martedì 30 giugno 2015

L'estinzione dei dinosauri: è stata colpa dei vulcani?

Nell'immaginario collettivo la ragione dell'estinzione dei dinosauri è legata alla caduta di un mega asteroide sulla Terra 65 milioni di anni fa, ma secondo recenti studi la caduta dell'asteroide potrebbe essere stato solo il colpo di grazia sui dinosauri già decimati dai dissesti climatici provocati da eruzioni vulcaniche.


I ricercatori Gerta Keller, Thierry Adatte, Wolfgang Stinnesbeck, Mario Rebolledo-Vieyra, Jaime Urrutia Fucugauchi, Utz Kramar e Doris Stüben, ritengono che l'impatto del meteorite sarebbe avvenuto almeno 300.000 anni prima dell'estinzione dei dinosauri. In particolare, i ricercatori sostengono che l’impatto potrebbe aver innescato la maggior parte delle eruzioni di lava avvenute in India, che hanno dato vita alle formazioni geologiche note come i Trappi del Deccan. La nuova teoria spiegherebbe in modo semplice la coincidenza tra le eruzioni e l’impatto, che da sempre ha creato dubbi circa l’ipotesi che vede l’asteroide come unica causa dell’estinzione di massa del Cretaceo. Le colate laviche a Deccan sono iniziate prima dell’impatto e si sono poi protratte per diverse centinaia di migliaia anni, rilasciando nell’atmosfera immense quantità di anidride carbonica e altri gas nocivi in grado di modificare il clima. L'enorme quantità di gas, e altre sostanze emesse dai vulcani, avrebbero provocato, quasi sicuramente, gli effetti che oggi i paleontologi possono osservare nelle rocce sedimentarie risalenti a circa 65 milioni di anni fa.

Lava dei Trappi del Deccan in India

Michael Manga, professore di Scienze della Terra e Planetarie presso l’Università della California., negli ultimi dieci anni ha dimostrato come i grandi terremoti, di entità pari a quello avvenuto in Giappone nel 2011, possano innescare eruzioni vulcaniche nelle vicinanze. Mark Richards, professore nello stesso dipartimento, ha calcolato che l’asteroide che ha dato origine al cratere di Chicxulub potrebbe aver generato l’equivalente di un terremoto di magnitudo 9 o superiore ovunque sulla Terra. Un terremoto di questa portata sarebbe stato sufficiente per innescare i basalti Deccan e forse eruzioni in molti altri luoghi in tutto il mondo, anche nelle dorsali medio-oceaniche.

"Alcuni studiosi ritengono che, se si guarda alla recente (1991) eruzione del Monte Pinatubo, si può notare come per un breve periodo di tempo si sia rilevato un certo raffreddamento della Terra a causa delle polveri e del materiale in sospensione che è stato espulso, afferma il paleo oceanografo Palikè. "Secondo altri invece nel lungo periodo l'attività vulcanica, pompando più anidride carbonica nell'atmosfera, di fatto contribuisce a riscaldare il pianeta, almeno temporaneamente". Possiamo immaginare l'effetto di eruzioni con tempi prolungati, magari dalla durata di decine, centinaia o migliaia di anni.


In conclusione, la scomparsa dei dinosauri si si presume sia avvenuta in seguito a cambiamenti geografici e climatici che avrebbero ristretto la «nicchia» ecologica dei grandi rettili fino a renderne impossibile la sopravvivenza, estinzione consumata nel periodo di milioni di anni a seguito di cambiamenti geografici e climatici come per esempio per effetti termici, o caldi o freddi. Un aumento della temperatura, «l’effetto serra», avrebbe fatto salire il livello dei mari diminuendo la superficie dei pascoli o, più probabilmente, un irrigidimento della temperatura sul pianeta potrebbero essere stati i fenomeni ecologici sfavorevoli ai dinosauri.

Il dogma dell'estinzione dei Dinosauri a causa di un asteroide sarà certamente difficile da sradicare dai sogni della gente, ma la teoria dei vulcani come causa dell'estinzione è molto più che probabile.

fonte: http://www.nationalgeographic.it/scienza/2013/02/19/news/cosa_uccise_i_dinosauri_-1507712/, http://ceifan.org/estinzioni_di_massa.htm, http://www.media.inaf.it/2015/05/04/asteroidi-killer-ed-eruzioni-vulcaniche/

The Day After

Islanda: qualcosa si muove nelle profondità dei vulcani Bárðarbunga e Tungnafellsjökull

Anche se l'eruzione del vulcano Bárðarbunga è finita, a Holuhraun in Islanda, non si può certo dire che si sia carenza di attività nelle profondità del vulcano. Con i terremoti avvenuti nelle ultime 48 ore alla profondità di 28,6 km vi è una dimostrazione che sotto al vulcano il magma si sta muovendo, dato che questi non sono terremoti tettonici.

eruzione del 2014 del vulcano Bárðarbunga

Anche l'attività sismica presso il vulcano Tungafellsjökull non si è fermata come previsto. Le scosse continuano a livelli bassi e a grande profondità, con terremoto profondi 26,2 km nelle ultime 48 ore.

Non è chiaro che cosa stia accadendo al vulcano Tungnafellsjökull, ma chiaro che un intrusione di magma sta avvenendo in profondità. Se e quando questo potrebbe tradursi in una eruzione non è chiaro in questo momento. E 'impossibile sapere qualcosa di più in questo momento dato che il vulcano Tungnafellsjökull non ha registrato in epoca storica eruzioni vulcaniche documentate.


fonte: http://www.jonfr.com/volcano/?p=5718

The Day After

Forte terremoto magnitudo 5 scuote l'Isola di Jan Mayen, il vulcano norvegese

Un forte terremoto di magnitudo 5 questa mattina ha scosso la zona remota dell'Isola di Jan Mayen, situata nel Mare di Norvegia, lungo la dorsale medio-atlantica a circa 650 km a NE dell'Islanda. L'epicentro è stato registrato a soli 10 km dall'isola, ad una profondità di 10 km. La cosa interessante è che l'isola è costituita da due complessi vulcanici separati da uno stretto istmo.


Il vulcano più grande è uno stratovulcano basaltico, il vulcano Beerenberg (Nord-Jan), alto 2277 metri di altitudine e coperto dai ghiacci, con un cratere sommitale largo 1 km e numerosi coni di cenere esplosi lungo fessure sul fianco. E 'composto principalmente da colate di lava basaltica con minori quantità di tephra. Eruzioni storiche a Beerenberg risalgono al 18° secolo. La sua più recente esplosione risale al 1985, ma ha eruttato anche nel 1732 e nel 1818. Chissà che il terremoto di oggi non stia risvegliando anche questo vulcano.

fonte: http://hisz.rsoe.hu/alertmap/site/index.php?pageid=seism_index&rid=491290, wikipedia

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Hakone: dopo 800 anni entra in eruzione il vulcano nei pressi di Tokyo

Dopo ben 800 anni di riposo alla fine l'eruzione del Monte Hakone è arrivata questa mattina. Per ora è ancora una piccola eruzione quella in corso nella rinomata località del Giappone non lontana da Tokyo, ma è bastata per spingere le autorità a limitare ulteriormente l'accesso alla zona, avvertendo della possibilità di ulteriori eruzioni, anche più grandi. Al momento non ci sono notizie di feriti o danni.


L'Agenzia Meteorologica del Giappone ha confermato che la cenere vulcanica è stata emessa da una valle sul Monte Hakone, nota per le sue sorgenti di acqua calda, che ha emesso quantità insolite di vapore negli ultimi mesi.

