venerdì 27 luglio 2012

Spettacolare eruzione del Sakurajima in Giappone

Il Sakurajima, uno dei vulcani più attivi del Giappone, ha conosciuto un'eruzione esplosiva, catturata da una serie di telecamere di sorveglianza, che ha lanciato nell'atmosfera una grande quantità di ceneri. Una parte è andata a posarsi sulla città di Kagoshima, a due chilometri dal vulcano, obbligando i suoi abitanti a munirsi di mascherine, scope e tanta pazienza per ripulire strade e case.

fonte: http://www.cdt.ch/gossip/sapevi-che/67381/spettacolare-eruzione-in-giappone.html

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Tante scosse di terremoto tra Calabria e Sicilia: tremano Messina e le coste dello Ionio

Nel corso della notte l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha registrato quattro scosse di terremoto nel distretto sismico del Golfo di Patti e di Milazzo. Il sisma più forte è stato rilevato alle ore 4.43. La scossa ha avuto una magnitudo di 3.4 gradi, con ipocentro a 9.9 km di profondità ed epicentro nei pressi dei comuni di Barcellona Pozzo di Gotto, Castroreale, Falcone, Furnari, Mazzarrà Sant’Andrea, Oliveri, Rodì Milici e Terme Vigliatore (in provincia di Messina). Gli altri comuni interessati dal terremoto sono Antillo, Basicò, Condrò, Fondachelli-Fantina, Gualtieri Sicaminò, Librizzi, Merì, Milazzo, Montalbano Elicona, Novara di Sicilia, Patti, San Filippo dl Mela, Santa Lucia del Mela e Tripi (in provincia di Messina).

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Le altre scosse di terremoto che hanno interessato il distretto sismico del Golfo di Patti e di Milazzo sono state registrate alle ore 3.05 (magnitudo 2.5), 3.54 (magnitudo 2), 5.53 (magnitudo 2). L’epicentro di queste scosse ha avuto luogo nei pressi dei comuni di Barcellona Pozzo di Gotto, Castroreale, Falcone, Furnari, Mazzarrà di Sant’Andrea, Novara di Sicilia, Oliveri, Rodì Milici, Tripi e Terme Vigliatore (in provincia di Messina).
Nella giornata di ieri sono state registrate altre sei scosse di terremoto lungo la penisola italiana. La più forte ha avuto luogo alle ore 22.34 nel distretto sismico del Tirreno Meridionale B. La scossa ha avuto una magnitudo di 3.5 gradi, con ipocentro a 398.9 km di profondità ed epicentro in mare. Alle ore 16.20 il distretto sismico del Mar Ionio è stato colpito da un sisma di magnitudo 3, con ipocentro a 17.7 km di profondità ed epicentro in mare.

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fonte: http://www.corriereweb.net/index.php?option=com_k2&view=item&id=26708:terremoto-oggi-ultime-notizie-27-luglio-nella-notte-quattro-scosse-in-sicilia-la-pi%C3%B9-forte-di-magnitudo-34&Itemid=213

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martedì 17 luglio 2012

Terremoto Calabria: 4 scosse vicino alla costa ionica

Tremano le coste della Calabria. Dopo la scossa di sabato scorso, poco fa si è verificata una sequenza di 4 scosse ravvicinate, tra le 13:11 e le 13:22, tutte lungo la costa ionica, all’interno del distretto sismico Costa Calabra Meridionale. Le scosse sono tutte avvenute in mare a poca distanza dalla costa e secondo quanto rilevato dai sismografi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia hanno avuto magnitudo di 2,3 (due scosse), 2,4 e 2,5 gradi della Scala Richter.

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Bianco, Africo, Brancaleone e Bovalino, tutti sulla costa ionica della Locride, in provincia di Reggio Calabria, sono i comuni risultati entro i 20 km dall’epicentro, mentre l’ipocentro delle scosse, verificatesi nel fondale del Mar Ionio, è stato rispettivamente di 10,6, 10, 10,3 e 19,7 km. Scosse dunque non eccessivamente profonde, dato che in quel tratto della costa ionica i fondali sono relativamente bassi fino al largo.

fonte: http://notiziein.it/2012/07/17/terremoto-calabria-oggi-4-scosse-vicino-alla-costa-ionica/

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Terremoto Calabria: 4 scosse vicino alla costa ionica

Tremano le coste della Calabria. Dopo la scossa di sabato scorso, poco fa si è verificata una sequenza di 4 scosse ravvicinate, tra le 13:11 e le 13:22, tutte lungo la costa ionica, all’interno del distretto sismico Costa Calabra Meridionale. Le scosse sono tutte avvenute in mare a poca distanza dalla costa e secondo quanto rilevato dai sismografi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia hanno avuto magnitudo di 2,3 (due scosse), 2,4 e 2,5 gradi della Scala Richter.

