lunedì 31 ottobre 2011

Tempesta di neve negli States: 8 morti e milioni al buio

Un’eccezionale tempesta di neve fuori stagione ha lasciato al buio 3,2 milioni di persone sulla Costa Est degli Stati Uniti. Un periodo davvero insolito nel quale è nevicato solo 3 volte nell'ultimo secolo. La tempesta ora è passata e si fa la conta dei danni: i morti a causa del maltempo sono almeno 8 e l'elettricità, in alcune aree, non tornerà per giorni. A New York, dove mai nella storia si era avuta una precipitazione così abbondante in ottobre, la caduta di 600 alberi ha creato problemi alla circolazione e ferito alcune persone. Le autorità hanno dichiarato lo stato d'emergenza in tutta la regione.

Sei persone sono morte in incidenti stradali mentre un uomo è deceduto toccando dei cavi elettrici vicino a un guardrail in Massachusetts mentre un altro è stato schiacciato in Pennsylvania dalla caduta di un albero sulla propria casa. La neve ha raggiunto i 78 centimetri nella città di Jaffrey, nel New Hampshire, un livello ritenuto del tutto fuori del normale dagli esperti, mentre non era mai caduta neve in ottobre al Central Park di New York da quando queste rilevazioni vengono condotte dal 1869. Tre milioni di abitazioni sono rimaste senza energia elettrica, i voli hanno accumulato ritardi mediamente di sei ore e molti treni sono stati cancellati. La costa est degli Stati Uniti era già stata duramente colpita in agosto dall'uragano Irene, che ha causato gravi disagi e oltre 40 vittime.

fonte: http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201110302346-ipp-rt10070-usa_halloween_sotto_la_neve_nella_costa_est_0tt0_i_morti

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sabato 29 ottobre 2011

Un terremoto 4.2 fa tremare Trentino e Veneto

Una scossa di terremoto di magnitudo 4.2 ad una profondità di soli 9 km è stata registrata al confine tra Trentino e Veneto. Secondi i rilievi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, l'epicentro della scossa è stato in prossimità dei comuni trentini di Ala e Avio, e quelli veronesi di Brentino, Ferrara di Monte Baldo e Sant'Anna d'Alfaedo. La scossa è stata avvertita anche in Alto Adige. Al momento non sono segnalati danni a persone o cose.

Map Location

Attimi di panico tra la popolazione: centinaia le chiamate che i vigili del fuoco di Trento hanno ricevuto in un'ora. Non hanno avuto segnalazioni di danni, ne' a persone, né a cose, ma richieste di rassicurazioni, in particolare dalle zone vicine al Veneto e anche da Trento città.
In molti hanno spiegato di essersi svegliati proprio a causa della scossa. Anche i primi sopralluoghi delle forze dell'ordine nella zona intorno all'epicentro non rivelano danni, però si attende il trascorrere delle ore per verifiche più dettagliate.

fonte: http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/trentino-alto-adige/articoli/1026218/scossa-di-terremoto-tra-veneto-e-trentino.shtml

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venerdì 28 ottobre 2011

Forte terremoto scuote la costa meridionale del Perù

Un forte terremoto ha colpito le aree meridionali della costa del Perù. Secondo l'Osservatorio sismologico americano Usgs la magnitudo è stata pari a 6,9 gradi. Secondo fonti locali, invece, l'intensità del terremoto è stata pari a 6,3 gradi Richter.

Il sisma, avvertito molto chiaramente anche nella capitale, Lima, ha scosso soprattutto Ica, uno dei dipartimenti del sud del paese, provocando tanta paura anche in altre aree, e cioè Huancavelica, Ayacucho, Arequipa, Cusco y Chincha, dove le persone sono corse in strada. Almeno 334.000 persone ha avvertito una forte scossa (tutti gli abitanti della zona riportata in giallo nella mappa). Il terremoto è stato registrato  alle 13:54 ora locale (quando in Italia erano le 20.54) e l'epicentro è stato localizzato 79 chilometri a Sud Ovest di Ica, con una profondità di 39 chilometri.

Molto probabilmente ci saranno danni nella zona di Ica in quanto più di 3000 case lì sono state costruite con il fango.
In quella stessa area un forte movimento tellurico nel 2007 uccise più di 500 persone e nel ferì 1.500.

fonte: http://www.lettera43.it/attualita/29950/forte-scossa-di-terremoto-in-peru.htm

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Cile: l’eruzione del vulcano Hudson è cominciata

L'eruzione attesa presso il vulcano Hudson ha avuto inizio. L'attività è nata da una nuova fessura eruttiva situata a sud della vetta con una fuoriuscita di 3 colonne di vapore e cenere, che hanno raggiunto quota 5,5 km in aria.


(foto scattata il 26 ottobre, la cortesia e copyright Sernageomin.cl)

Le autorità stanno distribuendo mascherine per la popolazione per ripararsi dalla cenere e poter respirare. Finora, 128 persone sono state evacuate, mentre 4 persone non hanno voluto lasciare le loro case. Sono previste evacuazioni in un raggio di 45 km intorno al vulcano, e la massima allerta è stato dichiarata per le comunità di Aysén, Río Ibáñez e Chile Chico.
Rispetto ai giorni precedenti la sismicità è diminuita secondo Enrique Valdivieso, il direttore del SERNAGEOMIN. Una delle maggiori preoccupazioni resta la minaccia di lahar (colate di fango), tali da incidere sulla valle del Río Sorpresa. Mentre l'eruzione attualmente è di piccole dimensioni, è possibile che questo sia solo un precursore di un'eruzione freatica più grande. Quando il magma sale verso la superficie, nelle falde freatiche surriscaldate spesso si creano esplosioni di piccole e medie dimensioni che precedono la fase principale di un'eruzione.

fonte: http://diario.latercera.com/2011/10/28/01/contenido/pais/31-88461-9-aumenta-actividad-en-volcan-hudson-y-extreman-tareas-para-evacuar-a-lugarenos.shtml

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mercoledì 26 ottobre 2011

Cile: massima allerta per il vulcano Hudson, evacuazione in corso

Un altro vulcano in Cile si prepara a dar spettacolo: si tratta del vulcano Hudson, che sta diventando sempre più irrequieto. Il SERNAGEOMIN ha alzato lo stato di allerta dopo che uno sciame sismico si è verificato presso il vulcano durante la notte.