L'allarme è avvenuto dopo che un terremoto con una magnitudo stimata di 3.3 sulla scala giapponese con intensità sismica 7 ha scosso alle 06:56 il quartiere di Yumoto Hakone, nella prefettura di Kanagawa.

E' stato il terremoto più forte registrato presso la montagna da quando le attività vulcaniche sono aumentate il 26 aprile.

Lunedi', una oscillazione di origine vulcanica, segno di movimento clandestino di magma e acqua calda, è continuata per cinque minuti dalle 07:32 per la prima volta dalla fine di aprile, quando dal quartiere termale del Monte Hakone ha iniziato a sfogare attivamente vapore.

"E' stata rilevata un po 'di cenere nei pressi della zona di una nuova bocca di vapore sul monte", riferisce un funzionario dell'Agenzia Meteorologica del Giappone in una conferenza stampa. L'agenzia ha sollevato il livello di allerta sulla montagna al 3 dal 2, che espande le restrizioni di accesso ad una zona più ampia.

"E' stata una piccola eruzione, ma c'è la possibilità di una più grande che potrebbe interessare una zona più ampia", ha detto il funzionario.

Nuvole bianche, a quanto pare di vapore, è fuoriuscita dagli sfiati di Owakudani, al "Great Boiling Valley", ad un'altitudine di 1.044 metri intorno ad un cratere creato durante un'eruzione del Monte Hakone 3000 anni fa.


Predire la scala di qualsiasi eruzione è difficile perché l'ultima eruzione del vulcano risale a 800 anni fa secondo il vulcanologo Toshitsugu Fujii, professore emerito dell'Università di Tokyo.
"Se l'acqua calda e il magma entreranno in contatto, potrebbero esserci esplosioni ad un livello più profondo, e probabilmente ci sarebbe ben poco avvertimento".

E' stata evacuata la zona nella cosiddetta Owakudani Valley, sulle pendici del monte, dove ci sono due case, otto alberghi e ostelli, un centro benessere, un business e 12 case che vengono affittate ai turisti, e dove erano presenti un totale di 40 persone, secondo l'emittente pubblica NHK.

Hakone è una zona di villeggiatura a 80 km da Tokyo nota per le sue sorgenti termali con vista sul Monte Fuji. Più di 21 milioni di persone hanno visitato l'area nel 2014, secondo il sito web della città di Hakone.

fonte: http://www.channelnewsasia.com/news/asiapacific/small-volcanic-eruption/1950068.html, http://www.themalaysianinsider.com/world/article/japan-raises-volcano-alert-for-mt-hakone-after-small-eruption, http://uk.reuters.com/article/2015/06/30/uk-japan-volcano-idUKKCN0PA0AT20150630, http://www.japantimes.co.jp/news/2015/06/30/national/slght-dusting-vehicle-near-mount-hakone-sourced-new-fumarole/#.VZJAZPmqpBc, http://www.antena3.com/noticias/mundo/eleva-nivel-alerta-erupcion-volcan-cercano-tokio_2015063000035.html

The Day After

lunedì 29 giugno 2015

Vulcani d'Italia: non solo Etna, Vesuvio e Campi Flegrei

Non tutti sanno che in Italia i vulcani attivi non sono solo i famosi Etna, Vesuvio, Campi Flegrei e Stromboli. Nel complesso i vulcani attivi emersi che hanno eruttato negli ultimi 10.000 anni sono circa una decina, e ce ne sono almeno altrettanti sommersi nel Tirreno e nel Canale di Sicilia, di cui ci occuperemo in un prossimo articolo. Oltre ai più famosi citati prima sulla terra emersa del Bel Paese abbiamo Ischia, Lipari, Vulcano, Pantelleria, Panarea, l'Isola Ferdinandea e i Colli Albani. Molti di questi vulcani sono conosciuti come isole e luoghi turistici, ma non tutti sanno che in realtà sono vulcani attivi.


Conosciamoli meglio:

Ischia:


Ischia è in realtà un’isola formata da numerosi vulcani, che si erge per circa 900m dal fondo del mare, nella parte nord-occidentale del Golfo di Napoli. Si sono verificate eruzioni fino al 1302, anno dell'ultimo evento: l'accumulo dei prodotti vulcanici ha così costruito un'isola ampia circa 46km2 che raggiunge un’altezza massima di 787m sul livello del mare, in corrispondenza del Monte Epomeo.


La maggior parte dell'isola è costituita da depositi di eruzioni sia effusive che esplosive, che hanno costruito edifici vulcanici, alcuni dei quali ancora ben visibili nel settore sud-orientale dell’isola, altri del tutto smantellati o sepolti. Molto diffusi sono anche i depositi di frane che derivano dall'accumulo di materiale vulcanico preesistente.

Sismicamente il vulcano è ancora vivo. In passato sull'isola si sono verificati forti terremoti che hanno provocato danni. In particolare, gli eventi sismici del 1881 e 1883 ebbero effetti disastrosi. Il terremoto del 4 marzo 1881 provocò gravi danni a Casamicciola e a Lacco Ameno e fu avvertito anche in altre zone. Il terremoto del 28 luglio 1883 fu l'evento più catastrofico avvenuto sull'isola negli ultimi secoli. Il sisma distrusse gran parte della cittadina di Casamicciola e fu distintamente avvertito in tutta l'isola con particolare intensità a Lacco Ameno e Forio. Questo terremoto, avvertito anche a Napoli, fu seguito da numerose repliche.


Lipari:

L'isola di Lipari, come tutte le isole Eolie, è il risultato di una complessa serie di eruzioni vulcaniche che si sono succedute nel corso dei millenni.Lipari, la maggiore isola dell'arcipelago, è la porzione emersa di un grande apparato vulcanico, alto circa 1600 m che, partendo da una profondità di circa 1000 m sotto il livello del mare arriva a 602 metri s.l.m. (monte Chirica situato nella zona nord dell'isola). Le rocce più antiche affioranti sull'isola hanno un'età di 223.000 anni, quelle più giovani risalgono al VI d.C. (Monte Pilato e Forgia Vecchia). Quest'ultima fase, particolarmente recente, sottolinea che da un punto di vista vulcanologico, Lipari deve considerarsi ancora un vulcano attivo. L'ultima eruzione risale al 729 d.C. Attualmente le uniche testimonianze di attività vulcanica sono rappresentate da fumarole (fra Timpone Pataso e Timpone Ospedale) e sorgenti termali (Terme di San Calogero e località Bagno Secco).

Panarea:

Dal punto di vista geologico Panarea è la più antica isola delle Eolie, con gli isolotti circostanti quel che resta di fenomeni eruttivi di un unico bacino vulcanico. Il condotto principale dell'originario complesso vulcanico è situato all'incirca nel tratto di mare compreso tra lo scoglio La Nave e lo scoglio Cacatu. Sempre dal mare, sulla costa occidentale (Cala Bianca), sono invece visibili i resti di un camino vulcanico secondario dalla forma di grosso imbuto.


Sul lato nord-est dell'isola, sulla spiaggia della Calcara è tuttora possibile scorgere fumarole di vapori che si levano dalle fessure fra le rocce (dai suggestivi colori sulfurei), ultime tracce di attività vulcanica con temperature fino ai 100 °C. In alcuni punti fra i ciottoli in riva al mare, per effetto di queste sorgenti di calore, l'acqua ribolle fino ad essere ustionante. Altri fenomeni eruttivi subacquei (recentemente alla ribalta della cronaca per un'improvvisa aumentata attività) sono evidenti nel ribollire delle acque fra l'isolotto di Bottaro e Lisca Bianca.

