lunedì 28 novembre 2011

Calabria: lungo sciame sismico alle pendici del Pollino, panico tra la popolazione

La terra continua a tremare alle pendici del Pollino. In questi giorni altre dieci scosse sono state registrate al confine tra la Basilicata e la Calabria. L’ultimo terremoto, di magnitudo 2.1, è stato registrato alle 13. 25. I comuni più vicini all’epicentro sono stati ancora una volta Mormanno, Laino Borgo e Laino Castello in Calabria e Rotonda in Basilicata. Le scosse non causano danni ma seminano il panico tra la popolazione, tanto che c’è chi pensa addirittura di trascorrere la notte in macchina per paura di una scossa più forte.

Map Location 
Nella zona del Pollino è in atto una sequenza sismica già da alcuni mesi. Sequenza che è più intensa negli ultimi giorni ed e’ cominciata nel mese di settembre del 2010: da allora sono state localizzate in questa zona oltre 500 scosse, tutte di magnitudo inferiore a 3, tranne una che ha raggiunto magnitudo 3. 6. È stata la scossa più intensa ed è avvenuta alle 15.12 del 23 novembre, ad appena 6. 3 km di profondità. Il periodo di attività più intensa è stato registrato nel mese di ottobre dell’anno scorso, in seguito le scosse sono diminuite, per tornare ad un nuovo picco nell’aprile scorso quando hanno raggiunto il numero di 36. Poi sono nuovamente diminuite per riprendere ad ottobre, con decine di terremoti inferiori a magnitudo 3. In tutto, i terremoti nel mese di ottobre sono stati 60. Nel mese di novembre l’attività si è intensificata. Le scosse, infatti, hanno raggiunto il numero di 189. È un fenomeno anomalo, rispetto al comportamento osservato in questa zona negli anni passati. Ma è presto per capire che cosa stia accadendo.
«Di sicuro – rilevano gli esperti – questa zona si trova lungo la fascia del territorio italiano più a rischio sismico: quella dell’Appennino Meridionale che attraversa Irpinia, Basilicata e Calabria».

 

I sismologi non hanno ancora u n’etichetta per quanto sta accadendo nel Pollino: «Di solito i terremoti noti storicamente sono avvenuti più a Nord o più a Sud, ma non sono documentati in questa zona». Un’ipotesi è che l’area del Pollino sia meno pericolosa rispetto a quelle che la circondano, ma al momento è altrettanto fondata l’ipotesi che grandi terremoti possano essere avvenuti in passato, ma che non siano stati documentati. Bisognerebbe scavare le cosiddette «trincee», scavi profondi 2 o 3 metri e larghi una decina di metri che permettono di analizzare gli strati del suolo alla ricerca di tracce di terremoti passati.
Non c´è, almeno fino a questo momento, un terremoto principale seguito da repliche di minore intensità, ma si stanno verificando scosse di bassa magnitudo, nella maggior parte dei casi inferiore a 2. 0 con profondità comprese tra 3 e 10 km, concentrati in una ristretta fascia di territorio ad andamento Nord Nord-est - Sud sud-ovest. Si riconoscono due intervalli temporali principali a maggiore concentrazione di eventi: il primo tra settembre e novembre del 2010, con 5 terremoti al giorno in media; il secondo intervallo è quello tuttora in corso, che interessa l´area da fine ottobre 2011, con un numero di terremoti leggermente superiore al primo periodo, ma con magnitudo più o meno simili. Tra questi due intervalli, la sismicità è stata abbastanza continua ma con un numero medio di eventi sensibilmente inferiore. Ad oggi, la Rete sismica nazionale dell´Ingv ha registrato complessivamente circa 560 scosse, la più forte delle quali ha raggiunto magnitudo 3.6 (23 novembre 2011, ore 15:12).
L´area del Pollino presenta una elevata pericolosità sismica, in base alla mappa di pericolosità sismica del nostro Paese realizzata dall´Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

fonte: http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=473491&IDCategoria=1

The Day After

Ecuador: il vulcano Tungurahua torna ad eruttare

Nella serata di ieri il vulcano Tungurahua, in Ecuador, è entrato in eruzione, accompagnato da esplosioni, flussi piroclastici, espulsioni di massi di rocce e cenere incandescente, che hanno colpito soprattutto il versante occidentale del vulcano.
Alle 16h 50 locali quattro terremoti di origine vulcano-tettonica, sono stati seguiti alle 17h01 e 17h05 da due piccole esplosioni, e da grandi esplosioni alle 17h18, 17h31 e 17h35. Blocchi incandescenti sono stati lanciati fino a circa 1 km sotto il cratere.

Alle 17,30 dei flussi piroclastici hanno cominciato a scendere verso Achupashal Chotanpamba e Mandur nel fianco nord-occidentale del vulcano. Sul fianco nord-est è avvenuta una caduta di cenere invece. Gli osservatori del vulcano hanno riportato anche il verificarsi di pesanti esplosioni causate dalla caduta di massi. Ci sono rapporti di caduta di cenere nelle città di Bilbao e Manzano. A Pillate la cenere è caduta in grana grossa ed è stata riportata in COTAL con ghiaia e pietrisco solo su Cusu.

