giovedì 30 aprile 2015

Il terremoto in Nepal ha spostato l'Everest e Kathmandu

Secondo gli scienziati, il devastante terremoto che sabato ha colpito il Nepal potrebbe aver causato dei cambiamenti permanenti della superficie della Terra, e aver reso l’Everest un po’ più alto o un po’ più basso.


Un team di geologi dello U.S. Geological Survey (USGS) di Pasadena è già al lavoro per studiare la questione, e dovrà recuperare i dati da una stazione GPS vicino alla montagna entro i prossimi 11 giorni. Lo spiega Kenneth Hudnut, geofisico di USGS ed esperto in terremoti.

Hudnut e i colleghi hanno iniziato ad analizzare i dati sismici e da satellite relativi al terremoto di sabato, la cui magnitudo è stata stimata in 7,8 della scala Richter, per comprendere meglio 
l’accaduto e il rischio di futuri eventi sismici. I modelli preliminari che hanno elaborato, ancora da perfezionare, suggeriscono che il monte Everest e l’area circostante si siano spostati di qualche centimetro sia in verticale che in orizzontale.

 
La città di Kathmandu invece, più vicina all’epicentro rispetto all’Everest e gravemente danneggiata dal terremoto, potrebbe essersi spostata addirittura di un metro. Secondo Jackson i movimenti delle rocce lungo la faglia vicina alla città potrebbero aver raggiunto i tre metri.

fonte: http://www.nationalgeographic.it/ambiente/disastri-naturali/2015/04/29/news/il_terremoto_in_nepal_ha_abbassato_l_everest_-2587696/

The Day After

Esplosione di gas dal vulcano Ubinas in Perù

Due distretti a sud del Perù sono stati dichiarati in emergenza in a causa di esplosioni di gas provenienti dal vulcano più attivo del paese, il vulcano Ubinas, che potrebbe causare l'evacuazione delle città circostanti, come annunciato Martedì dal governo regionale di Moquegua.


La decisione è stata presa a causa delle piogge di cenere e gas tossici rilasciati dalle esplosioni del vulcano che hanno provocato il caos sulla popolazione dei distretti e su animali e piantagioni di Matalaque Ubinas, secondo le ultime relazioni del governo. Il Consiglio Regionale Moquegua ha adottato la misura di protezione come sfondo all'improvvisa eruzione del vulcano Calbuco, in Cile, che ha costretto all'evacuazione di circa 5.000 persone e colpito regioni turistiche del sud del Cile e dell'Argentina. Il vulcano Ubinas si trova nel dipartimento di Moquegua, 1.250 chilometri a sud di Lima e con 5672 metri di altitudine. Ha registrato dall'inizio di aprile esplosioni e emissioni di cenere dopo quattro mesi di calma.

fonte: http://www.la-razon.com/mundo/Declaran-emergencia-Peru-actividad-Ubinas_0_2261173937.html

The Day After

mercoledì 29 aprile 2015

Indonesia: il vulcano Sinabung continua a distruggere

Tra ieri e oggi il vulcano Sinabung in Indonesia ha dato vita ad una nuova violenta eruzione, rilasciando in aria flussi piroclastici che hanno devastato e bruciato 14 case nelle vicinanze. Nel giro di un giorno, il Sinabung ha eruttato 10 volte. Il Data Center della vulcanologia e il Geological Hazard Mitigation (PVMBG), hanno dichiarato che le esplosioni di nubi ardenti si sono verificate Martedì 28 aprile 2015 tra le 17:02 pm e le 18:20 pm. La nube di ceneri ardenti si è diretta a 4,5 chilometri verso sud con una colonna alta di cenere fino a 2 chilometri.


Il vulcano dell’isola di Sumatra, in Indonesia, preoccupa da almeno quattro anni la popolazione, manifestando eruzioni molto intense che provocano la formazione di una intensa ed alta nube di cenere; proprio come accaduto il 2 aprile 2015 quando dal monte indonesiano Sinabung si è levata una nuvola alta 2000 metri che ha poi iniziato a spostarsi verso nord-ovest, percorrendo ben 231 km. Inevitabile è stato l’innalzamento al livello rosso del codice dell’aviazione, mentre cenere, gas e lava continuavano a fuoriuscire dal vulcano. La popolazione è ormai abituata alle violente eruzioni del vulcano, che spesso ricopre di cenere i villaggi circostanti.


