lunedì 30 gennaio 2012

Forte scossa di terremoto 6,3 in Perù: feriti e case danneggiate

Una forte scossa di terremoto, di intensita' 6,3 della scala Richter, e' sta avvertita nei pressi della costa centrale del Peru'.

Non e' stata diffusa l'allerta tsunami ne' si hanno al momento notizie di danni o vittime.
L'epicentro e' stato localizzato a 39,2 chilometri di profondita', 15 chilometri a sud-est della localita' di Ica e 280 a sud-sudest della capitale Lima.

Al momento 70 persone risultano ferite. La maggior parte di queste persone sono state ferite durante la fuga le loro case.

Il sisma ha causato interruzioni di corrente e interruzioni di servizi telefonici a Ica, capitale della provincia di Ica, e nella vicina provincia di Pisco, ma il servizio è stato gradualmente riattivato, ha detto Protezione Civile.

Alcune case hanno subito crepe nella loro strutture, secondo le radio locali.

fonte: http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201201300816-ipp-rt10009-forte_terremoto_scuote_la_costa_centrale_del_peru

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sabato 28 gennaio 2012

Ecuador: colonne di cenere dal vulcano Sangay

Da Lunedi 23 gennaio 2012 c'è stata una intensificazione dell'attività del vulcano Sangay, in Ecuador, come indicato dalle relazioni dei piloti che hanno segnalato la presenza di cenere alla deriva dal vulcano verso S-SE.

Inoltre, le immagini satellitari del 24 gennaio mostrano la presenza di anomalie termiche presso il vulcano. Sangay è uno dei vulcani più attivi in ​​Ecuador, in attività di frequente dal 17 ° secolo quando fu scoperto. Il vulcano è conosciuto per l'esplosione di dense nubi di cenere, che dal 1976 ha costruito una cupola. Tuttavia, grazie alla sua posizione molto remota, all'estremità orientale della cordigliera delle Ande, il monitoraggio è limitato a occasionali osservazioni sul campo e osservazioni da aerei e da satellite.

fonte: http://hisz.rsoe.hu/alertmap/site/?pageid=event_desc&edis_id=VA-20120127-33937-ECU

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Terremoto in Giappone: scossa di 5.5 spaventa Tokyo

Un forte scossa di terremoto, con magnitudo 5.5, è stata registrata in Giappone. Il sisma, avvertito nella parte orientale del Paese, è stato registrato alle 7.43 ora locale (le 23.43 in Italia) e sentito anche a Tokyo.

Lo ha riferito l'emittente pubblica Nhk precisando che al momento non ci sono notizie di danni o persone coinvolte e che non è stato diramato nessun allarme tsunami. Il servizio geologico degli Stati Uniti (Usgs) ha classificato la scossa a magnitudo 5.2 e  ha localizzato l'ipocentro a 26,4 chilometri di profondità e l'epicentro a 36 chilometri a Est di Kofu, capoluogo della prefettura di Yamanashi, e a 73 dalla capitale Tokyo.

fonte: http://www.lettera43.it/attualita/37951/giappone-terremoto-di-magnitudo-55-nell-est.htm

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Terremoti nel nord Italia: per l'Ingv ci saranno nuove scosse, forse anche più forti

"Siamo in presenza di uno sciame sismico ed è possibile che ci siano altre scosse dopo quella di oggi, anche più forti", ha detto all'agenzia Agi il sismologo dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia Salvatore Barba.

Secondo il sismologo anche se la scossa nei pressi di Corniglio è stata di magnitudo elevata (5.4) e alta profondità (60.8 km), nella zona in questione "sono possibili magnitudo anche più forti, fino a 6 gradi Richter". L'alta profondità (maggiore di circa 30 km rispetto alla media), infatti, ha attutito l'effetto. "Ricordiamo che all'Aquila la profondità fu di appena 7 chilometri" ha affermato Barba.

La scossa di oggi potrebbe confermare la teoria dell'Ingv, dato che arriva a due giorni da un altro terremoto nel Reggiano. Quest'ultimo aveva avuto magnitudo più bassa (4.9) ma minore profondità (33 km). Il terremoto era stato localizzato nel comune di Brescello, a circa 70 km da Corniglio. Nella relazione dell'Ingv, stilata ieri, l'istituto ricordava che la zona non era stata interessata da sismicità nei precedenti tre mesi e che la scossa del 25 Gennaio era il più forte evento sismico dal 1996.