Il Tungurahua, alto 5.023 m, è un vulcano andino. La sua ultima attività vulcanica è iniziata nel 1999 ed è continuata in questi anni; il 16 agosto 2006 vi fu una eruzione particolarmente importante.

fonte: http://latinamericacurrentevents.com/ecuador-tungurahua-volcano-erupts-explosions-pyroclastic-streams-ash/13977/

The Day After

domenica 27 novembre 2011

Forte sciame sismico a El Salvador: 700 scosse in 24h e danni alle abitazioni

Uno sciame sismico con più di 700 scosse, tra il magnitudo 1,8 e il 4,6 della scala richter, ha colpito nelle ultime 24 ore il settore più orientale di El Salvador, provocando danni a numerose abitazioni ma senza ferire nessuno.

Il punto più colpito è stato El Carmen, a 163 km ad est della capitale San Salvador.
Jorge Melendez, responsabile della protezione civile, ha spiegato che 80 case sono state danneggiate dai tremori. In un ospedale della zona si sono aperte delle crepe sui muri, ma nessun danno strutturale è stato arrecato alla struttura.

Truppe dell’esercito sono state inviate per monitorare le aree danneggiate.
Non ci sono state ancora evacuazioni, ma molti abitanti di El Carmen hanno scelto di dormire all’aperto e l’esercito sta allestendo numerose tendopoli.

El Salvador ha subito due forti terremoti 10 anni fa: uno di magnitudo 7.6 richter nel gennaio 2001 e un altro di magnitudo 6,6 Richter un mese dopo. Quei due terremoti uccisero oltre 1.150 persone e lasciarono circa un milione di persone senzatetto.

fonte: http://in.reuters.com/article/2011/11/25/idINIndia-60737520111125

The Day After

sabato 26 novembre 2011

Colombia: allerta arancio ed evacuazione in corso per il vulcano Galeras

L'Istituto geologico e minerario (Ingeominas) della Colombia ha raccomandato ieri l'evacuazione di circa 8.000 persone che vivono intorno al vulcano Galeras, dopo aver dichiarato l’allarme arancione per un aumento dell'attività sismica e delle emissioni di gas presso il vulcano.

Colombia News - vulcano Galeras

"Questo avviso (arancione) è il secondo di una scala a quattro punti, che corrisponde al primo livello di allarme rosso. Il nostro protocollo ritiene i segni manifestati ora dal vulcano indicano che avverrà un’ eruzione probabilmente entro pochi giorni o settimane", ha detto AFP Marta Calvache dell’Ingeominas.

Il vulcano Galeras si trova nella provincia di Nariño, al confine con l'Ecuador ed ha un’ altitudine di 4.270 metri. Negli ultimi 20 anni è rimasto costantemente in attività e un'eruzione nel 1993 ha causato nove morti.

volcan-galeras-10_590x395

L'istituto geologico ha invitato le autorità ad evacuare le popolazioni vicine, perché nelle ultime 48 ore sono stati registrati lunghi periodi di terremoti, simili a quelli valutati nei periodi precedenti alla maggior parte delle eruzioni tra il 1992 e il 2010.

L'attività vulcanica potrebbe causare emissioni o eruzioni di cenere nelle prossime ore, ha detto l'esperto.

fonte: http://feeds.univision.com/feeds/article/2011-11-25/declaran-alerta-naranja-en-volcan

The Day After

giovedì 24 novembre 2011

Pioggia e fango devastano la provincia di Messina

Il maltempo fa ancora vittime in Italia, stavolta 4 e al sud. Quello di Saponara in provincia di Messina, invaso da un fiume di fango e acqua, è "un paese in ginocchio", come ha detto il vicesindaco Giuseppe Merlino sottolineando che "i danni sono ingenti, è crollato sulle case un intero tratto di montagna nella frazione di Scarcelli."

"Non era una zona ritenuta a rischio", aggiunge il sindaco, Nicola Venuto, "Lo scorso anno c’erano stati degli smottamenti e segnalati dei rischi ma in un un’altra zona, non in questa". L'esondazione del torrente Longano ha fatto crollare un ponte e allagato Barcellona Pozzo di Gotto. "È stato un evento eccezionale, in 12 ore sono caduti oltre 260 millilitri di acqua. Ecco una serie di immagini del disastro che ha colpito il messinese:

alluvione-a-barcellona-pozzo-di-gotto

bar_12_672-458_resize

1935217676n

1139

The Day After

martedì 22 novembre 2011

Guatemala: serie di esplosioni dal vulcano Fuego

Oggi il vulcano Fuego, in Guatemala, è stato protagonista con delle forti esplosioni, emanando una colonna di cenere grigia oltre mille metri sopra il cratere. Quattro esplosioni sono state registrate dall'Istituto Nazionale di Sismologia, vulcanologia, meteorologia e idrologia (Insivumeh), che hanno generato un forte rumore, con onde d'urto sonoro udite a 10 km di distanza.

Secondo l'organo scientifico del Coordinatore nazionale per la riduzione dei disastri, le colonne di cenere espulsa si sono diffuse verso ovest ad una distanza di 15 chilometri. Il bollettino vulcanologico rilasciato dal Insivumeh indica che lungo i fianchi meridionali e a sud-ovest del vulcano si sono verificate delle valanghe costanti di blocchi di pietre accompagnate da rumori simili al passaggio di una locomotiva. Con un'altezza di 3.763 metri sopra il mare, il Fuego è considerato uno dei vulcani più imponenti in America Centrale e del territorio dei dipartimenti di Sacatepequez, Chimaltenango e Escuintla.