Nell'ultima eruzione era stato il villaggio di Sibintun nel distretto di Karo, nel nord della Sumatra, a vivere ore difficili: gran parte del villaggio era stato infatti evacuato mentre decine di persone avevano indossato le maschere per cercare di proteggersi dall’aria satura di gas vulcanici, mentre a pochi chilometri di distanza dal sinabung lapilli e cenere schizzavano per aria. Danni sono stati registrati alle coltivazioni, con ettari di ortaggi e frutti ricoperti di cenere, mentre diverse case sono crollate e causa dei forti boati emessi dal vulcano durante l’eruzione. In questi giorni la popolazione stava facendo rientro nelle abitazioni non danneggiate, e sta cercando di ripulirle alla cenere vulcanica, ma ora la situazione è nuovamente peggiorata.


fonte: http://news.detik.com/read/2015/04/29/153425/2901561/10/luncuran-awan-panas-gunung-sinabung-bakar-9-rumah, http://nasional.news.viva.co.id/news/read/619965-sinabung-erupsi--14-rumah-terpapar-awan-panas

The Day After

martedì 28 aprile 2015

I terremoti e le eruzioni vulcaniche sono in aumento?

Se sembra che terremoti ed eruzioni vulcaniche stiano accadendo più spesso, non è solo un'impressione: è proprio così. Guardando a livello globale i terremoti di M6 o superiore del periodo 1980-1989 c'è stata una media di 108,5 terremoti per anno, mentre dal 2000 al 2009, il pianeta, ha avuto una media di 160,9 terremoti all'anno: cioè un aumento del 38,9% di M6 in questi ultimi anni.
Anche tra i vari supervulcani nel mondo sembrano esserci segnali di aumento attività. L'Islanda (che è la patria di alcuni dei vulcani più pericolosi del pianeta), Santorini in Grecia, Uturuncu in Bolivia, le caldere Yellowstone e Long Valley negli Stati Uniti, Laguna del Maule in Cile, i Campi Flegrei in Italia, ecc. In quasi tutto il mondo i sistemi dei supervulcani attivi stanno lanciando alcuni segni di inflazione, una prima indicazione che la pressione sta aumentando in questi sistemi vulcanici.


L'attività è in crescita anche nei vulcani dell'America Centrale, come il Turrialba del Costa Rica, dei vulcani in Asia, come in Kamchatka, in Alaska e in Indonesia. Le camere magmatiche sono in crescita come anche aumentano le pressioni e il numero di scosse. Se uno qualsiasi di questi grandi sistemi vulcanici erutterà in grande scala, sarà un evento globale.

L'Islanda è considerata da molti scienziati come il prossimo luogo probabile per un evento vulcanico a livello mondiale. L'ultimo grande evento, in realtà relativamente minore, è stato nel 2010, quando un vulcano islandese (vulcano Eyjafjallajökull) ha fatto notizia in tutto il mondo espellendo mega-tonnellate di cenere nell'atmosfera, cancellando e dirottando migliaia di voli e causando ingenti danni economici.

Il più recente studio dell'USGS ha scoperto che ci sono stati grandi terremoti nel primo trimestre del 2014 più del doppio rispetto alla media dal 1979.

"Abbiamo avuto di recente un periodo che ha avuto uno dei più alti tassi di grandi terremoti mai registrati", ha detto l'autore principale dello studio Tom Parsons, un geofisico della US Geological Survey (USGS), in California.

Sembra quindi che i terremoti e l'attività vulcanica sono in aumento e secondo molti esperti scientifici possiamo aspettarci un peggioramento nel prossimo futuro.

fonte: http://thecostaricanews.com/are-earthquakes-and-volcano-activity-on-the-rise
The Day After

Cile, la cenere del vulcano Calbuco ricopre una vasta area

Le nuvole di cenere fuoriuscite dal vulcano cileno Calbuco continuano a creare grandi disagi in una ampia zona del nord-est, verso il confine con Argentina e Uruguay.


