avvenute in passato? Un nuovo studio suggerisce che un’eruzione simile a quella che ha devastato l'Islanda nel 1780 potrebbe diffondere gas nocivi in tutto il sudovest uccidendo decine di migliaia di persone in Europa. E il mondo moderno che è intimamente connesso con il traffico aereo e il commercio internazionale, l'attività economica in gran parte dell'Europa, compresa la produzione e l'importazione di prodotti alimentari, potrebbe collassare.

Il vulcano Laki nel centro-sud dell'Islanda ha eruttato ininterrottamente dal giugno del 1783 fino al febbraio del 1784. Anche se l'evento non ha prodotto grandi quantità di cenere vulcanica, ha creato circa 122 milioni di tonnellate di anidride solforosa - un volume leggermente superiore a quello dell’attività industriale che oggi l’uomo produce nel corso di un anno, secondo Anja Schmidt, uno scienziato dell'atmosfera presso l'Università di Leeds nel Regno Unito.

Documenti storici suggeriscono che nei 2 anni successivi l'eruzione del vulcano Laki, circa 10.000 islandesi sono morti - circa un quinto della popolazione - insieme a quasi tre quarti del patrimonio zootecnico dell'isola. I registri parrocchiali in Inghilterra rivelano che nell'estate del 1783, quando l'evento è iniziato, i tassi di mortalità sono stati tra il 10 per cento e 20 per cento superiori al normale. Paesi Bassi, Svezia e Italia hanno registrato episodi di ridotta visibilità, difficoltà respiratorie e aumento della mortalità associati all'eruzione. Secondo uno studio, si stima che 23.000 persone morte per l'esposizione ai gas vulcanici nella sola Gran Bretagna. Ma nel resto d'Europa, è difficile separare il numero di morti innescati dall’ inquinamento atmosferico da quelli causati da fame o malattia, che sono stati importanti cause di morte in quel momento.

Per valutare come tale eruzione potrebbe influenzare la densamente popolata Europa di oggi, Schmidt e i suoi colleghi hanno collegato un paio di numeri in una simulazione al computer. Hanno usato dei modelli per la stima del tempo sulle emissioni di anidride solforosa di una lunga eruzione di 8 mesi. Essi hanno inoltre stimato l'aumento conseguente delle concentrazioni di particelle in aria inferiori a 2,5 micrometri di diametro, la dimensione dei gas che sono più facilmente coinvolti nei polmoni umani e che causano sofferenza cardiopolmonare. Poi, hanno usato moderni dati medici per stimare quante persone i gas avrebbero ucciso.

Nei primi 3 mesi dopo l’ipotetica eruzione, la concentrazione di gas media in Europa dovrebbe aumentare del 120 per cento. Il numero di giorni durante l'eruzione in cui le concentrazioni di gas supererebbero gli standard di qualità dell'aria salirebbe a 74, quando un periodo di lunghezza normale arriverebbe a 38. Non sorprende che l'aria sarebbe diventata più spessa con particelle pericolose nelle aree sottovento all'eruzione, come l'Islanda e il nord Europa, dove le concentrazioni di gas sarebbero più del triplo. Ma le concentrazioni di gas nel sud Europa aumenterebbero anche drammaticamente, in aumento del 60 per cento.

L'anno dopo l'eruzione ipotetica l'inquinamento atmosferico maggiore trasportato dall'Islanda verso l'Europa potrebbe causare enormi quantità di malattie polmonari e cardiache, uccidendo circa 142.000 persone. Meno della metà degli europei muoiono per l'influenza stagionale ogni anno.

Almeno quattro eruzioni simili a quella del vulcano Laki si sono verificate in Islanda negli ultimi 1.150 anni. Quindi, le nuove cifre sono motivo di preoccupazione.

fonte: http://www.wired.com/wiredscience/2011/09/laki-volcano-iceland-eruption-model/

The Day After

Guatemala: forte terremoto 5.8 causa delle vittime

Un sisma di magnitudo 5,8 sulla scala Richter ha colpito oggi il Guatemala, secondo quanto riporta il sito dell'Istituto americano di geofisica (Usgs). La scossa, registrata alle 20:34 italiane, è stata localizzata a 52 chilometri a sud-est di Città del Guatemala a una profondità di 39,4 chilometri.

