giovedì 31 maggio 2012

Terremoto sulle coste di Campania e Basilicata: preoccupazione per i vulcani sommersi del Tirreno

La terra trema anche nel basso Cilento. Una scossa di terremoto di magnitudo 3 è stata registrata questa mattina alle 5:16 al largo delle coste campane e lucane, nel golfo di Policastro.
Secondo i rilievi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 8,7 km di profondità ed epicentro in prossimità dei comuni salernitani di Ispani, San Giovanni a Piro e Sapri, e di quello potentino di Maratea. La scossa è stata avvertita dalla popolazione in particolare a Maratea, San Giovanni e Sapri.

 
Dalle verifiche effettuate dalla Sala situazione Italia del dipartimento della Protezione Civile, non risultano danni a persone o cose. “La scossa è stata avvertita lievemente solo in alcune zone – ha spiegato il capitano dei carabinieri Emanuele Tamorridella compagnia di Sapri – ma fortunatamente non c’è stato nessun danno”.
Intanto sale la preoccupazione in tutto il golfo di Policastro. “Siamo preoccupati soprattutto per i vulcani sommersi che si trovano al largo della nostra costa – ha spiegato il consigliere regionale Giovanni Fortunato - ma al momento non abbiamo notizie precise. Quello che è certo è che la nostra zona – spiega Fortunato - è una zona sismica pertanto da cinque anni ci stiamo battendo contro la realizzazione del metanodotto che dalla Sicilia dovrebbe raggiungere il nord Italia attraversando la Calabria e il Golfo di Policastro”.

Nelle ultime settimane sono diverse le scosse registrate anche nella zona del monte Pollino.  Un quadro a cui prestare attenzione, dunque, visto anche che nel Mar Tirreno, al largo di Palinuro, incombe il vulcano Marsili, un gigante sottomarino alto 3 mila metri, lungo 70 chilometri e largo 30, che secondo il presidente nazionale dell'Ingv Enzo Boschi, potrebbe eruttare o franare.
Tanta la paura tra i cittadini. A Sapri, in particolare, decine di persone sono scese per strada nel corso della seconda scossa che è stata avvertita maggiormente rispetto a quella dell'1.45. Di fronte la fascia costiera del Golfo di Policastro c'è il vulcano marino "Palinuro" che si trova a 32 km di distanza dalla costa, di fronte lo specchio d'acqua di Scario, frazione marina del comune di San Giovanni a Piro. Il vulcano, circa due anni fa, fu monitorato direttamente dal geofisico Enzo Boschi, già presidente dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

fonte: http://lacittadisalerno.gelocal.it/dettaglio/sisma-nel-golfo-di-policastro-la-terra-trema-allalba/5808036, http://napoli.repubblica.it/cronaca/2012/05/31/news/terremoto_nel_cilento_controlli_su_vulcani_sommersi-36277174/

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Terremoti Emilia: allarme liquefazione

I forti terremoti che hanno colpito l’Emilia sono stati caratterizzati da diffusi fenomeni di “liquefazione” dei terreni che hanno suscitato stupore e preoccupazione fra i cittadini. La liquefazione è un fenomeno che spesso accompagna i terremoti di forte intensità (superiore alla magnitudo 5 della scala Richter). Essa consiste nella perdita di resistenza di terreni saturi d’acqua sottoposti a sollecitazioni sismiche, in conseguenza delle quali i depositi terrosi raggiungono una condizione di fluidità pari a quella di una massa viscosa a causa delle fortissime pressioni dell’acqua nei pori.

L’intera Pianura Padana è composta di sabbia. Sedimenti e detriti portati dal lento scorrere del Po. Terre fertili e miti, produttive e feconde. Ma anche pericolose, da un punto di vista sismologico: gli esperti lo sanno bene. Quando un terremoto di magnitudo importante colpisce terre come queste, l’esito è noto: una vera e propri liquefazione del terreno. Ecco perché il sisma dell’Emilia è stato così distruttivo. Il terremoto mette in movimento il sottosuolo che oltre a sciogliersi sperimenta dei moti ascensionali.In breve, la terra erutta sé stessa. Crea un vulcano, dove non c’era. Piccoli vulcani, centinaia, sulla linea di sisma.

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La sabbia liquefatta non si limita a far perdere di consistenza il terreno. La pressione del sisma la spinge anche verso l’alto e la fa spruzzare fuori dal terreno come da una fontana. I geologi chiamano questo fenomeno “vulcanelli” e molte delle vittime del sisma hanno raccontato la terrificante sensazione di venir catapultati all’improvviso dalla terraferma al mare. Il materiale che risale, nel frattempo, apre in profondità delle voragini che risucchiano verso il basso il terreno in superficie.

E così anche una parte delle perplessità riguardanti la sicurezza degli edifici può trovare spiegazione. Perché “qualsiasi costruzione, anche la più solida, non può resistere se il terreno gli collassa sotto i piedi”.

La sabbia della Pianura Padana era già finita sotto accusa. La sua morbidezza infatti amplifica fino a 7-8 volte la violenza delle onde sismiche rispetto alla roccia compatta. Ma ora che i segni della liquefazione si moltiplicano sulla superficie della zona ferita dal terremoto, per gli ingegneri chiamati a progettare in zone a rischio sismico si apre un nuovo ordine di problemi. «Sapevamo dell’esistenza di questo fenomeno, ma non ci aspettavamo che si presentasse in maniera così estesa» ammette Paride Antolini del Consiglio Nazionale dei Geologi.

La scena, raccontano i superstiti, è davvero apocalittica.