Anche oggi, come nei casi dei giorni scorsi nel Veronese e poi nel Reggiano, all'origine della scossa è stato il movimento della Placca Adriatica. Resta questo l'unico legame fra gli eventi sismici degli ultimi giorni.
A Nord-Est la placca Adriatica spinge verso l’Europa e in questo movimento scorre sotto le Alpi, generando terremoti nella zona di Verona e poi verso il Friuli e le Prealpi; scendendo in direzione Sud, invece, si piega gradualmente sotto l’Appennino, inarcandosi. E’ stato questo movimento a generare il terremoto nel Reggiano, in un’area più vicina alla pianura e con una pericolosità sismica classificata come medio-bassa, così come oggi ha colpito un’area più vicina ai rilievi e classificata con una pericolosità medio-alta.

fonte: ansa.it, skytg24, http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-01-27/sismologo-scosse-assestamento-corso-174035.shtml?uuid=Aai72KjE

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venerdì 27 gennaio 2012

Etna: forti emissioni di cenere dal cratere di sudest

Oggi l’Etna è tornato a farsi notare. Alle ore 12:24 è avvenuta una forte emissione di cenere a carattere impulsivo dalla bocca del nuovo cono del Cratere di Sud-Est.


(foto: Marco Di Marco ©)

L'esplosione ha formato un grosso bolo di cenere che si è innalzato a forma di fungo per alcune centinaia di metri al di sopra dell'orlo craterico, per poi essere sospinto dai venti verso Est. Dalle immagini della telecamera termica dell'INGV-OE si nota che è stato emesso materiale caldo. Dai segnali in tempo reale dell'INGV al momento non si sono viste variazioni sostanziali nell'ampiezza del tremore vulcanico.
Alle ore 13:33 è avvenuta poi un'altra esplosione con fenomenologia molto simile alla precedente e dagli ultimi aggiornamenti alle ore 18:00 sono stati osservati altri sei eventi esplosivi pressoché identici ai due precedenti.

fonte: http://www.etnawalk.it/News/Read/72/emissioni-di-cenere-dal-cratere-di-sudest--last-update-18-47-utc-1-

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Nuova forte scossa di terremoto in nord Italia: magnitudo 5.4

Una nuova forte scossa di terremoto si è verificata con epicentro in provincia di Parma. La scossa è stata percepita distintamente in tutto il nord Italia, dalla Lombardia al Veneto. La scossa è stata avvertita anche in tutto il Friuli Venezia Giulia, da Pordenone e Udine a Trieste. Hanno tremato anche Genova e gran parte della Liguria. Paura a Milano con evacuazioni di edifici per sicurezza, e in altre città.
Un terremoto di magnitudo 5.4 secondo le primissime stime dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) ed è avvenuto alle 15 e 53 a circa 60,8 chilometri di profondità nella provincia di Parma, nella zona di Corniglio e Berceto. Il distretto sismico è quello di Frignano.

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La scossa di terremoto ondulatoria è stata sentita fino in Trentino. Il fenomeno è stato percepito anche a Trento, soprattutto nei piani alti delle abitazioni. Non si hanno al momento notizie di danni a cose o persone. Si tratta dell'ultimo fenomeno sismico di una serie iniziata due giorni fa nel Nord Italia. Infatti nell'emiliano, c'era stata un'altra forte scossa di magnitudo 4.9, ma con una profondità molto minore, 33.2 chilometri.

fonte: http://www.tmnews.it/web/sezioni/top10/20120127_161718.shtml, corriere.it

Grecia: nuova forte scossa avvertita a Creta

Una nuova scossa di terremoto di intensita' pari a 5,2 gradi sulla scala Richter, secondo l'Istituto Geodinamico di Atene, e' stata registrata la scorsa notte alle 03.33 locali (le 02:33 in Italia) al largo dell'isola di Creta, a 46 chilometri a sud-est di Santorini. Nella stessa zona era stata registrata ieri mattina una prima forte scossa, di intensità 5,3 gradi sulla scala Richter. L'epicentro del sisma e' stato localizzato a 13 chilometri di profondita'.

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Parlando alla stazione radio Skai, il direttore dell'Istituto di Ricerche Geodinamiche, Gerassimos Papadopoulos, ha spiegato che "succede spesso di avere due terremoti in breve tempo" e ha rassicurato che anche quest'ultima scossa non e' da collegare all'attivita' sismica registrata negli ultimi giorni nella zona di Santorini. Stando alle prime notizie, il terremoto ha provocato il ferimento di due persone.

fonte: http://ansamed.ansa.it/ansamed/it/notizie/stati/grecia/2012/01/27/visualizza_new.html_70117840.html

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giovedì 26 gennaio 2012

Messico: esplode il vulcano Popotatepetl, cenere a 3km

Nel corso delle ultime 24 ore il sistema di monitoraggio del vulcano Popocatepetl ha registrato 11 esalazioni di bassa intensità, accompagnate da emissione di gas e vapore acqueo. Ieri alle 10:10 ora locale è avvenuta un'esplosione accompagnata da una moderata colonna di cenere, che ha raggiunto un'altezza di circa 3 km in direzione nord-est.