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Bianco, Africo, Brancaleone e Bovalino, tutti sulla costa ionica della Locride, in provincia di Reggio Calabria, sono i comuni risultati entro i 20 km dall’epicentro, mentre l’ipocentro delle scosse, verificatesi nel fondale del Mar Ionio, è stato rispettivamente di 10,6, 10, 10,3 e 19,7 km. Scosse dunque non eccessivamente profonde, dato che in quel tratto della costa ionica i fondali sono relativamente bassi fino al largo.

fonte: http://notiziein.it/2012/07/17/terremoto-calabria-oggi-4-scosse-vicino-alla-costa-ionica/

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mercoledì 11 luglio 2012

Vulcani nascosti: Colli Albani e Campi Flegrei peggio del Vesuvio

In Italia ci sono vulcani inattivi ma non estinti che rappresentano un pericolo ancor più grande del Vesuvio. Ne è convinto l'accademico del Lincei Annibale Mottana: "Pensiamo ai Colli Albani a un passo da Roma - ha detto nel suo intervento per la cerimonia di chiusura dell'Anno Accademico dell'Accademia dei Lincei - vulcani inattivi da alcuni millenni ma non estinti: saltuarie esalazioni di anidride carbonica ci avvisano che qualcosa sta maturando in profondità.



Oppure pensiamo ai Campi Flegrei - ha aggiunto - vicinissimi a Napoli, che hanno eruttato nel 1580 e che di tanto in tanto ancora segnalano la loro energia con assestamenti locali del suolo. Tutti indizi d'attività vulcanica che "al momento passano sotto silenzio, con la motivazione di evitare allarmi nelle popolazioni. E che dire poi del Marsili? Dubito addirittura che molti siano a conoscenza che sul fondale del Mar Tirreno, equidistante tra Campania, Calabria e Sicilia, si eleva un vulcano colossale alto 3000 m e con la cima a 450 m sotto il livello del mare, che ha manifestato la sua attività ancora nel marzo del 2011", ha spiegato l'esperto sottolineando: "E' un vulcano costruito in gran parte di rocce friabili che franano continuamente e che, in un crollo di massa, possono creare un pauroso maremoto esteso dal Lazio alla Sicilia. Con quali conseguenze? Una tale previsione è scientificamente impossibile: sappiamo bene che ci furono maremoti nel Tirreno, purtroppo, ma quanto sappiamo di scientificamente documentato risale ancora al caso di Messina del 1908: allora i morti furono più di 80.000”.

fonte: http://www.agi.it/research-e-sviluppo/notizie/201206221433-eco-rt10131-vulcani_lincei_colli_albani_e_campi_flegrei_peggio_di_vesuvio

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Terremoto Roma: i Colli Albani hanno un precedente distruttivo non molto lontano

Circa 200 anni fa, nel 1806,  un terremoto ha colpito la stessa zona che questo  pomeriggio è stato epicentro del sisma. Si trattò di un terremoto distruttivo, il più violento prodotto dal Vulcano dei Colli Albani. Numerosi i morti e feriti soprattutto nei paesi di Rocca di Papa, Velletri, Genzano e danni gravi ad altri 14 paesi limitrofi, tra cui Nemi, Frascati, Lanuvio e Zagarolo.

Interi quartieri, palazzi, chiese, cattedrali e conventi crollarono. Ci furono danni anche a Roma tanto che si narra di un danneggiamento della cupola di San Pietro, ma il Vaticano non ha mai confermato o smentito queste voci. La scossa fu piuttosto forte tanto da essere avvertita addirittura a Napoli, L’Aquila e Viterbo. Gli abitanti, spaventati dall’evento sismico, organizzarono messe solenni e processioni in onore della Beata Vergine.