Il vulcano Fuego ha eruttato più di 60 volte negli ultimi 500 anni, producendo cadute di ceneri importanti sulla città e i villaggi circostanti. Ci sono stati anche flussi piroclastici e colate laviche. E' un pericolo costante per i numerosi villaggi che popolano le sue pendici. L'ultima eruzione importante è avvenuta nel 1974, che ha prodotto flussi piroclastici visibili da Antigua.

fonte: http://www.prensa-latina.cu/index.php?option=com_content&task=view&id=452357&Itemid=1

The Day After

Le coste della California stanno cedendo

Le pesanti piogge di domenica scorsa hanno causato il crollo di una grande strada della California, lasciando un vuoto lungo la scogliera.

Una parte di 274 metri di strada a sud di Los Angeles si è sbriciolata cadendo nell'Oceano Pacifico.

La strada era già stata chiusa ai pedoni e al traffico veicolare dopo che una crepa ha continuato a crescere nei mesi scorsi ad una velocità di quattro centimetri al giorno.

I funzionari chiedono i residenti di mantenere le distanze perché la strada rimane instabile.

Non ci sono state notizie di feriti o danni materiali nelle immediate vicinanze.

fonte: http://www.theweathernetwork.com/news/storm_watch_stories3&stormfile=california_coastal_road_coll_211111

The Day After

lunedì 21 novembre 2011

Messico: esplosione del vulcano Popocatépetl e cenere fino a 5 km nel cielo

Il vulcano Popocatepetl in Messico è esploso oggi, espellendo una raffica di cenere fino a 5 chilometri nel cielo, eruttando e distruggendo il duomo di lava creatosi sul cratere.

L’agitazione presso il Popocatepetl è cominciata venerdì scorso, con delle brevi emissioni di vapore dal cratere. L'attività del vulcano è stata segnalata come stabile e non vi è alcuna minaccia per le zone abitate al momento.Tuttavia, le autorità hanno esortato la gente a rimanere almeno a 10 km di distanza dalla zona. Il Centro Nazionale della prevenzione dei disastri messicano ha riferito che sul vulcano è avvenuta una serie continua di eruzioni moderate dal colosso di 5.450 metri distante solo 65 chilometri a sud-est dalla capitale messicana, Città del Messico.

Il Popocatépetl, conosciuto anche come Popo o Don Goyo, è uno dei vulcani più attivi del Messico. Dal 1354 sono state registrate 18 eruzioni. Attualmente la sua attività è moderata, ma costante, con emissioni di fumarole, composte da gas e da vapore acqueo, e da repentine e impreviste eruzioni minori di ceneri e materiale vulcanico. L'ultima eruzione violenta del vulcano fu registrata nel dicembre del 2000.

Se volete tenere sotto controllo il vulcano ecco i link alle webcam:

http://www.cenapred.unam.mx/popo/UltimaImagenVolcanI.html
http://www.cenapred.unam.mx/popo/ImgPopoSur.html
http://www.cenapred.unam.mx/images/popoTlamacas2.jpg

fonte: http://thewatchers.adorraeli.com/2011/11/20/mexico%E2%80%99s-popocatepetl-volcano-spewed-ash-5-kilometers-into-the-air/

The Day After

venerdì 18 novembre 2011

New York si prepara al peggio per i cambiamenti climatici del prossimo futuro…

New York sommersa dalle acque dell’Atlantico: sono molti i film che raffigurano la città della grande mela colpita da una catastrofe simile. Per gli scienziati quest’immagine non è poi così irrealistica e fantasiosa.

Secondo un nuovo rapporto scritto da 50 scienziati e pubblicato mercoledì dal New York State Energy Research e Development Authority alluvioni devastanti come quelle causate nello stato di New York dall’ uragano Irene e la tempesta tropicale Lee sono accadranno sempre più spesso entro il 2020, a causa dei cambiamenti climatici che stanno colpendo la zona. Le 600 pagine del rapporto, chiamato ClimAID, dicono ai newyorkesi che dovranno vedersela sempre più con estati più calde, inverni sempre più nevosi, gravi inondazioni e con una serie di altri effetti sull'ambiente, le comunità e la salute umana.

“In meno di un’ora – scrivono gli esperti – un terzo delle strade di New York potrebbe essere invaso dalle acque e queste a loro volta potrebbero inondare molti tunnel che portano a Manhattan” ma non solo. “L’innalzamento del livello del mare dovuto al cambiamento climatico potrebbe esporre pericolosamente Manhattan alle inondazioni durante forti tempeste. L’intera città potrebbe così subire le conseguenze del riscaldamento climatico“.

