martedì 14 aprile 2015

Campi Flegrei, scoperte nuove fumarole marine nel supervulcano

Scoperte nuove fumarole marine, cioè emissioni di gas vulcanici, nel super vulcano dei Campi Flegrei, la struttura vulcanica più pericolosa d'Europa. Le emissioni sono state individuate tra muri romani, antichi basolati e altri reperti di duemila anni fa sommersi nella baia di Pozzuoli, a nord di Napoli, che costituisce la parte centrale della caldera dei Campi Flegrei.


La scoperta è stata possibile grazie alla mappa del fondale della baia sviluppata dall'Osservatorio vesuviano (Ov) dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), in collaborazione con l'Istituto per l'ambiente marino costiero (Iamc) del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) di Napoli. Pubblicata sulla rivista Journal of Maps, la ricerca è finanziata dal Ministero dell'università e ricerca (Miur), ed è svolta nell'ambito del progetto Monica (Monitoraggio innovativo delle coste e dell'ambiente marino).

Realizzata grazie a strumenti simili a laser e sonar, la mappa evidenzia le strutture portuali, i complessi residenziali e termali di età romana, come il Portus Iulius e la villa dei Pisoni, sommersi dal mare a causa dei movimenti verticali del suolo (bradisismo) all'interno di un contesto ricco di fumarole. «Sono state scoperte aree finora sconosciute di emissione di gas vulcanici» rileva Renato Somma, ricercatore dell'Ov-Ingv. Il rilievo, aggiunge «ha dato un'immagine senza precedenti del fondale marino della baia di Pozzuoli e rappresenta un contributo alla comprensione dell'evoluzione della caldera dei Campi Flegrei, un'area vulcanica attiva ad alto rischio, abitata da quasi un milione di persone».

La baia di Pozzuoli, spiega il direttore dell'Ov-Ingv e coordinatore del progetto Monica, Giuseppe De Natale, «costituisce la parte centrale della caldera dei Campi Flegrei, un'ampia struttura vulcanica che si è formata in seguito alle eruzioni vulcaniche dell'Ignimbrite Campana (la maggiore eruzione esplosiva avvenuta nell'area campana 39.000 anni fa) e del Tufo Giallo Napoletano (la seconda eruzione per importanza nell'area campana, di 15.000 anni fa). L'ultima eruzione è avvenuta nel 1538».

fonte: Il Mattino

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