Il rapporto afferma che più di 100 terremoti si sono verificati da ieri, per lo più ad una profondità tra i 15-25 km il vulcano e tutti a nord-ovest della caldera. A quanto pare la situazione è grave abbastanza per funzionari cileni da iniziare ad evacuare le persone che vivono vicino al vulcano Hudson, al punto che l’ONEMI ha dichiarato lo stato di allarme rosso per le comunità vicino al vulcano. Sono stati evacuati 97 abitanti nel raggio di ben 40 km dal cratere.

Hudson è uno dei vulcani più attivi nel sud del Cile con la sua ultima eruzione avvenuta nel 1991, considerata una delle più grandi del 20° secolo. Nel 1991 l'attività vulcanica raggiunse il VEI 5 con un evento esplosivo dalla caldera principale che ha inviato cenere in tutta l'Argentina fino ad arrivare in luoghi lontani come le isole Falkland. Il vulcano è coperto di ghiaccio. L'eruzione ha prodotto un pennacchio di anidride solforosa che è stata rintracciata in gran parte del sud del mondo dalle analisi chimiche effettuate sulla neve e nell'aria dell'Antartide.

fonte: http://www.wired.com/wiredscience/2011/10/alert-status-raised-to-red-at-chiles-hudson/, http://www.latercera.com/noticia/nacional/2011/10/680-401300-9-gobierno-decreta-alerta-roja-por-volcan-hudson-y-ordena-evacuacion-de-la-zona.shtml

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Terremoto Turchia 23 Ottobre 2011: aggiornamento

Il bilancio del terremoto in Turchia avvenuto lo scorso 23 ottobre 2011 continua a peggiorare: 471 morti e 1650 feriti sono stati riportati da AFAD. Le perdite economiche previste sono tra i 500 e 1000 milioni di dollari e il numero di morti potrebbe raggiungere e superare i 1000. Più di 2000 case sono crollate a causa della forte scossa.

La Turchia è un paese teutonicamente attivo che ha subito frequenti terremoti distruttivi. Il terremoto avvenuto il 23 ottobre è nato dalla collisione della placca arabica con la placca eurasiatica.

Qui di seguito una serie di immagini che rende l’idea della catastrofe avvenuta in Turchia:

Dimitar Dilkoff/AFP/Getty Images

Baz Ratner/Reuters


Mustafa Ozer/AFP/Getty Images

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Liguria e Toscana flagellate da alluvioni e tsunami di fango

Automobili dentro le case, accatastate sui tetti, infilzate sui pennoni delle bandiere; carcasse di motorini e cassonetti della spazzatura scaraventati nelle finestre degli appartamenti e blocchi di cemento divelti. E’ questo lo scenario di Borghetto Vera, Brugnato, Monterosso e altre località della Liguria di levante e dell’alta Toscana colpite duramente dall’alluvione di ieri.

Aulla

Anche il bilancio delle vittime si è aggravato ulteriormente: sono 9 i morti accertati: 6 a Borghetto Vara, in provincia di La Spezia, uno nella vicina Monterosso e 2 ad Aulla, in provincia di Massa Carrara. I dispersi dovrebbero essere una decina. E’ un bilancio, purtroppo, ancora parziale e destinato a salire.

La Spezia è la zona più colpita della Liguria, devastate le 5 Terre, dove in un'ora sono caduti 200 litri di pioggia per metro quadrato.  A Monterosso, una delle perle della Liguria, gli edifici sono stati praticamente sommersi dall'acqua a causa di un'onda che ha travolto le strade del centro. Disperato l'appello del sindaco: Angelo Betta: "Qui manca tutto, viveri, acqua, energia elettrica. La gente entra nelle case passando dai terrazzi, è tutto allagato. Monterosso non c'è più. Abbiamo anche un volontario disperso".

Il borgo di Monterosso non è il solo a essere in gravi difficoltà. Questa mattina è stato evacuato via mare anche il piccolo comune di Vernazza, un altro gioiello del litorale. A Borghetto Vara, intanto, si continua a cercare di liberare la strada principale dai tronchi d'albero, dal fango e, soprattutto, dalle decine di macchine che sono state trascinate via dalla furia del fiume.

E’ Aulla (Massa Carrara), nel cuore della Lunigiana, il centro più colpito dal maltempo in Toscana. Un’onda di tre metri si è abbattuta sul centro in pochi minuti. Sono caduti 226 millimetri di acqua in sei ore, 360 in 24 ore.

fonte: ansa.it, meteoweb.eu

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Liguria e alta Toscana sommerse da acqua e fango: dispersi, strade bloccate e crolli

La situazione in Liguria assume i connotati di una catastrofe. Il Levante ligure è in ginocchio a causa delle forti piogge delle ultime 24 ore. La provincia di La Spezia è la più colpita, con paesi isolati, strade trasformate in torrenti e fango e detriti che si sono abbattuti sulle case e sulle strade. Almeno otto le persone disperse.

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Due sono finite in mare con la loro auto a Vernazza, alle Cinque Terre, travolte dall'acqua e dal fango e altre due sono scomparse a Brugnato, in val di Vara, uno dei comuni più colpiti. Un camionista è stato travolto da una frana sull'A12, tra Brugnato e Carrodano e solo dopo alcune ore i soccorritori sono riusciti a liberarlo e a portarlo in ospedale. Le sue condizioni sono gravi. La Liguria chiederà lo stato di emergenza. La Prefettura di La Spezia rivolge alla popolazione un invito pressante a non uscire di casa.

Una casa è crollata a Cassana, frazione di Borghetto Vara, in una delle zone più colpite dall'alluvione che sta abbattendo sul Levante Ligure. Volontari e soccorritori stanno scavando sotto le macerie, dove c'erano quattro persone, una è stata salvata dal fango.

Nubifragi e frane in Liguria Cinque dispersi nel fango

Ad Aulla, in Lunigiana, la situazione è critica per l’esondazione del fiume Magra che ha allagato una vasta zona della parte bassa della cittadina. I vigili del fuoco sono intervenuti con 20 automezzi e con personale del soccorso acquatico, dotati di gommoni, e sommozzatori: una cinquantina di persone le cui abitazioni sono state invase dall’acqua sono state tratte in salvo o evacuate. Le acque del Magra avrebbero invaso anche alcune aree di Pontremoli e Podenzana. Secondo i vigili del fuoco ci sono frane diffuse in tutta la provincia di Massa Carrara ed i soccorsi sono resi complicati anche dalla difficoltà di comunicazione telefonica con la zona di Aulla. Si segnala anche il crollo di due ponti in località Molino, nel comune di Tresana (Massa Carrara), lungo la strada comunale.

fonte: corriere.it

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martedì 25 ottobre 2011

El Hierro: aggiornamento sull’eruzione in corso alle Canarie

La macchia causata nel mare dal materiale espulso durante l'eruzione vulcanica sottomarina del vulcano El Hierro è maggiore della la superficie dell'isola. In una foto scattata Domenica scorsa dal satellite di osservazione della Terra Deimos-1, si vede come la grande macchia si sta muovendo verso sud dall'isola verso l'Oceano Atlantico, raggiungendo una superficie superiore alla stessa isola (268, 71 chilometri quadrati). Il portavoce del National Geographic Institute (IGN), Carmen Lopez, ha detto che questo fenomeno "è perfettamente normale per lo stato attuale dell’eruzione".