Dal terreno inizia a fuoriuscire sabbia mista ad acqua. Ogni crepa del pavimento, i pozzi dei giardini, le fratture del suolo diventano sorgenti da cui zampilla terreno liquefatto». Di questi “vulcanelli” oggi è costellata l’intera area del sisma. Il giorno dopo la scossa, i coni di sabbia si presentano come piccoli cumuli alti poche decine di centimetri, allineati per centinaia di metri lungo le fratture del terreno. In cortili, campi coltivati e stadi di calcio gli effetti dei “vulcanelli” potrebbero essere scambiati per i postumi di un’alluvione. Se non fosse che quella sabbia tanto simile a fango è stata sputata fuori direttamente dalla pancia della Terra.

fonte: http://www.giornalettismo.com/archives/339538/i-vulcani-di-sabbia-che-sciolgono-lemilia/, http://www.terra.unimo.it/allegatinews/liquefazione.pdf

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mercoledì 30 maggio 2012

Terremoto Emilia Romagna: la spiegazione dell’INGV

La sequenza sismica della Pianura Padana Emiliana sta interessando un’area che si estende per oltre 50 km parallelamente al fronte della catena appenninica e al fiume Po. La zona interessata dall’attività sismica coincide con una struttura geologica principale sepolta sotto la pianura padana. I terremoti di questi giorni hanno mostrato che il fronte attivo si muove in maniera coerente raccorciando la zona in senso nord-sud, lungo faglie orientate in direzione est-ovest.

L’attività sismica si è intensificata ieri, a partire dalla mattina alle 9 con il forte terremoto di magnitudo (Richter) 5.8, seguito da numerose repliche di magnitudo superiore a 4. La zona interessata dai terremoti di ieri ha colpito il settore più occidentale del fronte già attivo, estendendolo per altri 10 chilometri verso ovest.

La complessità geologica del fronte attivo - caratterizzato da più strutture tettoniche adiacenti - sepolte sotto la pianura, ha determinato la "segmentazione" della struttura sismogenetica e l’occorrenza di 6 terremoti di magnitudo maggiore di 5 e moltissimi più piccoli. Questa caratteristica è stata spesso osservata in precedenti sequenze sismiche italiane, sia recenti che antiche. In zone prossime a quelle colpite in questi giorni, viene ricordato il terremoto che ha colpito Ferrara nel 1570, che fu seguito da repliche per molti mesi.

I dati geologici mostrati durante la conferenza stampa hanno fornito un’interpretazione, sia pure preliminare, delle faglie attivate con le scosse di questi giorni. Sono stati inoltre illustrati e spiegati gli estesi fenomeni di liquefazione e i cosiddetti vulcani di fango osservati dopo il terremoto, dovuti alla presenza, nel sottosuolo padano, di livelli sabbiosi saturi di acqua. Tali fenomeni hanno prodotto in particolare degli sprofondamenti legati allo svuotamento dei livelli sabbiosi e alla successiva loro compattazione.

Diverse squadre di ricercatori e tecnici sono all’opera in area epicentrale per ulteriori rilievi degli effetti del terremoto sull’ambiente e sugli edifici, e per monitorare al meglio il fenomeno con strumenti sismici, geodetici e geochimici.

fonte: http://www.ingv.it/ufficio-stampa/stampa-e-comunicazione/archivio-comunicati-stampa/comunicati-stampa-2012/terremoto-in-pianura-padana-emiliana/view

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Cavezzo, un paese distrutto dal terremoto del 29 Maggio 2012

La campagna che dal fiume Secchia porta a Cavezzo è un cimitero di fienili e casolari. Cimitero di mattoni rossi, sventrati. Cavezzo è uno dei tre comuni del Modenese più colpiti dalle fortissime scosse, quella magnitudo 5.8 delle nove di ieri mattina e le due superiori ai 5 gradi Richter dell'una di pomeriggio. Secondo Twitter il 75% del paese è crollato. A contare gli edifici in piedi sicuramente la cifra è sovrastimata, ma di certo i tre quarti dei residenti se ne è andato. Ecco una serie di foto che rendono l’idea di quello che è rimasto di Cavezzo:







fonte: http://foto.ilsole24ore.com/SoleOnLine5/Notizie/Italia/2012/terremoto-emilia-cavezzo/terremoto-emilia-cavezzo_fotogallery.php?id=3, http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-05-30/cavezzo-terremoto-reportage-071342.shtml?uuid=AbRTzXkF

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martedì 29 maggio 2012

Colombia: esplosione del Nevado del Ruiz, evacuazioni

Un'esplosione all'interno del vulcano Nevado del Ruiz, il secondo più attivo della Colombia, ha prodotto una pioggia di ceneri sulla città di Manizales ed altri paesi vicini, nella notte, facendo scattare l'allerta arancione (attenzione).