Al momento il vulcano presenta una debole ma costante emissione di vapore acqueo e gas. Il livello di allerta resta in giallo. Viene mantenuta la probabilità dei seguenti scenari: esalazioni moderate, in parte con emissioni di cenere, esplosioni sporadiche di bassa o moderata probabilità di emissione di frammenti incandescenti a pochi passi dal cratere e la luce incandescente nel cratere del vulcano osservata durante la notte.

Non risulta necessario al momento evacuare la popolazione della aree circostanti del vulcano, ma le autorità consigliano di mantenersi a distanza di un raggio di 12 km attorno al cratere per sicurezza.

fonte: http://www.cenapred.unam.mx/cgi-bin/popo/reportes/ultrep.cgi

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Terremoti del 25 gennaio in nord Italia: la spiegazione degli esperti

È stato il movimento della placca Adriatica a generare sia i terremoti avvenuti durante la notte scorsa nel Veronese, sia il terremoto di magnitudo 4.9 registrato alle 9,06 di questa mattina nella provincia di Reggio Emilia e seguito da due repliche, entrambe di magnitudo 2.3. Questo, spiegano gli esperti dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), è l'unico legame tra i due fenomeni. Verso Nord-Est la placca Adriatica spinge verso l'Europa e in questo movimento scorre sotto le Alpi, generando terremoti nella zona di Verona e poi verso il Friuli e le Prealpi.

Scendendo in direzione Sud la placca ricomincia a innalzarsi all'altezza del Po e poi si piega nuovamente sotto l'Appennino, inarcandosi. «Il terremoto di magnitudo 4.9 avvenuto oggi nella zona di Reggio Emilia è stato generato da questo tipo di movimento», osserva il sismologo Alessandro Amato, dell'Ingv. Sempre a causa di questo movimento, in questa zona i terremoti sono più profondi, mentre diventano più superficiali (fra 10 e 15 chilometri) spostandosi ancora più a Sud, nel punto in cui la placca incontra il movimento dell'Appennino. Sono meccanismi e movimenti, rileva Amato, che si stanno studiando da appena una ventina di anni, con stazioni sismiche e reti Gps. Alla luce di queste conoscenze, entrambe le aree sono considerate di pericolosità sismica medio-bassa. «Il livello di pericolosità attribuito ad una zona - ha spiegato la sismologa Giovanna Cultrera, dell'Ingv - è quello rispetto al quale è opportuno essere preparati in qualsiasi momento, indipendentemente dal verificarsi o meno di terremoti o sequenze». Il terremoto avvenuto oggi a Reggio Emilia è stato il più forte dal 1996 nell'area compresa entro 30 chilometri dall'epicentro, ossia dai comuni di Brescello, Poviglio e Castelnovo di Sotto. Più a Sud, invece, il 23 dicembre 2008 era avvenuto un terremoto di magnitudo 5.2, ad una profondità di 30 chilometri, confrontabile a quella del terremoto di oggi. Sia l'area del Veronese sia la zona di Reggio Emilia sono considerate a bassa pericolosità sismica, ma non sono nuove ai terremoti, come testimoniano le ricostruzioni basate sulle testimonianze storiche degli ultimi mille anni, che permettono di dedurre la violenza dei terremoti passati dalla documentazione dei crolli. Nella zona di Verona l'ultimo grande terremoto, confrontabile al decimo grado della scala Mercalli, era avvenuto nel 1117, e in generale in questa zona i terremoti sono più rari ma hanno una potenza maggiore. Nell'area di Reggio Emilia, e soprattutto scendendo verso l'Appennino, le testimonianze storiche mostrano che i terremoti sono stati invece più frequenti e meno violenti (i più forti hanno avuto effetti che corrispondono all'ottavo grado della scala Mercalli). Il più significativo in questa zona risale al 1832, con un'intensità fra il settimo e l'ottavo grado Mercalli. Come è accaduto per il terremoto di oggi, anche quel sisma è stato avvertito in un'area molto estesa, da Parma e Bologna a Milano e Torino, fino a Venezia e Verona, Pisa e Genova.