Il peggio potrebbe arrivare oltre il 2020: “se non si farà nulla per frenare il rapido scioglimento dei ghiacciai polari, le acque attorno a Manhattan e Long Island potrebbero innalzarsi fino a 25 cm, mentre nel 2050 l’aumento del livello del mare potrebbe arrivare a un metro. La maggior parte dei tunnel, delle metropolitane, delle autostrade e delle ferrovie che attraversano il Bronx e passano sotto il fiume Harlem e sotto l’East River sarebbero inondate in meno di un’ora. Naturalmente aree della città che oggi sono molto popolate diventerebbero inabitabili con l’innalzamento del livello del mare“. Lo studio prevede inoltre che le temperature medie annuali nello stato di New York saliranno da 4 a 9 gradi entro il 2080 e le precipitazioni aumenteranno dal 5 al 15 per cento, soprattutto in inverno. Altri effetti plausibili in seguito a questi cambiamenti climatici potrebbero essere i seguenti: le zone umide costiere sarebbero inondate di acqua salata, causando la diminuzione, se non scomparsa, di alcuni animali, come il salmone atlantico, così come alcuni tipi di frutta, come le mele, o piante come l’abete rosso, diminuirebbe la produzione di latte, e nascerebbero parassiti, insetti invasivi ed erbacce. Nei mesi estivi, questa situazione potrebbe esporre i newyorkesi a delle carenze energetiche con il rischio di black-out a causa della necessità extra per l'aria condizionata. Insomma, il clima potrebbe diventare per New York e dintorni un vero e proprio incubo nel prossimo futuro, con degli effetti a catena e danni incalcolabili…

fonte: http://online.wsj.com/article/APfb6b6cd4feea4038b8b7b38e01473197.html, http://nyserda.ny.gov/

The Day After

mercoledì 16 novembre 2011

Sciame sismico ai Caraibi: timore per una forte scossa

Sette terremoti hanno scosso le isole dei Caraibi negli ultimi giorni e una forte scossa si è verificata ad Haiti lunedi, sollevando preoccupazione tra gli esperti circa una probabile riattivazione sismica nella zona. "Per alcuni giorni abbiamo osservato un’attività insolita che sembra essere legata alla subduzione della placca tettonica dei Caraibi," secondo il sismologo Bruce Kleever in un’intervista a Prensa Latina. Sette scosse sono state percepite in territorio britannico d'oltremare a East dei Caraibi durante il fine settimana, secondo il Dipartimento Disaster Management delle Isole Vergini. "Gli eventi sismici sono stati di magnitudo 3,5-4,6 e potrebbere anche essersi sentiti a Porto Rico.

Stiamo seguendo da vicino la situazione nella zona ", ha detto Kleever. Una scossa di magnitudo 4,3  ha colpito il sud di Haiti, un anno, dieci mesi e due giorni dopo il peggiore sisma nella storia di questo paese. Nessun danno o decesso è stato segnalato finora, ma la gente è stata in preda al panico rivivendo l'incubo. Secondo l'esperto, il tremore potrebbe indicare un settore di attività sismica anche nella placca del nord dei Caraibi. Per anni, gli specialisti hanno temuto la probabilità di terremoti potenti e conseguenti tsunami nei Caraibi a causa della presenza nell'area di importanti focolai di pericoloso movimento tettonico. Uno di loro si trova vicino a Dominica, considerato il punto con il maggior numero di vulcani potenzialmente attivi nel mondo. Tuttavia, ha detto Kleever, non dovrebbe esserci panico per la popolazione. "Basta rimanere in allerta e prendere provvedimenti in caso di tremori," ha detto. I Caraibi non hanno attualmente un sistema di allarme tsunami. Tale dispositivo sarà probabilmente disponibile per il 2014. Almeno 88 tsunami si sono verificati nei Caraibi negli ultimi 500 anni, e il peggiore è avvenuto nel 1946, uccidendo circa 1.600 persone.

fonte: http://hisz.rsoe.hu/alertmap/site/?pageid=event_desc&edis_id=UGE-20111115-33052-MLC

The Day After

martedì 15 novembre 2011

Il terremoto di Messina ha risvegliato l’Etna: la 18ma eruzione dell’anno

Una nuova eruzione dell’Etna. Si tratta del 18esimo evento parossistico dall’inizio dell’anno, avvenuto tra le 12 e le 14 di oggi. La colata si è diretta verso la Valle del Bove. La nuova eruzione è avvenuta qualche ora dopo le scosse che si sono registrate tra le 6 e le 8 del mattino di cui la più forte è stata di magnitudo 4 nel messinese.

Etna 15 Novembre 2011 
I boati si son sentiti distintamente. La cenere sta ricadendo in tutti i comuni della fascia circostante. L’eruzione è avvenuta in ritardo rispetto alla “tabella di marcia” degli ultimi parossismi. Dal decimo in avanti più o meno se ne verificava uno ogni 10 giorni. In questo caso la finestra si è allargata a una ventina di giorni.
L’eruzione è stata intensa e le scosse di terremoto del mattino sembrano aver fatto da “acceleratore”.

fonte: http://www.cronacalive.it/nuova-eruzione-delletna-dopo-le-scosse-di-terremoto.html#ixzz1dmiVJHdK

The Day After

Congo: il vulcano Nyamulagira da spettacolo con fontane di lava alte 600 metri

Gli esperti dicono che il vulcano Nyamulagira si trova nel bel mezzo di quella che potrebbe essere la sua più grande eruzione di questo secolo, e i funzionari del Parco Nazionale Virunga sono ansiosi di sfruttare al meglio questa situazione per fini turistici.