Il vulcanologo Juan Carlos Carracedo ha spiegato che i cambiamenti di colore nella macchia sono dovuti all'ascesa continua di materiale magmatico e che, paradossalmente, "anche se può colpire molte specie di pesci sta creando un fertilizzante enorme che porterà alla nascita di una nuova catena alimentare.

Mentre la macchia di materiale magmatico si muove verso sud di El Hierro, ieri sono stati nuovamente registrati nuovi terremoti di piccola intensità. Dalla scorsa Domenica, il monitoraggio della rete IGN ha confermato la registrazione di un totale di 62 terremoti, il più grande di magnitudo 2.6. La maggior parte dei terremoti sono allineati nell'area localizzata a circa 12 miglia dalla costa ad una profondità di 23 km.

Dopo oltre una settimana dall’eruzione, i residenti di La Restinga hanno gradualmente recuperato la tranquillità. Inoltre, il Governo ha previsto di articolare le misure economiche necessarie per compensare ciò che considera un "disastro economico sull'isola", dato che le perdite nel settore del turismo e del commercio a El Hierro hanno superato i € 100.000.000.

fonte: http://www.elpais.com/articulo/sociedad/mancha/isla/elpepusoc/20111025elpepisoc_8/Tes

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Thailandia: un terzo del paese è completamente sott’acqua

La Thailandia è letteralmente sott’acqua. Bangkok completamente isolata visto che anche l’aeroporto è stato evacuato a causa dell’alluvione che sta mettendo in ginocchio il paese e che ha già causato fino ad ora 360 vittime e ben 113mila sfollati, veri e propri rifugiati del clima.

L’area allagata è estesa quanto il Lazio e coinvolge 28 province thailandesi su 77. Si tratta della più violenta alluvione in Thailandia degli ultimi 50 anni che oltre ad uccidere centinaia di persone sta costringendone migliaia ad abbandonare le proprie abitazioni. Nonostante gli oltre 1.700 centri di accoglienza allestiti dal Governo in tutto il Paese, è piena emergenza anche perché stando alle parole del primo ministro Yingluck Shinawatra, le acque, in alcune zone del Paese, impiegheranno almeno un mese per ritirarsi.

Si sta lottando contro il tempo e contro l’acqua per proteggere almeno il centro di Bangkokanche se, nonostante gli sforzi della Protezione civile locale che sta pompando l’acqua alla periferia nord, l’arrivo delle inondazioni nel cuore della metropoli appaiono sempre più probabili.

Parallelamente la prospettiva di un imminente alta marea nel Golfo di Thailandia rappresenta un’altra minaccia che potrebbe far precipitare la situazione causata dalle numerose precipitazioni che sono abbattute nel Paese in questi mesi.

Una delle numerose dighe a nord di Bangkok starebbe per cedere e, secondo il centro di crisi, un'onda alta fino a un metro e mezzo rischia di riversarsi sulla zona. Le due compagnie aeree Nok Air e Orient Thai hanno abbandonato lo scalo di Don Muang per trasferirsi su quello internazionale di Suvarnabhumi. Il premier, signora Yingluck Shinawatra, ha riunito il suo governo all'aeroporto, dove si è installato anche il centro di soccorso e dove sono stati allestiti anche diversi campi di accoglienza per gli evacuati.

Il problema cibo è ancor più grande se si pensa che la zona thailandese dove si produce in grandi quantità il riso è stata completamente allagata, di conseguenza il raccolto è compromesso: si tratta di oltre 2 milioni di riso rovinato. Anche i templi dell’ex capitale Ayutthaya, Patrimonio mondiale dell’umanità sono stati sommersi. Si parla già di oltre 650 mila posti di lavoro persi.

fonte: corriere.it

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lunedì 24 ottobre 2011

Turchia: si teme che il grande terremoto possa svegliare il vulcano Nemrut

I sismologi turchi temono che il terremoto che ha colpito la provincia di Van ieri 23 ottobre possa causare l’eruzione del vulcano Nemrut situato a nord del Lago Van. Il monte Nemrut è un vulcano spento situato vicino Tatvan, una piccola città dell'Anatolia orientale della provincia di Bitlis. La montagna sorge dalla costa sud-occidentale del Lago di Van, ed entra nel distretto di Ahlat a nord. La parte occidentale della caldera contiene un grande lago d'acqua fredda nel cratere di circa 155 metri di profondità. C'è anche un piccolo lago di acqua calda la cui temperatura raggiunge i 60 °C , dimostrando la continua attività vulcanica nelle falde. L’ultima eruzione del vulcano Nemrut risale al 1692.

Sino a questo momento almeno 272 persone sono state uccise e più di 1.000 sono i feriti, a causa di questo potente terremoto 7.2 che ha colpito la Turchia, che ha portato al crollo di decine di edifici bloccando le linee telefoniche ed elettriche nel sud-est del paese. Si teme che il numero dei morti possa superare i 1.000. Un altro forte terremoto di magnitudo 6,1, il secondo più forte nelle ultime 24 ore, è stato registrato a circa 20 km dalla città di Van, alla profondità di soli 10 km.

Deprem yeri bu halde...

fonte: http://www.panarmenian.net/eng/news/81694/Turkey_fears_volcano_eruption

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Etna: una nuova eruzione, la 17esima del 2011

Etna, ci risiamo. E per la 17esima volta nel 2011 il vulcano più grande d'Europa, considerato anche uno di quelli più attivi del mondo, è tornato a dare spettacolo. Ieri, 23 ottobre, dopo appena quindici giorni di quiescenza, l'Etna ha dato vita ad un nuovo episodio eruttivo parossistico, il 17esimo appunto.

foto

La colata di lava si è fatta strada lungo la parete occidentale della Valle del Bove, nel cratere di sud-est, accompagnata da una nube di cenere prodotta appunto dal parossismo. La nube nera ha raggiunto anche alcuni paesi come Zafferana Etnea e Santa Venerina, spinta dal vento verso est-sudest, dando luogo ad una pioggia di cenere e lapilli.