Vulcano:

Isola delle Eolie, nel messinese, Vulcano, la cui attività ha oltre 120mila anni, ha avuto l'ultima eruzione nel 1888-1890. Oggi restano della antica attività le fumarole, con emissione di gas e vapori, che di recente hanno destato qualche preoccupazione per i bagnanti turisti, al punto che la balneazione è stata vietata in alcuni punti.


Pantelleria:

L'attività eruttiva più recente risale al 1891 ed è avvenuta in corrispondenza di un sistema di fratture eruttive subacquee, ubicate a circa 4 km a nord dell'attuale porto di Pantelleria. Inoltre, sull'isola è presente un termalismo diffuso, rappresentatato da fumarole (Favara Grande, Grotta del Bagno Asciutto, Fossa della Pernice, Cuddia di Mida) e sorgenti di acque calde (Bagno dell'Acqua, Porto di Scauri, Nicà, Punta S. Gaetano e Gadir). In virtù di questi elementi, il vulcanismo sull'isola è tutt'altro che estinto.

Isola Ferdinandea:

Costituisce i resti di un apparato vulcanico che emerse nel 1831, a seguito dell'eruzione sottomarina di un vulcano, si innalzò dall'acqua formando l'isola, la quale crebbe fino ad una superficie di circa 4 km² e 65 m di altezza. Verso la fine di giugno del 1831, nel tratto di mare a metà strada tra Sciacca e Pantelleria si verificarono alcune scosse sismiche di fortissima intensità, che vennero avvertite fino a Palermo e che causarono gravi danni alla costa sudoccidentale della Sicilia. Successivamente gli abitanti delle zone vicine e gli equipaggi di alcune navi di passaggio affermarono di aver visto colonne di fumo e pietra pomice uscire dalle acque, assieme a violenti zampilli di lava eruttati dal vulcano. Fu poi segnalata nei giorni seguenti dai pescatori del luogo, una zona in cui il mare ribolliva continuamente e dove vi erano morìe di pesci, causate molto probabilmente dall'esalazione dei gas vulcanici.

Il 7 luglio, F. Trifiletti, capitano della nave Gustavo, riferì di aver avvistato un isolotto alto circa 8 metri che sputava cenere e lapilli. La completa emersione dell'isola avvenne però nella notte fra il 10 e l'11 luglio 1831, quando dopo una scossa tellurica, il vulcano sottomarino aprì la sua bocca eruttando detriti e lava che formarono una piccola isola di circa quattro chilometri di circonferenza e sessanta metri d'altezza. Nel 1846 e nel 1863 l'isoletta è riapparsa ancora in superficie, per poi scomparire nuovamente dopo pochi giorni. Con il terremoto del 1968 nella valle del Belice le acque circostanti il banco di Graham furono viste intorbidirsi e ribollire, cosa che venne interpretata come un probabile segnale che l'isola Ferdinandea stesse per riemergere. Successivamente il vulcano è rimasto dormiente per decenni, con la cima circa 8 metri sotto il pelo dell'acqua. Nel 2002 una rinnovata attività sismica nella zona ha indotto i vulcanologi a congetturare sopra un imminente nuovo episodio eruttivo con conseguente nuova emersione dell'isola.

Colli Albani:

Il vulcano apparentemente dormiente si trova a sud di Roma. Sebbene da migliaia di anni non vi sia attività vulcanica (dagli studi finora effettati l’ultima eruzione risalirebbe a 20.000 anni fa), dal punto di vista vulcanologico esso non può essere considerato un vulcano inattivo. Si parla di vulcano quiescente, ma il suo stato di dormienza non è detto sia definitivo: in passato lo stesso vulcano conobbe periodi di riposo anche superiori a 20mila anni, e allo stato attuale delle conoscenze nessuno può sapere se si riattiverà oppure no. Un dato certo è che l’area dei castelli Romani è ancora oggi interessata da fenomeni sismici di bassa e media intensità (raramente potenti e distruttive, come negli anni 1438, 1806, 1829, 1899, 1927), e da emissioni di gas a volte anche pericolose in scantinati e luoghi ribassati.


fonte: wikipedia, http://www.protezionecivile.gov.it/jcms/it/vulcani_attivi.wp

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Indonesia: massima allerta per il vulcano Raung

Il Centro di mitigazione dei disastri di vulcanologia e geologia (PVMBG) ha innalzato oggi lo stato di allerta del Monte Raung, un vulcano che si erge a 3.332 metri sul livello del mare nell'East Java in Indonesia, portando il livello da 'Waspada' (allarme) a 'Siaga' (massima allerta).


"Il livello di allarme del vulcano Raung è stato aumentato a Siaga a partire dalle 09:00 di oggi a causa degli aumenti delle scosse di terremoto" riferisce il centro di osservazione del vulcano.
Il PVMBG ha monitorato il vulcano, che si trova sul confine di tre reggenze, cioè Banyuwangi, Bondowoso e Jember, nel corso delle ultime due settimane e ha scoperto che le sue attività vulcaniche avevano continuato ad aumentare fino ad espellere lava ardente e ceneri vulcaniche alte circa 300 metri verso il cielo.

Sono amumentate le scosse di terremoto e rumori come tuoni sono stati sentiti fino al punto di osservazione a Songgon, in Banyuwangi, anche se non sono state viste eruzioni a causa delle nuvole che coprivano il suo picco.
Con questo livello di allerta più alto, il PVMBG raccomanda i residenti che vivono vicino al Monte. Raung e agli alpinisti di non avvicinarsi al vulcano in un raggio di tre chilometri dal cratere.

fonte: http://www.thejakartapost.com/news/2015/06/29/mount-raung-s-alert-level-increased.html

The Day After

domenica 28 giugno 2015

Guatemala: potenti esplosioni del vulcano Fuego udite a 25 km

L'Istituto statale di Vulcanologia del Guatemala ha riferito che oggi ci sono state quattro o cinque esplosioni ogni ora del vulcano Fuego, accompagnate da ceneri (in aumento) lanciate ad un'altitudine di 4.600 metri.


Il vulcano si trova a 50 chilometri a sud est di Città del Guatemala.
Il suono delle esplosioni si è sentito fino ad una distanza di 25 km, e le onde d'urto hanno scosso tetti e finestre dei villaggi circostanti.
La cenere dal vulcano è ricaduta sui villaggi del versante occidentale del Fuego.
Nel mese di febbraio, una forte eruzione aveva costretto le autorità a chiudere l'aeroporto internazionale a causa della pioggia di cenere.

fonte: https://au.news.yahoo.com/thewest/a/28593896/guatemala-volcano-grows-more-active-spews-ash/

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Hawaii: forte terremoto 5.2 sotto al vulcano Kilauea

Un terremoto di magnitudo 5,2 ha scosso Big Island questa mattina, ma non ci sono notizie di danni o lesioni.


Secondo l'US Geological Survey, il sisma si è verificato alle 10:10 a circa 11 km a sud-sud-est del vertice del vulcano Kilauea ad una profondità di circa 8,5 km.