Secondo gli esperti, negli ultimi due giorni il vulcano ha emesso più di 200 milioni di metri cubi di cenere, che è finita per cadere al suolo nel raggio di 20 chilometri.

Ai piedi del vulcano la situazione è ancora più grave. Numerosi gli edifici crollati.


Il vulcano è tornato in attività mercoledi scorso, ed ancora erutta colonne di fumi e polveri che hanno costretto più di seimila persone ad abbandonare le proprie case.

Lo stato d’allerta, secondo gli esperti, potrebbe continuare ancora per diversi giorni.


fonte: euronews.it

The Day After

lunedì 27 aprile 2015

Erutta il vulcano Turrialba in Costa Rica: chiuso l'aeroporto

Dopo la catastrofica eruzione mercoledi del vulcano Cabulco in Cile, ieri sera e' toccato al Costa Rica, dove si e' risvegliato il Turrialba, ad appena un mese dalla precedente manifestazione piroclastica. Dal vulcano si e' sollevata una colonna di cenere che ha costretto alla chiusura dell'aeroporto della capitale San Jose, a 80 km dal Turrialba, alto 3.340 metri.


fonte: agi.it
The Day After


domenica 26 aprile 2015

I terremoti più devastanti dal 1900

Il terremoto verificatosi in Nepal, con magnitudo 7.9, è il più forte mai registrato nella regione della capitale Kathmandu in 80 anni. Ecco un elenco dei più devastanti terremoti dal 1900 ad oggi. 

Il Paese che ha sofferto di più per sismi disastrosi è la Cina. 

28 luglio 1976 - La regione cinese di Tangshan viene colpita da un terremoto di magnitudo di 7.8. La scossa è registrata alle 3 di notte, cogliendo di sorpresa la popolazione che stava dormendo. Tra i 650mila e i 779mila i morti accertati. In assoluto, il sisma con il maggior numero di vittime risale al 24 gennaio del 1556, quando una serie di scosse colpiscono un’altra regione cinese, lo Shanxi (830mila morti). Sempre in Cina, ma nel 1920, in un altro sisma di magnitudo 7.8 muoiono 273mila persone.


26 dicembre 2004 - Un sisma 9.1 magnitudo colpisce l’Indonesia provocando uno tsunami che devasta dozzine di Paesi: 230mila le vittime; 


12 gennaio 2010 - Haiti viene devastata da un terremoto che provoca 160mila morti;


28 dicembre 1908 - A Messina il terremoto di magnitudo 7.0 provoca 85.926 morti. Sempre in Italia, ma nel 1915, il sisma di magnitudo 6.8 colpisce l’Abruzzo: 32.610 vittime accertate;


17 agosto 1999 - Due terremoti uccidono più di 20mila persone nel nordovest della Turchia, colpendo fra l’altro Izmit. Quasi 25mila le vittime; 


26 dicembre 2003 - Un sisma gravissimo di magnitudo 6.6 colpisce il Sud Est dell’Iran provocando 31mila vittime e distruggendo l’antica città di Bam; 


11 marzo 2011 - Un terremoto di magnitudo 9.0 provoca uno tsunami in Giappone che uccide più di 18mila persone.


fonte: lastampa.it

Terremoto in Nepal, 2.500 morti e valanghe sull'Everest

Una nuova scossa di terremoto di 6,7 gradi ha colpito il Nepal e l’India domenica mattina. La scossa si va ad aggiungere a quella di sabato - di magnitudo 7,9 - che ha causato oltre 2.500 morti e oltre 6 mila feriti.


Ma il bilancio è destinato a essere aggiornato: interi villaggi non sono ancora stati raggiunti dai soccorritori. Il nuovo terremoto ha prodotto anche una nuova valanga sull’Everest e ha costretto nuovamente alla chiusura dell’aeroporto di Kathmandu. E intanto il governo ha decretato lo stato di calamità nazionale, disponendo inoltre la chiusura di tutte le scuole per una settimana mentre si è attivata la catena di solidarietà e degli aiuti umanitari.