Instrumental Intensity Image

Secondo quanto riporta la stampa locale, le scosse di terremoto sono state due. La prima si è registrata alle 20 (ora italiana), con un'intensità di 4,8 gradi Richter e la seconda, di 5,8 gradi alle 20:34. In entrambe i casi l'epicentro è stato localizzato a Cullapa, Santa Rosa. A Cullapa un grosso muro sarebbe caduto su alcune case
Ci sarebbero almeno tre morti a Cuilapa, epicentro del sisma di magnitudo 5,8 Richter che ha colpito il Guatemala, secondo quanto hanno reso noto fonti dei vigili del fuoco. Le scosse in totale sarebbero state quattro e sono state avvertite in tutto il paese.

fonte: http://www.leggo.it/articolo.php?id=139289&sez=ESTERI

The Day After

Etna: nuova eruzione, il 14° parossismo del 2011

Prima i boati, poi la lava e infine la cenere nera. Rispettando quella che è ormai diventata una sequenza di routine l’Etna stanotte ha ripreso a farsi sentire e anche in questo caso, l’attività vulcanica è scaturita dal nuovo cratere di sud-est.

foto di Giuseppe Distefano

Si tratta del quattordicesimo episodio registrato dai sismografi dell’Istituto di Geofisica e Vulcanologia dall’inizio dell’anno.

Stavolta però, a causa delle nuvole, non è stato possibile osservare il fenomeno ad occhio nudo. Ecco un immagine rubata dalla webcam in un momento di schiarimento tra le nuvole alle 14:46 in cui si può notare un’esplosione di lava:

Nessun problema per l’aeroporto di Fontanarossa che ha continuato ad operare regolarmente.

fonte: http://catania.blogsicilia.it/letna-da-quattordici/60148/, foto in alto di Giuseppe Distefano – Etnawalk

The Day After

Parma: la terra trema ancora, scossa 3.2 questa mattina

Non si placa il lungo sciame sismico che interessa il territorio della provincia di Parma e dell'Appennino tosco-emiliano in generale. Fenomeno in atto ormai da settimane, con un picco che si era avvicinato ai 4 gradi (ricordiamo nel 2008 in queste zone una scossa di circa 5 gradi che aveva destato molta paura e anche danni a edifici), ha visto una ennesima scossa - ce ne sono state alcune di magnitudo minore per tutto il weekend - stamane alle ore 7 e 34. Il rilevamento sismico è stato registrato in 3,2 gradi della scala Richter, ma poco dopo, alle ore 8 e 24 un'altra scossa, questa volta di magnitudo 2.6, è stata registrata nella vicina provincia di Modena. In entrambi i casi non si sarebbero registrati danni a edifici o persone. La scossa delle ore 7 e 34, la più intensa, è stata registrata nel distretto sismico del Parmense, alle coordinate 44.622°N, 10.253°E e a una profondità di 22.9 chilometri. La seconda scossa è stata rilevata nel distretto sismico dell'Appennino modenese.

Map Location

Dalle verifiche che sono state effettuate dal Dipartimento della Protezione civile non risulta che il terremoto alcun danno a edifici o persone. Come riporta l’Ingv, «I valori delle coordinate ipocentrali e della magnitudo rappresentano la migliore stima con i dati a disposizione. Eventuali nuovi dati o analisi potrebbero far variare le stime attuali della localizzazione e della magnitudo». In ogni caso, «sebbene tutti i parametri forniti siano stati rivisti da analisti sismologi - comunica ancora l'istituto -, nessuna garanzia implicita o esplicita è fornita. Ogni rischio derivante da un uso improprio dei parametri o dall'utilizzo delle informazioni inaccurate è assunto dall'utente».

fonte: http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2011/9/19/TERREMOTO-EMILIA-ROMAGNA-Scossa-di-3-2-gradi-a-Parma-19-settembre-2011/207968/

The Day After

domenica 18 settembre 2011

Violento terremoto 6.9 in India: morti e feriti

Dieci persone sono morte finora in seguito a un terremoto di magnitudo 6,9 ad una profondità di 19 km, che ha colpito l’India settentrionale e il Nepal: quattro persone sono morte nello stato di Sikkim, e cinque persone in Nepal. Un’altra persona è morta durante la fuga dopo la scossa, nello stato di Bihar. Almeno 100 persone sono rimaste ferite.