L'USGS ha ricevuto più di 740 segnalazioni entro un'ora dal terremoto, che è stato sentito in tutta Big Island, così come a Maui, Lanai e Oahu. Diversi abitanti lo hanno descritto come uno dei terremoti più forti sentiti negli ultimi tempi.
Le prime stime prima avevano considerato il terremoto di magnitudo 4.8, poi 5.2. Secondo l'USGS, un terremoto di magnitudo 5.2 è due volte e mezzo più grande e quasi quattro volte più forte di un 4,8 terremoto in termini di energia liberata.
Cinque scosse di assestamento sono state registrate entro la prima ora dopo il terremoto, tra cui una di magnitudo 3,1 alle 22:54 nella stessa zona. I geologi hanno detto che ci saranno più scosse di assestamento prossimamente, alcuni delle quali anche intense.

Negli ultimi 20 anni, otto terremoti con magnitudo superiore al 4, di cui tre con grandezza 5 o superiore, si sono verificati nella stessa zona e alla stessa profondità. Geologi dell'HVO dicono che i terremoti potrebbero essere causati dal movimento verso sud del fianco sud del vulcano Kilauea in risposta alla pressione del magma all'interno del Rift orientale del Kilauea.


Tina Neal, scienziato dell'HVO, riferische che i terremoti non hanno avuto effetti evidenti sulle eruzioni in corso al Kilauea. Le reti di monitoraggio dell'HVO non hanno rilevato cambiamenti significativi nell'attività ai vertici o nelle zone del rift del Kilauea o di altri vulcani delle Hawaii.

fonte: http://www.hawaiinewsnow.com/story/29425461/50-quake-shakes-big-island

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Sisma magnitudo 5.6 colpisce l'India del nord: riportati danni e feriti

Almeno tre persone sono state ferite nel quartiere di Kokrajhar, ad Assam, dopo che un terremoto di magnitudo 5,6 ha colpito lo stato nord-orientale dell'India questa domenica mattina.


"Un muro è crollato nel quartiere Kokrajhar dovuto al tremore, ferendo due persone e danneggiando alcune biciclette parcheggiate nelle vicinanze della città. Sono stati riportati altri piccoli danni alle proprietà del distretto.

Il sisma ha anche causato danni ad un antico tempio in Basugaon. Una statua del leone, in pietra, installata al cancello d'ingresso del tempio, è crollata, secondo un rapporto.

Il tremore è stato avvertito anche nella parte settentrionale del Bengala Occidentale, tra cui Jalpaiguri, Darjeeling, Alipurduar e i distretti Cooch Behar. Nessun ferito o danni alla proprietà sono stati segnalati dal Bengala per il momento. Scossa sentita anche in Bhutan, Bangladesh e Nepal.
Il sisma ha colpito Assam alle 06:35 e il suo epicentro è stato registrato a circa 20 chilometri a nord della città Basugaon di Assam, ad una profondità di 10 chilometri, secondo il Centro Meteorologico Regionale (RMC) di Guwahati.

fonte: http://www.ibtimes.co.in/5-6-magnitude-earthquake-hits-assam-west-bengal-2-injured-kokrajhar-637361

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sabato 27 giugno 2015

Forte sisma 5.2 colpisce il distretto del Sinai in Egitto

Una forte scossa di terremoto di magnitudo 5.2 ha colpito oggi, sabato 27 Giugno alle 17.34, il villaggio di Nuwaybi’a, in  un area tra l'Egitto e l'Arabia Saudita.


L'ipocentro è stato stimato a 11 chilometri di profondità. Il sisma è stato avvertito fino alla capitale Il Cairo, a ben 361 chilometri di distanza, comprendendo la zona tra il Sinai e Sharm El Sheich, dove i turisti sono scesi in strada o hanno abbandonato gli ombrelloni per paura del terremoto, o per paura di un attentato terroristico, visti gli avvenimenti degli ultimi giorni. Anche in Giordania, nella striscia di Gaza, in Israele e in Arabia Saudita hanno avvertito la scossa.

Fortunatamente sembra che il terremoto non abbia causato danni particolarmente gravi nei numerosi centri abitati della zona, anche se quest’area dell’Egitto è disseminata di villaggi rurali che potrebbero aver subito gravi danni. Finora segnalato solo il crollo di un vecchio edificio a nord del Cairo.

The Day After

venerdì 26 giugno 2015

Raro terremoto colpisce la provincia di Brindisi in Puglia

Nessun danno a cose o persone, ma tanta paura, quella sì. Il terremoto avvertito ieri pomeriggio anche dalla fascia nord del Salento è stato localizzato proprio nell’entroterra brindisino, tra le campagne che circondano Francavilla Fontana ed Oria.


Secondo i rilievi dei sismografi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia la scossa è stata di debole entità, esattamente di magnitudo 2.4 sulla scala Richter, con ipocentro fissato a circa 5 km di profondità. Quindi, nessun pericolo, per quanto la scossa, arrivata alle 16.37, sia stata avvertita non solo dai macchinari, ma anche dagli abitanti della zona, in particolare nella Città degli Imperiali. 
In molti hanno pensato si trattasse di un’esplosione, oppure di un forte tuono, chiedendo informazioni tanto su Facebook quanto ai centralini di vigili del fuoco e forze dell’ordine.

Di certo, la terra ha tremato. Così come nelle abitazioni hanno tremato mobili e soprammobili. Per fortuna, nessuno si è fatto male. Secondo gli esperti, la scossa potrebbe essere stata avvertita nel raggio di 20 kilometri e, quindi, anche dagli abitanti dei centri limitrofi al punto individuato. Nella provincia di Brindisi, detto di Francavilla e Oria, Latiano, Mesagne, Villa Castelli, Ceglie Messapica, San Michele Salentino, San Vito dei Normanni, Erchie e Torre Santa Susanna. In quella di Taranto Manduria, San Marzano di San Giuseppe, Sava, Carovigno, Grottaglie e Fragagnano.

I terremoti in questa zona sono avvenimenti piuttosto rari, in quanto quando sono avvertiti dalla popolazione sono solitamente relativi a scosse avvenute a molti km di distanza, soprattutto in Grecia o in Calabria. La penisola salentina però, pur essendo classificata come un'area a basso rischio sismico, il 20 febbraio del 1743, una scossa di 9 gradi della scala Mercalli (ovvero 6,5 gradi della scala Richter) con epicentro nel basso Ionio, interessò anche il Salento, mettendo in ginocchio diversi centri delle province di Brindisi, Taranto e Lecce, dove si registrarono danni disastrosi e diverse vittime. Secondo le cronache dell’epoca, i morti furono 180, di cui 112 nella sola Nardò. La scossa, quella notte, fu avvertita anche a Francavilla e sulla costa ionica della provincia tarantina, provocando diversi danni ai monumenti. A Sava, al Santuario della Madonna di Pasano, a Maruggio, dove il rosone della Chiesa Madre andò distrutto e a Lizzano, dove il terremoto provocò l'inclinazione del Castello marchesale e il crollo di buona parte del centro storico.

fonte: http://www.quotidianodipuglia.it/brindisi/terra_trema_francavilla_oria_paura/notizie/1430824.shtml

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Perù: nuova esplosione del vulcano Ubinas lancia cenere fino a 15 km

Il vulcano Ubinas, a Moquegua in Perù, è stato molto attivo questa settimana, raggiungendo l'apice con una bella esplosione ieri pomeriggio.