Hanno invitato i turisti audaci a far trekking notturno presso un campo in una zona di sicurezza istituita vicino al Nyamulagira. Il sito è stato selezionato dal vulcanologo Dario Tedesco con l'Osservatorio Vulcanologico di Goma.

Il Nyamulagira è uno dei vulcani più attivi del mondo, ed  emette lava più di qualsiasi altro vulcano sul pianeta. Si conta che ha eruttato almeno 34 volte dal 1882, ed i funzionari dicono che l’eruzione in corso potrebbe durare giorni o mesi.

Un'eruzione simile nel 1989, continuò per nove mesi. Tuttavia, l'eruzione più recente nel gennaio del 2010 è durata solo pochi giorni.

L’eruzione in corso presso il vulcano Nyamulagira è iniziata il 6 novembre ed ha creato fontane di lava alte fino a 650 metri in aria.

Il Parco Nazionale del Virunga è sede di una delle ultime popolazioni al mondo di gorilla di montagna così come di elefanti, scimpanzé e ippopotami.

In una dichiarazione il parco ha detto che i fiumi di lava incandescente che scorrono lentamente a nord si trovano in una parte disabitata del parco e non sono pericolosi per il gorilla di montagna, che attira migliaia di visitatori ogni anno.

Grazie ad una collaborazione con gli esperti scientifici dall'osservatorio a Goma, questa è la prima volta che il parco ha offerto l'accesso turistico ad un'eruzione vulcanica.

fonte: http://au.ibtimes.com/articles/249060/20111115/congo-volcano-tourist-hotspot-photos-video.htm

The Day After

La terra trema a Messina e Reggio Calabria

Avvertite alcune scosse di terremoto alle prime luci dell’alba a Messina e Reggio Calabria. La terra ha tremato al largo delle coste tirreniche della Sicilia e in Calabria. La scossa più intensa, di magnitudo 4 è stata registrata alle 5.59 nel Messinese, ed è stata preceduta e seguita da uno sciame sismico (altre sei scosse meno forti).

map_loc_t110-450x369

L’epicentro è stato localizzato in mare, a circa 12 chilometri da Capo d’Orlando, a una profondita’ di 1,6 chilometri.

Non sono stati segnalati danni a persone o cose.

Una successiva scossa di magnitudo 3 è stata rilevata sulla costa calabrese meridionale alle 8.23. L’epicentro nel Reggino, tra Melito Porto Salvo e Rogudi.

fonte: http://messina.blogsicilia.it/la-terra-trema-a-messina-e-reggio-calabria/67949/

The Day After

domenica 13 novembre 2011

Terremoto Turchia 9 Novembre 2011: aggiornamento

Sono 40 le vittime del terremoto di assestamento avvenuto mercoledì scorso a Edremit, nel sud-est della Turchia. Il nuovo bilancio è stato pubblicato sul sito del premier turco Recep Tayyip Erdogan.



Almeno 30 persone sono state estratte vive nelle prime 24 ore dopo il terremoto. Il sisma di magnitudo 5.6 ha raso al suolo 25 palazzi: 23 di questi erano già disabitati dopo il precedente sisma del 23 ottobre, di magnitudo 7.2, che aveva provocato la morte di oltre 600 persone. Due alberghi erano invece occupati da giornalisti e soccorritori.

fonte: http://www.tmnews.it/web/sezioni/esteri/PN_20111112_00307.shtml

The Day After

giovedì 10 novembre 2011

Grecia: terremoto 5,1 a Patrasso, trema anche Atene

Un terremoto di magnitudo 5,1 è stato registrato nella zona occidentale della Grecia, con l'epicentro a 20 chilometri a nord est dal porto di Patrasso, nei pressi della località di Nafpaktos. La scossa è stata distintamente avvertita dalla popolazione anche perché s’è verificata ad appena 5 km di profondità ed è stato avvertito anche negli edifici più alti ad Atene. Le autorità stanno accertando eventuali danni, ma non ci sarebbero feriti. Centinaia, però, le chiamate ai vigili del fuoco.

fonte: http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Grecia-terremoto-magnitudo-51-a-ovest-di-Patrasso_312632618707.html

The Day After

mercoledì 9 novembre 2011

L’eruzione Surtsey e la nascita di un’isola: ecco cosa sta per accadere alle Canarie

Analizzare quella che è stata la famosa eruzione di Surtsey può darci l'idea di quella che potrebbe essere prossimamente la situazione presso l'isola di El Hierro dov’è in atto un’eruzione molto simile. Surtsey è un'isola vulcanica a largo della costa meridionale dell'Islanda.  L'eruzione vulcanica che formò l'isola di Surtsey, iniziò a 130 metri sotto il livello del mare e raggiunse la superficie il 14 novembre 1963.