Lo rende noto l'Osservatorio vulcanologico di Manizales. La protezione civile ha predisposto il piano di emergenza, mentre il vulcano, che si trova nella regione settentrionale di Caldas, è sottoposto ad attento monitoraggio. Intanto si raccomanda alla popolazione che abita alle falde del Nevado (altro 5.389 metri) di utilizzare le mascherine per la protezione della bocca e di seguire le indicazioni fornite. L'eruzione ha messo abbastanza cenere nei cieli per richiedere la chiusura degli aeroporti di Manizales, Armenia ~ 60 km e Pereira ~ 40 km. I funzionari governativi hanno emesso ordini di evacuazione per 500 persone che vivono vicino al vulcano in risposta ad una eruzione del Ruiz. Maschere antipolvere stanno cominciando ad essere distribuite ai residenti locali.

fonte: http://www.wired.com/wiredscience/2012/05/ash-falls-on-manizales-as-colombias-ruiz-ramps-up-explosions/, http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-mondo/vulcano-nevado-colombia-esplosione-1249943/

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Terremoto Emilia 29 Maggio: aggiornamenti e immagini del disastro

Sono al momento quindici le vittime del sisma di questa mattina, oltre a circa duecento feriti. Sette risultano dispersi. Inoltre, sono intorno agli ottomila i nuovi sfollati di questa seconda forte ondata di scosse, portando il totale degli evacuati a quattordicimila. I decessi si sono verificati tutti nel modenese: a Mirandola, S.Felice, Concordia, Finale, Novi, Cavezzo, Medolla e Cento.



I comuni prossimi all'epicentro, cha ha avuto una profondità fra i 5 e i 10 km, sono Camposanto, Cavezzo, Medolla, Mirandola, San Felice Sul Panaro, San Possidonio e San Prospero, ma la scossa è stata avvertita in tutto il Nord Italia e fino alla Toscana e l'Umbria. I danni più rilevanti della forte scossa, che è stata di magnitudo 5.8, si sono verificati nei Comuni vicini all'epicentro, dove ci sono stati numerosi crolli. Sono crollati anche edifici già fortemente danneggiati dalla scossa del 20 maggio scorso. Saltati i collegamenti telefonici dei cellulari.



A San Felice sul Panaro è crollata la torre dell'Orologio e anche fabbriche e diversi edifici, già compromessi dal precedente sisma, sono stati seriamente danneggiati. Diverse le scuole evacuate in regione per precauzione, mentre disagi si sono verificati sulle linee ferroviarie, che questa mattina hanno subito rallentamenti: la circolazione dei treni attorno alla stazione centrale di Bologna è stata interrotta per accertamenti sulle infrastrutture. Nella triste contabilità dei crolli, alcuni "di minore entità" sono stati determinati dal terremoto anche a Rovigo e Venezia. Tra le province interessate dai danni anche quella di Reggio Emilia. Ecco una serie di foto della tragedia:



fonte: http://www.asca.it/news-Terremoto__nuove_forti_scosse_in_Emilia__almeno_15_vittime_e_altri_8mila_sfollati-1159716-POL.html

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Altre forti scosse nel Modenese intorno alle 13, magnitudo 5.3

Almeno altre due nuove forti scosse di terremoto si sono registrate intorno alle 13 in provincia di Modena, dopo quella di stamattina che ha già provocato almeno 10 morti e numerosi crolli.

L'Istituto nazionale di geofisica riferisce, su Twitter, di una scossa di magnitudo 5.3 alle 12:55 a San Possidonio, in provincia di Modena, seguita da un'altra scossa di magnitudo 5.1 alle 13, a Novi di Modena.

Entrambe le scosse sono state superficiali, con un epicentro localizzato tra i sei e gli 11 km di profondità e probabilmente anche per questo sono state avvertite distintamente in tutto il nord Italia.

fonte: http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE84S02A20120529

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Terremoto Emilia Romagna 29 Maggio: la prima conta dei danni

Sono tre i morti accertati nel modenese a causa della forte scossa. Due vittime a San Felice sul Panaro, alla ditta Meta in via Perossaro, mentre un terzo uomo è morto a Mirandola in via 25 luglio. Le vittime sono morte per il crollo di capannoni industriali che non erano stati precedentemente danneggiati dalla scossa del 20 maggio. È quanto riferiscono all'agenzia Adnkronos i carabinieri di Modena. Non si esclude che ci siano persone ferite o rimaste intrappolate sotto le macerie. Un altro capannone industriale è crollato a Medolla, sempre nel modenese: si scava nelle macerie, sotto le macerie potrebbero esserci degli operai. A San Felice sul Panaro ci sarebbe anche un disperso. Due i feriti, non gravi.

urn:newsml:dpa.com:20090101:120524-99-04547

Colpita l'Emilia, dove si sono registrati nuovi crolli nelle zone già duramente colpite dal sisma del 20 maggio, in particolare a Mirandola, Finale Emilia e San Felice sul Panaro. Il duomo e la chiesa di San Francesco a Mirandola sarebbero crollati. A Bologna moltissime le persone corse fuori da case e uffici e scese per le vie del centro storico. Diverse anche le scuole e i dipartimenti universitari dove le lezioni erano da poco iniziate e dove studenti e insegnanti sono stati fatti evacuare. Paura anche a Reggio Emilia: gli studenti sono usciti dalle scuole e il sindaco Graziano Delrio ha suggerito di lasciarli fuori fino a quando la situazione non sarà più tranquilla. Moltissime le chiamate ai vigili del fuoco. La zona più colpita è quella di Reggiolo e Luzzara, nella bassa sul confine con Modena, che già aveva subito danni nella prima scossa.
La scossa è stata registrata alle ore 9 con magnitudo 5.8. Secondo gli esperti della sala sismica dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) la scossa «fa parte della sequenza in atto». L'epicentro è stato localizzato a Mirandola (Modena). Il sisma è stato abbastanza superficiale, ad una profondità compresa fra 5 e 10 chilometri: proprio per questo la scossa è stata avvertita così chiaramente in un'area così ampia. Ma la terra ha continuato a tremare: alle 9,07 (magnitudo 4,0), alle 9,11 (3,6), alle 9,13 (3,6), alle 9,30 (3,2) e alle 9,38 (3,1). Il terremoto è stato anche avvertito anche in Austria. Lo ha comunicato l'agenzia stampa Apa, citando l'Istituto di meteorologia e geodinamica di Vienna. L'Austria dista dall'epicentro circa 350 chilometri.
Nuova faglia. Potrebbe essere la rottura di una nuova faglia all'origine del sisma, avvenuto sul margine occidentale dell'arco di circa 40 chilometri attivato nel sisma del 20 maggio scorso. Allora le scosse più forti erano avvenute nella zona orientale. «Si temeva che con una struttura così complessa, potesse esserci spazio per altri terremoti di grande entità», ha detto il sismologo dell' Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Alessandro Amato.