Ed è arrivato senza neanche tanto preavviso, visto che le prime ceneri vulcaniche, avvisaglia dell'imminente eruzione, si sono fatte vive circa 40 minuti prima del fenomeno. Quest'ultimo durato circa due ore ha causato la chiusura dell'aeroporto Fontanarossa di Catania.

Ieri, l'Unità di crisi si è riunita per valutare l'entità del fenomeno, producendo come risultato la chiusura dello spazio aereo, riaperto questa mattina alle 5.

17 eruzioni non sono affatto poche per l'Etna, che appena 15 giorni fa, lo scorso 8 ottobre aveva dato spettacolo, con un'altra eruzione generatasi sempre dal cratere di Sud-Est. Un'altra eruzione è stata registrata anche a settembre, il 18. L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ed in particolare la sua sezione catanese, intanto continua a monitorare la situazione.

fonte: http://www.nextme.it/scienza/natura-e-ambiente/2665-etna-eruzione-ottobre, foto in alto di Giuseppe Distefano (Etnawalk.it)

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domenica 23 ottobre 2011

Terremoto 7.2 in Turchia: case crollate e centinaia di vittime

Un terremoto di 7,2 gradi è stato registrato oggi nella provinciale orientale turca di Van, secondo l'Anadolu, che precisa che molte case sono crollate e che scosse di assestamento continuano. L'Osservatorio ''Kandilli'' di Istanbul ha stimato tra 500 e 1000 le persone uccise dal terremoto di oggi nella provincia orientale turca di Van. Lo riferisce la Cnn turca. ''E' un sisma potente'', ha detto in una conferenza stampa Mustafa Gedik, capo dell'Istituto sismologico di Kandilli, a Istanbul, ''puo' aver causato tra i 500 e i mille morti''. Il vicepremier turco Besir Atalay ha riferito che il sisma nell'est della Turchia ha abbattuto circa dieci edifici a Van e tra i 25 e i 30 nel vicino distretto di Ercis. Lo riferisce con una scritta in sovrimpressione la Cnn turca.

 

"Alcuni cittadini sono intrappolati sotto le macerie di edifici nel centro di Van", scrive l'agenzia Anadolu riferendosi alla città da oltre 330 mila abitanti. L'epicentro del sisma, ha precisato l'Osservatorio sismologico turco "Kandilli" di Istanbul, è stato localizzato nel villaggio di Tabanli, sempre nella provincia di Van, a circa 5 chilometri di profondità. Il terremoto è avvenuto alle 13:41 locali (le 12:41 italiane) ed è stato avvertito fra l'altro a Diyarbakir, Sirnak, Siirt, Batman e Mardin. "Ci sono molto morti. Parecchi edifici sono crollati, c'é tanta distruzione". Lo ha riferito alla televisione turca Ntv il sindaco di Ercis riferendosi al forte terremoto che ha scosso la provinciale orientale turca di Van. "Abbiamo urgente bisogno di aiuto, di medici", ha aggiunto.

fonte: ansa.it

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sabato 22 ottobre 2011

Nuova Zelanda: fortissimo terremoto a largo delle isole Kermadec

Un sisma di intensità elevatissima (con una magnitudo pari a ben 7.4) è stato registrato nella regione delle isole Kermadec in Nuova Zelanda poco prima delle 19 ora italiana (qualche minuto prima delle 6 del mattino del 22 ottobre secondo il fuso orario locale).
L’epicentro è stato localizzato nei pressi dell’isola Raoul (circa 200 chilometri) ad una profondità pari a circa 33 chilometri.
Il Dipartimento di Conservazione (Department of Conservation) fa sapere che si sono persi i contatti con ivolontari (una decina di persone) che stanno lavorando sull’isola di Raoul per seguire delle ricerche sui parassiti.
Anche se inizialmente, a scopo cautelativo, il Pacific Tsunami Warning Centre (PTWC) aveva diramato unallarme tsunami, non vi è rischio in quanto i sensori e le boe hanno rilevato, in prossimità dell’epicentro, onde di altezza inferiore ai 200 centimetri (quindi non rischiose): in seguito alla analisi di questi dati è stato fatto rientrare, quindi, l’allarme tsunami.
Secondo le autorità locali non ci dovrebbero essere ripercussioni nemmeno nei confronti delle attività di bonifica che stanno continuando, in Nuova Zelanda, per mettere in sicurezza la portacontainer Rena ed evitare il disastro ambientale.


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venerdì 21 ottobre 2011

Terremoto 4.0: San Francisco trema e teme il Big One

Ieri un moderato sisma di magnitudo 4,0 con epicentro vicino a Berkeley ha scosso la Baia di San Francisco. 6 ore dopo un terremoto simile, di misura 3,8, ha colpito la stessa area di Berkeley. Entrambe le scosse si sono sentite anche lontano da San Francisco, fino a Portland, Oregon, Sacramento e San Diego. Il terremoto si è verificato al di sotto della nota di faglia di Hayward, ed è stato il più grande in questa faglia da diversi anni. Sono decenni che esperti sismologi annunciano l’arrivo, prima o poi, del grande Big One, un terremoto di dimensioni bibliche, sulla costa statunitense del Pacifico. E scosse come queste spaventano davvero molto la popolazione…

fonte: http://earthquake-report.com/2011/10/20/moderate-shallow-earthquake-2-km-from-berkeley-san-fransisco-bay-area/

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Bolivia: il dormiente vulcano Uturuncu si sta trasformando in supervulcano?

Gli scienziati hanno recentemente scoperto che il vulcano Uturuncu (alto 6.000 metri), situato nel sud-ovest della Bolivia, si sta gonfiando con una velocità sorprendente, anche se si tratta di un vulcano quasi del tutto spento.

I ricercatori hanno realizzato circa cinque anni fa che l'area sotto e intorno al vulcano Uturuncu è in costante aumento, come un palloncino gigante che si sta gonfiando sotto un disco di terra largo circa 70 chilometri di diametro. I dati satellitari hanno rivelato che la regione si è sollevata da 1 a 2 centimetri ogni anno per almeno 20 anni, quando sono iniziate le osservazioni satellitari.

"E' uno dei più veloci rigonfiamenti vulcanici sulla Terra ", ha detto de 'Silva ad OurAmazingPlanet." Quello che stiamo cercando di fare è capire perché è in atto questa rapida inflazione."

Gli scienziati hanno calcolato che il serbatoio di magma sotto al vulcano sta crescendo di circa 1 metro cubo al secondo.