Terremoti: India/Nepal, dieci morti

Molto probabilmente il numero dei morti aumenterà quando arriveranno i resoconti dei villaggi più isolati del Sikkim. Le comunicazioni nella zona sono ancora molto complesse: vari edifici sono rimasti danneggiati e senza corrente e molte strade sono rimaste bloccate, soprattutto nelle zone settentrionali del Sikkim. Al momento sono in corso le operazioni di soccorso. Il primo ministro indiano Manmohan Singh ha già parlato con il primo ministro del Sikkim per offrirgli aiuto.

Il terremoto si è verificato oggi, domenica 18 settembre, alle 18:10 ora locale. L’epicentro del terremoto si trova a 64 chilometri dalla città di Gangtok, nel Sikkim, dove si sono verificati i danni maggiori, e a circa 130 chilometri da Namche Bazar, in Nepal. Deboli scosse sono state avvertite anche a Delhi e in altre zone dell’India settentrionale come l’Uttar Pradesh e il Bengala occidentale, oltre che in alcune zone del Nepal e del Bangladesh. Circa 20 minuti dopo la prima scossa si sono verificate delle scosse di assestamento di magnitudo 6,1 e 5,3.

fonte: http://www.ilpost.it/2011/09/18/terremoto-india-nepal/, http://earthquake-report.com/2011/09/18/very-strong-earthquake-in-sikkim-india/

The Day After

sabato 17 settembre 2011

Torna la paura in Molise: terremoto 3.6 a Campobasso

Una scossa di magnitudo 3.6 della scala Richter è stata avvertita oggi, intorno alle ore 15 e 40, in provincia di Campobasso. L’epicentro del sisma è stato localizzato a cinque chilometri dal Comune di Campolieto (Campobasso) ad una profondità di 23 km.

Map Location

Secondo i primi rilievi della protezione civile non si sono verificati danni a cose e persone.  La terra torna a tremare e la gente dell’hinterland campobassano rivive l’incubo di quel 31 ottobre 2002 quando una violenta scossa di terremoto causò il crollo  della  scuola di  San Giuliano di Puglia provocando la morte di  27 bambini e una maestra.

La scossa di oggi è stata distintamente avvertita in tutti i comuni anche nei piani non alti delle case. La paura è tanta e la gente è scesa anche per strada. Intasato il centralino della protezione civile.

fonte: http://www.primonumero.it/attualita/primopiano/articolo.php?id=9209, http://ilnuovomolise.it/la-terra-trema-nel-frentano-torna-la-paura-2011

The Day After

giovedì 15 settembre 2011

Forte terremoto 6.0 al largo delle coste di Cuba

Un forte terremoto ha colpito al largo della costa sud-est di Cuba questa mattina. Non ci sono rapporti immediati di danni o vittime.

Il terremoto, di magnitudo 6.0, è avvenuto alle 04:43 ora locale (0843 GMT) ed è stato localizzato a circa 107 km (67 miglia) a sud-ovest di Campechuela, un comune in provincia di Granma. Ha colpito a circa 10 km in profondità, rendendolo un terremoto superficiale, secondo l'United States Geological Survey (USGS).

L'USGS stima che circa 151.000 persone possono aver sentito una scossa moderato, che potrebbe potenzialmente causare danni leggeri. Non ci sono al momento notizie dalla zona.

fonte: http://channel6newsonline.com/2011/09/strong-6-0-magnitude-earthquake-strikes-off-cuban-coast/

The Day After

Giappone: forte scossa 6.2 al largo della costa orientale

Una forte scossa di terremoto di magnitudo 6,2 della scala Richter è stata registrata questa mattina nel nord est del Giappone.

Instrumental Intensity Image

L’epicentro è stato registrato a 10 km di profondità a 150 km a nord est di Tokyo, davanti alla prefettura di Ibaraki; per ora le agenzie meteo giapponesi hanno assicurato che non vi è alcun rischio tsunami.