Secondo media locali, un’enorme valanga ha sommerso sabato il villaggio di Langtang, a nord di Kathmandu - una delle zone più gettonate dai turisti per il trekking alle pendici del Langtang Lirung - e le autorità locali temono che oltre 100 persone potrebbero essere morte.


fonte: ansa, corriere.it
The Day After

sabato 25 aprile 2015

Terremoto in Nepal: distruzione ovunque, Kathmandu è sbriciolata

Due tremende e fortissime scosse di terremoto, a distanza di 35 minuti l'una dall'altra, hanno colpito il Nepal alle 11,56 ora locale (erano le 8,11 in Italia). Almeno 400 i morti e centinaia i feriti. Devastata la capitale Kathmandu, dove è stato chiuso l'aeroporto. Si contano decine di dispersi e molti siti archeologici e storici sono stati distrutti.


La prima scossa è stata di magnitudo 7.9, ma i sismologhi cinesi stimano sia arrivata a toccare gli 8.1, e la seconda di almeno 6.6, che rischia di far registrare una vera e propria strage in un'area densamente popolata da circa 2,5 milioni di persone, dove si contano molti edifici in condizioni precarie. Ma la terra ha tremato anche nei Paesi vicini, dal Tibet all'India, al Bangladesh, provocando almeno 5 vittime in India e altre due in Bangladesh


Il sisma - il peggiore nella zona dell'Himalaya degli ultimi 80 anni - ha avuto il suo epicentro a Lamjung, nel Nepal occidentale, località che secondo i media è stata rasa al suolo. Molte le segnalazioni di persone intrappolate sotto le macerie. Anche sotto la torre Dharahara, uno storico monumento di 62 metri e nove piani patrimonio Unesco e una delle mete preferite dei turisti nella capitale nepalese, crollata al suolo. E' la terza volta che viene distrutta da un terremoto. 


Danneggiate anche alcune famose piazze medievali dove sorgono palazzi reali e templi. Decine di migliaia di persone sono ancora in strada a Kathmandu per la paura di scosse di assestamento che stanno continuando. E' emergenza negli ospedali per l'arrivo di moltissimi feriti. Danni nella famosa piazza Durbar, nel centro storico della città. Le scosse hanno poi colpito le altre due città medievali di Patan e Bhaktapur della valle di Kathmandu, anche questi siti archeologici appartenenti all'Unesco e mete scelte dei turisti.

fonte: tgcom24

Cile: il vulcano Calbuco fa paura. Ora è allarme cenere

Il vulcano Calbuco fa paura ed in Cile è massima allerta: dopo le forti eruzioni di ieri e l'altro ieri notte, che hanno aperto quattro nuove 'bocche', con i crateri passati da due a sei, ora l'attenzione e i timori sono concentrati sulle enormi nuvole di ceneri. Se per ora si allontana infatti il rischio di una terza eruzione le autorità locali mantengono l'allarme nel sud del paese da dove una fitta coltre di pulviscolo si sta spostando verso il nordest.


E dopo avere causato problemi in tre regioni argentine, potrebbe arrivare fino a Buenos Aires. In attesa di un'evoluzione della situazione, il governo di Michelle Bachelet mantiene una zona 'off-limit' con un raggio di 20 km intorno al vulcano e le forze di sicurezza cilene hanno sconsigliato ai residenti evacuati dalle loro abitazioni di tornare a casa. Anche solo per monitorare i danni o trarre in salvo oggetti personali. Nel frattempo, le dense nuvole di cenere sprigionate dal Calbuco stanno causando problemi in tre provincie argentine - Neuquen, Rio Negro e Chubut - e si stanno avvicinando a quella di Buenos Aires, dove - secondo le previsioni - potrebbero arrivare nelle prossime ore. Gli aeroporti delle tre capitali provinciali sono stati chiusi al traffico, mentre nell'aeroporto internazionale di Ezeiza, a Buenos Aires.

