venerdì 10 luglio 2015

Le eruzioni vulcaniche che hanno cambiato la storia

È noto che le eruzioni vulcaniche sono state responsabili della variabilità climatica negli ultimi millenni. E cambiare il clima significa anche cambiare il corso degli eventi, con conseguenze disastrose a volte anche nell'economia e nel morale delle popolazioni. Nel corso dei millenni ci sono state varie eruzioni che hanno cambiato il corso della storia, sin dal tempo dei dinosauri, in quanto come abbiamo visto in un precedente post i vulcani hanno copartecipato addirittura all'estinzione di questi giganti della Terra. Nel corso della storia umana, gli effetti prolungati di raffreddamenti vulcanici sul clima hanno innescato cattivi raccolti e carestie. Questi eventi possono aver contribuito al declino sociale tramite pandemie nelle comunità basate sull'agricoltura. Scoprire come dietro ad alcuni eventi storici ci siano state delle eruzioni vulcaniche lascerà sorpreso il lettore. Analizziamo in dettaglio questi eventi, andando in ordine cronologico:

1600 a.C: l'eruzione di Santorini e il declino della civiltà minoica



L'eruzione più lontana nel tempo documentato della storia che ha causato danni all'umanità è quella dell’antica isola di Thera, l’odierna Santorini, la cui caldera eruttatò tra il 1627 e il 1600 a.C., sventrando l’isola e distruggendo anche l’insediamento di Akrotiri, che forse avrebbe dato impulso al mito di Atlantide, e distruggendo gli insediamenti sulla costa nord di Creta; fu così che incominciò il lento declino della civiltà minoica. La stessa eruzione sconvolse anche altre parti del globo, come la Cina, dove il sorgere della dinastia Shang, datato approssimativamente al 1618 a.C., fu accompagnato da “nebbia gialla, un fioco sole, dunque tre soli, ghiaccio a luglio, carestia e l’inaridimento di tutti e cinque i cereali“. Anche l’Egitto subì i tristi effetti dell’eruzione, che avvolse il paese nelle tenebre. L'evento generò anche uno tsunami alto da 35 m a 150 m che devastò la costa nord di Creta, distante circa 110 km. Lo tsunami ebbe un impatto sulle città costiere quali Amnisos, dove i muri degli edifici furono deformati nel loro allineamento. Sull'isola di Anafi, 27 km ad est, sono stati trovati strati di cenere profondi 3 m, come pure strati di pomice sui pendii a 250 m sopra il livello del mare.

536 d.C: l'eruzione dell'Ilopango e la caduta dell'Impero Romano d'Oriente e dei Maya



Il 24 marzo 536 d.C il cielo si oscurò improvvisamente in tutta l'Europa continentale e una spessa una nube di polvere rimase nei cieli per 18 mesi. Il vulcano Ilopango in El Salvador diede vita ad una spaventosa eruzione che produsse 84 km cubi di materiale vulcanico, facendone di gran lunga la più grande eruzione avvenuta in tempi storici (l'eruzione che distrusse Pompei produsse appena poco più di 1 km cubo di materiale).

Le conseguenze furono davvero terribili. A causa del freddo, i campi non producevano più cibo per sostentare la popolazione e iniziò la carestia. Si moriva di fame e di epidemie, in particolare sotto la scure impietosa della peste nera: a causa sua nell’impero romano d’Oriente morì un quarto della popolazione.
Il fenomeno, naturalmente, colpì il mondo intero e portò al sovvertimento degli ordini sociali.

Nella Gran Bretagna e in Irlanda l’agricoltura fu devastata, e Bulgari e Avari furono costretti a invadere i Balcani per sopravvivere. La neve arrivò persino nella fertile Mesopotamia.

Proprio in quest’anno si assistette al declino di due grandi potenze: la dinastia cinese Wei (gli scritti affermano che sotto la dinastia Wei morì il 75% della popolazione per siccità ed epidemie) e gli abitanti di Teotihuacàn, la più grande città-Stato dei Maya.
In tutta l'America Centrale pioveva cenere. Molti villaggi maya sono stati distrutti e un massimo di 100.000 persone sono state sterminate. I sopravvissuti sono fuggiti prima dell'eruzione, ed hanno lasciato i loro insediamenti a El Salvador. 
Attraverso le ceneri la terra per due secoli è diventata sterile. 
Nello stesso periodo anche il vulcano Rabaul in Papua Nuova Guinea (VEI 6) ha eruttato con grandi quantità di gas di zolfo nell'atmosfera. Nel corso dei seguenti eventi vi fu una simultanea grande eruzione del Krakatoa. 
Diverse teorie presuppongono che questi cambiamenti climatici siano coincisi con l'inizio della fine dell'Impero Romano e l'emergere di Islam, in qualche modo collegato.