L'eruzione probabilmente iniziò alcuni giorni prima e durò fino al 5 giugno 1967, quando l'isola raggiunse la sua massima estensione pari a 2,7 km².  All'inizio le eruzioni provenivano da tre diverse fratture del fondale, ma nel pomeriggio le tre fratture si erano unificate a formarne una sola di forma allungata lungo la direzione nord-est sud-ovest. Durante la settimana seguente, le esplosioni erano continue, e dopo solo pochi giorni la nuova isola, formata principalmente di roccia magmatica, misurava più di 500 metri di lunghezza e aveva raggiunto una altezza di 45 metri. Le eruzioni esplosive causate dal contatto dell'acqua con le bocche eruttive facevano volare rocce a chilometri di distanza dall'isola, e creavano colonne di polvere vulcanica alte fino a 10 km. Il vulcano sarebbe stato facilmente spazzato via dalla forza dell'acqua se nuovo magma non fosse continuato ad uscire continuamente.



Tuttavia, già all'inizio del 1964, le continue eruzioni avevano fatto crescere l'isola ad una altezza tale, che l'acqua non poté più arrivare facilmente alle bocche eruttive, e l'attività del vulcano perse gran parte del suo carattere esplosivo. Essa iniziò ad essere caratterizzata da flussi e fontane di lava. Questo portò alla formazione di uno strato di roccia dura estremamente resistente all'erosione, che permise all'isola di non essere spazzata via. Le
eruzioni effusive continuarono fino al 1965, quando ormai l'isola aveva una superficie di 2,5 km². Le eruzioni durano in totale tre anni e mezzo, emettendo un volume di lava pari a circa un chilometro cubico, e il punto più alto dell'isola raggiungeva i 174 metri sopra il livello del mare.

Non sappiamo se alle Canarie presso El Hierro le cose andranno esattamente così, e non conosciamo neanche le tempistiche. Quel che è certo è che la profondità del punto da cui è partita l’eruzione è più profonda, e quindi sicuramente la fase di nascita dell’isola impiegherà più tempo rispetto a quanto è accaduto a Surtsey.

fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Surtsey

The Day After

Turchia: scossa di terremoto 5.7 fa crollare altri edifici a Van

Una scossa di terremoto di una magnitudo di 5,7 sulla scala di Richter a soli 4,8 km di profondità, è stata registrata nell’est della Turchia, nei pressi di Van, una città drammaticamente colpita da un forte sisma il mese scorso dove sono morte più di 600 persone. Lo rende noto l’Usgs, il servizio geologico statunitense. La nuova scossa di assestamento ha fatto crollare 18 edifici tra cui un hotel di Van. Le 35 persone all'interno dell’hotel sono intrappolate tra le macerie. Lo riferisce l'emittente turca Ntv.

fonte: http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=158335

The Day After

martedì 8 novembre 2011

El Hierro: tra 70 metri l’eruzione raggiungerà la superficie

"Il mostro sta sorgendo dall'acqua", ha dichiarato ieri il quotidiano spagnolo La Provincia. Gli scienziati, nel frattempo, si stanno un po' più equilibrando circa il vulcano sottomarino a sud di El Hierro nelle isole Canarie, e ora credono che si trovi nella terza fase della sua eruzione. Le fontane d’acqua sono state sparate fuori dall'Atlantico fino a 20 metri in aria nei giorni scorsi. Oggi, alcuni residenti locali, anche visto pietre essere catapultate fuori dal mare.

Un vortice ribollente, largo decine di metri di diametro, è spumeggiante nell'oceano. Le misurazioni dimostrano che le acque circostanti ai vortici sono significativamente più calde.

Finora, il vulcano ha solo mostrato la sua potenza esplosiva sotto l'acqua. Ma ora le esplosioni a sud di El Hierro stanno raggiungendo la superficie. La lava si sta accumulando su una montagna sottomarina. Il fatto che l'eruzione sia in grado di sparare getti d'acqua in aria indica che questa montagna è in crescita e che il centro dell'eruzione si avvicina alla superficie. I geologi ritengono che la nuova terra potrebbe presto emergere dal mare, e gli isolani sono già alla ricerca di un nome per il nuovo territorio. Ci sono solo 70 metri per raggiungere la superficie, secondo gli esperti provenienti dalla Spagna del National Geographic Institute (IGN).

Ma quanto grande è il rischio per i residenti nelle vicinanze? Lo scorso fine settimana, centinaia di persone hanno dovuto lasciare le loro case nella parte meridionale di El Hierro, e le strade sono state chiuse. La gente del posto può letteralmente sentire l'odore del pericolo – male odoranti esalazioni di zolfo sono alla deriva attraverso l'oceano. L'Istituto di Vulcanologia delle Canarie, Involcan, ha riportato un triplice aumento dei livelli di anidride carbonica - un segnale d'allarme che ulteriori attività vulcanica può essere prevista.

fonte: http://www.spiegel.de/international/europe/0,1518,796612,00.html

The Day After

lunedì 7 novembre 2011

Spettacolare eruzione del vulcano Nyamuragira in Congo

Nella serata di ieri ha avuto inizio una spettacolare eruzione del vulcano Nyamuragira, in Congo. L’eruzione ha causato l’apertura di una fessura lunga 1 km da cui sono fuoriuscite fontane di lava. I rangers del parco sono stati i primi a segnalare l'eruzione. Un bagliore nel cielo è stato visto anche da osservatori a Goma durante la notte, ed è stata vista chiaramente dal quartier generale del parco. Sembra che l'eruzione non stia avvenendo dallo stesso vulcano, ma dal lato inferiore e a livello del suolo.