A seguito della tragedia un avvenimento piuttosto rilevante: un abbassamento delle acque marine nei pressi delle coste centro-meridionali del Lazio e la comparsa momentanea a Nemi di un piccolo bacino sulfureo. Un pubblico consiglio decretò di celebrare la data del 26 agosto per ricordare il tragico evento.

fonte: http://www.romatg24.it/roma/2012/07/09/19411/terremoto-roma-il-vulcano-dei-colli-albani-minaccia-la-citta-eterna/, http://it.wikipedia.org/wiki/Terremoti_in_Italia_nel_XIX_secolo

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Terremoto Roma: i Colli Albani hanno un precedente distruttivo non molto lontano

Circa 200 anni fa, nel 1806,  un terremoto ha colpito la stessa zona che questo  pomeriggio è stato epicentro del sisma. Si trattò di un terremoto distruttivo, il più violento prodotto dal Vulcano dei Colli Albani. Numerosi i morti e feriti soprattutto nei paesi di Rocca di Papa, Velletri, Genzano e danni gravi ad altri 14 paesi limitrofi, tra cui Nemi, Frascati, Lanuvio e Zagarolo.

Interi quartieri, palazzi, chiese, cattedrali e conventi crollarono. Ci furono danni anche a Roma tanto che si narra di un danneggiamento della cupola di San Pietro, ma il Vaticano non ha mai confermato o smentito queste voci. La scossa fu piuttosto forte tanto da essere avvertita addirittura a Napoli, L’Aquila e Viterbo. Gli abitanti, spaventati dall’evento sismico, organizzarono messe solenni e processioni in onore della Beata Vergine.

A seguito della tragedia un avvenimento piuttosto rilevante: un abbassamento delle acque marine nei pressi delle coste centro-meridionali del Lazio e la comparsa momentanea a Nemi di un piccolo bacino sulfureo. Un pubblico consiglio decretò di celebrare la data del 26 agosto per ricordare il tragico evento.

fonte: http://www.romatg24.it/roma/2012/07/09/19411/terremoto-roma-il-vulcano-dei-colli-albani-minaccia-la-citta-eterna/, http://it.wikipedia.org/wiki/Terremoti_in_Italia_nel_XIX_secolo

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Terremoto Roma: i Colli Albani hanno un precedente distruttivo non molto lontano

Circa 200 anni fa, nel 1806,  un terremoto ha colpito la stessa zona che questo  pomeriggio è stato epicentro del sisma. Si trattò di un terremoto distruttivo, il più violento prodotto dal Vulcano dei Colli Albani. Numerosi i morti e feriti soprattutto nei paesi di Rocca di Papa, Velletri, Genzano e danni gravi ad altri 14 paesi limitrofi, tra cui Nemi, Frascati, Lanuvio e Zagarolo.

Interi quartieri, palazzi, chiese, cattedrali e conventi crollarono. Ci furono danni anche a Roma tanto che si narra di un danneggiamento della cupola di San Pietro, ma il Vaticano non ha mai confermato o smentito queste voci. La scossa fu piuttosto forte tanto da essere avvertita addirittura a Napoli, L’Aquila e Viterbo. Gli abitanti, spaventati dall’evento sismico, organizzarono messe solenni e processioni in onore della Beata Vergine.

A seguito della tragedia un avvenimento piuttosto rilevante: un abbassamento delle acque marine nei pressi delle coste centro-meridionali del Lazio e la comparsa momentanea a Nemi di un piccolo bacino sulfureo. Un pubblico consiglio decretò di celebrare la data del 26 agosto per ricordare il tragico evento.

fonte: http://www.romatg24.it/roma/2012/07/09/19411/terremoto-roma-il-vulcano-dei-colli-albani-minaccia-la-citta-eterna/, http://it.wikipedia.org/wiki/Terremoti_in_Italia_nel_XIX_secolo

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Terremoto Roma: i Colli Albani hanno un precedente distruttivo non molto lontano

Circa 200 anni fa, nel 1806,  un terremoto ha colpito la stessa zona che questo  pomeriggio è stato epicentro del sisma. Si trattò di un terremoto distruttivo, il più violento prodotto dal Vulcano dei Colli Albani. Numerosi i morti e feriti soprattutto nei paesi di Rocca di Papa, Velletri, Genzano e danni gravi ad altri 14 paesi limitrofi, tra cui Nemi, Frascati, Lanuvio e Zagarolo.

