mercoledì 5 settembre 2012

Terremoto Costa Rica: la prima conta dei danni

Panico sulla costa pacifica del Costa Rica per un sisma di 7,6 gradi di intensità nella scala Richter, che ha scatenato un allarme tsunami su tutta la costa nordorientale dell’America Latina, ritirato comunque poche ore dopo. Il bilancio è di due morti, centinaia di feriti e ingenti danni materiali.

L’intensità della scossa ha scatenato il panico fra la gente e tanto nella capitale San José come in altri centri urbani sono stati evacuati tutti gli uffici pubblici, e molti privati, mentre le reti telefoniche e l’erogazione di energia elettrica funzionavano a singhiozzo. I pompieri sono dovuti intervenire in decine di casi per malori e svenimenti. Sebbene il terremoto è stato sentito in tutto il territorio nazionale, la maggior parte dei danni si è concentrata nella zona di Guanacaste, la stessa nella quale sono morte due persone: una donna di 55 anni, fulminata da un infarto mentre camminava per la strada e un muratore travolto dal crollo del muro che stava costruendo.

Landslide on La Pista a Caldera.

Le due vittime sono state confermate da fonti mediche dell’ospedale di Filadelfia - la località più colpita - secondo le quali altri due feriti ricoverati si trovano in «condizioni delicate»: si tratta di due professoresse che sono rimaste sepolte dopo il crollo di un muro in un liceo locale. La presidente del Costa Rica, Laura Chincilla, che ha seguito l’evolversi della situazione da un centro operativo istallato nella sede della Commissione Nazionale per le Emergenze (Cne) ha ordinato la sospensione delle lezioni in tutta la provincia di Guanacaste per il resto della giornata, mentre nel resto del paese le scuole e i licei hanno continuato a funzionare normalmente.

Barrio Mexica, San Jose.

Si segnalano anche numerose fughe di gas e danni alle istallazioni elettriche di residenze, esercizi commerciali ed industria, così come numerose crepe in palazzi storici e chiese dell’epoca coloniale Secondo Marino Protti, esperto dell’Ovs, a causa del terremoto la penisola di Nocoya - la più grande del paese, che include le provincie di Guanacate e Puntarenas - si è elevata di circa un metro. Esperti intervistati dai media hanno precisato che dopo la scossa principale ne sono state registrate una sessantina di assestamento, fra i 3 e i 4,7 gradi nella scala di Richter. L’allarme tsunami, che era stato lanciato poco dopo il terremoto per dieci paesi (Costa Rica, Panama, Nicaragua, El Salvador, Honduras, Messico, Colombia, Ecuador, Guatemala e Perù) è rientrato dopo alcune ore.

fonte: http://www3.lastampa.it/esteri/sezioni/articolo/lstp/467576/

The Day After

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