fonte: http://www.leggo.it/news/cronaca/scosse_generate_dalla_placca_adriatica/appr/162.shtml

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mercoledì 25 gennaio 2012

Terremoto nel nord Italia: la conta dei danni

Nel Parmense il bilancio, ancora provvisorio, è di due persone ferite in modo lieve: sono due anziani caduti dalle scale mentre stavano allontanandosi dalle proprie abitazioni subito dopo la scossa. Sono proseguite per tutto il pomeriggio le verifiche dei tecnici della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco per mettere in sicurezza cornicioni e comignoli pericolanti: attenzione particolare è stata rivolta alla Reggia e alla vicina chiesa di San Liborio a Colorno, paese a poca distanza dalla zona dell’epicentro, dove sono caduti molti calcinacci e parte di un balcone.

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La scossa di terremoto è stata avvertita stamani anche nel Bergamasco, dove ha provocato lievi danni ad alcune scuole di città e provincia. In mattinata, una cinquantina di scuole sono state fatte evacuare in via precauzionale. Vigili del fuoco e tecnici della Provincia di Bergamo sono al lavoro per verificare la stabilità degli edifici in cui sono comparse delle crepe sui muri. Richieste d’intervento sono giunte, tra gli altri, dal liceo classico Sarpi di Bergamo, dall’istituto Ivan Piana di Lovere e dall’istituto Ambiveri di Presezzo, dov'è stato chiuso un tunnel di collegamento tra due edifici.

Dichiarati lievi danni anche a Milano. Una delle tre scuole del Comune di Milano su cui vigili del fuoco e tecnici hanno svolto approfondimenti è risultata inagibile.

fonte: leggo.it

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Forte terremoto in Emilia: trema tutto il nord Italia

Una forte scossa di terremoto, poco dopo le 9 del mattino ha interessato il Nord Italia ed è stata distintamente avvertita dalla Lombardia al Veneto. La scossa, di magnitudo 4.9 ha avuto epicentro a Poviglio, in provincia di Reggio Emilia, a una profondità di 33,2 chilometri ed è stata avvertita nelle province di Mantova, Parma e Reggio Emilia.

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Il terreno ha tremato per qualche istante, allarmando i cittadini che hanno iniziato a telefonare ai Vigili del Fuoco. L'Istituto di Geofisica l'ha registrata alle 9:06 e l'ha definitiva significativa. A Milano alcuni edifici sono stati fatti evacuare e molte persone si sono riversate per le strade. In molti casi è stato infatti attivato il sistema di allarme che ha lanciato l'ordine di evacuazione. La scossa è stata sentita distintamente anche in Piemonte e in Emilia, nelle province di Parma e Reggio Emilia, dove in alcune abitazioni sono cadute suppellettili.

La scossa è stata avvertita ai piani alti delle case anche in Toscana, in particolare a Firenze e nella Toscana nord-occidentale, nelle province di Lucca e Massa Carrara. E anche in Trentino Alto Adige i vigili del fuoco di Bolzano hanno ricevuto una serie di chiamate di cittadini preoccupati.

fonte: corriere.it

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Terremoto 4.2 a Verona: trema tutto il Veneto

Un terremoto di magnitudo 4.2 della scala Richter è stato registrato poco prima dell'una di questa notte in provincia di Verona. Il terremoto è stato abbastanza forte dall'essere percepito nettamente dalla popolazione e questo ha creato qualche episodio di panico e diverse telefonate ai centralini della protezione civile, ma fino a pochi minuti dopo la scossa non si hanno fortunatamente notizie di danni a persone o a cose.

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La scossa di terremoto è stata registrata dagli strumenti dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) che hanno in pochi minuti elaborato i dati sull'intensità della magnitudo del sisma e la profondità dell'ipocentro. Alla scossa, che ha diffuso un certo grado di preoccupazione tra la popolazione di Verona e provincia, ne è seguita a poca distanza una minore, di assestamento di magnitudo 2.1 della scala Richter. E' stata molto ampia, come spesso accade per una scossa di terremoto in val padana la zona in cui il sisma è stato percepito. Da Venezia a Crema, con diversa intensità chiaramente, l'eco del terremoto ha svegliato diverse persone e scosso la serata di quelle ancora in piedi poco prima dell'una di notte e verso l'una e venti. In ogni caso non si sono al momento registrate vittime né feriti, solo danni a edifici particolarmente vetusti o male manutenuti. In ogni caso la scossa principale del terremoto, quella registrata alle 00:54 di questa notte e che ha interessato tutto il distretto delle Prealpi Venete, è stata anche piuttosto superficiale (solo 10,3 km di profondità) amplificando l'effetto di percezione e la forza del terremoto in superficie. La scossa è stata sentita distintamente anche a Como, specie dalle persone che abitano nei palazzi più alti.