"Questo è circa 10 volte più veloce rispetto al tasso normale di crescita di una camera magmatica di grandi sistemi vulcanici". Tuttavia, non c'è bisogno di allarmarsi ancora secondo gli scienziati.

Il vulcano Uturuncu è circondato da una delle concentrazioni più densa di supervolcani del pianeta, tutti addormentati da almeno 1 milione di anni.

I supervulcani si chiamano così, perché quando esplodono lo fanno con un tale potere che in genere espellono materiali 1.000 volte di più, in volume, di un vulcano come il monte St. Helens. La moderna civiltà umana non ha mai assistito ad un evento del genere. L’eruzione più recente di un supervolcano è avvenuta circa 74.000 anni fa in Indonesia.

Queste eruzioni si pensa possano avere non solo un impatto a livello locale e regionale, ma potenzialmente un impatto globale.

Il vulcano Uturuncu è della stessa classe del Monte St. Helens nello stato di Washington, ma la sua crescita aggressiva potrebbe indicare che un nuovo supervulcano sta nascendo.

fonte: http://www.foxnews.com/scitech/2011/10/20/rapidly-inflating-volcano-creates-growing-mystery/#ixzz1bPUPDHk1

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giovedì 20 ottobre 2011

Forti scosse di terremoto fanno tremare la provincia di Genova

Due forti scosse di terremoto, di magnitudo 4, poco dopo le 8, hanno scosso Genova e il Levante della Liguria. La zona più colpita è soprattutto quella compresa tra i comuni di Rezzoaglio, Santo Stefano d'Aveto e Fontanigorda; il sisma è stato avvertito anche nel Tigullio e nella fascia pedemontana, sul versante padano.

Map Location

La prima scossa è stata avvertita, esattamente alle 8.10, anche da chi abita ai piani bassi delle case, replicata un minuto dopo con la stessa intensità. La rete dell'Istituto Nazionale di geofisica e vulcanologia, ha poi rilevato altri tre successivi movimenti tellurici: alle 8.16, 8.18 e 8.31 con magnitudo fra 3.4 e 2.7.
Paura in città, in particolare nelle scuole, poichè il terremoto è arrivato proprio nell'orario di entrata dei bambini. L'epicentro del sisma, di magnitudo 4.0, è stato individuato in Val Trebbia, a una profondità di 10 chilometri. Molte persone, specie nei paesi dell'entroterra, sono scappate dalle case per paura di crolli, e alcune scuole nella zona di Santo Stefano d'Aveto sono state evacuate per sicurezza. Non si ha comunque notizia di danni a persone o a cose.

fonte: agi, ansa

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mercoledì 19 ottobre 2011

L'Aquila trema ancora: nella serata di ieri scossa di magnitudo 3.3

La terra è tornata a tremare in provincia dell'Aquila. Una forte scossa di terremoto di magnitudo 3.3 e' stata avvertita dalla popolazione ieri sera alle 23:13 nell'intero territorio aquilano. L'evento sismico, registrato a una profondita' di 9,6 chilometri, e' stato localizzato nel distretto sismico denominato "Aquilano". L'epicentro ha riguardato le frazioni di Collebrincioni e Aragno, zona est della citta'. Numerose le chiamate al centralino dei vigili del fuoco, ma fortunatamente non risultano esserci danni.

Map Location

Il terremoto non ha mai lasciato il capoluogo abruzzese e di tanto in tanto si riaffaccia a turbare la vita ancora sconvolta dal 6 aprile 2009. Nel mese di ottobre sono state in totale tre le scosse monitorate nella zona superiori a magnitudo 2.

A settembre, invece, cinque scosse sono state registrate nel distretto del Gran Sasso. Dalla lista riportata dall’Istituto nazionale di Vulcanologia si nota tuttavia una sensibile diminuzione dei fenomeni rispetto ad un anno fa, attestandosi su una media di circa dieci fenomeni registrati al mese. Solo 12 mesi fa invece il numero era di gran lunga più elevato arrivando anche a 50.

La scossa di ieri però è stata la più forte degli ultimi mesi e la paura è subito rimbalzata su Facebook. Impossibile non ritornare con la mente alla forte scossa delle 23 del 6 aprile di magnitudo 3.9 che era stato solo il preannuncio di quella più devastante delle ore 3.32 e che a molti ha salvato la vita, decidendo di dormire fuori casa.

fonte: http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201110190910-ipp-rt10016-terremoto_sisma_di_magnitudo_3_3_all_aquila

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lunedì 17 ottobre 2011

El Hierro: ecco come procede l’eruzione del vulcano…

Non avendo ancora a disposizione le fotografie scattate sui fondali dell’isola El Hierro non ci resta che analizzare i disegni che raffigurano quanto sta succedendo nelle profondità delle Canarie in questo momento, dove il vulcano ha cominciato ad eruttare ormai da qualche giorno. Molto probabilmente una nuova isola si sta formando nel fondale:

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domenica 16 ottobre 2011

El Hierro: bolle e frammenti incandescenti sorgono dal mare

Le autorità spagnole hanno chiuso l'accesso al porto dell’isola El Hierro a causa dell’eruzione sottomarina. E’ stato ordinato alle navi di andare via dalle acque intorno a La Restinga e agli aerei è stato vietato di sorvolare la punta meridionale dell'isola. Il governo regionale delle Canarie riporta che gli scienziati hanno rilevato frammenti vulcanici chiamati piroclasti, che sorgono dal mare al largo di La Restinga.

Imagen ofrecida por dirección del PEVOLCA.

Gli abitanti dei villaggi hanno inoltre riportato di aver visto "bolle gigantesche" emergere nella zona dell’eruzione. Ramon Ortiz, un tecnico del CSIC (Centro Superior de Investigaciones Científicas) pensa che una nuova isola si stia formando a causa di questa eruzione.

fonte: http://earthquake-report.com/2011/09/25/el-hierro-canary-islands-spain-volcanic-risk-alert-increased-to-yellow/

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sabato 15 ottobre 2011

Islanda, sciame sismico: si teme un'eruzione del Katla

Il vulcano Katla, il cui nome deriva da un troll malefico delle leggende vichinghe, è il secondo vulcano più grande dell'Islanda, è alto 1512 metri ed è coperto da lastre di ghiaccio. Nelle ultime settimane è stato rilevato un numero crescente di leggeri terremoti intorno al Katla - segno, secondo gli scienziati, che un'eruzione potrebbe essere imminente - e settimana scorsa l'attività vulcanica ha provocato un terremoto di magnitudo 4 della scala Richter.