fonte: http://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/terremoto_da_58_gradi_in_emilia_crollano_capannoni_industriali_3_morti/notizie/199072.shtml

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Nuovo terremoto in Emilia: scossa avvertita in tutto il nord Italia

Una scossa di terremoto molto violenta è stata registrata alle 9.00 del 29 maggio, di magnitudo 5.7 (o 5,9). L’epicentro è stato localizzato a Porggio Rusco, al confine tra le province di Mantova e Modena. Il sisma è stato avvertito in tutto il nord Italia, da Milano (dove alcuni stabili, soprattutto quelli più vecchi sono stati evacuati) a Ravenna. La gente è fuggita in strada anche a Bologna. Si temono nuovi crolli nelle zone già colpite dal sisma. Da una prima ricognizione è crollato un altro parte della Rocca Estense di San Felice.

La terra ha tremato per diversi secondi in maniera prolungata, sussultoria e ondulatoria. Tanti i bolognesi scesi in strada: il movimento tellurico, per forza e intensità, ha ricordato quello del 20 maggio scorso. Alcuni negozi sono stati evacuati.

Il terremoto è stato avvertito in tutto il Nordest, a Verona, Vicenza, Venezia, Bolzano, Padova e Trieste. La terra ha tremato per diversi secondi in maniera prolungata, sussultoria e ondulatoria.

E’ stata avvertita forte anche a Firenze. In molte scuole fiorentine è scoppiato il panico, sono state interrotte le lezioni e sono stati predisposti i piani di evacuazione, del tutto precauzionale.

fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/29/terremoto-emilia-violenta-scossa-avvertita-milano-ravenna/244503/

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lunedì 28 maggio 2012

Giappone: terremoto fa oscillare i palazzi di Tokyo

Un sisma di magnitudo 5,3 è stato registrato in Giappone con epicentro alla periferia nordest di Tokyo (prefettura di Chiba) e ipocentro a 66 km di profondità.

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La scossa, avvenuta alle ore 1:36 locali (le 18.36 di lunedì in Italia), ha avuto intensità 4 sulla scala nipponica massima di 7, secondo la Japan Meteorological Agency (Jma). Al momento, ha riferito la tv pubblica Nhk, non risultano esserci danni a persone o cose, mentre la scossa ha fatto oscillare i palazzi in tutta la città.

fonte: ansa.it

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Emilia: un intero paese sta per sprofondare a causa del terremoto

La sabbia che diventa fango e si mangia un intero paese: case che sprofondano in modo irreversibile. E’ la liquefazione del suolo, uno degli effetti del terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna. Effetto che sa di sentenza di morte per San Carlo di Sant’Agostino, paese in provincia di Ferrara, paese condannato a sprofondare.

Tutta colpa del terremoto.  Le scosse, infatti,  hanno dato il via alla liquefazione del suolo, un fenomeno che converte il sottosuolo costituito da sabbia e pervaso da acqua, in fango che emerge in superficie creando dei vuoti nel terreno. Ed è in questi vuoti che le case di San Carlo si stanno inabissando.

La liquefazione è un fenomeno tipico di terreno sabbiosi o limosi ricchi di acqua, insomma costituiti da grani di materia consolidati che creano una struttura solida su cui poggiano le fondamenta degli edifici. Quando si verifica un terremoto la pressione sul sottosuolo aumenta e fa esplodere gli strati superficiali della crosta. Le sabbie solide diventano liquide, quasi come sabbie mobili, e spingono verso la superficie. Si crea nel sottosuolo un canale che porta il fango ad eruttare, quasi come fosse un vulcano, ma più fango arriva in superficie, più si amplia il vuoto nel sottosuolo. Un vuoto che una volta riconsolidato non può essere colmato. Il sottosuolo allora non è più in grado di reggere il peso delle costruzioni, e le case e gli edifici cominciano a sprofondare nella cavità sotterranea che si è creata.

Un fenomeno che in Emilia Romagna non era atteso, se si pensa che la liquefazione della sabbia è un effetto tipicamente osservato per i terremoti in Giappone, la cui intensità è tra i 7 ed  gradi della scala Richter. Gian Paolo Cimellaro, uno degli ingegneri del Politecnico di Torino che studia la situazione a San Carlo, ha detto al Corriere della Sera: “Abbiamo trovato diverse conchiglie, questa è sabbia di fiume. Con questo terreno, anche la struttura più solida collassa. Succede poche volte, ma qui il fenomeno si è verificato”.