Le prime segnalazioni di danni per il forte terremoto arrivano da Sant'Ambrogio, soprattutto dalla chiesa di Sant'Ambrogio di Valpolicella.

A Parona, invece, si segnalano crepe sui muri di alcuni edifici.

fonte: http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2012/1/25/TERREMOTO-VERONA-Scossa-di-oltre-4-gradi-in-Veneto/235244/, ansa.it

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lunedì 23 gennaio 2012

L'aumento delle temperature potrebbe creare tsunami nella regione artica

Tsunami come quelli che hanno colpito Sumatra o il Giappone non hanno nulla a che fare con il cambiamento climatico. Sono fenomeni geologici. "Tuttavia, il processo di aumento delle temperature nella regione artica è in grado di produrre una serie di eventi che collegano il disgelo con le onde giganti", ha spiegato Angelo Camerlenghi, ricercatore che parteciperà quest’anno e nel 2013 a delle spedizioni nell'Artico per valutare il rischio di questa catena di eventi.

7.000 anni fa, uno tsunami ha devastato le coste della Norvegia, della Scozia e delle Isole Faroe. "La causa è stata una valanga di sedimenti sotto il mare, migliaia di metri cubi oltre 300 km nel Mare di Norvegia, il cosidetto scorrimento di Storegga," dice Roger Urgelés, ricercatore presso l'Istituto di Scienze Marine (CSIC). Secondo alcuni geologi, la frana è stata causata dalle scosse e dal rilascio di gas prodotti durante il disgelo, quando il ghiaccio preme sul fondo del mare e la temperatura sale.

Questo è il possibile collegamento tra riscaldamento globale e maremoti generati da frane sottomarine. Questa possibilità è ancora più inquietante se si pensa che i cambiamenti climatici spingono la popolazione a vivere sempre più vicino alle zone dell’Artico, dice il geologo, e questo aumenterà il numero delle persone esposte al rischio.

"In Artico ci sono situazioni di grande instabilità, in alcuni sedimenti", spiega Camerlenghi. Durante i periodi di massimo glaciale, il ghiaccio, "come un bulldozer", trasporta sedimenti dalla piattaforma continentale, l'area sommersa vicino alla costa, verso l'area di scarpata continentale, con un inclinazione verso l'abisso, dove vengono depositati sedimenti più fragili. Quando la calotta di ghiaccio viene rimossa, la crosta ha meno pressione - "come se dovesse gonfiarsi," dice Camerlenghi - il che provoca i terremoti. Allo stesso tempo, l'aumento della temperatura fa sì che il metano conservato passi ad uno stato solido, occupando un volume 160 volte maggiore", spiega Urgelés. La combinazione di questi fattori può portare al crollo dei sedimenti lungo il pendio. Questo processo non si verifica nei ghiacci antartici perché non ci sono vecchi sedimenti, e le pendenze sono stabilizzate.

Anche se altri ricercatori hanno definito improbabile ma non impossibile questa sequenza, Camerlenghi ritiene importante esplorare il fenomeno. Lo spostamento di Storegga è stato studiato dalla società che operava nel campo sottostante, e il team Camerlenghi ha rilevato tracce di valanghe prima di altri. Ma la spedizione che partirà quest'anno con le navi spagnole, e che continuerà con i tedeschi coinvolgendo scienziati provenienti da cinque paesi, sarà la prima dedicata esclusivamente a questo tema.

fonte: http://www.elperiodicomediterraneo.com/noticias/sociedad/el-aumento-de-las-temperaturas-puede-crear-tsunamis-en-artico_712833.html

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sabato 21 gennaio 2012

Forte sisma al largo del Messico: finestre rotte e tanta paura

Un terremoto di magnitudo 6.2 della scala Richter è stato avvertito nella parte meridionale del Messico e nei paesi limitrofi, in particolare in El Salvador.



L'epicentro del sisma è stato registrato dagli istituti di sorveglianza geologica Usa a una profondità di 66 chilometri e a una distanza di circa 57 chilometri a sud-sudest di Mapastepec, nella regione del Chiapas, ma è stato chiaramente avvertito anche a San Salvador, capitale dello stato di El Salvador. La scossa ha provocato la rottura di vetri di finestre a Tuxtla Gutierrez e fatto scendere le persone spaventate nelle strade in molte località costiere.