fonte: ansa

Violento terremoto 7.9 colpisce il Nepal

Una forte scossa di terremoto di magnitudo 7,9 sulla scala Richter è stato registrato in Nepal alle 12,11 di questa mattina (le 8,11 in Italia) e ha causato il crollo di alcuni edifici a Kathmandu, e in altre località. L’epicentro è stato individuato dall’Istituto geologico Usa, a metà strada tra la capitale e la città di Pokhara, 80 km a est della cittadina, a una profondità di appena 2mila metri. Ci sono state diverse scosse di assestamento.

 
Molti feriti, che per la maggior parte hanno riportato fratture, sono stati trasportati negli ospedali della zona. Gli abitanti della regione, in seguito al terremoto, si sono riversati nelle strade.
Si temono molte vittime.

The Day After

giovedì 23 aprile 2015

Le 5 eruzioni vulcaniche più disastrose di sempre

1. Tambora, Indonesia (1815)

L'eruzione vulcanica più distruttiva e potente dalla fine dell’ultima Era glaciale, si è verificata inIndonesia, nell'aprile del 1815 dal vulcanoTambora. Oltre 100 km3 di materiale, 150 miliardi di m3di roccia, cenere e altri materiali furono espulsi dal vulcano indonesiano, circa 100 volte superiore a quella dell’eruzione del monte Sant’Elena del 1980. Un eruzione più grande anche della famosa eruzione del vulcano Krakatoa (anche questa descritta più avanti in questo articolo) del 1883.


Quell’eruzione esplosiva, creò disastri di proporzioni bibliche: 12.000 persone morirono subito e si calcola che ci furono almeno altre 80.000 vittime per fame e carestie che seguirono il disastro.

La fitta polvere rimase in atmosfera per moltissimo tempo, rendendola opaca, ed impedendo ai raggi solari di penetrare l'atmosfera per arrivare sul suolo terrestre. Questo ha comportato un notevolecambiamento climatico a livello planetario, con inverni freddissimi, estati mancanti, raccolti carenti ed un considerevole depauperamento di vaste aree del pianeta. L'anno successivo l'eruzione, il 1816, in tutto il mondo, verrà ricordato nella storia come "l'anno senza estate".

Secondo la scala VEI (Volcanic Explosion Index) la presente eruzione viene classificata pari a 7 come super colossale e si trova al quarto posto degli eventi più distruttivi del nostro pianeta dalla sua nascita.

Numero di vittime provocate: 92.000


2. Krakatoa, Indonesia (1883)

Il vulcano Krakatoa (Krakatau in lingua originale) è un vulcano dell'isola indonesiana di Rakata, vicino le famose isole di Giava e Sumatra. Questo vulcano, da sempre, aveva abituato la gente del posto con le sue violente esplosioni. Ma la più furiosa e disastrosa di tutte si verificò nel 27 agosto del 1883, con una potenza equivalente a 200 megatoni (200 volte la bomba atomica sganciata su Hiroshima), distruggendo due terzi dell'isola e producendo il frastuono più forte mai udito sulla terra, un boato sentito persino a Perth, in Australia, a oltre 2.000 kilometri di distanza.


L'eruzione del 1883 fu tra le più dannose esplosioni vulcaniche nell'era moderna, classificata con VEI pari a 6 (seconda solo alla esplosione del Tambora). L'esplosione del vulcano non ha provocato direttamente vittime, ma ha provocato uno tsunami con onde alte 40 metri dove morirono più di 36.000 persone. L'esplosione fu cosi violenta che, le onde durto generate fecero 'il giro del mondo' per 7 volte.

Numero di vittime provocate: 36.000


3. Mount Pelee, Martinique (1902)

Il Mount Pelee è un vulcano molto attivo e giovane della Martinica alto 1.397 m. Diverse furono le sue eruzioni durante i secoli, ma la più violenta e distruttiva ha avuto luogo l'8 maggio 1902 dove, dopo una terrificante esplosione, sbricciolò l'intera montagna liberando in soli tre minuti una gigantesca nuvola nera incandescente (temperatura di circa 1000 gradi).