Nuove scosse in Emilia Romagna potrebbero aggravare la situazione già critica. San Carlo di Sant’Agostino sta sprofondando, i suoi abitanti raccontano delle crepe nel terreno e degli edifici inclinati. Il fenomeno è irreversibile, le loro speranze di tornare nelle loro case sopravvissute al terremoto sembrano sempre più lontane. Ciò che è rimasto in piedi, sembra destinato ad essere inghiottito nel sottosuolo che continua a tremare.

fonte: http://www.blitzquotidiano.it/scienza-e-tecnologia/san-carlo-sprofonda-liquefazione-sabbie-terremoto-emilia-1247658/

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Terremoto, 3 scosse nella notte fra Calabria e Basilicata: nessun danno a cose o persone

La terra non smette di tremare in Italia. Nella notte appena trascorsa sono state rilevate 11 nuove scosse in Emilia, regione già pesantemente colpita dal sisma di magnitudo 5.9 del fine settimana scorso, e tre scosse anche al Sud, al confine tra Basilicata e Calabria. Secondo le verifiche effettuate dalla Sala situazione Italia del dipartimento della Protezione civile, non risultano fortunatamente danni a persone o cose.

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Il primo sisma, secondo quanto rilevato dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), è stato registrato alle 3:06 in prossimità dei comuni di Castrovillari, Morano Calabro, San Basile e Saracena; la magnitudo era di 4.3 gradi della scala Richter, mentre l’ipocentro è stato localizzato a 3 km di profondità. La seconda scossa, di magnitudo 3.2, è avvenuta alle 3:32 ed è stata avvertita nei comuni di Rotonda e Viggianello, entrambi in provincia di Potenza, e in quello di Morano, nel Cosentino. L’ipocentro era a 8 km di profondità. L’ultima, di più lieve intensità (2.1 gradi), si è verificata alle 3:29 con ipocentro a 6,8 km ed epicentro sempre al confine tra Calabria e Basilicata, tra i comuni di Viggianello, Morano e San Basile.

Secondo quanto dichiarato dagli esperti, gli eventi sismici che si stanno verificando con tale frequenza sul territorio nazionale potrebbero essere collegati alla pressione compiuta dalla zolla africana su quella europea. La frattura, infatti, corrisponde alla catena montuosa degli Appennini, ed è possibile che la terra, soprattutto nella zona meridionale, tremi ancora.

fonte: http://www.ilquotidianoitaliano.it/notizie/2012/05/news/terremoto-3-scosse-nella-notte-fra-calabria-e-basilicata-nessun-danno-a-cose-o-persone-146325.html/

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domenica 27 maggio 2012

Il vulcano Galeras si agita: colombiani preoccupati

L'avvistamento ieri mattina di una colonna di gas e cenere emessa dal vulcano Galeras, ha allarmato gli abitanti di Pasto, in Colombia, che associano di norma questi fenomeni con una possibile eruzione.

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emissione di cenere del 27 maggio 2012

L'Osservatorio vulcanologico e sismologico di Pasto ha detto che si tratta di un evento normale e che anche se la situazione è in effetti instabile va ricordato che il vulcano Galeras è il più attivo della Colombia, con una permanente emissione di gas e cenere.
Riferiscono i funzionari che la situazione non dovrebbe causare panico tra la gente, ma raccomandano di essere sempre vigili.
Hanno affermato che verrà mantenuto l’allarme giallo poiché non vi è alcun motivo per pensare di passare all’arancione o al rosso. Tuttavia è necessario che le persone siano pronte ad eventuali cambiamenti imminenti.



Secondo l'ultimo bollettino del SGS, ex Ingeominas, le condizioni meteorologiche favorevoli hanno permesso l'osservazione delle emissioni di gas tra il 15 e il 18 maggio, evidenziando delle emissioni di cenere. L’altezza delle colonne non ha superato i 200 metri sopra la parte superiore del cratere e le principali fonti di emissione si trovano ancora nella zona nord del cratere principale e ad ovest del cono vulcanico.
Le attività recenti, riflettono un processo di intrusione di materiale magmatico che ha avuto inizio a comparire a metà marzo e inizio aprile 2012, con il record di deformazione del vulcano, riportando fratture di materiale crostale e aumentando il flusso di anidride solforosa con conseguente emissione di cenere.

Alla luce della storia eruttiva violenta e alla vicinanza della città di Pasto, popolata da 450.000 persone, il Galeras è stato inserito nel 1991 nella lista dei vulcani più pericolosi della Terra, ed è quindi entrato a far parte del programma delle Nazioni Unite per la prevenzione dei disastri naturali.

fonte: http://www.diariodelsur.com.co/nvodiariodelsur/portal/paginasdeldia/2012-05-27/laciudad.html

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venerdì 25 maggio 2012

Forte terremoto nel Mar di Norvegia

Un terremoto di magnitudo 6,2 si è verificato nel Mare di Norvegia. Secondo l'US Geological Survey l'epicentro del sisma si trova a circa 600 km dalla città norvegese di Tromso e più di 1.000 km da Murmansk. Il tremore, avvenuto alle 22:47 GMT, ha avuto una profondità di soli 8,8 km. Il Centro Tsunami del Pacifico ha registrato una magnitudo di 6,5 e ha emesso un avviso circa una possibile onda anomala che non si è poi verificata. Non si segnalano danni o vittime.

fonte: http://italian.ruvr.ru/2012_05_25/75903634/

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Terremoto in Emilia: la terra si è alzata di 15 centimetri

Il terremoto in Emilia Romagna ha provocato un sollevamento del terreno il cui valore massimo è pari a circa 15 centimetri. Questi i dati rilevati dai satelliti radar di Cosmo-SkyMed dell’Asi hanno mostrato la deformazione della superficie, permettendo ai ricercatori di Cnr-Irea e Ingv di fare le prime valutazioni sulla zona colpita.