Interi quartieri, palazzi, chiese, cattedrali e conventi crollarono. Ci furono danni anche a Roma tanto che si narra di un danneggiamento della cupola di San Pietro, ma il Vaticano non ha mai confermato o smentito queste voci. La scossa fu piuttosto forte tanto da essere avvertita addirittura a Napoli, L’Aquila e Viterbo. Gli abitanti, spaventati dall’evento sismico, organizzarono messe solenni e processioni in onore della Beata Vergine.

A seguito della tragedia un avvenimento piuttosto rilevante: un abbassamento delle acque marine nei pressi delle coste centro-meridionali del Lazio e la comparsa momentanea a Nemi di un piccolo bacino sulfureo. Un pubblico consiglio decretò di celebrare la data del 26 agosto per ricordare il tragico evento.

fonte: http://www.romatg24.it/roma/2012/07/09/19411/terremoto-roma-il-vulcano-dei-colli-albani-minaccia-la-citta-eterna/, http://it.wikipedia.org/wiki/Terremoti_in_Italia_nel_XIX_secolo

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lunedì 9 luglio 2012

Il terremoto a Roma è stato causato dalle attività vulcaniche dei Colli Albani

Il terremoto avvenuto a Roma è dovuto a deboli attività vulcaniche della struttura dei Colli Albani. Il terremoto è stato registrato alle 17.13 con una magnitudo di 3.5 della scala Richter pochi chilometri a nord dei laghi dei Colli Albani, alle porte di Roma, una zona che è stata spesso sede di terremoti di magnitudo moderata, generalmente inferiore a 5.

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«L'ultima sequenza importante registrata nell'area, - ha spiegato Alessandro Amato, sismologo dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, - è avvenuta nel 1989-1990, quando migliaia di piccoli terremoti furono localizzati dalla rete sismica installata proprio per studiare la sequenza». I dati mostrano come negli ultimi 300 anni ci sono stati diversi periodi di attività intensa intervallati da quiescenze durate anche molti anni. Non esistono rischi nel breve periodo legati all'attività vulcanica: «Le attività sismiche dei colli Albani - spiega ancora Amato - sono dovute alle fasi tardo-magmatiche del vulcano con movimenti via via più deboli; la sua attività è iniziata circa 500.000 anni fa».

fonte: http://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/terremoto_a_roma_lingv_spiega_deboli_attivit_vulcaniche_dei_colli_albani/notizie/207320.shtml, http://www.conoscoimparoprevengo.net/articolo.php?pid=35&month=4

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Terremoto a Roma: avvertita scossa magnitudo 3.5 ‎

Una scossa sismica di magnitudo 3.5 della scala Richter è stata avvertita lunedì alle 17.13 nell'area dei Castelli romani ed in alcune zone di Roma sud. All'Eur molte persone sono uscite dagli uffici e sono andate in strada.

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La scossa, durata alcuni secondi, è stata avvertita nettamente anche in tutta la zona a sud-ovest di Roma, oltre che in alcuni quartieri della capitale, come l'Anagnina, Cinecittà, l'Eur. Dalle prime verifiche effettuate nei pressi dell'epicentro, localizzato a 10 chilometri di profondità, specialmente nei comuni di Monteporzio Catone, Frascati, Colonna e Montecompatri centinaia le chiamate alle forze dell'ordine dei locali comandi o stazioni da parte di persone spaventate. Mezzi dei vigili del fuoco, della protezione civile e della polizia municipale hanno pattugliato il territorio, sorvolato anche da un elicottero dei vigili del fuoco. Gente in strada anche a Roma, sulla Casilina, all'altezza di Borgata Finocchio.

«La pedana del bar ha ballato, tremava tutto: bicchieri e bottiglie», dice la barista di un locale su via Fontana Candida, mentre a Frascati, in località Cocciano, sono stati i residenti nei piani più alti degli edifici ad avvertire maggiormente la scossa. A Monteporzio, spiegano alcuni residenti di piazza Trieste e via Roma, «sono caduti alcuni libri dalle mensole e si sono aperte le ante degli armadi».