Tale nube si diresse verso il mare ad altissima velocità, seppelendo interamente la città di Saint Pierre. Furono uccise, praticamente in maniera instantaea, piu di 29.000 persone travolte dalla tempesta di fuoco. In tutta la città ci furono solamente 2 persone sopravissero alla catastrofe.

Numero di vittime provocate: 29.000


4. Nevado del Ruiz, Colombia (1985)

Il Nevado del Ruiz è un vulcano alto 5432 m e si trova in Colombia. E' diventato famoso, purtroppo, a seguito di un'eruzione verificatasi Il 14 novembre 1985 e dopo 400 anni di inattività.


Pur essendo una modesta eruzione, classificata conVEI pari a 3, il calore prodotto dalla colata piroclastica uscita dal cratere del vulcano, provocò lo scioglimento dei ghiacciai, dando luogo a 4 enormi colate di fango(lahars), mista a prodotti vulcanici, che seppellì la cittadina di Armero, uccidendo 25.000 dei suoi 29.000 abitanti.

Tutti gli avvertimenti lanciati al governo Colombiano da molte organizzazioni internazionali di vulcanologi, affinchè evacuasse la zona, rimasero purtroppo inascoltati.

Numero di vittime provocate: 25.000


5. Unzen, Giappone (1792)

Unzen è un gruppo vulcanico attivo situato nella prefettura di Nagasaki, sull'isola di Kyunshu e fa parte del Parco Naturale Unzen-Amakusa, il più antico parco nazionale del Giappone, fondato nel 1934.


Il Giappone è famoso per i suoi vulcani (sul suo territorio se ne contano circa 200!) e il vulcano Unzen, nonostante non sia tanto famoso quanto il suo "compaesano" Fujiyama, detiene il titolo di essere il vulcano più mortale e devastante dello Stato nipponico.

Il vulcano Unzen fu l'artefice della morte di quasi 15.000 persone: a seguito di una fortissima esplosione, verificatasi nel 1792, crollò in mare un intero lato della montagna, provocando così una marea sismica con onde gigantesche.

Numero di vittime provocate: 15.000

fonte: best5.it

The Day After

Cile, erutta il vulcano Calbuco dopo 42 anni di sonno: evacuate 1500 persone

È allerta rossa nel sud del Cile a causa del vulcano Calbuco che si è risvegliato per la prima volta dopo 42 anni (l'ultima eruzione risale all'agosto del 1972). Le autorità hanno subito provveduto all'evacuazione preventiva della popolazione. Il Calbuco ("acqua azzurra" nella lingua dei mapuches) ha un'altitudine di 2mila metri e si trova tra i comuni di Puerto Montt e Puerto Varas, in un'area che i cileni chiamano la "regione dei laghi". Viene considerato come il terzo più pericoloso tra i 90 vulcani che si trovano nel territorio cileno.


1500 persone sono state evacuate nella località di Ensenada, area che si trova a circa mille chilometri a sud di Santiago e dove nelle prossime ore giungerà in visita la presidente Michelle Bachelet. Una coltre di ceneri e altri materiali, alta decine di chilometri, si è alzata dal vulcano. L'allerta è scattata anche in Argentina, nella città di Bariloche, noto centro turistico della Patagonia, che si trova a a un centinaio di chilometri di distanza; le autorità hanno disposto la chiusura dell'aeroporto e delle scuole. L'allerta è in vigore anche nelle altre località argentine a ridosso della cordigliera delle Ande lungo il confine con il Cile. Il Calbuco, che significa "acqua azzurra"nella lingua dei mapuches, era inattivo da 42 anni. Ha un'altitudine di 2 mila metri e si trova tra i comuni di Puerto Mont e Puerto Varas, in un'area che i cileni chiamano la "regione dei laghi". Viene considerato come il terzo più pericoloso tra i 90 vulcani che si trovano nel territorio cileno. "Abbiamo rilevato circa 140 eventi sismologici in un periodo di tempo di due ore", ha sottolineato uno degli esperti che sta seguendo l'evento, Rodrigo Seguel, ricordando che "l'ultima eruzione del vulcano risale all'agosto del 1972".