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Nell’emergenza post terremoto infatti il Dipartimento della Protezione Civile, fin dalle primissime ore dopo il sisma, ha coinvolto l’Asi Agenzia Spaziale Italiana, il Cnr-Irea Consiglio nazionale delle ricerche-Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell’ambiente e l’Ingv Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, per la programmazione di nuove acquisizioni radar dai satelliti della costellazione Cosmo-SkyMed al fine di disporre, in tempi molto rapidi, di informazioni circa la deformazione crostale connessa alle scosse sismiche di maggiore energia: tipo di deformazione, entità ed estensione del territorio interessato. Grazie alle informazioni satellitari è stato possibile completare il quadro della situazione dell’area colpita dal sisma.
I dati sul sollevamento dell’area studiata pari a circa 15 centimetri concordano con quelli dei sismologici, rilevano gli esperti, e mostrano un piano di rottura principale immergente verso Sud lungo il quale la parte meridionale di questo settore della Pianura Padana si è accavallato sul settore settentrionale (faglia di sovrascorrimento). L’ultima acquisizione dei satelliti Cosmo-SkyMed sulla zona interessata dal sisma è avvenuta la sera del 19 maggio, poche ore prima dell’evento. Per poter calcolare la deformazione del suolo è necessario attendere che uno dei satelliti ripassi esattamente sulla stessa orbita. L’Agenzia Spaziale Italiana ha immediatamente predisposto l’acquisizione del primo passaggio utile post-terremoto, avvenuto nella serata del 23 maggio. I dati sono stati prontamente elaborati da un team di ricercatori coordinati da Eugenio Sansosti del Consiglio Nazionale delle Ricerche e da Stefano Salvi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

fonte: http://www.ilvelino.it/AGV/News/articolo.php?Id=1592498&idCanale=10&t=TERREMOTO__TERRA_SOLLEVATA_FINO_A_15_CENTIMETRI

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giovedì 24 maggio 2012

Costa Rica: il vulcano Turrialba diventa pericoloso, eruzioni di gas in corso

I funzionari di emergenza del Costa Rica hanno ordinato l’evacuazione di alcuni residenti nei pressi del vulcano Turrialba dopo che il colosso ha espulso gas tossici e cenere, segnali di un'eruzione potenzialmente imminente.

Il vulcano Turrialba si trova a circa 65 chilometri da San Jose e ha iniziato una serie di eruzioni nel 2007. Diversi villaggi vicini sono stati evacuati e un parco circostante nazionale è stato chiuso nel 2010.

La Commissione di Emergenza Nazionale del Costa Rica ha riferito che anche se il livello di allarme del vulcano mercoledì era verde, il più basso dei tre livelli di allarme, ha comunque allertato i residenti circa la possibilità di un’evacuazione ordinando già ad alcuni abitanti del villaggio non lontano dal vulcano di allontanarsi per evitare di essere danneggiati dalle eruzioni di gas.

fonte: http://www.thehindu.com/news/article3451209.ece

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mercoledì 23 maggio 2012

Sciame sismico in Emilia Romagna: continuano i crolli

L'ultimo crollo, oggi pomeriggio a Finale Emilia, epicentro del terremoto che alle 4.04 di domenica mattina ha colpito duro le province di Modena e di Ferrara. Se ne è andato un altro pezzo della Torre dei Modenesi, caduto sull'onda delle scosse che non si fermano.



Sorte analoga a quella del tetto di un capannone di Fossalta, caduto portandosi dietro due operai feriti in modo lieve. Una emergenza senza fine, che da tre giorni costringe migliaia di persone a vivere sotto una tenda o nei centri di accoglienza. E che, a dispetto della voglia di ricominciare, tiene ancora chiuse decine di aziende. Le verifiche sulla stabilità degli edifici, pubblici e privati, proseguono senza sosta. I vigili del fuoco hanno effettuato circa 2.159 sopralluoghi in altrettanti immobili che sono risultati agibili nel 98% dei casi. Una corsa contro il tempo per consentire agli abitanti di queste zone di tornare a casa e per permettere alle attività economiche, industriali ed agricole, di riaprire i battenti. Ogni giorno che passa, il conto dei danni è sempre più alto: diverse centinaia di milioni di euro, secondo Confindustria, mentre Coldiretti ha stimato in 200 milioni la perdita secca nel settore agricoltura. Cinque istituti scolastici superiori dichiarati inagibili, danni per almeno 5 milioni e mezzo di euro, lavori di ripristino della durata di quattro-sei mesi. È il bilancio delle conseguenze che il terremoto ha causato sugli edifici scolastici in carico alla Provincia di Modena a Finale Emilia e Mirandola. Domenica stessa i tecnici della Provincia hanno completato i sopralluoghi tecnici in tutti i 48 plessi scolastici di competenza. Le situazioni più complesse sono concentrate nell'area nord del territorio, in particolare a Finale Emilia, dove sono stati immediatamente dichiarati inagibili sia l'Ita Calvi che il liceo scientifico Morandi, e a Mirandola, con provvedimento analogo per Iti Galilei, Iti Luosi e liceo classico Pico. I danni sono diffusi sia alle strutture portanti sia a quelle secondarie, impiantistica e arredi. Per questo motivo «non è ipotizzabile il rientro in aula a breve degli studenti.

fonte: http://www.leggo.it/news/cronaca/emilia_continua_lo_sciame_sismico_emergenza_scuole_danni_per_55_mln_foto/notizie/180803.shtml

Giappone: forte terremoto sulla costa di Hokkaido

Un nuovo, violento terremoto ha investito le coste del Giappone nord-orientale, già devastate dal sisma di magnitudo 9,0 dell'11 marzo 2011 e dal conseguente 'tsunami': lo ha reso noto l'Agenzia Meteorologica nipponica, secondo cui il fenomeno ha raggiunto un'intensità di 6,1 gradi sulla scala aperta Richter.