I segnali preoccupano gli scienziati e la popolazione del luogo in relazione al fatto che nel 2010 il vulcano adiacente a Katla, Eyjafjallajokul, ebbe un'intensa attività sismica prima della violenta eruzione vulcanica del 14 aprile che creò seri problemi alla navigazione aerea in tutta Europa per una decina di giorni.
Il Katla, la cui camera magmatica è grande all'incirca 10 volte di più rispetto a quella di Eyjafjallajokul, nel tempo ha avuto eruzioni mediamente una volta ogni secolo, e l'ultima risale al 1918, 93 anni fa. L'eruzione del 1918 durò più di un mese oscurando la luce del sole, uccidendo il bestiame e fondendo uno strato di ghiaccio intorno al vulcano che inondò le fattorie nelle vicinanze.



Le opinioni sulle conseguenze di un'eventuale eruzione del Katla sono contrastanti tra i diversi studiosi: il Dr. David Rothery, esperto in vulcani dell' Open University, afferma: "l'impatto che un'eventuale eruzione del vulcano avrebbe sul traffico aereo dipenderebbe da una varietà di fattori come la direzione del vento e la quantità di gas presente nel magma. L'eruzione dell' Eyjafjallajokul diffuse il caos in quanto il magma aveva un livello alto di gas che ha sparato in alto la polvere proprio nello spazio aereo, ma una nuvola simile ad un'altitudine maggiore potrebbe avere un impatto trascurabile".
Altri vulcanologi, invece, avvertono che se il Katla dovesse scoppiare, la mescolanza di magma e strato di ghiaccio di grandi dimensioni che copre il vulcano, potrebbe causare una nuvola di cenere che potrebbe durare per settimane, se non mesi.
Le amministrazioni del luogo e la popolazione residente sono alquanto preoccupate dall'eventualità di un'esplosione di magma proveniente dal Katla, tanto che sono stati redatti i potenziali piani di evacuazione e vengono tenuti incontri settimanali con gli esperti per mantenere tracciata l'attività del vulcano.
La paura tra la gente aumenta anche in relazione alla vicinanza temporale al secolo,stando alle medie attinenti all'attività vulcanica, dall'ultima eruzione del vulcano,inoltre l'eruzione del 1918 fu il 12 ottobre, quindi la gente teme che possa avvenire in questi giorni.
Einar Kjartansson, un geofisico dell' Icelandic Meteorogical Office, afferma che: "come scienziati non vediamo tutta questa correlazione a livello di date, ma è effettivamente aumentata l'attività vulcanica. La domanda che ci poniamo è se il vulcano si calmerà dopo questi tremori oppure se ci sarà un'eruzione".

fonte: http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/iceland/8824700/Fears-Volcano-will-erupt-in-Iceland-causing-more-chaos.html

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venerdì 14 ottobre 2011

Scossa di terremoto magnitudo 3.7 in provincia di Catanzaro

Una scossa di terremoto di magnitudo 3.7 e profondità 10.7 km si è verificata nel distretto sismico denominato “Le Serre”, in provincia di Catanzaro in Calabria. Il sisma – secondo quanto si apprende da un bollettino pubblicato sul sito dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – è stato registrato alle 19,30 del 14 ottobre 2011.

Map Location

Fra i comuni  che figurano fra i 10 km dal punto in cui è stato invidividuato l’epicentro vi sono: Amaroni, Cortale, Curinga, Girifalco, Jacurso, Maida, San Pietro a Maida, Filadelfia e Polia mentre tra i comuni distanti fra i 10 e 20 km dall’epicentro risultano fra gli altri: Cardinale, Satriano, San Vito, Petrizzi, Gasperina, Montepaone, Squillace, Stalettì, Palermiti e Montauro. Alcuni comuni sono in provincia di Vibo Valentia e altri in provincia di Catanzaro e fra di essi diversi enti locali contermini a Soverato come Satriano e Petrizzi. In un comunicato pubblicato sul sito della Protezione Civile si legge che “dalle verifiche effettuate dalla Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile non risultano danni a persone o cose”.

fonte: http://www.soveratonews.com/2011/10/14/terremoto-provincia-catanzaro-e-vibo-epicentro-vicino-filadelfia/

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Violento terremoto superficiale 6.1 fa tremare l’est russo

Un forte terremoto di magnitudo 6,1 ha colpito Amurskaya Oblast, in Russia. L'ipocentro è situato a 15,3 km di profondità. L'epicentro è stato invece vicino a, Skovordino una città con oltre 10.000 abitanti.Il terremoto è stato sentito anche in Cina con una intensità del IV - III sulla scala modificata Mercalli.

Il terremoto è stato sentito anche a Blagoveshchensk, una città con oltre 200.000 resindenti, dove la gente in preda al panico è corsa per le strade. Alcuni edifici sono stati evacuati subito dopo il terremoto.

I pazienti sono stati evacuati da alcuni ospedali della zona. Evacuate persone anche in alcune stazioni ferroviarie della Transiberiana. I funzionari stanno seguendo la centrale idroelettrica di Bureyaeventuale che risulta danneggiata dal terremoto. Il villaggio di Skordinovo è temporaneamente senza elettricità a causa del terremoto e delle crepe nei muri sono state riportate dalla gente del posto. Al momento non si segnalano vittime o feriti.

fonte: http://earthquake-report.com/2011/10/04/strong-dangerous-shallow-earthquake-in-russia-close-to-the-border-with-china/

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Papua Nuova Guinea, sisma magnitudo 6.8, nessuna notizia danni

Un sisma di forte intensità ha fatto tremare le regioni orientali della Papua Nuova Guinea: l’epicentro è stato registrato a 326 Km a nord della capitale, ad una profondità marina di 45 Km.

Ang Thong Nationalpark

Nonostante nelle regioni più vicine all’epicentro la scossa sia sta percepita in modo particolarmente violento, con un’intensità di 6,8 gradi sulla scala Richeter, è stato fortunatamente scongiurato il rischio Tsunami.

I portavoci delle aree interessate non hanno segnalato danni considerevoli a cose nè a persone, soprattutto in virtù della scarsa densità abitativa di tali zone: per una volta la natura potrebbe essere stata benevola.

fonte: http://www.agi.it/estero/notizie/201110140804-ipp-rt10004-papua_nuova_guinea_terremoto_6_8_gradi_nessun_allarme_tsunami

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giovedì 13 ottobre 2011

Canarie: due eruzioni confermate a El Hierro

Due nuove eruzioni vulcaniche sono state confermate ieri presso l’isola di El Hierro nelle Canarie, dove 500 persone hanno trascorso un'altra notte fuori dalle loro case dopo essere state evacuate come misura precauzionale.