La zona è «sismica», spiega il funzionario di sala dell'Ingv, il fisico Salvatore Barba. «Più a sud di quest'area c'è stata per un anno una sequenza sismica da aprile del 1989 fino al marzo del 1990 con una magnitudo massima di 4 gradi. Sempre nella stessa zona, nel 1927 c'è stato un terremoto con una scossa di magnitudo sembra circa di 5 gradi».

fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-07-09/scossa-terremoto-castelli-romani-183513.shtml?uuid=AbwyjI5F, http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/12_luglio_9/scossa-terremoto-castelli-romani-201936003258.shtml

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mercoledì 4 luglio 2012

Sicilia: due forti scosse di terremoto fanno tremare Catania e le Lipari

Due scosse piuttosto forti sono state avvertite oggi in Sicilia. Entrambi gli avvenimenti sismici sono stati registrati in mare, ma soprattutto nel primo caso il terremoto è stato avvertito distintamente nella città di Catania. Si è trattato infatti di una scossa di magnitudo 4.8 gradi nel mar Ionio, al largo delle coste calabresi e di quelle siciliane. La scossa è stata avvertita alle ore 13 e 15 a sud est di Catania, a una profondità di 48 chilometri e distante 73 chilometri dalla città di Brancaleone in Calabria. Sia i residenti della costa calabrese che quelli della costa siciliana nelle immediate vicinanze al sisma hanno avvertito la terra che tremava. Fortunatamente non si registra alcun danno a edifici o persone.

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La scossa è stata registrata alle coordinate 37.469°N, 16.742°E nel distretto sismico del Mar Ionio. Un paio d'ore dopo, esattamente alle ore 15 e 27 è stata poi registrata una seconda scossa, questa volta nei pressi delle isole Lipari, a nord di Messina, di intensità pari a 4.1 gradi della scala Richter. Il distretto sismico interessato questa volta è quello delle isole Lipari. La scossa è stata individuata a una profondità di 178 chilometri e alle coordinate 38.574°N, 15.139°E. Il terremoto è stato localizzato con i dati delle stazioni della Rete Sismica Nazionale dell'INGV (quadrati). La localizzazione epicentrale riportata nella figura è quella rivista dagli operatori della Sala Sismica dell'INGV e comunicata al Dipartimento di Protezione Civile subito dopo l'evento. I dati relativi a ogni terremoto rilevato dalla rete INGV vengono rivisti successivamente da personale specializzato prima di essere inseriti nel Bollettino della sismicità italiana. Come detto nesusna delle due scosse ha provocato danni a edifici o persone.

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Tutto il mare intorno a Sicilia e Calabria è soggetto a frequenti fenomeni sismici che non hanno mai comportato fenomeni come quello dello tsunami, ma naturalmente la popolazione ha avvertito con paura la forte scossa. Secondo gli esperti dell'istituto nazionale di sismologia e vulcanologia si tratterebbe di avvenimenti isolati. Studi approfonditi sono comunque in atto.

fonte: http://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/Terremoto/2012/7/4/TERREMOTO-SICILIA-Scosse-di-magnitudo-4-8-e-4-1-a-Catania-e-Isole-Lipari-oggi-4-luglio/2/298798/

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domenica 1 luglio 2012

Colombia: massima allerta per eruzione del vulcano Nevado del Ruiz

Il vulcano Nevado del Ruiz, nel centro della Colombia è esploso sabato, costringendo le autorità a dichiarare un allarme rosso e ad ordinare l'immediata evacuazione di circa 2.300 persone.

Secondo il quotidiano La Patria Manizales, il vulcano ha iniziato ad eruttare lava e ad espellere ceneri e gas intorno alle 5:40, un mese dopo che l'attività sismica all'interno del vulcano ha avuto inizio, portando le autorità a dichiarare un allarme arancione.

Un funzionario locale ha detto a Radio Caracol, l'eruzione ha causato una nube di cenere alta sei miglia.

Dopo l'eruzione, le autorità aeronautiche hanno immediatamente chiuso gli aeroporti delle città vicine di Manizales, Pereira e Armenia.

Il presidente colombiano Juan Manuel Santos ha ordinato a tutte le autorità e le agenzie umanitarie nelle vicinanze del vulcano ad adottare tutte le misure necessarie.

Ceneri vulcaniche hanno iniziato a cadere su villaggi vicini, ma finora non c'è stato alcun danno o vittima.

L’eruzione in atto è simile a quella del 1985 , che ha causato un fiume di rocce e fango che ha spazzato via la città di Armero, uccidendo 25.000 persone.

fonte: http://colombiareports.com/colombia-news/news/24879-central-colombia-nevado-del-ruiz-volcano-erupts-authorities-on-red-alert.html

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