L'esplosione ha rilasciato 2 megajoule di energia, ed è durata circa 2 minuti, rilasciando una colonna di cenere che ha raggiunto 3.000 metri sopra il cratere.
L'OVS ha messo in guardia la popolazione locale di adottare le necessarie precauzioni contro lo strato di cenere che si prevede raggiungerà i 15 km intorno al cratere, coprendo Yalagua, Santa Rosa de Phara, Escacha e le città Lloque nella provincia di Sánchez Cerro, riferisce El Comercio.
Le autorità locali hanno ricevuto l'ordine di distribuire maschere e occhiali alle persone colpite dalle ceneri.

All'inizio di questa settimana l'OVS aveva già registrato due esplosioni. In primo luogo Lunedi 22 giugno alle 08:50 e la seconda in quello stesso giorno alle 14:38.
Lo scorso aprile l'attività del vulcano aveva causato l'evacuazione impressionante di 28.000 camelidi (alpaca e lama) dai loro pascoli. La regione Moquegua è una delle regioni più popolate di camelidi in Perù.


fonte: http://www.peruthisweek.com/news-ubinas-volcano-registers-strong-explosion-106821

The Day After

giovedì 25 giugno 2015

Campi Flegrei: allarme dai ricercatori per le trivellazioni

La recente richiesta di autorizzazioni da parte di società private al Ministero per l’Ambiente, a trivellazioni profonde per la realizzazione di centrali geotermiche , allarma i ricercatori per i rischi derivanti da sollecitazioni nel sistema dei Campi Flegrei, il super vulcano più pericoloso al mondo.


L’area prescelta per la trivellazioni è in assoluto quella a più alto rischio sismico e vulcanico ed è stata soggetta, negli ultimi anni, a notevoli aumenti di temperatura e del flusso di gas oltre che a sollevamenti del suolo e sequenze sismiche. A causa della crisi in atto la Protezione Civile ha anche elevato il livello di allerta per il vulcano dal verde al giallo in una scala di 4 livelli nei quali l’ultimo prevede l’evacuazione di tutta la popolazione. Il vulcanologo Giuseppe Mastrolorenzo tra i maggiori esperti al mondo dell’area vulcanica napoletana, denuncia da sempre la mancanza di un piano d’emergenza e la pericolosità delle trivellazioni nell’area di Bagnoli, Pozzuoli e in qualsiasi altra località all’interno dei Campi Flegrei. Anche Ischia è stata individuata come area per la realizzazione di centrali geotermiche e in questo caso, il rischio ricadrebbe non solo sulla popolazione residente ma anche sull’enorme flusso turistico dell’isola. Il vulcanologo ha oggi dichiarato che: “Ricerche recenti mie e di altri esperti di livello internazionale dimostrano che, a causa dell’elevatissime temperature e pressioni dei fluidi, sistemi geotermici come la caldera dei Campi Flegrei sono estremamente suscettibili a sollecitazioni naturali o indotte come le trivellazioni le quali possono causare sequenze sismiche, esplosioni del pozzo, esplosioni freatiche e addirittura eventi eruttivi. I rischi sono più elevati nel caso in cui si proceda l’iniezione di fluidi in profondità, come previsto per le centrali geotermiche. "Perforazioni analoghe come quelle condotte negli ultimi anni nelle Azzorre, hanno provocato esplosioni e devastazioni di vaste aree intorno ai pozzi” continua l’esperto e ancora: “casi simili sono stati registrati in altri vulcani ed esplosioni si sono verificate proprio nei Campi Flegrei in precedenti attività di trivellazione. In assenza di un piano d’emergenza, per l’alta densità di popolazione e per la rapida ed imprevedibile escalation degli eventi, nel super vulcano qualsiasi incidente potrebbe tradursi in una catastrofe. Da oltre 10 anni ho pubblicato le mappe di pericolosità in caso di eruzione dei Campi Flegrei, ma fino ad oggi non esiste un piano d’emergenza. Inoltre, da pochi anni, la rivista scientifica NATURE SCIENTIFIC REPORT, ha pubblicato una mia ricerca che dimostra l’esistenza di un’enorme camera magmatica a bassa profondità comune a Vesuvio e Campi Flegrei, con rischio di eruzioni esplosive anche di grande portata in qualsiasi momento e con breve preavviso”. Conclude infine Mastrolorenzo con il monito: “per il principio di precauzione e per l’assoluta imprevedibilità degli effetti , le attività di perforazione sono assolutamente da escludere in un’area in cui sono a rischio 3 milioni di persone”.



fonte: http://www.ilfioreuomosolidale.org/index.php/ultime-notizie/item/1610-trivellazioni-nel-vulcano-solfatara-dei-campi-flegrei-allarme-dai-ricercatori, http://www.prodigal.it/campi-flegrei-le-trivelle-mettono-a-rischio-3-milioni-di-persone-2/

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Eruzione Sinabung: la cenere ha raggiunto la capitale Medan

La cenere vulcanica del vulcano indonesiano Sinabung ha ricoperto parti di Medan, la capitale della provincia del Nord Sumatra, costringendo i residenti ad indossare maschere.


Il capo dell'agenzia per la mitigazione dei disastri locali, Subur Tambun, ha riferito ieri che il fumo che fuoriesce dal montagna vulcano è stato portato dai venti verso Medan. Finora, la caduta di cenere non aveva interrotto seriamente la vita quotidiana, comprese le operazioni di volo presso l'aeroporto della città.

Medan, con una popolazione di 3,4 milioni, è la terza città più grande dell'Indonesia dopo Jakarta e Surabaya.
Alcuni video hanno evidenziato come la cenere ha ricoperto parti della città, che si trova a circa 50 chilometri a nord est del vulcano.

Secondo gli ultimi rapporti sul vulcano Sinabung, ci sono state sette valanghe di cenere calda ieri, che sono scivolate fino a 3.500 metri sul fianco sud-est. La nube di cenere si è gonfiata coprendo 2.000 metri di raggio.


fonte: http://www.seattletimes.com/nation-world/ash-from-indonesia-volcano-blankets-provincial-capital-medan/

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Anche il vulcano Reventador è agitato in Ecuador

Il vulcano Reventador in Ecuador sta cominciando ad agitarsi seriamente. In una relazione speciale, l'Istituto di geofisica ha detto che è in corso un aumento dell'attività vulcanica, caratterizzato dalla presenza di numerose colate laviche lungo i fianchi. Ci sono stati anche i segni delle esplosioni, che al momento non minacciano le comunità vicine o le infrastrutture petrolifere che sono alla base del colosso.


Il Reventador è il più attivo di una catena di vulcani ecuadoriani della Cordillera Real, ad est dell’arco vulcanico principale. Si tratta di un vero e proprio gigante di 3562 metri che sovrasta il parco nazionale omonimo. Dal 1541 ha eruttato più di 25 volte, ma la sua posizione remota ci dice che molti eventi sono andati persi. E’ stato fonte di numerose colate laviche ed eruzioni esplosive, visibili addirittura da Quito. La più grande eruzione della storia si è verificata nel recente passato (2002), quando venne prodotta una colonna di cenere alta 17 chilometri e flussi piroclastici sino a 8 chilometri dal vertice.

fonte: http://www.info7.mx/a/noticia/588849/volcan_reventador_aumenta_su_actividad_en_ecuador

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Paura in Alaska: scossa 5.8 a nord di Anchorage

Una scossa di terremoto di intensità 5.8 gradi della scala Richter è stata avvertita in Alaska. Lo comunica l’Usgs, l’Istituto geologico americano.