"Confermo l'esistenza di due punti di eruzione vulcanica a El Hierro," ha riferito Laura Otero, un portavoce delle autorità locali aggiungendo che c'erano pesci morti e un forte odore di zolfo in entrambi i siti.

Il capo dei servizi di emergenza nelle Canarie, Juan Manuel Santana, ha detto in una dichiarazione che "i due punti si trovano a due miglia nautiche e 1,5 km a sud ovest del villaggio di La Restinga".

La prima eruzione è avvenuta ad una profondità di 700 metri e l'altra ad una profondità di 200 metri.

Ha detto che le eruzioni "hanno creato due macchie sulla superficie del mare dove ci sono pesci morti e  un forte odore di zolfo."

Lunedi eruzione era stata rilevata a cinque chilometri dall'isola ad una profondità compresa tra 500 e 1.200 metri sotto il mare.

Gli esperti avevano detto che l'eruzione non si sarebbe sentita sull'isola.

La maggior parte degli sfollati hanno trovato rifugio presso parenti o amici in altri villaggi sull'isola. Ma decine di altri, per lo più turisti, hanno trascorso la notte in un dormitorio per studenti e una palestra locale.

Indicando "l'incertezza nei prossimi giorni", hanno detto le autorità in un comunicato, che mantenevano Restinga su "allarme rosso", mentre il resto dell'isola è rimasto in stato di allerta giallo, una tacca più bassa.

El Hierro, il che significa ferro in spagnolo, è la più piccola delle isole Canarie della Spagna, che si trova nell'Oceano Atlantico al largo delle coste del Marocco.

Arroccato sulla cima di un antico vulcano, l'isola di Hierro ha subito circa 10.000 scosse dal 19 luglio e la stragrande maggioranza di loro è stata sentita dai suoi 11.000 abitanti.

L'ultima eruzione vulcanica delle Canarie è avvenuta a La Palma nel 1971.

fonte: http://www.google.com/hostednews/afp/article/ALeqM5gUVUNfHR1CXzfZI9ZHO6jG6lIuRw?docId=CNG.8893091bb42baeeb85dd89ded02beef0.ba1

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Indonesia: forte terremoto 6,1 scuote l’isola di Bali

Un terremoto di magnitudo 6,1 ha investito l'isola di Bali, in Indonesia: lo hanno reso noto fonti della locale Agenzia di Meteorologia e Geofisica, secondo cui non ci sono stati feriti, ma gli edifici hanno tremato a lungo sotto l'onda d'urto, e parecchi hanno subito l'apertura di profonde crepe nei muri o lo sfondamento dei vetri alle finestre. I turisti in preda al panico sono fuggiti dagli hotel dove erano ospitati. Il Centro di Controllo Sismico Usa ha comunque escluso il pericolo di uno 'tsunami'.

L'epicentro e' stato localizzato a circa 160 chilometri a sud-ovest di Densapar, capoluogo balinese, e a una profondita' di oltre 60 chilometri al di sotto del fondale oceanico. Secondo le autorità non vi sono per ora vittime, ma vi sono almeno 50 feriti, tre in modo grave.

Ricordiamo che al centro dell’isola di Bali risiede un vulcano attivo, il Monte Batur: si ritiene che un'eruzione di quest'ultimo avvenuta circa 30.000 anni fa sia stata la più violenta e catastrofica eruzione avvenuta sulla terra.

fonte: http://www.agi.it/estero/notizie/201110130828-ipp-rt10012-indonesia_sisma_6_2_gradi_a_bali_non_c_e_rischio_tsunami, http://www.asianews.it/notizie-it/Forte-terremoto-a-Bali.-Molti-danni,-ma-nessun-morto-22892.html

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martedì 11 ottobre 2011

El Hierro: massima allerta, evacuazione della costa in corso

Le autorità hanno chiesto a più di 500 abitanti di La Restinga, sull'isola di El Hierro , di evacuare, in seguito al Piano di Rischio vulcanico per la possibilità che un’eruzione si verifichi vicino alla costa. Per questo motivo il livello di allerta per l’eruzione vulcanica è passato a rosso.

elhierro

In questo appello, gli abitanti di questa cittadina di mare, la più meridionale dell'isola dovrebbero spostarsi presso il campo di calcio della località, seguendo le istruzioni delle autorità.

La Restinga ( 547 abitanti ) è la più vicina all’eruzione sottomarina che ha avuto inizio ieri presso il vulcano El Hierro , a cinque chilometri dalla costa e a circa 1.000 metri di profondità.

L’eruzione, che si trova in un punto dove non ci sono rischi di sorta per la popolazione, è iniziata dopo che quasi 10.000 terremoti hanno scosso El Hierro da metà luglio, il più importante dei quali, lo scorso Sabato sera, è stato di magnitudo 4, 3.

Gli esperti del Servizio Geologico Nazionale e il Consiglio Superiore per la Ricerca Scientifica (CSIC) si sono trasferiti sull'isola e hanno avvertito che non si esclude la possibilità dell’apertura di un’altro centro eruttivo più vicino alla costa, una possibilità che è stata raccolta oggi dalle autorità.

Il governo delle Canarie e il Consiglio di El Hierro stanno spostando quindi gli abitanti di La Restinga presso il campo di calcio nei punti previsti nei piani di protezione civile.

fonte: http://www.20minutos.es/noticia/1185292/0/evacuacion/la-restinga-hierro/erupcion-volcan/

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lunedì 10 ottobre 2011

Sciame sismico in provincia di Siracusa, scuole chiuse

Da alcuni giorni uno sciame sismico sta interessando la provincia di Siracusa in Sicilia. L'ultimo evento sismico è delle ore 11 e 19 di oggi 10 ottobre, con una magnitudo rilevata di tre gradi della scala Richter.

In precedenza, sempre stamane, altre due scosse di magnitudo 2.4. Il distretto sismico interessato è sempre lo stesso, quello dei Monti Iblei. La scossa di tre gradi è stata rilevata alle coordinate 36.977°N, 15.038°E  e a una profondità di 9,8 chilometri. Non si registrano danni a edifici e persone.  Preoccupazione tra gli abitanti della zona, che ieri sono scesi in strada dopo un terremoto di magnitudo 3.3 sempre nello stesso comprensorio.