1257 d.C. : l'eruzione del vulcano Samalas e la peste nera



Quest'eruzione diffuse la sua cenere da un polo all'altro del pianeta ed ebbe origine dal vulcano Samalas, che si trova sull'isola indonesiana di Lombok. E' datata tra maggio e ottobre del 1257. Il vulcano sparò in aria 40 km cubi di polvere nella stratosfera dando luogo ad un periodo freddo che causò le carestie dei decenni successivi, e scatenando una catena di eventi che portarono anche alla peste nera del 1300, che uccise milioni di persone in tutta Europa. Secondo gli scienziati, quest'eruzione fu di magnitùdo otto volte superiore rispetto a quella della famigerata esplosione del Krakatau del 1883 e due volte quella del Tambora del 1815.

1783 d.C: l'eruzione del vulcano Laki e la Rivoluzione Francese



L'eruzione del vulcano Laki in Islanda, del 1783, causò siccità e carestie in mezza Europa negli anni successivi e fu uno dei motivi del malcontento francese causato dall’aumento dei prezzi del cibo che probabilmente portò alla Rivoluzione Francese del successivo decennio. Più di 9.000 persone persero la vita a causa degli effetti diretti dell’eruzione e circa 20.000 (un terzo della poplazione di tutta l’Islanda) persero la vita a causa della conseguente carestia del 1783-1784. Il vento portò con sè le nubi dense di cenere che avvelenarono la Terra e il mare, uccidendo metà della popolazione di bovini islandesi e un quarto della popolazione di pecore e cavalli. Sulle aree colpite nulla cresceva, nemmeno l’erba. Ma l’eruzione ebbe effetti ancora più diffusi negli anni successivi. Sembra che l’eruzione del Laki influì anche sul clima africano ed asiatico: la circolazione monsonica indiana fu indebolita, e questo portò ad anomalie negative nelle precipitazioni sull’area del Sahel. Il fiume Nilo ridusse drasticamente la sua portata. In Europa peggiorò la qualità dell’aria e le estati si fecero fresche e piovose. L’inverno che seguì fu uno dei più rigidi nella storia della Gran Bretagna: la città di Selborne visse 28 giorni di gelo consecutivi, e 8.000 furono i morti causati dal freddo in tutta la nazione. La Germania e il resto dell’Europa centrale furono teatro di abbondanti nevicate, che, durante il successivo disgelo, causarono disastrose inondazioni. Le anomalie climatiche potrebbero aver acuito la carestia dell’epoca Tenmei in Giappone. I cattivi raccolti innescarono grandi insurrezioni delle popolazioni, che cominciarono a morire di fame e di stenti. Era il 1789. Fu uno dei fattori che contribuì allo scoppio della Rivoluzione Francese.

1809-1812 d.C.: una serie di eruzioni imponenti e la disfatta di Napoleone in Russia



Il periodo più buio della storia europea si raggiunse nel secondo decennio dell’800, quando la stessa civiltà occidentale rischiò il collasso. Tutto iniziò nel 1809, quando un vulcano ancora sconosciuto eruttò, immettendo nell’aria grandi quantità di polvere che circondarono il pianeta. L’eruzione fu seguita da un’altra del vulcano Soufrière del 1812 e il vulcano Mayon nel 1814. Tutte queste eruzioni immisero nell’atmosfera una grande quantità di polveri che fecero abbassare la temperatura globale. Quasi certamente furono proprio questi vulcani che generarono il terribile inverno del 1812, anno della campagna napoleonica di Russia che si risolse in una disfatta, con migliaia di uomini morti per il freddo e un Napoleone il cui potere stava inesorabilmente declinando. All’eruzione dei vulcani si aggiunse anche il minimo di Dalton, un periodo in cui la presenza delle macchie solari si ridusse notevolmente, ad abbassare le temperature.