L’epicentro è stato localizzato 119 km a nord-ovest diAnchorage, la città più grande dell’Alaska situata sulla Baia di Cook e che costituisce lo snodo di comunicazione dell’Alaska centrale e occidentale.

Il sisma è stato registrato ad una profondità di 116 km. Al momento non ci sono notizie di feriti o danni. In città gli edifici hanno oscillato per 15-20 secondi.


Il terremoto è avvenuto nei pressi del vulcano Hayes, uno stratovulcano che è stato scoperto solo nel 1975. Hayes è il più orientale dei vulcani dell'Arco delle Aleutine, e non ha un vertice distintivo, con il 90% della sua superficie coperto da ghiacciai e ghiaccio. L'ultimo periodo di grande attività eruttiva si è verificato tra circa 4.400 a 3.600 anni fa. La cenere vulcanica è stata dispersa su grandi aree all'interno, centro-sud e sud-est dell'Alaska. Flussi piroclastici prodotti durante queste eruzioni dell'Hayes si sono riversati nell'Hayes River e probabilmente hanno raggiunto il fiume Yentna a circa 110 chilometri a valle dal vulcano. L'ultimo importante periodo eruttivo Hayes Vulcano può essere avvenuto circa 200 anni fa, e almeno una delle eruzioni durante questo intervallo è stata forse la più grande eruzione della regione negli ultimi 10.000 anni.

fonte: http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-mondo/terremoto-alaska-scossa-5-6-nord-di-anchorage-2217864/

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mercoledì 24 giugno 2015

Scossa di terremoto sotto i vulcani Nisyros e Yali in Grecia

Se pensiamo alla Grecia e ai vulcani solitamente ci viene in mente solo il vulcano Santorini, nel Mar Egeo. Ma non è l'unico vulcano considerato ancora attivo in Grecia. Ci sono altri vulcani nel Dodecaneso, e due di questi sono stati scossi oggi da un'interessante scossa di terremoto di magnitudo 4.7 ad una profondità di 137km: il vulcano Nisyros e il vulcano Yali.


La piccola isola giro di Nisyros è uno dei vulcani più attivi, ma meno conosciuti in Grecia. Si trova a sud della popolare spiaggia dell'isola turistica di Kos. Il vulcano è parte dell'Arco Ellenico, una linea curva di centri vulcanici nati in una zona di subduzione, e si estende dal golfo Saronico da Atene attraverso i gruppi di isole di Milos, Santorini e Nisyros-Yali-Kos alla penisola di Bodrum all'estremo SW della Turchia. L'ultima eruzione di Nisyros è stata caratterizzata da esplosioni freatiche nel 1881-1887. Hanno lasciato un paesaggio lunare di crateri colorati e fumarole molto attive. Il vulcano Nisyros è il più attivo rimasto della caldera del vulcano Kos, esploso circa 150,000 anni fa. Nisyros, Yali, Strongylí, Pyrgoussa, Pahia e Kefalos (a Kos) sono i resti di una zona che è considerata ancora attiva. Una camera magmatica sottostante Nisyros si trova a soli 3-4 km di profondità ed è ancora in risalita. Dal 2000, quando il programma di ricerca Nisyros del GEOWARN-Team è iniziato, le temperature delle fumarole sono cambiate da 98 C a 103 C nel 2004. L'attività tettonica nel corso degli ultimi anni sta aumentando e quindi un programma per evitare rischi vulcanici è ancora in corso.


Anche Yali, una piccola isola vulcanica tra la costa settentrionale di Nisyros Island e la costa SO di Kos, si trova all'interno del luogo dedotto della grande caldera sottomarina associata alll'eruzione del voluminoso Kos Plateau Tufo. Non sono registrate eruzioni storiche del vulcano Yali, ma le più recenti eruzioni di pomice di sovrappongono terreni contenenti vasellame e manufatti, quindi non è poi così remota.

Scosse di terremoto sotto questi vulcani sono state registrate anche nei mesi scorsi, ma questa è una delle più forti. Chissà se sotto le due isole qualcosa non si stia muovendo... 

fonte: http://www.volcanodiscovery.com/it/nisyros.html, Wikipedia, http://hisz.rsoe.hu/alertmap/site/index.php?pageid=seism_index&rid=489652

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Il vulcano Sinabung in Indonesia è stato risvegliato da un terremoto?

Gli scienziati pensano che ci sia un collegamento tra la nuova attività vulcanica del monte Sinabung in Indonesia e tre recenti grandi terremoti.

immagine del 24 giugno 2015

Il vulcano Sinabung in Indonesia, una volta era considerato un vulcano spento, fino a che non è esploso per un breve periodo nel 2010. Poi, il 15 settembre 2013, ha cominciato di nuovo un'eruzione e l'attività vulcanica ha continuato fino ad oggi.

Capire perché i vulcani escono dal letargo non è un compito facile per gli scienziati, ma un articolo pubblicato lo scorso anno in Solid Earth suggerisce che alcuni dei recenti megaterremoti a Sumatra potrebbero aver svegliato il vulcano.
Il Sinabung è uno dei numerosi vulcani che si trovano lungo la zona di subduzione Sumatra Trench nell'Oceano Indiano. Questa regione, che fa parte del Ring of Fire, è molto attiva geologicamente. La caldera del lago Toba, che è a circa 40 km a sud est di Monte Sinabung, è stato il luogo dell'ultima nota eruzione supervulcanica sulla Terra circa 75.000 anni fa.

Tre grossi terremoti che si sono verificati in questa regione durante il periodo 2005-2007 possono aver innescato la più recente attività vulcanica sul monte Sinabung, secondo gli scienziati. Questi terremoti sono il terremoto di magnitudo 8.6 del 2005, il terremoto di magnitudo 7,9 del 2007, e un altro di magnitudo 8,4 del 2007. La devastante scossa di magnitudo 9.2 che ha colpito l'Indonesia nel dicembre 2004 probabilmente non è coinvolta però, perché questa si è verificata in una zona a nord dell'arco vulcanico.


Grandi terremoti di subduzione possono riattivare archi vulcanici perché cambiano il tipo e la quantità di stress tettonico. Mentre sollecitazioni di compressione vengono rilasciate dopo un terremoto di subduzione, questo può portare a colpire e a muovere altri tipi di stress tettonici. Tale movimento, a sua volta, può aprire nuovi canali per il flusso di magma e aumentare la permeabilità complessiva del sistema vulcanico. Può anche causare cambiamenti nelle pressioni interstiziali che rendono il magma più esplosivo.

Impulsi a lungo termine di un aumento dell'attività vulcanica sono stati osservati anche dopo grandi terremoti in altre regioni del mondo, tra cui il Cile e il Giappone, secondo il documento che è stato pubblicato in Solid Earth.

È importante sottolineare che gli scienziati hanno osservato che l'idea che i terremoti possono innescare eruzioni vulcaniche non è nuova. Charles Darwin in realtà aveva dimostrato l'aumento di attività vulcanica in Cile dopo il terremoto di magnitudo 8.5 di Conception nel 1835. Ha pubblicato questi risultati nel 1840.