A Tokio gli edifici hanno tremato preoccupantemente ma hanno retto alla forte scossa, non si registrano infatti in tutto il paesedanni a cose o persone.

fonte: http://www.italiah24.it/mondo/asia/58779/giappone-terremoto-di-magnitudo-62-nessun-rischio-tsunami.html

The Day After

mercoledì 14 settembre 2011

Un satellite dallo spazio in caduta libera sulla Terra

Come nei film di fantascienza. Un vecchio satellite pesante 7 tonnellate cadrà sulla Terra, ma ancora non è ben chiaro dove. Lo comunica la Nasa, che ha previsto che tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre un vecchio satellite rientrerà nell’atmosfera terrestre, ma a causa della sua mole è probabile che l’impatto con l’atmosfera non riuscirà a disintegrarlo del tutto.



Inoltre, ancora non è possibile calcolare quale sarà il luogo d’impatto degli eventuali resti, si sa solo che dovrebbe cadere in uno spazio tra Canada e Sud America.

Si tratta di un evidente errore di calcolo: in passato, infatti, la medesima operazione ha portato i satelliti ad atterrare nell'Oceano. Intervistato da Space.com il maggiore Michael Duncan, capo del comando Usa per la sicurezza spaziale, ha rilasciato questa dichiarazione dai contorni alquanto inquietanti: «In gioco ci sono troppi fattori che non riusciamo a valutare. La composizione dell’atmosfera varia di giorno in giorno, e non possiamo fare alcuna previsione sulle dinamiche della fase di rientro. Secondo le migliori stime, possiamo dire che Uars cadrà sulla Terra verso la fine di settembre».

Il satellite in questione è l’Upper Atmosphere Research Satellite (Uars), posto in orbita nel 1991 per studiare l’interazione tra l’atmosfera terrestre e il Sole.

Il satellite, costato 750 milioni di dollari, venne spento nel 2005. Per 6 anni è rimasto in orbita inattivo, ma ora si trova a 250 km di altezza con un’inclinazione di 57 gradi, ed è probabile che rientri nell’atmosfera terrestre.

fonte: http://www.cronacalive.it/nasa-satellite-uars-cadra-sulla-terra.html, http://www.famigliacristiana.it/costume-e-societa/scienza-e-Tech/tech-news/articolo/arriva-una-pioggia-di-detriti-spaziali_140911171828.aspx

The Day After

Terremoti di magnitudo 5 in Grecia, colpito il Peloponneso

Nell’arco di ventiquattro ore si sono registrate due scosse di terremoto di 5 gradi di magnitudo in Grecia. La prima delle 19.29, ora locale, sull’isola di Creta, a 14 chilometri di profondità, 165 chilometri a sud-ovest di Iraklion. La seconda è stata registrata questa mattina alle 6.35 ora locale, 5.35 in Italia, a 22 chilometri di profondità nel Peloponneso, 175 chilometri a sud-ovest di Atene e 20 chilometri a nord di Kalamata. Il sisma ha superato la soglia dei 4 gradi dopo i quali solitamente tendono a crollare edifici ma non si conosce ancora l’entità dei danni. Si attendono notizie provenienti dalla protezione civile greca.

Un’alba di paura per la popolazione ellenica, tristemente abituata a eventi di questo genere. La zona di Kalamata è, infatti, ad elevato rischio sismico, tra le zone più colpite dell’intero mediterraneo. Lo scorso aprile una scossa pari a 6 gradi di magnitudo della scala Richter era stata registrata al largo dell’isola di Creta con un epicentro a circa sessanta chilometri dalla costa, un sisma tale da essere stato avvertito anche in alcune città della Puglia, della Basilicata e della Sicilia. Poi di nuovo una scossa lo scorso 7 agosto al largo di Lepanto.

fonte: http://www.fanpage.it/due-forti-scosse-di-terremoto-colpiscono-la-grecia-paura-anche-in-italia/#ixzz1XvvmYjVv

The Day After

martedì 13 settembre 2011

Veneto: scossa di terremoto 3.5 a Treviso

Una scossa di terremoto di magnitudo 3.5 è stata distintamente avvertita dalla popolazione in provincia di Treviso. La scossa è stata registrata alle 20.35.
Secondo i dati resi noti dall’Ingv, le località più vicine all’epicentro sono Moriago della Battaglia, Vidor e Farra di Soligo.