Non si tratta della zona del vulcano che i turisti visitano durante le escursioni per vedere il lago di lava, ma si tratta di un’apertura del vulcano di gran lunga più attiva e a nord. La maggior parte della lava scorre verso nord in una zona dove non si vive, quindi non dovrebbe provocare danni a persone o animali selvatici, anche perchè il flusso si sta muovendo lentamente.

Eruzioni come questa possono andare avanti per giorni, settimane o addirittura mesi.

Il Nyamuragira è considerato il vulcano più attivo in Africa ed ha eruttato più di 40 volte dal 1885. Il vertice una caldera di 2 km di diametro e 100 m di profondità. Il vulcano ha un diametro alla base di circa 20 km ed è quasi perfettamente simmetrica, e si estende su una superficie di 800 kmq a nord del lago Kivu.

fonte: http://gorillacd.org/2011/11/07/nyamulagira-volcano-erupts/, http://www.volcanolive.com/nyamuragira.html

The Day After

domenica 6 novembre 2011

U.S.A.: violenta e insolita scossa di terremoto in Oklahoma

Una forte scossa di terremoto ha colpito la parte centrale dello stato dell’Oklahoma, negli Stati Uniti. Secondo i primi rilievi, la scossa è stata di magnitudo 5.6. I danni peggiori si registrano in queste ore vicino al Lincoln County Emergency Management Department.

Aerial Photo of Bricktown and Downtown OKC.

Si tratta di una delle scosse più forti mai registrate nello Stato. La scossa è avvenuta alle 22.53 ora locale (4.53 di questa mattina in Italia). Secondo i geologi l’epicentro è stato localizzato a 71 km a nordest di Oklahoma City. E' stato avvertito fino al nord del Texas. La scossa ha fatto tremare lo stadio della Oklahoma State University di Stillwater, a circa 30 chilometri di distanza dall'epicentro, subito dopo una partita di football. Cittadini hanno riferito di alcune crepe apertesi su edifici dopo il terremoto, ad esempio nella città di Moore.
Una delle comunità più colpite è quella di Sparks tra Oklahoma City e Tulsa. Come precisa l’Usgs, il terremoto è stato molto superficiale, a soli 5 km di profondità. Per questo è stato avvertito molto chiaramente dalla popolazione. Nello Stato di Oklahoma un’altra scossa di terremoto di magnitudo 4.7 era già stata registrata alle 2:12 di ieri ora locale (le 8:12 in Italia), anche in questo caso senza vittime né danni particolari.

fonte: http://www.cronacalive.it/terremoto-5-6-negli-stati-uniti-in-stato-oklahoma.html#ixzz1cvT1lRbm

The Day After

El Hierro: l’eruzione surtseyana ha avuto inizio

Giungono notizie dalle Canarie che la fase surtseyana dell’eruzione a El Hierro è iniziata. Esplosioni di cenere miste ad acqua vengono espulse fuori dal mare ogni 30-40 minuti.

El Hierro

Le eruzioni surtseyane avvengono quando un magma di qualsiasi composizione viene eruttato da un vulcano la cui bocca si trova al livello dell' acqua; si ha in tal caso
un elevato numero di esplosioni continue con formazione di nuvole piroclastiche che assumono una forma particolare detta cipressoide o a coda di gallo. Il termine "surtseyano" deriva dall' Isola di Surtsey (Islanda) nata dal mare da un' eruzione con le caratteristiche sopra descritte.

Isola di Surtsey

fonte: http://earthquake-report.com/2011/09/25/el-hierro-canary-islands-spain-volcanic-risk-alert-increased-to-yellow/

The Day After

Canarie: l’eruzione a El Hierro è sempre più pericolosa

Le autorità delle Canarie hanno ordinato in serata agli abitanti di La Restinga, un comune dell'isola El Hierro, di evacuare, per la seconda volta in poche settimane, le proprie case nel timore di una possibile nuova eruzione vulcanica.

Jacuzzi eruttiva del 5 novembre 2011 - immagine della Presidencia del Gobierno de Canarias

Come scrive La Provincia sul suo sito web, la decisione è stata presa dopo una nuova eruzione sottomarina, con lapilli di magma che hanno raggiunto una altezza di circa 20 metri. Secondo gli esperti una scossa di terremoto non è da escludere nelle prossime ore.

Intanto i gas che escono dall’Oceano sono sempre più forti insieme ai terremoti che in questi giorni sono molto frequenti e molti hanno superato il magnitudo 4.0 Richter.

Materiale incandescente espulso dall'eruzione sottomarina

fonte: ansa.it

The Day After

venerdì 4 novembre 2011

Una devastante alluvione sommerge Genova

In 17 minuti, da mezzogiorno alle 12.17, Genova è stata travolta da un'alluvione. In quei minuti il livello del torrente Fereggiano è salito da un metro di altezza a quattro e il muro d'acqua ha invaso il capoluogo ligure, specie il quartiere Marassi, portando morte e distruzione.
In serata la prefettura fa il bilancio delle vittime: sei, tra cui due bambine, e un disperso. È comunque un bilancio provvisorio, il numero potrebbe salire.