Si stima che almeno 89.000 persone hanno sperimentato una forte scossa, mentre 1.053.000 persone l’hanno avvertita in modo moderato.

fonte: http://www.agi.it/rubriche/ultime-notizie-page/201201212049-est-rom0081-messico_terremoto_magnitudo_6_2_a_largo_costa_meridionale, http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/articoli/articolo1034672.shtml

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venerdì 20 gennaio 2012

Il nuovo vulcano sottomarino di El Hierro si trova ora a 130 metri dalla superficie

Secondo gli ultimi studi condotti dagli scienziati della nave di ricerca 'Ramón Margalef', appartenente all'Istituto oceanografico spagnolo (IEO), la cima del nuovo vulcano sottomarino presso l’isola di El Hierro si trova 130 metri di profondità.

Le misurazioni sono state effettuate tra il 10 e l’11 gennaio, e ci hanno permesso di apprezzare sia l'aumento in altezza e che del volume del cono.

I ricercatori hanno scoperto che il volume dell'eruzione copre quasi la scarpata occidentale Compleo del canyon sottomarino, con depositi che sono arrivati fino a 2.000 metri di profondità.

Complessivamente si calcola che il vulcano abbia espulso un totale di 145 milioni di metri cubi di materiale.

fonte: http://www.elmundo.es/elmundo/2012/01/20/ciencia/1327054239.html

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Un forte terremoto 5.6 in Iran causa molti feriti

Una forte scossa di terremoto di magnitudo 5.6 e profondità 10.4 km si è verificata nella parte nord-orientale dell’Iran. L’epicentro – secondo quanto si apprende da un bollettino pubblicato sul sito dell’Us Geological Survey – stato localizzato a 61 km a ovest di Macshhad e 112 km a est di Sabzevar.

L’evento sismico si è verificato alle 04:05 pm del 19/01/2012 (ora epicentro) mentre in Italia erano le 01:35 pm. Fra le città prossime all’epicentro vi sono Chenaran nella regione del Razavi Khorasan che ha una popolazione di circa 40.000 abitanti e Nishapur (detta anche Neyshabur, in persiano نیشابور) che conta circa 200.000 abitanti (se si conta la sua area metropolitana supera i 400.000 abitanti) ed è una delle città principali dell’Iran dal punto di vista industriale, politico e culturale. Piú di 230 persone sono rimaste ferite in seguito alla scossa.

fonte: http://italian.ruvr.ru/2012/01/20/64272852.html, ansa.it

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Colombia: il vulcano Cerro Machin si sta agitando

Un aumento dell'attività sismica è stata osservata presso il vulcano Cerro Machin in Colombia. Lo ha confermato il colombiano Geological Survey, che ha indicato che nell'ultima settimana il Cerro Machin è stato scosso da tremori vulcanici, associati a una frattura di roccia all'interno dell'edificio vulcanico.

Il terremoto di maggiore intensità durante la settimana è stato 0,73 della scala Richter, che corrisponde ad un evento registrato il 15 gennaio alle 03:21 (ora locale). Il Geological Survey colombiano continua a monitorare l'evoluzione dei fenomeni vulcanici in modo tempestivo e segnalare cambiamenti che possono verificarsi. Circa 20.000 persone vivono nelle vicinanze del vulcano.

fonte: http://www.latarde.com/colombia/91-notas-nacionales/54241-latarde.html

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venerdì 13 gennaio 2012

Costa Rica: il vulcano Turrialba entra in eruzione

Ieri in Costa Rica, 12 Gennaio 2012, verso mezzogiorno, il vulcano Turrialba ha iniziato una abbondante emissione di ceneri, gas e vapori da un'area compresa tra il cratere centrale e sud-ovest, dove si è aperto uno spazio nuovo di parecchi metri diametro in tre ore.

Si stima che la colonna di cenere sia arrivata a 200 metri sopra il cratere diffondendosi verso ovest. Queste informazioni sono state divulgate alla Commissione di emergenza nazionale che sta prendendo gli opportuni provvedimenti. Si stima che la temperatura delle fumarole durante la mattina era di circa 550 gradi Celsius.

Il Chief Operating Officer della Commissione Emergenza Nazionale (CNE), Walter Fonseca, ha detto che il Parco nazionale del vulcano Turrialba è stato chiuso al pubblico nel pomeriggio, poco dopo la comparsa delle eruzioni.