Map Location

Da registrare alcune telefonate della popolazione ai centralini d’emergenza. Ma per fortuna non ci sono danni né a persone né a cose, considerando fortunatamente la magnitudo non particolarmente intensa, anche se ragguardevole per questa zona. In provincia di Treviso non sono infatti frequenti scosse di magnitudo superiori a 2-3.
La scossa riporta alla mente il sisma superiore a magnitudo 4 che lo scorso luglio aveva colpito il Veneto, con epicentro al confine con la Lombardia.

fonte: http://www.cronacalive.it/scossa-di-terremoto-3-5-a-treviso.html

The Day After

Katia in Gran Bretagna: la più grande tempesta dal 1996

Si conta una vittima per l’arrivo dell’ex uragano Katia sulle coste inglesi. Raffiche ad oltre 125 km/h. Una delle peggiori tempeste che si sia abbattuta negli ultimi decenni sull’Inghilterra.



A morire è stato un motociclista dopo che la sua auto è stata colpita da un albero precipitato addosso. E’ accaduto lungo la A688 a Dunhouse Quarry, tra Staindrop e Barnard Castle.
Anche un passeggero è stato trasportato in ospedale a Darlington. Un bambino di 11 anni è stato trasportato in ospedale dopo essere stato colpito dal tetto di un garage a Bradford. Ci sono anche black-out e problemi causati dal forte vento.

Gales and high tides sweep the coast at Blackpool as the remnants of Hurricane Katia hit British shores

Grandi onde hanno impedito alle compagnie che gestiscono i traghetti di poter continuare ad operare. La raffica più forte è stata registrata pari a 82 miglia all’ora a Capel Curig nel North Wales.
Era dall’ottobre 1996 che Irlanda, Scozia e Inghilterra del nord non venivano colpite da una tempesta così forte, quando l’uragano Lili causò cinque vittime e 150 milioni di sterline di danni.

Warning ... the UK is bracing itself for severe weather conditions

fonte:http://www.cronacalive.it/uragano-katia-si-scatena-nel-nord-inghilterra-un-morto.html

The Day After

lunedì 12 settembre 2011

Pakistan: oltre 4 milioni di sfollati per le alluvioni

La parte meridionale del Pakistan, in particolare la provincia di Sindh, è stata nuovamente colpita da devastanti alluvioni che hanno registrato, negli ultimi giorni, precipitazioni del 142 percento superiori rispetto alla norma: 141 i morti finora accertati, mentre gli sfollati sarebbero già oltre 4 milioni. Sono le cifre drammatiche diffuse dall’ambasciata pachistana a Roma in un comunicato, che rilancia l’appello del presidente Asif Ali Zardari alla comunità internazionale perché fornisca l’assistenza necessaria ad affrontare questa nuova calamità.

pakistan-alluvioni-17-large
I territori colpiti, a quanto si apprende, comprendono 21 distretti della provincia del Sindh per una superficie totale di 4,1 milioni di acri di terreno. Ben 2,5 milioni di acri di coltivazioni sono andati completamente distrutti. Il governo pachistano ha allestito 4mila campi di emergenza che accolgono 150mila sfollati. Il governo del Pakistan ha mobilitato tutte le sue risorse, ma la portata dell’emergenza – stando alla sede diplomatica – va ben oltre le risorse nazionali. Tende, tavolette purificanti per l’acqua, impianti di purificazione dell’acqua, cibo, pompe drenanti e medicinali sono tra le necessità più impellenti. L’anno scorso il Pakistan era stato colpito dalla più grande alluvione della sua storia: alimentata da copiose piogge monsoniche si manifestò nel bacino del fiume Indo tra la fine di luglio e gli inizi di agosto 2010, allagando circa un quinto dell’intero territorio del Pakistan e colpendo circa 20 milioni di persone.

fonte: meteoweb.com

The Day After

2011: il secondo anno più costoso nella storia per disastri naturali

Le perdite registrate a seguito dei terremoti avvenuti in Giappone e Nuova Zelanda possono fare del 2011 il secondo anno più costoso nella storia per danni dovuti a catastrofi.