Anche se la corrente eruzione in corso del Sinabung figura di livello 2 sull'indice di esplosività vulcanica, che può arrivare fino a 8 in base alla quantità di materiale che viene espulso, questa eruzione è stata molto distruttiva. Sedici persone sono state uccise durante un'esplosione del Monte Sinabung il 1° febbraio 2014, e lo spessore di cenere caduta ha danneggiato molte delle colture locali, come peperoncino, cavoli, e pomodori. Più di recente, l'attività accresciuta ai primi di giugno 2015 ha spinto le autorità a rilasciare il loro livello di allerta più alto per il vulcano ed i residenti sono stati evacuati. Prima di questa attività, non c'erano state eruzioni per 400 anni.

fonte: http://earthsky.org/earth/earthquakes-to-blame-for-mount-sinabung-eruptions

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Giappone: l'eruzione a Nishinoshima continua e l'isola si ingrandisce

L'eruzione sull'isola Nishinoshima in Giappone continua con apparentemente effusione di lava costante. La lava alimanta flussi attivi che stanno allargando l'angolo SE dell'isola, che ora ha una superficie di 2.7 chilometri quadrati.


Un'attività stromboliana mite e un forte degassamento stanno avvenendo dalla bocca principale, dove un bel cono di scorie è cresciuto. La lava scorre per lo più attraverso tubi, dove è nascosta dalla superficie, e raggiunge il delta lavico attivo sulla punta SE dell'isola. Una piccola parte sembra stia alimentando e gonfiando colate laviche superficiali interne in una zona a NE del cono.

L'isola Nishinoshima è un'isola vulcanica dell'oceano Pacifico a circa 970 km a sud di Tokyo nelleisole Ogasawara. È stata anche conosciuta come Isola Rosario. L'isola è stata ampliata nel 1974, dopo che eruzioni vulcaniche hanno creato una nuova sezione dell'isola. Una serie di nuove eruzioni vulcaniche iniziate nel 21 novembre 2013 ha ampliato ulteriormente l'isola, che si è ingrandita circa 8,6 volte dal 2013, e l'ingrandimento come abbiamo visto continua.

 
Tuttora Nishinoshima è disabitata, ma forse in futuro verrà abitata.

fonte: http://www.volcanodiscovery.com/nishino-shima/news/53495/Nishino-shima-volcano-Japan-eruption-still-continuing-island-grows-lava-delta-on-the-SE-side.html, Wikipedia

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martedì 23 giugno 2015

Aggiornamenti sull'eruzione del vulcano Wolf alle Galapagos

L'eruzione alle Galapagos del vulcano Wolf, iniziata ormai un mese fa, continua con forza, ma non più dalla posizione iniziale dal cratere. Dal segnale termico sembra che dal 13 giugno l'eruzione sia avvenuta dalle bocche all'interno della vasta caldera del vertice piuttosto che dalle bocchette di fessura che si aprivano sul fianco sud-est superiore il 25 maggio.


Questo potrebbe essere perché la spaccatura che alimentava l'eruzione originale si è semplicemente allargata nel pavimento della caldera, o perché una nuova spaccatura si è formata, creando una simultanea seconda eruzione.

A giudicare dal segnale termico, l'eruzione continua con maggiore forza dalla metà di giugno.

fonte: http://www.volcanodiscovery.com/wolf/activity/2015-may-25/Galapagos-Islands-eruption.html

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Islanda: allerta per rischio terremoto a Reykjavík

Il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso un'allerta terremoto dato che nelle ultime settimane si è intensificata l'attività sismica nella penisola di Reykjanes, a circa 60 km a sud ovest di Reykjavík, e questo potrebbe portare anche ad un terremoto di magnitudo 6,5 ​​in un prossimo futuro.


Un terremoto di magnitudo 4,0 che ha colpito il lago Kleifarvatn a fine maggio, potrebbe ampiamente essere avvertito nella regione della capitale. Un terremoto di magnitudo 6.5 potrebbe causare danni minori alle abitazioni e provocare frane in grotte e montagne, come sottolinea il comunicato stampa.

"L'analisi degli sciami sismici indica che c'è instabilità tra Kleifarvatn e Ölfus. La misurazione dei movimenti della crosta terrestre negli ultimi anni indica anche che ci possono essere tensioni in questo settore, che possono portare a terremoti più grandi."

"Informazioni storiche indicano che i terremoti in questa zona possono raggiungere magnitudo 6,5. Tra veri eventi, terremoti intorno magnitudo 6.0 hanno colpito la zona montuosa di Bláfjöll nel 1929 e nel 1968. Questi terremoti non hanno causato molti danni nella regione della capitale, ma occorre ricordare che sono state costruite nuove case molto più vicino alla zona sismicamente attiva negli ultimi anni."

"C'è da aspettarsi un terremoto di questa portata nelle comunità vicine (la regione della capitale, Grindavík, Þorlákshöfn, Hveragerði e Reykjanesbær) sarà avvertito da molte persone, che saranno spaventate fino al punto di evacuare gli edifici. Mobili pesanti possono essere spostati e la stuccatura delle pareti potrebbe incrinarsi in alcuni punti. Nessun danno dovrebbe esserci invece nelle case ben costruite. "

Il Dipartimento della Protezione Civile raccomanda  di rivedere la siruezza di ogni casa e ogni postazione di lavoro per limitare il pericolo nel caso di un terremoto.

fonte: http://icelandreview.com/news/2015/06/22/earthquake-warning-issued-reykjavik

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Indonesia: nuova eruzione in corso del vulcano Raung

Un forte segnale termico visibile su dati satellitari suggerisce che l'attività eruttiva nel cratere sommitale del vulcano Raung in Indonesia è di nuovo ripresa negli ultimi due giorni.


Durante la fine del 2014 e l'inizio del 2015, il vulcano era stato in attività stromboliana ed aveva effuso un flusso di lava all'interno del suo vasto vertice della caldera. Questa attività è gradualmente diminuita nel corso degli ultimi mesi, ma ora potrebbe aver ripreso.

Il Raung è uno dei vulcani più attivi dell'isola di Giava in Indonesia. Si trova nella provincia di East Java e ha una caldera di livello 2 larga più di un km e profonda 500, circondata da un bordo grigio. Il vulcano è alto 3.332 metri sul livello del mare, ed è il vulcano più alto di questo gruppo nell'isola di Giava. Di seguito riportate le eruzioni storiche: 1586 (?), 1593 (large sub-plinian eruption), 1597, 1638, 1730, 1804+-4y, 1812-14, 1815 +-1y, 1817, 1838, 1849, 1859, 1860, 1864, 1881, 1885, 1890, 1896, 1897, 1902, 1903, 1913, 1915, 1916, 1917, 1921, 1924, 1924, 1927-28, 1928, 1929, 1933, 1936, 1937, 1938-39, 1940, 1941, 1943, 1944-45, 1953, 1955, 1956, 1971, 1973, 1974, 1975, 1976, 1977, 1978, 1982, 1985, 1987-89, 1990, 1991, 1993, 1994, 1995, 1995 (?), 1997, 1999, Jul 2000, Jun-Aug 2002, Apr-Oct 2004 (?), Jul-Aug 2005 (?), Aug 2007 (?), 2012, 2014-15.


fonte: wikipedia, http://www.volcanodiscovery.com/raung/news.html

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lunedì 22 giugno 2015

Anomale esalazioni di gas sull'isola di Vulcano in Sicilia: balneazione vietata


Un gas inodore ed eventualmente letale si sprigionerebbe dalle acque intorno all’isola di Vulcano, nelle Eolie, mettendo a rischio i bagnanti. Come scrive Repubblica, la Protezione Civile ha invitato il Comune di Lipari, la Regione Sicilia, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, la Guardia costiera, la Capitaneria di porto e la Prefettura a valutare l'ipotesi di vietare la balneazione. L’allarme è nato dopo che un bambino francese di nove anni si è sentito male lo scorso aprile, perdendo i sensi all'improvviso mentre giocava sulla spiaggia delle acque calde. Il piccolo non era nella vasca dei fanghi e quel giorno non c’era vento: quello che lo ha avvelenato è stata una “elevatissima concentrazione nell’aria di anidride carbonica”, ha spiegato Repubblica.