L'ultima attività eruttiva del grande vulcano Turrialba è avvenuta  nel gennaio 2010, quando un'eruzione freatica ha aperto un divario nel cratere di sud-ovest. In precedenza, il vulcano ha eruttato tra il 1864 e 1866.

fonte: http://www.ticovision.com/cgi-bin/index.cgi?action=viewnews&id=8274

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martedì 10 gennaio 2012

Indonesia, terremoto di magnitudo 7.3 al largo di Sumatra: allarme tsunami

Un sisma di magnitudo 7.3 ha scosso i fondali al largo della costa occidentale di Sumatra. L’USGS localizza l'epicentro a 29,1 km di profondità. Il governo indonesiano ha lanciato un allarme tsunami, secondo quanto riportato da un portavoce dell'Indonesian geological agency.

Nel 2004 un terremoto provocò un'onda anomala che colpì tutto l'Oceano Indiano. I morti furono 230 mila. L'allarme tsunami non sembra essere particolarmente grave fortunatamente. Lo afferma la sismologa Lucia Margheriti dalla sala operativa dell'Ingv. Non si tratta, precisa l'esperta, di un evento comunque «paragonabile al terremoto e allo tsunami che colpirono Sumatra nel 2004». Margheriti ha spiegato come, sulla base dei primi dati registrati dalla rete Ingv, «sia stata stimata la durata della sorgente sismica, e da questo dato si può risalire all'energia che l'evento ha rilasciato. I nostri dati - ha sottolineato - non indicano una quantità di energia rilasciata eccezionale». Notizie rassicuranti arrivano anche dal Pacific Tsunami Warning Center basato alle isole Hawaii. Il centro americano precisa che «una minaccia di tsunami distruttivo e generalizzato non esiste sulla base dei dati storici».

fonte: corriere.it

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venerdì 6 gennaio 2012

Cile: innalzato il livello di allerta per il vulcano Lascar

Il governo del Cile ha dichiarato lo stato di allerta per il vulcano Lascar in seguito a una serie di scosse nella regione settentrionale di Antofagasta, sede di alcune delle più grandi miniere di rame del mondo.

Il governo ha chiesto alle autorità locali di prepararsi per una possibile escalation dell'attività vulcanica che potrebbe minacciare i minatori e gli abitanti, compresi i turisti nella città di San Pedro de Atacama.

L'ultimo rapporto sul vulcano Lascar afferma che oltre 300 piccoli terremoti si sono verificati presso il vulcano nelle ultime 26 ore. Tuttavia, non ci sono state indicazioni di un aumento dell'attività fumarolica del vulcano. Il vulcano Lascar ha il potenziale per produrre una grande colonna eruttiva, come avvenne con l' eruzione del 1993, che inviò cenere ad est di Buenos Aires, con flussi piroclastici che potrebbero raggiungere le città vicine, come Talabre. Il vulcano ha attraversato una serie di cicli di notevole attività esplosiva negli ultimi 43.000 anni di storia.


L’eruzione del vulcano Lascar nel 1993

fonte: http://www.bloomberg.com/news/2012-01-05/chile-declares-alert-at-volcano-in-northern-copper-region.html

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giovedì 5 gennaio 2012

Etna: le immagini della prima spettacolare eruzione dell’anno

L’Etna ha cominciato il 2012 nel migliore dei modi, esibendosi con una delle sue più belle eruzioni degli ultimi anni. Ecco una serie di immagini che la rappresentano:

Qui potete trovare un video eccezionale sull’eruzione:

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Etna: ecco la prima eruzione del 2012

Si è conclusa la prima eruzione del 2012 sull'Etna. Come le 18 attività dello scorso anno, quasi tutte a carattere stromboliano, ovvero caratterizzate da esplosioni, fontane di lava, emissione di cenere nera e la fuoriuscita di una colata, è durata alcune ore. Ma, secondo gli studiosi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Catania, è stata ad alta criticità, nella zona sommitale.

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La colata di lava c'e' stata nella zona sommitale dell'Etna ed è stata registrata alle ore 4.34 dalle reti di monitoraggio dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. La colata ha origine dal Nuovo Cratere di Sud-Est. L'attività stromboliana dell'Etna, la prima del 2012, ha dato vita ad una colonna di cenere alta più di 5.000 metri che, in assenza di vento, si e' aperta ad ombrello in direzione Sud Ovest. I voli nell'aeroporto di Catania sono stati regolari. La lava emessa dal vulcano si e' diretta verso la desertica Valle del Bove, lontano dai centri abitati. L'attività stromboliana dell'Etna è divenuta più intensa intorno alle 22 di ieri sera. L'Istituto di Geofisica e Vulcanologia di Catania, che tiene sotto controllo l'Etna, non ha registrato scosse sismiche ma solamente un aumento del tremore.