In meno di 24 ore sono 8 le scosse di magnitudo superiore a 2. E’ dunque ormai sciame sismico. In via precauzionale oggi le scuole a Canicattini Bagni (Siracusa) sono rimaste chiuse. Le lezioni sono state sospese a titolo cautelare per disposizione del sindaco Paolo Amenta.

Intanto tutti gli occhi continuano ad essere puntati sull’Etna dopo la violenta, anche se breve, eruzione di sabato.

fonte: http://www.lasicilia.it/index.php?id=65050&template=lasiciliait, http://www.agi.it/cronaca/notizie/201110101240-cro-rt10060-serie_di_scosse_nel_siracusano_chiuse_le_scuole

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Canarie: eruzione sottomarina in corso nei pressi della costa del vulcano El Hierro

Secondo il quotidiano spagnolo El Mundo, una piccola eruzione sottomarina ha avuto luogo a 7 km dalla costa del vulcano El Hierro in seguito al forte terremoto 4.3 avvenuto nel corso dello scorso week-end. L'eruzione è avvenuta a 1200 metri sotto il livello del mare. L'eruzione ha avuto luogo nei pressi di Las Calmas a sud dell'isola alle 10,43 ora locale (09:43 UTC). Ci aspettiamo un comunicato ufficiale a breve.
La notizia arriva da 4 inbarcazioni che stanno attualmente navigando nel mare di Las Calmas. Le autorità hanno sospeso l'attività di traghetto da e per l'isola a seguito della notizia, che dev’essere ancora confermata dall’IGN.

fonte: http://translate.googleusercontent.com/translate_c?hl=it&ie=UTF8&prev=_t&rurl=translate.google.it&sl=en&tl=it&u=http://www.elmundo.es/elmundo/2011/10/10/espana/1318242424.html&usg=ALkJrhgP1uJq3MPsrkUZtdy-mFdBKajKRA

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sabato 8 ottobre 2011

Un’altra eruzione per l’Etna, la numero 16 del 2011

Una nuova fase eruttiva dell'Etna è avvenuta oggi in mattinata, la sedicesima dall'inizio dell'anno: dal nuovo cratere di Sud-Est è emersa una grande nube di cenere vulcanica mista a fontane di lava. L'osservazione dell'evento è stata molto difficoltosa e discontinua a causa delle cattive condizioni metereologiche.

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foto di Giuseppe Distefano

L'attività è iniziata in mattinata all'interno della bocca con una debole attività stromboliana che è andata gradualmente aumentando nel corso delle ore. Alle 16:21, la colata aveva già raggiunto l'orlo occidentale della Valle del Bove, ma la copertura nuvolosa ha impedito nuovamente le osservazioni sull'attività esplosiva anche se erano distintamente udibili forti boati. Alle ore 16:42 l'emissione di cenere da pulsante si è evoluta in sostenuta accompagnata dal tipico rombo che accompagna l'attività di fontanamento. L'attività ha raggiunto alle 16:46 la massima intensità, formando una colonna di cenere che si sviluppava verticalmente sopra il cratere per alcuni km prima di essere piegata dai forti venti verso est.

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foto di Giuseppe Distefano

Nel frattempo la colata lavica si espandeva sulla parete occidentale della Valle del Bove formando diversi bracci. Alle 17:25 le fontane di lava hanno lasciato il posto ad una emissione passiva di cenere, mentre alla fessura sul fianco sudorientale del cono era ancora presente l'emissione della colata di lava e una debole attività di spattering che è cessata alle ore 17:32. L'emissione passiva di cenere, invece, è cessata completamente intorno alle ore 17:40, mentre la colata di lava era ancora discretamente alimentata. Da segnalare che fino alle ore 21:00 erano ancora visibili piccoli flussi lavici attivi all'interno dei canali alla base del cono. L'attività è completamente cessata intorno alle ore 21:30.

fonte: etnawalk.it

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venerdì 7 ottobre 2011

Kamchatka: massima allerta per il vulcano Shiveluch

Il KVERT, in Kamchatka, ha alzato il livello di allerta a rosso per il vulcano Shiveluch a seguito di un forte aumento della sismicità e della formazione di pennacchi di cenere, che talvolta hanno raggiunto 9000 m di altitudine negli ultimi tre giorni. Dai versanti del vulcano stanno scendendo frane di pietre incandescenti.

L'alto massiccio isolato del vulcano Shiveluch si trova a NNE delle pianure del gruppo vulcanico Kliuchevskaya e costituisce uno dei vulcani più grandi e più attivi della Kamchatka. L'attiva cupola lavica del vulcano, chiamata Molodoy. è un complesso costituito durante l'Olocene all'interno di una grande caldera formata dal crollo del massiccio nel tardo Pleistocene. Almeno 60 grandi eruzioni del vulcano Shiveluch si sono verificate durante l'Olocene, diventando così il vulcano più vigoroso dell’arco delle isole Curili e del Kamchatka. Frequenti crolli della cupola lavica, più recentemente nel 1964, hanno prodotto grandi valanghe di detriti i cui depositi ricoprono ora gran parte del pavimento della caldera. Eruzioni esplosive intermittentu sono iniziate nel 1990 da una nuova cupola di lava che è cominciata a crescere nel 1980. La più grandi eruzioni storiche del Shiveluch sono avvenute nel 1854 e 1964.

fonte: http://www.activolcans.info/eruption-volcanique-du-volcan-Shiveluch-201110.html, http://www.kscnet.ru/ivs/kvert/current/shv/index.html (FOTO DEL 7 OTTOBRE 2011)

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mercoledì 5 ottobre 2011

Svizzera: un ghiacciaio grande come 12 campi di calcio sta per crollare a valle

Un enorme pezzo del ghiacciaio svizzero del Giesen, grande come dodici campi da calcio, minaccia la valle di Lauterbrunnen nel Bernese. Situato a 2.800 metri di altitudine, si trova ai piedi del lato nord della Jungfrau. Lo scenario piu' temuto dagli esperti e' quello della formazione di un lago nel crepaccio con conseguente cedimento improvviso di tale diga naturale. Ma perché una parte del ghiacciaio sta cedendo?

“Le ipotesi sono due – dice Marin Funk – . Il primo è che un troncone si sia staccato. Il secondo è che la parte bassa non riceva più acqua dalla parte alta. Ciò è dovuto al surriscaldamento del pianeta”.

In ogni caso, la situazione è sotto controllo. Il Giesen è sorvegliato da una cellula di crisi che ne scruta da un mese l’evoluzione.

fonte: http://www.tio.ch/Svizzera/News/652265/Un-ghiacciaio-grande-come-12-campi-da-calcio-sta-per-staccarsi

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