fonte http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Cile-allerta-per-eruzione-vulcano-Calbuco-1500-persone-evacuate-Allarme-anche-in-Argentina-f92dd172-5de1-4e21-a017-c9e4d1ff5e10.html

mercoledì 15 aprile 2015

Terremoto a Cipro: rischio tsunami nel mediterraneo

Questa mattina alle ore 10:25 italiane, il Mediterraneo orientale è stato colpito da una forte scossa di terremoto, il cui epicentro è stata la costa occidentale dell’isola di Cipro.


La scossa è stata di magnitudo 5.2 e si è verificata ad appena 10km di profondità; ed è stata avvertita in tutta l’isola, nella capitale Nicosia e soprattutto nelle aree occidentali, nella regione di Paphos (Pafo), la “Cipro greca”.

Sono ancora ignote le notizie di eventuali danni o eventuali vittime.


Data la scossa di terremoto molto forte di questa mattina, aumentano le preoccupazioni degli esperti riguardo un possibile tsunami. Le coste maggiormente esposte, in tal caso, sarebbero quelle di Grecia e Italia; in particolar modo, in Italia, sarebbero più esposte le coste calabro-siciliane, colpite già in passato da svariati maremoti.

La maggior parte dei maremoti si verifica a seguito di scosse sismiche molto potenti che avvengono al di sotto di fondali marini profondi.



fonte: http://www.giornalesiracusa.com/

The Day After

martedì 14 aprile 2015

Campi Flegrei, scoperte nuove fumarole marine nel supervulcano

Scoperte nuove fumarole marine, cioè emissioni di gas vulcanici, nel super vulcano dei Campi Flegrei, la struttura vulcanica più pericolosa d'Europa. Le emissioni sono state individuate tra muri romani, antichi basolati e altri reperti di duemila anni fa sommersi nella baia di Pozzuoli, a nord di Napoli, che costituisce la parte centrale della caldera dei Campi Flegrei.


La scoperta è stata possibile grazie alla mappa del fondale della baia sviluppata dall'Osservatorio vesuviano (Ov) dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), in collaborazione con l'Istituto per l'ambiente marino costiero (Iamc) del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) di Napoli. Pubblicata sulla rivista Journal of Maps, la ricerca è finanziata dal Ministero dell'università e ricerca (Miur), ed è svolta nell'ambito del progetto Monica (Monitoraggio innovativo delle coste e dell'ambiente marino).

Realizzata grazie a strumenti simili a laser e sonar, la mappa evidenzia le strutture portuali, i complessi residenziali e termali di età romana, come il Portus Iulius e la villa dei Pisoni, sommersi dal mare a causa dei movimenti verticali del suolo (bradisismo) all'interno di un contesto ricco di fumarole. «Sono state scoperte aree finora sconosciute di emissione di gas vulcanici» rileva Renato Somma, ricercatore dell'Ov-Ingv. Il rilievo, aggiunge «ha dato un'immagine senza precedenti del fondale marino della baia di Pozzuoli e rappresenta un contributo alla comprensione dell'evoluzione della caldera dei Campi Flegrei, un'area vulcanica attiva ad alto rischio, abitata da quasi un milione di persone».

La baia di Pozzuoli, spiega il direttore dell'Ov-Ingv e coordinatore del progetto Monica, Giuseppe De Natale, «costituisce la parte centrale della caldera dei Campi Flegrei, un'ampia struttura vulcanica che si è formata in seguito alle eruzioni vulcaniche dell'Ignimbrite Campana (la maggiore eruzione esplosiva avvenuta nell'area campana 39.000 anni fa) e del Tufo Giallo Napoletano (la seconda eruzione per importanza nell'area campana, di 15.000 anni fa). L'ultima eruzione è avvenuta nel 1538».

fonte: Il Mattino

The Day After