mercoledì 8 luglio 2015

Vulcani sottomarini in Italia: non c'è solo il Marsili

Il rischio vulcanico in Italia non viene soltanto dai vulcani in terraferma o delle isole, come il Vesuvio, i Campi Flegrei o l'Etna, ma anche da quelli sottomarini. La loro attività risulta diversa da quella dei vulcani presenti sulla terra emersa, perché sono circondati dall’acqua marina, che raffredda rapidamente i prodotti emessi e talvolta frammenta il magma generando delle piccole esplosioni, i cui prodotti vengono in parte depositati sul fondo e dispersi dalle correnti marine.


Il più famoso di tutti i vulcani sommersi è sicuramente il Marsili, di cui si è parlato molto in passato per il rischio di una pericolosa eruzione, che teoricamente potrebbe portare ad uno tsunami sulle coste italiane del Tirreno. Il rischio che una cosa del genere avvenga effettivamente è molto basso, anche se il vulcano non è spento, dato che la sua attività è testimoniata dalla circolazione di fluidi ad alta temperatura che depositano sul fondo marino solfuri di piombo, rame, zinco e ossidi e idrossidi di ferro e manganese. Il Marsili è il più grande vulcano d’Europa, con una lunghezza di circa 50 km e una larghezza di 20 km con la cima a circa 500 metri sotto il pelo dell’acqua, ma è solo uno dei vari vulcani sommersi in Italia. Vediamo quali sono gli altri e dove si trovano:



Vavilov

Il vulcano sottomarino Vavilov ha una lunghezza di 30 km in direzione Nord – Nord Est – Sud – Sud Ovest, una larghezza di 15 km e si eleva di 2,7 km rispetto ai fondali circostanti. Attualmente è considerato inattivo, ma il rischio per questo vulcano è il collasso gravitativo, secondo Enrico Bonatti, direttore dell' Istituto di Scienze del Mare del Cnr, il che, come per il Marsili, potrebbe creare un potente maremoto. L’elemento principale del vulcano è la forte asimmetria dei fianchi orientale ed occidentale: il primo è caratterizzato da numerosi apparati conici con una morfologia simile a quella del vulcano Marsili, mentre il secondo è più ripido e senza elementi morfologici di rilievo.

Magnaghi

Uno dei più grossi vulcani del sistema sottomarino italiano è il Magnaghi. Tre milioni di anni di età. Localizzato a 220 km sud-est di Napoli, misura in profondità fra 1465 e 3000 m di cui soltanto la parte superiore è di circa 2300 m, ha le caratteristiche di un edificio vulcanico.

Palinuro

Palinuro è un complesso vulcanico lungo circa 75 km, composto da almeno 8 edifici maggiori allineati all’incirca in direzione Est – Ovest.

Glabro

Si trova poco distante dal complesso vulcanico Palinuro, lungo lo stesso allineamento. La sommità di questi due vulcani è intorno ai 100 metri sotto il livello del mare.

Alcione

Il vulcano Alcione e gli apparati gemelli dei Lametini si trovano in posizione intermedia tra l’allineamento Palinuro-Glabro e l’arco delle Isole Eolie. Sono vulcani conici, alti circa un migliaio di metri rispetto ai fondali circostanti.

Nella zona delle Eolie

Nell’apparato eoliano tutti i principali edifici sono arrivati ad emergere e formano isole, anche se esistono apparati minori, in particolare attorno all’allineamentoVulcano-Lipari-Salina. Ad ovest dell’arcipelago si trovano i tre apparati di Eolo, Enarete e Sisifo. Gli edifici sono allungati ed allineati in direzione Nord Ovest – Sud Est e alti circa un migliaio di metri.


Canale di Sicilia

Il vulcanismo sottomarino è ben presente anche nel Canale di Sicilia, una zona tettonicamente molto attiva. Questo vulcanismo, in parte ancora attivo, ha dato origine alle isole di Pantelleria e Linosa e a numerosi edifici vulcanici sottomarini, come Ferdinandea o Graham, Terribile, Senza nome, Nerita e Bannock, allineati principalmente in direzione Nord Ovest – Sud Est e Nord -Sud. Una recente ipotesi interpreta il banco di Graham, insieme a quello di Terribile e Nerita, come l’espressione di un grande vulcano sottomarino, denominato Empedocle, di dimensioni simili all’apparato etneo. Mancano tuttavia ancora prove definitive per confermare questa ipotesi.

A questi vulcani di recente se ne è aggiunto un altro, ancora senza nome, scoperto a largo di Capo Vaticano in Calabria. Esso è localizzato a circa 120 metri sotto il livello del mare e si estende per circa 15 km e si trova a una quindicina di chilometri dalla costa. Ma nessun allarme: il cratere appena individuato, pur attivo per un periodo di tempo molto lungo, è ormai spento da 670 mila anni. Lo rivela una ricerca pubblicata sul Journal of Geophysical Research.


fonte: http://archiviostorico.corriere.it/2004/dicembre/29/Due_grandi_vulcani_sottomarini_inquietano_co_9_041229037.shtml?refresh_ce-cp, http://astrolabio.amicidellaterra.it/node/346, http://www.nationalgeographic.it/scienza/2010/06/22/news/scoperto_un_nuovo_vulcano_italiano-50655/, http://www.protezionecivile.gov.it/jcms/it/vulcani_sottomarini.wp?pagtab=5#pag-content

The Day After

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