Via Fereggiano, la strada della tragedia

Le vittime accertate sono una donna anziana rimasta schiacciata dalle auto travolte dall'acqua, una albanese di 28 anni con le sue due figlie, altri tre adulti, tra cui una donna giunta già esanime in ospedale. Sono tutti morti nella zona di via Fereggiano, dove è esondato l'omonimo torrente. E le previsioni del tempo non incoraggiano. La perturbazione interesserà anche il ponente ligure. La paura c'è. Sconsigliato mettersi in viaggio.
Da mezzanotte alle 13 sono piovuti sulla città 300 millimetri d'acqua, un terzo della quantità che cade in un anno.

Via Fereggiano, la strada della tragedia

Esondati anche i torrenti Bisagno e Sturla. Strade chiuse, sottopassi allagati, fiumi di fango sulle strade. In due istituti scolastici i ragazzi sono rimasti bloccati ai piani alti. Il sindaco ha deciso per domani la chiusura di tutte le scuole. Vigili del fuoco, vigili urbani e le forze dell'ordine impegnate al massimo anche nel levante e la nella bassa Valbisagno.

Allagato lo stadio di Marassi, con un metro e mezzo d'acqua, rinviata la partita Genoa-Inter in programma domenica alle 12.30.

Ecco un incredibile video che rende l’idea della tragedia avvenuta oggi a Genova:

fonte: http://www.unita.it/italia/maltempo-nubifragio-su-genova-br-piove-anche-in-lunigiana-1.348858

The Day After

mercoledì 2 novembre 2011

Vulcano El Hierro: rischio di grande eruzione imminente alle Canarie

Dopo una serie di scosse sismiche registrate nella giornata di ieri, l'isola di El Hierro nelle Canarie è a rischio di una nuova grande eruzione vulcanica. Una scossa di magnitudo 4.3 è stata registrata anche oggi. Tra la notte di lunedì e le prime ore di martedì sono stati registrati un totale di 31 terremoti, che hanno oscillato tra 1,5 e 3,9 gradi della scala Richter, secondo quanto comunicato dall’Istituto Geografico Nazionale (IGN).

fumarola-volcanica-EL-HIERRO-660x350

La maggior parte dei terremoti è avvenuto a nord-ovest della Frontera, nel nord dell’isola, ad una profondità tra i 15 ei 24 chilometri di profondità. Intanto a El Hierro é stato creato un “rifugio permanente” per dare assistenza alle persone che potrebbero essere evacuate in vista dell’imminente, perché prevista, eruzione vulcanica.

In particolare, la dotazione di questo campo, consiste in tende, cucine da campo e servizi per 2 mila persone e andranno a completare le installazione che eseguirà la Croce Rossa (per altre 2 mila – 2 mila 500 persone). Il trasporto verso l’isola di El Hierro sarà effettuato in due viaggi, il primo dei quali é già cominciato ieri sera. Nel frattempo il Governo delle Canarie raccomanda di non mangiare pesce pescato nelle zone colpite dall’eruzione vulcanica. L’autopsia dei pesci ritrovati morti nella zona hanno evidenziato lesioni gastriche, bolle di gas nella cornea, emorragie oculari, exophthalmia, la congestione in organi come vescica natatoria, fegato e branchie. Anche se, in linea di principio, le cause della morte dei pesci non dovrebbe causare malattie nelle persone, la Direzione della Sanità Pubblica del Ministero della Salute del Governo delle Canarie, continua a raccomandare, come misura precauzionale, di non consumare pesce pescato nelle zone colpite dall’eruzione vulcanica finché non si avranno i risultati delle indagini sulle contaminazioni che sono attualmente in esecuzione di pesci vivi catturati in quella zona.

fonte: corriere.it, http://notiziefresche.info/vulcano-canarie-el-hierro-possibile-eruzione-in-vista-e-allarme_post-130301/

The Day After

martedì 1 novembre 2011

Paura in Cina, terremoti in due zone: decine di case crollate

Due terremoti hanno scosso la Cina nelle prime ore del mattino del primo novembre. Un terremoto di 5.4 gradi della scala Richter ha colpito la zona di confine tra le province cinesi del Sichuan e del Gansu, nella zona occidentale del Paese, alle 5.58 ora locale. Lo ha riferito l'agenzia Nuova Cina.



L'epicentro del terremoto è stato individuato a circa 20 chilometri di profondità al confine tra la contea di Qinghchuan nella città di Guangyuan nella provincia del Sichuan e la contea di Wenxian nella città di Longnan nella provincia del Gansu.
Poco più di due ore dopo, alle 8.21 ora locale, un terremoto 6.1 della scale Richter si è verificato nella provincia nord occidentale dello Xinjiang, nelle contee di Yining e Gongliu. I terremoti hanno causato la distruzione di decine di case e ne hanno danneggiate diverse altre.
La Cea (China Earthquake Administration) ha ordinato alle amministrazioni locali di analizzare il terrotorio per individuare possibili danni e ha inviato un gruppo speciale di soccorso nello Xinjiang, dove la maggiore potenza del sisma ha generato maggiori preoccupazioni.

fonte: http://www.lettera43.it/cronaca/30172/paura-in-cina-terremoti-in-due-zone-zero-danni.htm, http://www.asca.it/news-CINA__SISMA_NELLO_XINJIANG__CROLLATE_DECINE_DI_CASE-1062662-ORA-.html

The Day After