sabato 16 maggio 2015

Terremoto: i 5 luoghi più a rischio nel mondo

Abbiamo appena assistito negli ultimi giorni ad un doppio grande terremoto che ha devastato il Nepal, a pochi giorni di distanza tra le due scosse più grandi di magnitudo superiore al 7. Pochi anni fa il grande terremoto in Giappone, che ha generato uno tsunami devastante, piccolo in confronto allo tsunami che ha colpito l'Oceano Indiano nel 2004, che ha causato oltre 220.000 vittime. Nel mezzo, Haiti. I grandi terremoti colpiscono il nostro pianeta nelle più svariate parti, e senza grandi preavvisi.
Non ci sono preavvisi, ma sappiamo statisticamente quali sono le aree più a rischio per un evento sismico notevole. Nella cartina sotto in rosso trovate le aree più a rischio sismico del pianeta:


Ma vediamo nello specifico quali sono le 5 aree più a rischio, secondo le statistiche:

1. LOS ANGELES, con la famosa Faglia di San Andreas


La faglia di San Andreas è una delle più grandi minacce del pianeta. Secondo uno studio recentemente condotto dalla Società geologica degli Stati Uniti, il rischio che l'area di Los Angeles sia taccata da un terremoto di magnitudo 6.7 o superiore entro il 2038 supera il 66% di possibilità.
Ma a far ancora più paura è il 7% di chance che riguardano un evento sismico di magnitudo 8 nei prossimi 30 anni. Un disastro che avrebbe un impatto devastante, con 1.800 morti, 50 mila feriti, 200 miliardi di dollari di danni stimati.

2. TEHERAN in IRAN



Non è conosciuta come quella di San Andreas, ma non per questo la faglia dell'Anatolia del Nord è meno letale. E' una delle tre più grandi al mondo e tiene in apprensione l'Iran e la sua capitale Teheran: 15,6 milioni di abitanti in tutta l'area metropolitana.
La città è costruita su un sedimento relativamente recente, e questo non fa che peggiorare la situazione di rischio degli edifici in caso di terremoto.
Teheran è diventata una metropoli molto rapidamente, e senza che vi fosse una particolare attenzione alle misure antisismiche, così, nel 2010, il governo ha stabilito una serie di incentivi fiscali per spingere 5 milioni di iraniani a lasciare la capitale.
Le possibilità che un evento sismico di magnitudo 6 o superiore si verifichi entro 10 anni sono stimate al 90%. Considerando le condizioni di miseria e insicurezza in cui si trova la città, sarebbe sufficiente a generare un disastro.

3. ISTANBUL in Turchia



In Turchia i terremoti hanno generato oltre 100 mila vittime nel XX secolo. E il pericolo è costantemente dietro l'angolo.
Negli ultimi anni, il governo ha investito ingenti risorse per migliorare le condizioni strutturali dei vecchi edifici di Istanbul, ma la maggior parte dei quasi 14 milioni di abitanti della capitale vivono in case costruite frettolosamente e senza tener conto dei requisiti di sicurezza.
Secondo uno studio del 2000, le possibilità che nella città si verifichi un terremoto di magnitudo 7 entro il 2030 è al 60%.
Il 17 agosto del 1999 un sisma di magnitudo 7.6 colpì la provincia di Kocaeli, a 120 chilometri da Istanbul, uccise circa 1.000 persone. Un evento simile nella capitale provocherebbe un numero molto più alto di vittime.

4. LIMA in Perù


Il 28 ottobre 1746 un terremoto di magnitudo 8.7 colpì la regione di Lima e quella di Callao, generando uno tsunami che scaricò un muro d'acqua dall'Oceano pacifico sulla costa. I morti, in totale, furono 6 mila.
Da allora altri terremoti si sono abbattuti sulla capitale del Perù, alcuni anche violenti, come quello di magnitudo 7.3 che nel 1940 provocò la morte di 562 persone. Nessuno, però, ha mai raggiunto il potenziale devastante di quello del 1746. È proprio questo dato a preoccupare gli esperti, unito al frequente susseguirsi di violenti eventi sismici in regioni limitrofe alla capitale. Le placche tettoniche sud americane e quella di Nazca sono costantemente in rotta di collisione tra di loro e il rischio di violenti scosse e tsunami sempre altissimo.
Nove milioni di abitanti sono in pericolo, totalmente impreparati a un evento che potrebbe avvicinarsi, per dimensioni, a quello che devastò il Giappone nel 2011 o a quello che nel 2014 traumatizzò il vicino Cile.
I fitti agglomerati di case totalmente estranee al rispetto delle normative antisismiche non hanno eguali nella regione. L'istituto nazionale peruviano di Difesa civile stima che un terremoto di magnitudo 8 a Lima potrebbe causare 50 mila morti, 686 mila feriti e 200 mila case distrutte.

5. TOKYO in Giappone


Tokyo le ha tutte: il mare, i vulcani (il temuto Fuji, e l'Hakone che si sta risvegliando (vedi l'articolo di qualche giorno fa), la collocazione in mezzo all'Oceano.
La regione di Tokyo e Yokohama, che raccoglie 57,1 milioni di abitanti, ha l'80% di possibilità di restare vittima di un grosso terremoto in qualsiasi momento. La capitale, poi, sorge proprio sopra a un'importante faglia attiva dell'oceano Pacifico.
In realtà è gran parte del Giappone a riposare sopra la Cintura di fuoco, responsabile di nove terremoti su 10 al mondo.
Anche le aree di Nagoya e quella di Osaka e Kobe sono fortemente a rischio. Costruita sulla costa e bersaglio di violente tempeste, Kobe è classificata terza al mondo tra le città a rischio tsunami.

Purtroppo nessuno è in grado di sapere come e quando accadranno questi grandi terremoto, ma purtroppo la storia ci ha insegnato che c'è una certa ciclicità in questo che non ci da modo di essere troppo ottimisti per il futuro. Quel che è certo è che questi Paesi devono fare di tutto per prevenire ogni tipo di disastro.

fonte: http://www.lettera43.it/capire-notizie/terremoti-i-cinque-luoghi-piu-a-rischio-nel-mondo_43675168898.htm

The Day After

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