La Protezione Civile ha parlato di “situazione di possibile pericolosità connessa con emissioni gassose in mare”, chiedendo l’opportunità di interdire l'accesso all'area e di vietare la balneazione nella spiaggia delle ‘acque calde’.

Una ipotesi shock per un'isola che sul turismo termale, con decine e decine di migliaia di presenze per nove mesi l'anno, basa buona parte della sua economia. E che con quel vulcano attivo (anche se l'ultima eruzione risale al 1890) e innocuo convive felicemente da sempre. Per il Dipartimento di Protezione civile però, "sussistono condizioni di pericolosità per la pubblica incolumità nel tratto di mare dell'isola di Vulcano denominato 'acque calde', antistante la cosiddetta 'vasca dei fanghi', dove sono presenti numerosi punti di emissione di gas e dove, soprattutto in assenza di vento, possono prodursi, senza nessun preavviso, elevate concentrazioni di gas inodore ed eventualmente letale"

Sulla vicenda è intervenuto anche l’Istituto nazionale di geofisica, che monitora costantemente l'ordinaria attività del vulcano che alimenta la vasca dei fanghi proprio con l'emissione dei vapori sulfurei:

“In condizioni particolari di calma di vento che non consente la dispersione dell'anidride carbonica- è stato il responso consegnato dieci giorni fa dai tecnici dell'Ingv - questo tipo di emissioni possono diventare pericolose per la possibilità di locali accumuli che determinano alte concentrazioni in atmosfera". E proprio ad altezza di naso di bagnanti perché - spiegano ancora - "l'anidride carbonica, attraversando l'acqua di mare prima di giungere in superficie, si raffredda aumentando la propria densità e tende a stazionare sulla superficie dell'acqua all'altezza di respirazione di eventuali bagnanti".
  
fonte:http://www.today.it/rassegna/isola-vulcano-gas-divieto-balneazione.html, http://www.repubblica.it/cronaca/2015/06/22/news/il_mistero_dei_gas_di_vulcano_sono_pericolosi_vietate_i_bagni_-117397922/
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Nuove esplosioni del vulcano Ubinas in Perù

Una nuova fase di esplosioni intermittenti ed emissioni di cenere dal vulcano Ubinas in Perù è iniziata sabato sera (20 giugno ). La nuova ondata di attività è stata accompagnata da un aumento di attività sismica dall'inizio di giugno, caratterizzato da terremoti legati alla fratturazione della roccia sotto al vulcano e da segnali generati da movimenti fluidi interni, entrambi risultati dall'aumento della pressione interna.


Un'anomalia termica debole era diventata visibile anche dai dati satellitari da metà giugno, dato che più calore veniva trasferito al cratere del vulcano . Questo ha annunciato il sorgere di un nuovo lotto di magma che ora sta causando queste piccole eruzioni.

fonte: http://www.volcanodiscovery.com/ubinas/news/53441/Ubinas-volcano-Peru-activity-update-new-explosions-ash-emissions.html

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Monte Hakone: il sito vulcanico non lontano da Tokyo è ancora pericoloso

Ci siamo lasciati quasi un mese fa con la notizia che il terreno intorno al Monte Hakone, a pochi km da Tokyo, si stava sollevando a causa della nuova attività vulcanica iniziata ai primi di maggio di quest'anno. Ora è passato più di un mese dalle ultime news ricevute sul vulcano, e visto che l'area era stata completamente abbandonata per l'eventuale rischio eruzione, ora i vulcanologi del governo della prefettura di Kanagawa hanno inviato un paio di droni dotati di fotocamera a controllare la zona off-limit.



I droni hanno rivelato che dello zolfo è stato espulso dal terreno e che le strutture del sito turistico sono state gravemente danneggiate dalla recente attività vulcanica. E' stata esaminata una zona che si estende per circa 400 metri di diametro, e i droni hanno rivelato che alcuni dei servizi che hanno fornito acqua calda questa primavera nella zona sono stati danneggiati, con una forte fuoriuscita di zolfo da buchi nel terreno. Secondo un dipendente di una ditta che fornisce l'acqua calda a locande della città, il filmato ha mostrato che una delle torri utilizzate per pompare l'acqua si è spezzata a metà. Due torri di pompaggio acqua supplementari sono state "significativamente danneggiate." Il governo della prefettura sta cercando un luogo adatto dove inserire un sensore di inclinazione in grado di rilevare i movimenti della crosta terrestre. Secondo l'Agenzia meteorologica del Giappone, un terremoto di intensità sismica di 2 sulla scala giapponese di 7 è stato rilevato nel distretto Yumoto Hakone, intorno alle 11:44 del 20 giugno L'agenzia mantiene un avviso eruzione vulcanica di livello 2 per la montagna, il che significa che alle persone è proibito di avvicinarsi al cratere Hakoneyama.

fonte: http://ajw.asahi.com/article/behind_news/social_affairs/AJ201506220023

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domenica 21 giugno 2015

Filippine: nuove esplosioni del vulcano Bulusan, in 34.000 pronti ad evacuare

Il vulcano Bulusan in Sorsogon, nelle Filippine, ha espulso cenere intorno alle 13:15 di oggi, domenica 21 Giugno, come riferito dall'Istituto filippino di vulcanologia e sismologia (Phivolcs). Il Phivolcs riferisce che cenere sottile è caduta sulle barangays di San Jose, San Francisco, Bulusan Proper, Sapngan , San Rafael e Dapdap, nel distretto di Bulusan.


"L'evento, che è durato 111 secondi sulla base delle registrazioni sismiche, ha generato una colonna di 150 metri di altezza di cenere distribuita su aree ad est del vertice del vulcano" . L'agenzia ha riportato suoni come tuoni che sono stati sentiti fino a Barangay Cogon nel comune di Irosin. Rimane in vigore l'allerta 1 sul vulcano; quindi, accesso proibito nel raggio di quattro chilometri permanenti come Danger Zone (PDZ). 
Il governo ha accumulato scorte di cibo in caso di evacuazioni dopo le ultime eruzioni del Monte Bulusan, che sono state ben sei nelle ultime settimane. Oltre alle confezioni alimentari di emergenza, le autorità stanno osservando attentamente le comunità vicino al vulcano, secondo il portavoce presidenziale Herminio Coloma. "Il governo continua a monitorare il comportamento del Monte Bulusan in modo da poter salvaguardare il benessere di circa 34.000 residenti colpiti in 22 paesi e cinque comuni," ha detto Coloma. L'istituto di monitoraggio del vulcano governo ha detto che finora, le emissioni sono state causate da acque sotterranee in miscelazione con rocce calde all'interno del vulcano di 1.565 metri. Queste "eruzioni freatiche" hanno inviato cenere e fumo nell'aria, coprendo le pendici del vulcano e le città vicine, secondo Winchelle Ian Siviglia, l'ufficiale a capo di un team di monitoraggio Bulusan.

fonti: http://www.gmanetwork.com/news/story/507902/news/regions/govt-takes-precautions-as-mt-bulusan-turns-lively, http://www.gmanetwork.com/news/story/507942/news/regions/mt-bulusan-spews-ash-sunday-afternoon

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