Nonostante la sua potenza, non ha causato danni degni di nota a causa della profondità dell'epicentro, localizzato una quarantina di chilometri al di sotto del fondale oceanico e 120 chilometri a est di Hakodate, città situata a sua volta sull'isola settentrionale di Hokkaido, circa 250 chilometri a nord di Fukushima, all'epoca del disastro teatro della peggiore crisi nucleare negli ultimi 25 anni. Nessun allarme per una possibile onda anomala è stato diramato oggi dalle autorità giapponesi. 4 scuole in Noheji hanno riportato la rottura delle finestre. Altri danni sono stati riportati nel museo di Noheji (danni al soffitto).

City map

fonte: http://www.agi.it/estero/notizie/201205231859-est-rt10287-giappone_nuovo_terremoto_colpisce_coste_nord_orientali

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martedì 22 maggio 2012

Emilia Romagna: oltre 250 scosse e 5.000 sfollati

Da sabato notte sono circa 250 le scosse registrate in Emilia.
Oggi, una nuova scossa di terremoto è stata avvertita dalla popolazione tra le province di Modena e Mantova. Le località prossime all'epicentro sono San Felice sul Panaro e Mirandola (MO) e Poggio Rusco (MN). Secondo i rilievi registrati dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l'evento sismico è stato registrato alle ore 14,46 con magnitudo 3.3.



La scossa più forte dell'evento sismico, la prima, è stata registrata il 20 maggio alle 4.04, di magnitudo 5.9, seguita il giorno stesso da una replica di magnitudo 5.1 alle 15.18.
Tra le repliche, una decina sono di magnitudo compresa tra 4 e 5. Si tratta di eventi superficiali, a 6/10 chilometri di profondità, e dunque avvertiti dalla popolazione.



Prosegue l'assistenza alle oltre 5mila persone che hanno lasciato la propria abitazione a causa del terremoto e sono in corso le verifiche di agibilità da parte delle squadre di tecnici della Regione Emilia-Romagna e di squadre di tecnici provenienti da altre regioni, sotto il coordinamento del Dipartimento della Protezione Civile. In seguito alle verifiche, l'ospedale di Mirandola è stato dichiarato agibile e presto sarà nuovamente operativo.

Ecco una serie di foto che mostrano l’evidenza dei danni subiti in Emilia:










fonte: http://www.asca.it/newsregioni-Terremoto__da_sabato_circa_250_scosse__riaperto_ospedale_Mirandola-1157522-.html

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Forte terremoto in Bulgaria, nessuna vittima

Una forte scossa sismica, di 5.8 gradi sulla scala Richter, ha investito nella notte la Bulgaria occidentale, ed e' stata avvertita anche a Sofia, dove gli abitanti si sono precipitati nella strade. Nessun ferito. L'epicentro del fenomeno e' stato localizzato ad appena 9,4 chilometri di profondita' nei dintorni di Pernik, una trentina di chilometri a sud-ovest della capitale, dove la popolazione e' stata sollecitata a non rientrare in casa.



Al movimento tellurico principale ne sono seguiti una quindicina di assestamento nell'arco di circa tre quarti d'ora, dalla magnitudo compresa tra 4,2 e 4,3. In diverse localita', Sofia compresa, sono stati denunciati il crollo di camini e l'apertura di crepe nelle mura dei palazzi, ma nessuna interruzione nella somministrazione di coerente elettrica o acqua potabile ne' nelle telecomunicazioni. Niente segnalazioni di pericolo neppure per quanto riguarda la grande diga di Studena, che sorge alle porte di Pernik: il sindaco della citta', Rositsa Yanakieva, ha assicurato che la struttura e' in buone condizioni, e che e' comunque monitorata costantemente.

I danni materiali, tuttavia, sarebbero importanti, secondo testimoni che hanno riferito di tetti caduti, muri crollati o crepati e finestre rotte.

fonte: http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=165426, http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/articoli/1046834/bulgaria-forte-scossa-terremoto.shtml

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domenica 20 maggio 2012

Guatemala: grande allerta per l’eruzione del vulcano Fuego

L'attività eruttiva del vulcano Fuego è notevolmente aumentata dopo che il vulcano ha eruttato una grande quantità di lava, allarmando molti abitanti dei paesi vicini e costringendo le autorità a dichiarare l’allerta arancione a Escuintla, Sacatepequez e Chimaltenango, in Guatemala.

L'espulsione di lava incandescente ha fatto attivare le agenzie di soccorso che sono state mobilitate per varie città intorno al vulcano per aiutare le famiglie colpite dai flussi di lava.

E’ stata chiusa per ore la Route Nazionale 14, in particolare al chilometro 92, tra Escuintla e Sacatepequez, per il rischio di attraversamento di un flusso di lava che scendeva a gran velocità dal versante del vulcano.

Il Coordinatore per la riduzione dei disastri (Conrad) ha formalizzato ieri pomeriggio l’evacuazione di 13 persone dal villaggio di El Porvenir in Alotenango e Sacatepequez, che sono state evacuati e trasferite nella Scuola Santa Isabel.

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Una vista del Volcan de Fuego dalla regione di Sacatepequez, 80 km da Città del Guatemala il 19 maggio 2012.