Il totale delle perdite da catastrofi naturali e disastri causati dall'uomo ha raggiunto circa 70 miliardi di dollari nel primo semestre di quest'anno, più del doppio delle perdite dello stesso periodo nel 2010, secondo le stime.

tsunami japan

Il dato è stato superato solo nel 2005, a causa degli uragani Katrina, Rita e Wilma, che hanno causato perdite per più di 90 miliardi di dollari. Solitamente nella seconda metà dell'anno con la stagione degli uragani nel Nord Atlantico e con i tifoni nel Pacifico nord-ovest il costo dei danni aumenta.

"Le ulteriori richieste in corso negli Stati Uniti a seguito della stagione degli uragani o per le tempeste invernali in Europa hanno la potenzialità di portare i dati dell'intero anno ancora più vicino ai record del 2005.

L'uragano Irene, che si è abbattuto il 27 agosto come uragano di categoria 1 nel North Carolina, prima di colpire New York il giorno dopo come tempesta tropicale, può aver provocato danni assicurati fino a 6,6 miliardi di dollari.

E manca ancora un intero trimestre alla fine dell’anno…

fonte: http://www.bloomberg.com/news/2011-09-09/earthquakes-may-make-2011-second-costliest-year-swiss-re-says.html

The Day After

domenica 11 settembre 2011

11 Settembre 2001: la catastrofe che cambiò il mondo

Esattamente 10 anni fa una grave catastrofe ha colpito il nostro pianeta. Una catastrofe che non è stata causata da un vulcano, un uragano o un terremoto, ma da qualcosa di più pericoloso: l’uomo. Quel giorno il nostro pianeta è cambiato, non geologicamente, ma psicologicamente. 11 Settembre 2001, una data che non potremo mai scordare, come non potremo mai scordare queste immagini di New York:

The Day After

venerdì 9 settembre 2011

Indonesia: eruzioni vulcaniche sempre più imminenti

I vulcani dell’Indonesia come sappiamo sono sempre super attivi. Ma ultimamente le cose stanno peggiorando: 22 vulcani sono in uno stato di allerta, e qualcuno di questi è veramente prossimo all’eruzione. Negli ultimi 3 giorni le situazioni sono peggiorate in particolar modo per 3 vulcani: il Lewotobi, l’Anak Ranakah e il temutissimo Tambora. Il vulcano Lewotobi sull'isola di Flores, attualmente in stato di Waspada (livello II su IV) è diventato sempre più attivo nelle ultime settimane, e una zona di esclusione di 1 km è stata dichiarata intorno al cratere. Il Lewotobi è un complesso vulcanico doppio composto da Lewotobi Lakilaki e Lewotobi Perempuan, due stratovulcani.

Lewotobi

Pennacchi di fumo sono stati riportati al di sopra dei crateri sommitali alla fine di agosto e la sismicità è notevolmente aumentata negli ultimi giorni.

Il vulcano Anak Ranakah invece sta diventando ancora più pericoloso, e per questo motivo è stato emanato un livello di allerta III (Siaga). L’Anak Ranakah è situato sempre sull’isola di Flores, e raggiunge un’altezza di 2.247 metri. L'aumento dell'attività vulcanica sotto forma di terremoto vulcanici sta facendo crescere che questo possa disturbare la stabilità del duomo di lava del vulcano, molto sensibile alla pressione dell’attività sismica.

Anak Ranakah

Stesso rischio per il vulcano Tambora, anche lui portato a livello di allerta III ieri, dopo che a fine agosto era già stato portato a livello II da uno stato di quiescenza, segno che il vulcano si sta proprio risvegliando progressivamente. Tra il 6 e 7 settembre sono stati registrati continui tremori, fino a 40 solo il 7. Una zona off-limit di 3 km è stata istituita ieri.

Tambora

Insomma, i vulcani dell’Indonesia continuano a tenere la popolazione con il fiato sospeso…

fonte: http://www.vsi.esdm.go.id/

The Day After