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fonte: ansa.it, youreporter.it

The Day After

mercoledì 4 gennaio 2012

Un super-vulcano in Germania sta dando segni di risveglio?

Sale la preoccupazione in mezza Europa per il possibile risveglio dell'enorme vulcano di Laacher See, nei pressi di Bonn, in Germania. A lanciare l'allarme sono stati degli scienziati intervistati dal Daily Mail, dopo una serie di segnali, tra cui uno sciame sismico che si è abbattuto sulla zona negli ultimi mesi, che potrebbe preannunciare un'eruzione.

Nascosto sotto il tranquillo lago di Laacher See, il vulcano erutta ogni 10/12mila anni e, calcolando che l'ultima colata risale a 12.900 anni fa, l'ipotesi non sembra così remota. Le conseguenze potrebbero essere devastanti, con imponenti evacuazioni di massa e un sensibile raffreddamento globale innescato dall'oscuramento del sole per la nube di cenere. Gli effetti potrebbero farsi sentire anche all'estero, a Parigi, Londra e su tutta l'Italia settentrionale.
Secondo gli studiosi il vulcano potrebbe espellere miliardi di tonnellate di magma, con una potenza simile a quella del vulcano Pinatubo, nelle Filippine, che nel 1991 segnò la più potente eruzione del ventesimo secolo.

Dobbiamo quindi aspettarci la catastrofe? O forse il panico è esagerato e senza vere basi scientifiche? Erik Klemetti, famoso vulcanologo, poco dopo la pubblicazione dell’articolo del Daily Mail che ha fatto il giro della rete, si è sentito in dovere di lanciare l’allarme bufala: “Non c’è fonte per la cadenza eruttiva regolare ogni 12 mila anni, e sappiamo bene che usare intervalli non correttamente formulati non è esattamente come dire che il Laacher è pronto per un eruzione”. Per quanto riguarda le bolle di gas che ha fatto scattare l'allarme, dipenderebbe solo dal fatto che il Laacher, in quanto lago vulcanico effettivamente attivo, emette bolle di continuo ”da secoli”.

Insomma, la notizia data dal Daily Mail potrebbe essere priva di fondamento e di fonti attendibili. Il rischio della disinformazione in questi casi è sempre dietro l'angolo. Sarà solamente l'evolversi della situazione a farci capire se come sembra è stato creato "un caso che non sussiste" o se l'Europa può cominciare a preoccuparsi per l'eruzione di un vulcano inattivo da 12 mila anni.

fonte: http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/articoli/1032830/germania-paura-vicino-a-bonn-per-il-risveglio-dellenorme-vulcano-di-laacher-see.shtml, http://www.wired.com/wiredscience/2012/01/fearmongering-gets-started-in-2012-laacher-see-is-not-ready-to-blow/

The Day After

martedì 3 gennaio 2012

Indonesia, nuovo vulcano in allerta: è il turno dell’Ile Lewotolok

Lo stato di allerta del vulcano Ile Lewotolok è stato innalzato al livello 3 (Siaga) su una scala di 4.



In risposta all'annuncio del governo locale, i cittadini risultano apparentemente insensibili. Hanno affermato di non preoccuparsi in quanto abituati a vedere il vulcano nelle sue attività quotidiane. Tuttavia, i residenti sulle pendici del vulcano hanno dichiarato di essere pronti a evacuare le loro case.

Il vulcano Ile Lewotolok è situato nel distretto di Lembata, nella provincia East Nusa Tenggara, ed ha un’altitudine di 1455 metri sul livello del mare. Questo vulcano è a riposo da ben 92 anni. L'ultima eruzione, piccola, è avvenuta nel 1920. Eruzioni precedenti sono state registrate nel 1660, 1819, 1849, 1852, 1821, 1864, 1889 e 1920.

E’ stato registrato nell’ultimo periodo un aumento dell’attività sismica, che è stata più intensa a partire da ieri. I rischi principali in caso di eruzione del vulcano sono valanghe piroclastiche con caduta di materiale incandescente che potrebbe essere scagliato fino a 2 km di distanza dal cratere. Per questo motivo alle comunità intorno al vulcano Ile Lewotolo è stato vietato il transito entro un raggio di 2 km.

fonte: http://www.vsi.esdm.go.id/index.php?option=com_content&view=article&id=240:peningkatan-status-g-ile-lewotolo-dari-waspada-level-ii-menjadi-siaga-level-iii-&catid=48:status-gunungapi

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