L’eruzione è stata accompagnata da 15 o 20 esplosioni al minuto, che hanno causato rombi moderati. Le condizioni meteorologiche nella zona non portano ad osservare l'attività nel cratere ed è ancora probabile che flussi di lava stiano scendendo lungo i pendii nelle vicinanze.

Secondo le informazioni fornite dall'Istituto Nazionale di sismologia, vulcanologia, meteorologia e idrologia, l'attività del Vulcano di Fuoco ha causato dei flussi di lava incandescente dal cratere che hanno raggiunto circa 300 metri di altezza. Secondo una dichiarazione da parte dell'Istituto nazionale di sismologia, vulcanologia, meteorologia e idrologia, "colonne di cenere hanno raggiunto l'altezza di 5.000 metri a sud-ovest del cratere che si estende a sud-ovest da 25 a 30 chilometri."

fonte: http://www.s21.com.gt/alerta/2012/05/20/volcan-fuego-causa-alarma, http://www.laprensagrafica.com/internacionales/centroamerica/263948-guatemala-alerta-por-volcan-fuego.html

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Terremoto nella notte in Emilia Romagna: vittime e ingenti danni

È di quattro vittime, almeno per ora, il bilancio del forte terremoto che ha svegliato tutta l'Emilia-Romagna (e non solo, il sisma si è sentito fino in Trentino-Alto Adige) nel cuore della notte, tra sabato e domenica. L'epicentro è stato a pochi chilometri da Finale Emilia, nel Modenese.

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Tre persone sono morte nel Ferrarese: una a Bondeno nel crollo di un capannone industriale, due a Sant'Agostino sotto le macerie di una fabbrica. Una donna donna è morta a San Pietro in Casale, nel Bolognese, probabilmente per un malore causato dallo spavento. A Bologna città, dalle prime informazioni, non risultano danni. Ingenti danni anche in provincia di Modena, dove sono segnalati diversi crolli.

Nel Ferrarese i danni sono molti: sono stati segnalati alle forze dell'ordine e alla Protezione civile numerosi crolli di edifici storici e case coloniche. In provincia di Bologna, nella frazione Sant’Alberto di San Pietro in Casale sono stati inoltre accertati il crollo di una statua all’interno della chiesa di San Giovanni in Persiceto e crepe e inagibilità alla chiesa di Caselle di Crevalcore. Dalle case adiacenti sono state evacuate per precauzione 14 persone.



A San Matteo della Decima i carabinieri segnalano calcinacci caduti nella chiesa, mentre a Crevalcore, in località Ronchi sono cadute delle tegole dal tetto di una comunità terapeutica, dove ci sono anche varie crepe interne sui muri, e in località Galeazza è caduta la parte superiore della torre. Sono in corso accertamenti.In provincia di Modena secondo le forze dell'ordine si registrano una cinquantina di feriti non gravi. I danni principali a San Felice, dove è crollata la chiesa e vengono segnalate gravi lesioni a molti edifici storici tra cui il municipio, e a Finale Emilia, dove per precauzione è stato evacuato l'ospedale.

fonte: corriere.it, foto: youreporter.it

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Trema tutta la Pianura padana: terremoto 5,9 in Emilia Romagna

Una notte di paura in Pianura padana per tre scosse di terremoto che si sono avvertite distintamente fra l'1.13 e le 4.04. La prima scossa, di magnitudo 4.1,  è stata registrata all'1.13 fra le province di Modena, Mantova, Ferrara e Rovigo. Secondo i rilievi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 6,2 chilometri di profondità ed epicentro in prossimità dei comuni modenesi di Finale Emilia e San Felice sul Panaro e di quello mantovano di Sermide. La scossa è stata seguita all'1.43 da una replica di magnitudo 2.2. In tanti hanno lasciato le loro abitazioni per riversarsi nelle strade.

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Una ulteriore scossa di magnitudo 5.9 è stata registrata alle 4.04 in Emilia Romagna e avvertita in gran parte del Nordest. Secondo i rilievi del Servizio geologico degli Stati Uniti (Usgs), il sisma ha avuto ipocentro a 10,1 chilometri di profondità ed epicentro 36 chilometri a nord di Bologna. Quest'ultima scossa è stata avvertita distintamente anche a Milano: anche qui, come in precedenza, numerose le chiamate ai centralini dei vigili del fuoco, ma per il momento non si segnalano danni a persone e a cose. Terremoto avvertito indistintamente anche in tutto il Veneto e in Liguria.

Seguiranno aggiornamenti…

fonte: http://milano.repubblica.it/cronaca/2012/05/20/news/trema_tutta_la_pianura_padana_notte_di_paura_anche_a_milano-35512816/

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Scossa di terremoto di magnitudo 4.1 Richter nella pianura padana emiliana, a nord di Bologna

Una scossa di terremoto di magnitudo 4.1 Richter ha interessato la pianura padana emiliana nella notte, alle 1:13 del 20 Maggio 2012.

L’epicentro, secondo l’agenzia scientifica del governo degli Stati uniti, è stato localizzato a 52 chilometri a nord di Bologna, ad una profondità stimata di 6.3 chilometri. Il terremoto che ha interessato le province di Modena, Mantova, Ferrara e Rovigo, non avrebbe causato danni a persone e/o cose. E’ quanto si è appreso dalle verifiche effettuate dalla Sala situazione Italia del dipartimento della Protezione civile. Il sisma ha registrato una replica di magnitudo 2.2 Richter a soli 4.2 chilometri di profondità.

fonte: http://www.cinquew.it/articolo.asp?id=9500

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