1815 d.C.: l'eruzione del Tambora, l'Anno senza estate e la caduta di Napoleone



Il colpo di grazia fu dato dall’eruzione del vulcano indonesiano Tambora dell’aprile 1815, l’eruzione più potente degli ultimi secoli, che causò nell’anno successivo quello che è ricordato come l’Anno senza estate, un periodo in cui morirono tra le 60.000 e le 80.000 persone in Europa e Nord America, a causa della siccità dovuta al gelo intenso nei mesi estivi. Il 1816 fu un anno cruciale per una serie di eventi storici e letterari. Innanzitutto, il continuo maltempo estivo costrinse molte persone a rimanere nelle proprie case, e fu proprio da una di queste situazioni che nacque il Frankenstein di Mary Shelley. Inoltre, un effetto immediato fu anche la conquista del Far West americano in cerca di terre coltivabili, visto che quelle dell’America nord-orientale erano andate distrutte dalle nevicate estive. Altre conseguenze non meno importanti furono la mancanza di foraggio, che indusse Karl Drais a inventare il velocipede, antenato della bicicletta, per velocizzare i trasporti, oppure la prima pandemia colerica del mondo. Gli effetti dell’eruzione si ritrovano anche nei dipinti dell’inglese William Turner, che spesso utilizzava il rosso e l’arancio per colorare il cielo delle proprie tele. Il secondo decennio dell’ottocento fu quindi un periodo drammatico, che portò anche alla rivoluzioni europee del 1820-1821

L'eruzione del vulcano nel 1815, potrebbe avere anche influito su un evento storico di portata epocale come la battaglia di Waterloo del 18 giugno 1815. A seguito dell'offuscamento del sole, durato mesi, in ragione della nube prodotta dalla polvere vulcanica, le piogge resero il terreno umido in pieno giugno, sconvolgendo i piani tattici di Napoleone Bonaparte. L'artiglieria di Napoleone non poté iniziare il cannoneggiamento prima di mezzogiorno ed inoltre fu quasi impossibile il tiro di rimbalzo, di solito micidiale, mentre gli inglesi disposero i fucilieri in lunghe file sparando a raffiche. Seguì la scelta della carica di cavalleria con le sciabole, dato che i cannoni non operavano nel modo usuale, ciò costò troppe perdite e sfiancò i cavalli e Napoleone fu sconfitto.

1883 d.C.: l'eruzione del Krakatoa e i cieli del mondo colorati di rosso



Nel 1883 fu la volta del vulcano indonesiano Krakatoa, il cui boato si sentì fino in Australia, a 2000 km di distanza. L'eruzione generò tramonti spettacolari in tutto il mondo per diversi mesi successivi, a causa del fatto che la luce solare si rifletteva sulle particelle di polvere sospese nell'aria, eruttate dal vulcano nell'atmosfera. Nel 2004 alcuni ricercatori supposero che il cielo, color rosso sangue, del famoso quadro di Edvard Munch L'urlo, realizzato nel 1893, sia in realtà una riproduzione accurata del cielo norvegese dopo l'eruzione. A causa delle particelle di cenere emesse nell'aria, la Luna mantenne per anni un colore bluastro. Inoltre la temperatura media terrestre si abbassò. Il livello dell'acqua si alterò dall'epicentro fino al canale della Manica.

1991 d.C.: l'eruzione del Pinatubo e l'allargamento del buco dell'ozono



L'eruzione pliniana del vulcano Pinatubo, nelle Filippine, del giugno 1991, la prima dopo 5 secoli di inattività, fu la seconda più grande e violenta eruzione del XX secolo. Le previsioni dell'inizio dell'attività eruttiva erano esatte e decine di migliaia di persone furono evacuate dall'area circostante il vulcano salvando molte vite, ma l'area subì numerosi danni a seguito delle colate piroclastiche, il deposito delle ceneri, e in seguito dei Lahar, frane di cenere causate dalle piogge che rimuovevano le ceneri depositatesi. Migliaia di abitazioni furono distrutte.


Gli effetti dell'eruzione furono avvertiti a livello planetario. Essa iniettò nella stratosfera un'enorme quantità di gas superiore ad ogni eruzione successiva a quella del Krakatoa del 1883. Gli aerosol formarono uno strato oscurante di acido solforico, nei mesi successivi. La temperatura globale diminuì di mezzo grado Celsius e il buco dell'ozono crebbe sostanzialmente



fonti: http://www.telegraph.co.uk/news/science/science-news/11726459/Did-American-volcanoes-trigger-fall-of-Roman-Empire.html, http://vulcanonews.blogspot.it/2015/01/lanno-senza-estate-del-535-536-dc.html, http://www.imperobizantino.it/old/Storia-art13.htm, wikipedia

The Day After

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